Fondo unico disabilità, accertato lo stato di attuazione della misura (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 51 del 19.11.2025)
Principi di diritto (Massima)
Nell’esercizio del controllo concomitante sulla gestione, il Collegio accerta l’attuale stato di attuazione di una misura finanziata da un fondo pubblico, prendendone atto, senza formulare giudizi di responsabilità. La complessità procedurale riconducibile al dettato normativo — che demanda l’utilizzo delle risorse a decreti ministeriali adottati di concerto tra più Dicasteri, previa intesa in Conferenza unificata e parere della Commissione tecnica per i fabbisogni standard — non integra di per sé una situazione di stallo o di immobilismo, ma impone all’amministrazione una più celere attività di programmazione, quale precondizione del corretto utilizzo delle risorse e della buona spesa pubblica. Il monitoraggio e la rendicontazione degli enti beneficiari, pur previsti, restano in fase embrionale e non hanno ancora prodotto esiti valutabili.
Il Fatto
Il Collegio del controllo concomitante ha confermato fra i propri programmi, per l’anno 2025, l’istruttoria sul Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità, istituito dalla legge n. 213/2023 e disciplinato ai commi da 210 a 216 dell’art. 1. In precedenza, con deliberazione n. 45/2024/CCC, il Collegio aveva rilevato una rigidità istruttorio-procedurale nell’adozione dei decreti ministeriali attuativi, destinati a intercettare competenze di plurimi soggetti istituzionali.
L’attività istruttoria è stata avviata con nota del 12.03.2025 e proseguita con nota del 2.10.2025, con le quali il Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità è stato richiesto di riferire sullo stato di predisposizione dei decreti, sulla programmazione delle risorse, sul monitoraggio e sulla rendicontazione. La questione approda alla camera di consiglio per l’adozione di una deliberazione di accertamento dello stato di attuazione dell’intervento.
La Motivazione della Corte
Il Collegio muove dalla struttura della legge n. 213/2023, che demanda l’utilizzo delle risorse del Fondo a decreti dell’Autorità politica delegata in materia di disabilità, adottati di concerto con il MEF e con gli altri Ministri competenti. È la stessa legge istitutiva, dunque, a compendiare il coinvolgimento di più attori istituzionali nella allocazione delle risorse verso le destinazioni predefinite.
Su questa base il Collegio esclude che l’implementazione del Fondo versi in una situazione di stallo o di immobilismo: i progressi compiuti sono certamente registrabili, pur potendo essere più significativi. La dinamica attuativa risente delle difficoltà fisiologicamente connesse alla concertazione e ai meccanismi di acquisizione degli assensi.
Il quadro dei dati dell’esercizio 2025 conferma l’entità del fenomeno: la disponibilità residua del capitolo 857 ammonta a oltre 504 milioni di euro, gli impegni già registrati a circa 30,6 milioni, quelli in corso di registrazione a quasi 296,7 milioni, con decreti in corso di perfezionamento per ulteriori 372,58 milioni. Da qui la considerazione che l’ingente quantità di risorse necessiterebbe di una più celere attività di programmazione, precondizione del corretto utilizzo delle risorse in funzione della buona spesa pubblica; il Collegio sottolinea tuttavia che il dettato normativo non prescrive vincoli temporali rigidi a carico dell’amministrazione.
Quanto al monitoraggio, la previsione del comma 215 dell’art. 1 della legge n. 213/2023 — che dal 2025 sottopone gli enti territoriali beneficiari a monitoraggio e rendicontazione ai fini degli obiettivi di servizio — trova attuazione mediante clausole inserite nei decreti attuativi, con relazioni annuali e rendiconti conclusivi vincolati nel contenuto. Il Collegio registra che la gestione del Fondo non ha ancora prodotto esiti sotto tale profilo e che il monitoraggio, allo stato embrionale, non ha restituito specifiche criticità.
Il Collegio accerta pertanto l’attuale stato della misura, prendendone atto, e lascia impregiudicata la necessità di verificare, con successivi approfondimenti istruttori, la progressione effettiva dell’implementazione normativa, amministrativa e contabile.
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Nota della Redazione
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