Debiti delle famiglie

Troppi debiti da pagare: cosa fare con la legge sul sovraindebitamento

Mutuo e finanziamenti che non riesci più a pagare, cartelle, fideiussioni firmate per la società di famiglia, debiti ereditati, una ditta chiusa che ti ha lasciato esposto. Il piano del consumatore, la liquidazione controllata e l’esdebitazione possono ridurre i debiti o liberarti da quelli che restano: qui trovi chi può accedere e cosa hanno deciso i giudici.

Il giudice verifica la fattibilitàIl piano si omologa se non è manifestamente inidoneo a superare la crisi
Mutuo: fino a due anni di sospensioneLa proposta può sospendere il pagamento dei debiti garantiti da ipoteca
Paghi solo se vinciNessun anticipo. Compenso solo con un risultato economico
Indice

Parti dalla tua situazione

Sette blocchi di domande e un piano d’azione. Ogni risposta cita le decisioni commentate su questo sito.

1 · Chi può accedere

Ho troppi debiti: posso usare la legge sul sovraindebitamento?

Privato, coppia, ex imprenditore, garante della società di famiglia, erede: la strada cambia in base a chi sei e a come sono nati i debiti.

Art. 67 CCIIRistrutturazione dei debitiLa procedura del consumatore, che deve essere sovraindebitato personalmente
Art. 66 CCIIProcedura familiareUn unico progetto per familiari con debiti di origine comune, anche non conviventi
Art. 268 CCIILiquidazione controllataRestano fuori solo i beni che la legge elenca
15 luglio 2022SpartiacquePer fallimenti e procedure aperte prima resta la legge precedente
Sono un privato e non riesco più a pagare mutuo e finanziamenti: posso pagare solo una parte dei debiti?

La strada è il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore (artt. 67 ss. del Codice della crisi, in passato “piano del consumatore”). In sede di omologazione il tribunale verifica la fattibilità giuridica, cioè che il piano non contrasti con norme inderogabili, e la fattibilità economica, nei limiti della sua eventuale manifesta inidoneità a raggiungere gli obiettivi. È un giudizio di fatto, che in Cassazione si può censurare solo denunciando l’omesso esame di fatti decisivi (Cass. 3542/2026).

Il piano può prevedere pagamenti parziali: al creditore privilegiato può essere attribuito un pagamento nei limiti della capienza del bene gravato, e per la parte residua il credito degrada a chirografo e concorre con gli altri creditori chirografari (Cass. 9549/2025, decisa sulla legge n. 3/2012).

Io e mio marito abbiamo debiti nati insieme: possiamo presentare un’unica domanda?

L’art. 66 del Codice della crisi consente ai membri della stessa famiglia, conviventi o meno, di presentare un unico progetto quando il sovraindebitamento ha origine comune. Convivenza e comunanza di origine sono requisiti alternativi: accertata l’origine comune dei debiti, la domanda congiunta è ammessa anche senza convivenza, ed è competente il tribunale del circondario in cui uno dei debitori ha il centro principale dei propri interessi (Cass. 22074/2025).

La stessa decisione precisa che la meritevolezza del debitore non rileva per l’ammissione alla liquidazione controllata, ma solo quando si chiede l’esdebitazione.

Ho firmato fideiussioni per la società di famiglia e ora la banca vuole i soldi da me: sono un consumatore?

Dipende dal tuo rapporto con la società. La qualifica di consumatore, necessaria per il piano di ristrutturazione, è stata esclusa per chi aveva prestato fideiussioni a favore di società commerciali in cui deteneva la maggioranza e aveva ricoperto cariche amministrative fino a poco prima di firmare le garanzie. In quel caso la fideiussione è un atto funzionalmente collegato all’impresa, anche se le cariche sono cessate o la società garantita è inattiva (Cass. 29746/2025).

Avevo una ditta individuale e l’ho chiusa: quale procedura mi resta?

