Controllo Corte dei conti su bilancio IRCCS: squilibrio e tetti di spesa (Corte dei Conti Sez. contr. Puglia n. 187 del 29.11.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo che le Sezioni regionali della Corte dei conti esercitano sui bilanci di esercizio degli enti del Servizio sanitario nazionale, ai sensi dell’art. 1, c. 170, della l. n. 266/2005 e dell’art. 1, c. 3, del d.l. n. 174/2012, è riesame di legalità e regolarità a natura collaborativa: esso si sostanzia nella segnalazione all’ente delle disfunzioni rilevate e rimette all’ente stesso l’adozione delle misure correttive. L’accertamento di squilibri economico-finanziari, di mancata copertura di spese o di violazione di norme poste a garanzia della regolarità della gestione finanziaria obbliga l’amministrazione a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri, con la conseguenza che, in caso di inottemperanza, resta preclusa l’attuazione dei programmi di spesa privi di sostenibilità finanziaria. La misura interdittiva va però bilanciata con i principi dell’art. 32 Cost., poiché la tutela della salute presuppone la spesa necessaria a garantire i livelli essenziali di assistenza. Restano ferme le raccomandazioni volte al contenimento dei costi soggetti a vincoli di finanza pubblica e al rispetto dei tetti assegnati.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo per la Puglia ha esaminato la relazione al bilancio di esercizio 2023 dell’I.R.C.C.S. “Istituto Tumori Giovanni Paolo II” di Bari, ente del Servizio sanitario nazionale. Il controllo segue la precedente deliberazione con cui erano stati esaminati i bilanci del triennio 2020-2022, chiusi in perdita con violazione dei tetti di spesa e dei limiti al personale.
A seguito degli approfondimenti istruttori e dei chiarimenti resi dall’Istituto, la Sezione ha verificato le risultanze economico-patrimoniali e finanziarie del 2023, la gestione delle partecipazioni, gli acquisti di beni e servizi, la spesa farmaceutica e per dispositivi medici, la spesa del personale, i pagamenti e lo stato degli investimenti finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
La Motivazione della Corte
La Sezione muove dal quadro normativo del controllo, ricostruendo la funzione di riesame di legalità e regolarità attribuita dall’art. 1, c. 170, della l. n. 266/2005 e dall’art. 1, c. 3, del d.l. n. 174/2012, e ne richiama la natura collaborativa confermata dalla giurisprudenza costituzionale, che la limita alla segnalazione delle disfunzioni rimettendo all’ente le misure necessarie.
Sul piano economico, il triennio 2021-2023 registra risultati costantemente negativi; il 2023 si chiude con un risultato d’esercizio negativo di rilevante entità, pur in miglioramento rispetto al 2022. La gestione caratteristica mostra una riduzione della perdita, ma lo squilibrio permane, secondo la relazione dell’Istituto, per fattori di costo non governabili e tariffe di remunerazione non adeguate. La Sezione prende atto del percorso di riequilibrio avviato e invita a presidiarne costantemente il mantenimento.
Quanto alle partecipazioni, è esaminata la posizione del consorzio in cui l’Istituto detiene una quota minoritaria: il peggioramento delle perdite ha ridotto il patrimonio netto, determinando una riduzione del capitale sociale in misura superiore a un terzo. La Sezione raccomanda di monitorare la gestione e di attivare i rimedi civilistici previsti.
Sul fronte delle acquisizioni, la Sezione richiama la disciplina delle proroghe contrattuali e l’art. 120, c. 11, d.lgs. n. 36/2023, ricordando che il ricorso alla proroga va contenuto nella dimensione di rimedio per situazioni temporanee ed eccezionali. In tema di spesa farmaceutica, si accerta lo sforamento, contenuto, del tetto per gli acquisti diretti, contrariamente a quanto riferito nel questionario, e si raccomanda di monitorare l’aggregato. Per i dispositivi medici la Sezione prende atto delle modalità di sterilizzazione dei costi riconducibili alla ricerca e alle convenzioni, ma invita a coordinare le verifiche con la Regione.
In materia di personale, si accerta il superamento del limite di spesa per lavoro flessibile e si invita a consolidare il miglioramento del 2024, nonché a raccordare costantemente i dati con la Regione, essendo emerse discordanze. Infine, la Sezione raccomanda di proseguire nella riscossione dei crediti e nel pagamento dei debiti più risalenti e di garantire la piena attuazione degli investimenti del P.N.R.R. entro le scadenze previste nel 2026.
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Nota della Redazione
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