Rinvio alla pubblica udienza per il contrasto sulla dichiarazione catastale (Cass. civ. n. 15347/2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte, investita della questione relativa all’agibilità della dichiarazione catastale di variazione (DOCFA) presentata per una “diversa distribuzione degli spazi interni” ai fini del riclassamento dell’unità immobiliare, rileva l’esistenza di un contrasto interpretativo nella giurisprudenza di legittimità.
La questione, di particolare rilevanza, coinvolge anche gli orientamenti giurisprudenziali in tema di emendabilità delle dichiarazioni catastali di parte e di diritto del contribuente di richiedere in ogni momento la correzione dei dati dichiarati e la rettifica della rendita proposta quando la situazione di fatto o di diritto denunciata non corrisponde al vero.
La Corte, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., dispone la rimessione della causa all’udienza pubblica per la trattazione delle questioni di particolare importanza, riservandosi la decisione nel merito all’esito della pubblica discussione.
Il Fatto
I contribuenti presentarono una dichiarazione di variazione catastale (DOCFA) per una “diversa distribuzione degli spazi interni” di un’unità immobiliare, proponendo il riclassamento dalla categoria A/1 alla categoria A/2. L’Agenzia delle Entrate emise un avviso di accertamento catastale che rettificava la dichiarazione, riattribuendo alla unità immobiliare la categoria A/1.
La Commissione tributaria provinciale disattese l’impugnazione dei contribuenti. La Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Friuli Venezia Giulia, con sentenza n. 15 del 2023, accolse l’appello dei contribuenti, ritenendo che la variazione dichiarata legittimamente potesse far emergere che la situazione originaria non corrispondeva più al corretto classamento, e che il deperimento dell’immobile, dovuto al passare del tempo (80 anni), giustificasse il riclassamento in categoria A/2. L’Agenzia delle Entrate propose ricorso per cassazione, deducendo la violazione delle norme in materia di dichiarazioni catastali di variazione e di classamento.
La Motivazione della Corte
La Cassazione, con ordinanza interlocutoria, rileva che il ricorso sottopone alla Corte la quaestio iuris relativa ai presupposti di agibilità della dichiarazione catastale di variazione, in particolare se una dichiarazione presentata per una “diversa distribuzione degli spazi interni” possa legittimamente fondare un riclassamento dell’unità immobiliare. La Corte osserva che su tale questione interpretativa esiste un contrasto nella giurisprudenza di legittimità: da un lato, si è esclusa la legittimità del riclassamento in assenza di modifiche strutturali (Cass. n. 12103/2026; Cass. n. 10076/2026); dall’altro, si è affermata la legittimità di un riclassamento fondato su una dichiarazione di variazione giustificata sulla cennata causale (Cass. n. 4058/2022; Cass. n. 34001/2019).
La questione intercetta anche gli orientamenti giurisprudenziali in tema di emendabilità delle dichiarazioni catastali di parte e di diritto del contribuente di richiedere in ogni momento la correzione dei dati dichiarati e la rettifica della rendita proposta quando la situazione di fatto o di diritto denunciata non corrisponde al vero, in relazione all’art. 53 Cost. (Cass. n. 31574/2021; Cass. n. 3001/2015; Cass. n. 14383/2011).
La Corte, considerata la particolare rilevanza della questione e l’opportunità di un approfondimento in pubblica udienza, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., dispone la rimessione della causa a nuovo ruolo per la trattazione in pubblica udienza, riservandosi la decisione nel merito all’esito della discussione.
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Nota della Redazione
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