Diritto al rateo di pensione e condanna dell’Inps in caso di inadempimento (Corte dei Conti Sez. giur. Sicilia n. 336 del 21.11.2025)
Principi di diritto (Massima)
In materia di pensioni pubbliche, il diritto del pensionato al rateo di pensione e al trattamento di famiglia maturati costituisce posizione sostanziale accertabile dal giudice contabile. Quando la spettanza del rateo e il mancato pagamento siano incontroversi e riconosciuti dall’ente previdenziale, il protrarsi dell’inadempimento, anche a fronte di più rinvii della trattazione, legittima l’accoglimento della domanda principale di pagamento. Alla condanna dell’ente conseguono gli accessori di legge — interessi legali e rivalutazione monetaria — dalla scadenza al soddisfo, secondo l’art. 167, comma 3, c.g.c. e l’art. 21, comma 2, disp. att. c.g.c.. Le spese di lite sono liquidate secondo il principio della soccombenza virtuale, con distrazione in favore del procuratore antistatario.
Il Fatto
Il ricorrente, già dipendente di un Comune e in quiescenza dal 1° agosto 2020, ha agito per ottenere il pagamento del rateo di pensione e del trattamento di famiglia relativi al mese di agosto 2020, per complessivi euro 856,44, oltre interessi legali e rivalutazione. In via subordinata, ha chiesto il risarcimento del danno patrimoniale di pari importo per la perdita del rateo.
Il giudizio originario, incardinato davanti al giudice ordinario, è stato definito con sentenza del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto n. 595/2024 del 14 giugno 2024, che ha declinato la giurisdizione in favore della Corte dei conti. Il ricorrente ha quindi riassunto la causa davanti alla Sezione giurisdizionale per la Regione Siciliana, depositando il ricorso l’11 settembre 2024.
La Motivazione della Corte
In via pregiudiziale, il giudice contabile ha accertato d’ufficio la tempestività della riassunzione. La sentenza declinatoria è stata pubblicata il 14 giugno 2024 e il ricorso in riassunzione è stato depositato l’11 settembre 2024: il termine stabilito dall’art. 17 c.g.c. risulta rispettato, tenuto conto della sospensione feriale dei termini.
Nel merito, la Corte ha rilevato che la spettanza del rateo e il mancato pagamento sono elementi incontroversi, espressamente riconosciuti dall’ente previdenziale. L’INPS aveva comunicato che l’importo sarebbe stato versato insieme al rateo di aprile 2025, ma il pagamento non è mai intervenuto.
La definizione della controversia è stata più volte rinviata in attesa del preannunciato pagamento. All’udienza del 22 maggio entrambe le parti hanno confermato la mancata erogazione; con note del 31 ottobre 2025 la difesa del ricorrente ha rappresentato il perdurante inadempimento, chiedendo l’accoglimento del ricorso e la condanna alle spese.
All’udienza del 20 novembre 2025, mentre il ricorrente insisteva nelle proprie richieste, l’INPS ha prospettato l’eventualità di un ulteriore rinvio. La causa è passata in decisione.
Il giudice ha quindi accolto la domanda principale, riconoscendo il diritto a ricevere la somma di euro 856,44, maggiorata degli interessi legali e della rivalutazione dalla scadenza fino al soddisfo. Le spese di lite sono state liquidate in euro 500,00, comprensive delle spese generali, oltre IVA e CPA, con distrazione in favore del procuratore dichiaratosi antistatario.
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Nota della Redazione
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