Controllo concomitante sul Fondo per il contrasto al consumo del suolo (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 66 del 22.12.2025)
Principi di diritto (Massima)
Nel controllo concomitante sulla gestione, il Collegio accerta lo stato di attuazione di un fondo statale di scopo valutando separatamente il profilo procedurale e quello contabile. Laddove non emergono irregolarità gestionali riferibili all’amministrazione titolare, non si formulano raccomandazioni, ma si rappresentano comunque i rischi per l’efficacia della misura. La previsione normativa di una riduzione delle risorse stanziate incide sulla sostenibilità degli obiettivi e impone di riconsiderare la distribuzione territoriale dei fondi in sede di conferenza Stato-Regioni, poiché gli obiettivi posti dal diritto euro-unitario costituiscono vincoli di scopo per gli Stati membri.
Il Fatto
Il Fondo per il contrasto al consumo del suolo è stato istituito dalla legge n. 197/2022 e disciplina il finanziamento di interventi di rinaturalizzazione dei suoli degradati in ambito urbano e periurbano. Il Collegio del controllo concomitante ha seguito la misura nel tempo, attraverso successive deliberazioni che ne hanno accertato lo stato di avanzamento.
Dopo l’ultima verifica, il magistrato istruttore ha convocato in audizione il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e ha chiesto chiarimenti sullo stato delle misure regionali, sugli effetti ambientali attesi, sui sistemi di misurazione della performance e sull’ammontare delle risorse disponibili. La questione approda al Collegio per l’accertamento conclusivo.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ricostruisce anzitutto il quadro euro-unitario e nazionale. Richiama la Strategia dell’UE per il suolo 2030, il Regolamento sul ripristino della natura e la Direttiva UE 2025/2360 sul monitoraggio e la resilienza del suolo. Sul piano interno richiama l’art. 9 della Costituzione, come modificato dalla legge costituzionale n. 1/2022, che include la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni.
Sul piano procedurale, l’attività istruttoria conferma il progressivo avanzamento dello stato attuativo del Fondo. Il DM n. 2/2025 e il suo Allegato 2 disciplinano la procedura di programmazione, articolata nelle fasi di proposta, istruttoria e valutazione, con la successiva stipula degli accordi di programma tra Ministero e Regioni. Tutte le Regioni, salvo quattro, hanno adottato i criteri specifici e pubblicato i bandi; alcune hanno già concluso la fase istruttoria.
Sul piano contabile, il Collegio rileva che la emananda legge finanziaria prevede un taglio di risorse pari a 20 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2026 e 2027, riducendo il plafond originario. La riduzione implicherebbe un arretramento del procedimento: la distribuzione fra le Regioni del taglio dovrebbe essere ridiscussa in sede di conferenza Stato-Regioni, dove in passato si sono annidati significativi ritardi. Il minor plafond sacrificherebbe progetti già selezionati come meritevoli dagli enti territoriali.
Il Collegio conclude che non ricorrono irregolarità gestionali tali da richiedere raccomandazioni nei confronti del Ministero, il cui operato si pone in linea con gli obiettivi posti. Rappresenta tuttavia i rischi per l’efficacia del Programma legati alla riduzione delle risorse, considerato che il ritmo del consumo di suolo resta insostenibile e che gli obiettivi euro-unitari costituiscono vincoli di scopo per gli Stati membri.
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Nota della Redazione
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