Controllo sulla gestione finanziaria dell’Istituto nazionale del dramma antico per il 2023 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 133 del 06.11.2025)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, in sede di controllo sulla gestione finanziaria degli enti sottoposti al suo esame ai sensi dell’art. 12 della legge 21 marzo 1958, n. 259, riferisce al Parlamento il risultato dell’esercizio e le vicende successive, valutando la regolarità contabile e l’efficienza gestionale. Il controllo non si esaurisce nella verifica del bilancio, ma investe l’assetto degli organi, la coerenza tra funzioni statutarie e compensi, la sostenibilità del contenzioso e la gestione delle risorse umane. Il risultato positivo di esercizio e la riduzione del disavanzo pregresso non escludono il permanere di criticità strutturali, che la Sezione segnala al fine di sollecitare interventi correttivi. L’ente è tenuto a una programmazione rigorosa del congedo ordinario e a un adeguamento della governance statutaria idoneo a eliminare la sovrapposizione tra le funzioni del Consigliere delegato e del Sovrintendente.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti ha esaminato il bilancio di esercizio 2023 dell’Istituto nazionale del dramma antico, fondazione di diritto privato con sede legale a Roma e sede operativa a Siracusa, sottoposta al controllo ai sensi dell’art. 8, comma 2, del d.lgs. 29 gennaio 1998, n. 20, come modificato dal d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 33. La Fondazione, non inserita nell’elenco Istat, ha trasmesso il bilancio corredato delle relazioni degli organi di amministrazione e di revisione.
La questione centrale riguarda la tenuta complessiva della gestione in un esercizio di forte espansione dell’attività teatrale, segnata dal ritorno a capienza piena del Teatro greco di Siracusa, dall’attuazione dei progetti PNRR e dal perdurare di un contenzioso con la Regione siciliana sui cofinanziamenti PO-FERS.
La Motivazione della Corte
La Corte rileva anzitutto le criticità dell’assetto di governance. La limitata chiarezza delle norme statutarie sui compiti del Consigliere delegato e del Sovrintendente ha generato conflittualità. Le modifiche statutarie approvate dal Cda nel 2023 e riformulate nel 2024 non hanno superato il vaglio del Ministero vigilante, che con la nota n. 5683 del 22 luglio 2024 ha escluso che esse risolvano la sovrapposizione. In questo quadro si colloca la vicenda del compenso della Consigliera delegata: la delibera n. 6 del 21 aprile 2023, che lo rideterminava in aumento, è stata oggetto di rilievi sia del magistrato di controllo sia del Ministero, ed è rimasta inattuata.
Sul piano delle risorse umane, il costo complessivo del personale cresce da euro 2.853.301 a euro 3.537.222, ma la Corte sottolinea che l’incremento è correlato all’aumento delle produzioni e dei ricavi. L’incidenza del personale a tempo indeterminato sulle spese correnti scende dal 7 al 6,5 per cento. Resta però il problema del residuo ferie non godute, pari a 88,8 giorni al 31 dicembre 2023, in aumento rispetto ai 64,2 del 2022, con un peggioramento che la Sezione invita a correggere attraverso adeguata programmazione e controllo.
La Corte esamina poi i progetti PNRR. Quello relativo all’efficientamento energetico del Teatro, finanziato per euro 650.000, e quello per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive, finanziato per euro 2.042.876, risultano entrambi conclusi con obiettivi raggiunti al 30 giugno 2025. I relativi atti d’obbligo erano stati stipulati rispettivamente il 30 agosto 2022 e il 16 febbraio 2023.
Sul contenzioso, la Corte ricorda che i crediti verso la Regione siciliana per i cofinanziamenti 2010 e 2011 ammontano a euro 2.039.322 e sono coperti da un fondo rischi. La sentenza di primo grado che ha condannato la Fondazione alla restituzione di euro 1.039.679 è stata impugnata e la sua esecutività sospesa. Permane la necessità di monitorare attentamente gli esiti dei giudizi e di adottare ogni atto utile a tutelare l’ente.
I risultati contabili evidenziano un utile d’esercizio di euro 40.423, destinato a copertura della perdita pregressa ridotta a euro 602.931. Il valore della produzione sale a euro 8.789.600, con ricavi da biglietteria in forte crescita. La Corte osserva che le risorse autonome superano i contributi, ma rileva il calo delle disponibilità liquide, scese da euro 2.053.093 a euro 957.355, e l’aumento dell’indebitamento a breve.
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Nota della Redazione
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