La legittimità del rigetto va valutata all’adozione dell’atto (TAR Emilia-Romagna n. 1194 del 22.06.2026)
Principi di diritto (Massima)
La mancata regolarizzazione della documentazione carente, richiesta nell’ambito del procedimento di emersione dal lavoro irregolare di cui all’art. 103, comma 1, D.L. n. 34/2020, determina l’improcedibilità dell’istanza. Il giudizio di legittimità sul provvedimento di rigetto va condotto con riferimento al momento dell’adozione dell’atto, in ossequio al principio tempus regit actum. Gli elementi sopravvenuti favorevoli allo straniero non assumono rilievo ai fini della validità del provvedimento, potendo semmai giustificare un riesame della posizione in un nuovo procedimento.
Il Fatto
Un cittadino senegalese impugnava il provvedimento con cui la Prefettura aveva respinto l’istanza di emersione dal lavoro irregolare presentata dal datore di lavoro ai sensi dell’art. 103, comma 1, D.L. n. 34/2020, motivata dalla mancata regolarizzazione della documentazione mancante. Il ricorrente deduceva la violazione del diritto di difesa per omessa comunicazione del preavviso di rigetto e l’errore di valutazione, sostenendo di aver comunque depositato la documentazione richiesta in data successiva e invocando l’applicazione analogica dell’art. 5, comma 5, d.lgs. n. 286/1998 in tema di elementi sopravvenuti.
La Motivazione della Corte
Il Tribunale ha respinto il ricorso, ritenendo infondate le censure. In primo luogo, ha accertato che gli atti del procedimento di emersione erano stati regolarmente comunicati all’indirizzo di posta elettronica indicato nella domanda, secondo una modalità ritenuta valida dalla stessa giurisprudenza del TAR. Il rigetto dell’istanza era stato comunicato in data antecedente al deposito tardivo della documentazione carente, sicché non poteva trovare applicazione la norma invocata dal ricorrente.
La Corte ha quindi richiamato il principio per cui, quando l’Amministrazione rileva l’incompletezza della documentazione e l’interessato non provvede alla regolarizzazione, l’istanza di emersione risulta improcedibile. Nel caso di specie, la documentazione mancante atteneva a un presupposto fondamentale della procedura: la capacità reddituale del datore di lavoro.
Quanto alla dedotta rilevanza degli elementi sopravvenuti, il Collegio ha precisato che l’onere di prendere in considerazione i nuovi elementi favorevoli allo straniero si riferisce esclusivamente a quelli esistenti nel momento in cui l’Amministrazione esercita la potestà amministrativa. I fatti sopravvenuti possono semmai giustificare un eventuale riesame della posizione, sollecitato dall’interessato, in un nuovo e diverso procedimento amministrativo, ma non inficiano la legittimità dell’atto già adottato.
Il giudizio circa la legittimità del provvedimento impugnato va infatti condotto necessariamente con riferimento al momento dell’adozione dell’atto medesimo, in ossequio al principio tempus regit actum. Il ricorso è stato pertanto respinto, con condanna del ricorrente alla refusione delle spese di lite.
Potrebbero interessarti anche
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.