Dissesto stradale: la condotta imprudente può integrare il caso fortuito (Cass. civ. n. 13352/2026)
Principi di diritto (Massima)
In tema di responsabilità da cosa in custodia ex art. 2051 c.c., quanto più la situazione di pericolo è prevedibile e superabile mediante l’adozione delle cautele normalmente esigibili, tanto maggiore è l’incidenza causale della condotta imprudente del danneggiato, sino alla possibile interruzione del nesso eziologico tra la cosa e l’evento.
La condotta del danneggiato non deve necessariamente presentare caratteri di abnormità o eccezionalità per integrare il caso fortuito: anche una condotta colposa può assumere efficacia causale esclusiva, quando il giudice di merito accerti che il pericolo era concretamente percepibile e superabile mediante l’ordinaria prudenza.
In tema di ricorso per cassazione, deve escludersi l’improcedibilità ai sensi dell’art. 369 c.p.c. quando il provvedimento impugnato notificato sia tempestivamente depositato in copia informatica per immagine assistita da regolare attestazione di conformità, idonea a consentire la verifica della tempestività dell’impugnazione.
Il Fatto
Un motociclista agiva nei confronti di un Comune chiedendo il risarcimento dei danni subiti a seguito della caduta provocata da un grave dissesto del manto stradale. Il Tribunale rigettava la domanda applicando l’art. 2043 c.c. e ritenendo che l’incidente fosse imputabile alla scarsa attenzione del danneggiato di fronte a un dissesto macroscopico. La Corte d’appello, pur riconducendo correttamente la fattispecie all’art. 2051 c.c., confermava il rigetto.
Il giudice di secondo grado accertava che il dissesto era manifesto e visibile, che il danneggiato conosceva la strada perché residente nelle vicinanze e che, una volta percepito l’avvallamento, avrebbe dovuto adottare cautele maggiori fino ad arrestare la marcia. Riteneva pertanto la condotta del motociclista idonea a interrompere il nesso causale. Con il ricorso per cassazione il danneggiato contestava tale conclusione, sostenendo che la mera imprudenza non fosse sufficiente a integrare il caso fortuito.
La Motivazione della Corte
La Cassazione affronta preliminarmente la questione della procedibilità del ricorso. Il provvedimento impugnato era stato notificato via PEC e il ricorrente aveva depositato copie in formato PDF delle ricevute, corredate da attestazione di conformità, anziché i file nativi digitali. La Corte ritiene sufficiente tale produzione ai fini dell’art. 369 c.p.c., distinguendo la prova della notificazione della sentenza impugnata dalla prova della notificazione degli atti introduttivi. L’attestazione di conformità della copia informatica per immagine consente, secondo il principio espressamente formulato, di verificare con sufficiente certezza il contenuto, la provenienza dell’atto e la tempestività dell’impugnazione. Il ricorso viene quindi dichiarato procedibile.
Nel merito, tuttavia, il ricorso è inammissibile. La Corte ribadisce che, nella responsabilità da cose in custodia, la condotta del danneggiato può assumere rilevanza causale crescente in rapporto alla concreta prevedibilità e superabilità del pericolo. Non è necessario che tale comportamento sia abnorme, eccezionale o imprevedibile: anche una condotta semplicemente colposa può interrompere il nesso causale quando, sulla base dell’accertamento del giudice di merito, costituisca la causa esclusiva dell’evento.
Nella fattispecie, la Corte d’appello aveva accertato la macroscopica visibilità del dissesto, la conoscenza dei luoghi da parte del motociclista e la prosecuzione della marcia nonostante la percezione del pericolo. La censura formalmente prospettata come violazione degli artt. 2051 e 1227 c.c. tendeva quindi, in realtà, a ottenere una nuova valutazione delle circostanze fattuali e dell’efficienza causale della condotta del danneggiato. Trattandosi di apprezzamento riservato al giudice di merito e sorretto da motivazione effettiva, la Cassazione dichiara il ricorso inammissibile e conferma la decisione impugnata.
Provvedimento integrale: scarica il PDF
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale.
Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali,
mettiamo a disposizione anche il testo integrale.