Ricorso per cassazione improcedibile senza tempestivo deposito della procura speciale (Cass. civ. Sez. I n. 23977/2026)
Principi di diritto (Massima)
Il deposito della procura speciale, quando conferita con atto separato, costituisce requisito di procedibilità del ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 369 c.p.c. La mancata produzione entro il termine previsto determina l’improcedibilità del ricorso e non può essere sanata mediante un deposito successivo. È irrilevante che la procura sia stata materialmente conferita prima della proposizione del ricorso quando tale circostanza non risulti dai documenti tempestivamente depositati. Il malfunzionamento del sistema informatico utilizzato dal difensore non esclude l’imputabilità dell’omissione quando vi sia stato tempo sufficiente per verificare l’esito della trasmissione e porvi rimedio.
Il Fatto
Una società aveva impugnato una decisione della Corte d’Appello relativa a una revocatoria fallimentare avente ad oggetto un pagamento ricevuto all’esito di una procedura esecutiva. Il ricorso per cassazione era articolato in tre motivi, concernenti la motivazione della sentenza, l’applicazione dell’art. 67 l. fall. e la regolazione delle spese processuali.
Prima di esaminare tali questioni, la Cassazione ha verificato la regolarità della procura speciale. Quella apposta in calce al ricorso non risultava sottoscritta dalla parte né autenticata dal difensore. La procura separata trasmessa insieme al ricorso risultava invece conferita da un soggetto diverso dal legale rappresentante della società ricorrente e riferita a un differente rapporto.
La Motivazione della Corte
La Corte rileva che l’art. 369 c.p.c. impone, a pena di improcedibilità, il deposito della procura speciale quando questa sia conferita con atto separato. Nel caso concreto nessuno dei documenti prodotti entro il termine previsto era idoneo a conferire validamente al difensore il potere di rappresentare la società nel giudizio di legittimità.
La ricorrente aveva successivamente allegato alla memoria una procura corretta, sostenendo che l’errore fosse dipeso da un malfunzionamento del server provocato da malware. Chiedeva quindi di considerare sanato il vizio mediante il deposito tardivo del documento.
La Cassazione esclude tale possibilità. Il mancato tempestivo deposito della procura attiene alla procedibilità del ricorso e, secondo la giurisprudenza richiamata, non è suscettibile di sanatoria mediante produzione successiva. Non rileva neppure la circostanza che la procura corretta fosse stata in ipotesi conferita anteriormente al ricorso, perché tale dato non emergeva dai documenti depositati entro i termini prescritti.
La Corte esclude inoltre che il problema informatico possa rendere non imputabile l’omissione. Dalla stessa ricostruzione della ricorrente risultava che il malfunzionamento riguardava il sistema da essa utilizzato e che l’intervento tecnico aveva risolto le anomalie già il giorno successivo alla notifica. Restava quindi un ampio intervallo temporale per verificare i documenti trasmessi e depositare tempestivamente la procura corretta.
Il ricorso viene pertanto dichiarato improcedibile senza esame dei tre motivi. Nessuna statuizione sulle spese viene adottata, poiché anche il controricorso è dichiarato inammissibile: pur notificato tempestivamente, era stato depositato oltre il termine previsto dall’art. 370, comma 1, c.p.c.
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