Improcedibilità del ricorso per mancata impugnazione dell’aggiudicazione sopravvenuta (TAR Campania n. 1227 del 20.02.2026)
Principi di diritto (Massima)
Nel processo amministrativo il generico richiamo, nell’epigrafe del ricorso, agli atti presupposti, connessi e conseguenziali non è sufficiente a radicare l’impugnazione di un provvedimento sopravvenuto. I provvedimenti impugnati devono essere puntualmente indicati nell’oggetto della domanda, con censure specificamente collegate, perché solo l’inequivoca indicazione del petitum consente alle controparti la piena esplicazione del diritto di difesa. La mancata tempestiva impugnazione dell’aggiudicazione intervenuta nelle more rende il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto d’interesse. Ai fini della decorrenza del termine di decadenza è sufficiente la conoscenza formale degli elementi essenziali e della portata dispositiva dell’atto; il mero deposito in giudizio non integra di per sé tale conoscenza, salvo che sia ricollegabile alla scadenza di un adempimento processuale implicante l’accesso al fascicolo, come la celebrazione dell’udienza camerale.
Il Fatto
La ricorrente, precedente assegnataria del servizio, impugnava la propria esclusione da una gara per il servizio annuale di smaltimento e recupero di rifiuti biodegradabili, chiedendo l’annullamento degli atti di gara, il risarcimento dei danni e la declaratoria di inefficacia del contratto eventualmente stipulato, con subentro.
Con decreto presidenziale e poi con ordinanza cautelare la Sezione sospendeva l’efficacia dei provvedimenti impugnati, disponendo il permanere della res adhuc integra e inibendo alla stazione appaltante di procedere oltre con gli atti di gara sino all’udienza pubblica del 4 febbraio 2026. Nelle more, il Comune aveva adottato l’aggiudicazione in favore di una controinteressata e, in ottemperanza al decreto, ne aveva sospeso l’efficacia, prorogando il servizio in favore della ricorrente. In vista dell’udienza di merito, la controinteressata e il Comune eccepivano l’improcedibilità per sopravvenuta carenza d’interesse, non essendo stata impugnata la determinazione di aggiudicazione.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ritiene non condivisibile la tesi della ricorrente sulla procedibilità. Il ricorso era stato notificato e depositato il 16 luglio 2025, in data anteriore all’adozione dell’aggiudicazione: a quella data l’atto non poteva ritenersi impugnato mediante la formula di rito riferita al “conseguenziale provvedimento di aggiudicazione, eventualmente intervenuto nelle more”.
Il Tribunale richiama la giurisprudenza del Consiglio di Stato (Sez. V n. 10587 del 06.12.2023; Sez. II n. 1099 dell’11.02.2025), secondo cui il generico richiamo agli atti presupposti, connessi e conseguenti, o la mera citazione di un atto nel corpo del ricorso, non sono sufficienti a radicarne l’impugnazione. I provvedimenti devono essere puntualmente inseriti nell’oggetto della domanda e ad essi vanno direttamente collegate le specifiche censure, poiché solo l’inequivoca indicazione del petitum consente alle controparti la piena esplicazione del diritto di difesa.
Quanto alla conoscenza dell’atto, il Collegio osserva che il deposito in giudizio dell’aggiudicazione, effettuato dal Comune in vista dell’udienza camerale dell’11 settembre 2025, non è di per sé idoneo a far decorrere il termine di decadenza. Richiamando Cons. Stato Sez. III n. 3709 del 26.08.2016 e TAR Lazio n. 9702 del 20.05.2025, il Tribunale precisa che il mero deposito rileva solo se ricollegabile alla scadenza di un adempimento processuale che implica l’accesso agli atti del fascicolo. Tale è la celebrazione dell’udienza camerale di esame delle istanze cautelari, in occasione della quale deve ritenersi provato che la parte abbia effettivamente e concretamente acquisito la conoscenza dell’atto.
Alla luce di tali principi, il ricorso è dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto d’interesse, non essendo stata tempestivamente impugnata l’intervenuta aggiudicazione. Le spese di lite sono compensate in considerazione della complessiva vicenda processuale.
Potrebbero interessarti anche
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.