Corretto un errore materiale nella sentenza n. 175/2024 (Corte cost. ord. n. 18/2025)
Cosa decide l’ordinanza. La Corte costituzionale ha corretto un errore materiale contenuto in una sua decisione precedente, la sentenza n. 175 del 2024. Con questa ordinanza la Corte non decide nulla nel merito: non giudica se una legge sia o non sia conforme alla Costituzione. Si limita a sistemare il testo scritto di una sentenza gia’ pronunciata.
Il giudizio in cui si inserisce. Con la sentenza n. 175 del 2024 la Corte aveva deciso alcune questioni di legittimita’ costituzionale promosse dalla Regione Campania. Le questioni riguardavano gli articoli 10, 11, 12, 13, 14, 15 e 22 del decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124, convertito nella legge 13 novembre 2023, n. 162. La Regione riteneva che quelle disposizioni fossero in contrasto con gli articoli 3, 5, 97, 117, 118, 119 e 120 della Costituzione.
L’errore indicato nel testo. La Corte rileva che nel dispositivo della sentenza n. 175 del 2024, cioe’ nella parte finale che contiene le decisioni vere e proprie, dopo il capo numero 2) era stato omesso per mero errore materiale il capo con cui veniva dichiarata l’inammissibilita’ di quelle questioni sollevate dalla Regione Campania. In altre parole, la decisione era stata presa, ma non era stata riportata nell’elenco finale.
La correzione disposta. La Corte dispone che nella sentenza n. 175 del 2024, dopo il capo numero 2), sia inserito un nuovo capo, numerato 2-bis), con cui si dichiarano inammissibili le questioni di legittimita’ costituzionale degli articoli sopra indicati del decreto-legge n. 124 del 2023, come convertito, promosse dalla Regione Campania. Il testo della sentenza risulta cosi’ completato. La Corte richiama l’articolo 36 delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, che disciplina questo tipo di intervento.
Che cosa accade adesso. La sentenza n. 175 del 2024 va letta come integrata da questa correzione. Per il lettore comune la conseguenza pratica e’ una sola: chi consulta quella sentenza deve tenere conto anche del capo 2-bis). Le questioni della Regione Campania restano dichiarate inammissibili, quindi non sono state esaminate nel merito e le disposizioni contestate continuano ad applicarsi. L’ordinanza e’ stata decisa il 28 gennaio 2025 e depositata il 13 febbraio 2025.
Visualizza il provvedimento ufficiale: https://www.cortecostituzionale.it/scheda-pronuncia/2025/18