Se sei già cancellato dal registro delle imprese, la domanda di concordato minore è inammissibile, senza distinzioni tra imprenditore individuale o collettivo e tra piano in continuità o liquidatorio (Cass. 20141/2026, 20961/2026).

All’imprenditore individuale cancellato resta la liquidazione controllata, a cui può accedere anche oltre l’anno dalla cancellazione, come prevede l’art. 33, comma 1-bis, del Codice della crisi (Cass. 20141/2026).

Ho ereditato i debiti di mio padre: posso chiedere io il piano del consumatore al posto suo?

L’erede che ha accettato con beneficio d’inventario non può proporre la ristrutturazione dei debiti del defunto “in luogo” o “in sostituzione” di lui. Proprio il beneficio d’inventario impedisce che i debiti del genitore si traducano in uno stato di crisi dell’erede, e la procedura richiede un sovraindebitamento personale di chi la chiede (Cass. 30412/2025).

Su accettazione, rinuncia e debiti del defunto trovi le risposte nella guida su eredità e successioni.

Troppi debiti e non sai da dove partire?

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2 · Piano del consumatore

Il piano di ristrutturazione dei debiti: mutuo, banche e omologa

Cosa può prevedere il piano per i debiti garantiti, cosa può contestare la banca e come si impugna il no del tribunale.

Ho il mutuo sulla casa: il piano può sospendere le rate?

L’art. 67, comma 4, del Codice della crisi, come modificato nel 2024, prevede una moratoria fino a due anni dall’omologazione per i crediti muniti di privilegio, pegno o ipoteca. La proposta può prevedere la sospensione del pagamento di quei debiti e degli interessi legali per tutto il biennio, senza dover iniziare a pagare o estinguere il debito prima della scadenza; gli interessi però continuano a essere calcolati (Cass. 11676/2026).

Già sotto la legge n. 3/2012 la Cassazione ammetteva la dilazione oltre l’anno dei crediti con prelazione anche senza il consenso del creditore, purché questi possa esprimersi sulla proposta: la convenienza la valuta il giudice (Cass. 4622/2024). La moratoria, in quel regime, era un termine iniziale e non finale (Cass. 9549/2025).

La banca mi ha concesso prestiti senza verificare se potevo restituirli: può opporsi al mio piano?

L’art. 69, comma 2, del Codice della crisi toglie al creditore che ha colpevolmente determinato o aggravato l’indebitamento, o che ha violato i principi sul merito creditizio dell’art. 124-bis del Testo unico bancario, la possibilità di opporsi o reclamare per contestare la convenienza della proposta. Può però contestarne i requisiti di legittimità, come ogni altro creditore (Cass. 20672/2025).

Vale anche il contrario. In un caso arrivato in Cassazione il debitore non aveva indicato, nel questionario sul merito creditizio dell’ultimo finanziamento, il numero corretto dei rapporti in essere: il tribunale ha ravvisato colpa grave e malafede, ha dichiarato inammissibile il piano e revocato l’omologa, e la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del debitore. La banca ingannata dal debitore non risponde del difetto di valutazione del merito creditizio (Cass. 6869/2025).

Il tribunale ha respinto il mio piano: posso impugnare? E davanti a chi?

Conta in quale fase è arrivato il no. Se il giudice ha dichiarato inammissibile la proposta nella verifica preliminare, prima del contraddittorio con i creditori, il reclamo va al tribunale in composizione collegiale, non alla corte d’appello (Cass. 21731/2025, 11225/2026). Se invece il tribunale ha respinto l’omologa dopo il contraddittorio, anche per difetto di meritevolezza, il provvedimento ha forma di sentenza ed è reclamabile alla corte d’appello (Cass. 8875/2026, 11225/2026).

Contro la decisione della corte d’appello il ricorso per cassazione va proposto entro trenta giorni dalla notificazione eseguita dalla cancelleria (Cass. 3577/2026).

Un creditore vuole impugnare l’omologa del mio piano: può farlo chiunque?

Il reclamo contro la decisione sull’omologazione spetta solo a chi ha assunto la qualità di parte in senso formale nel giudizio: debitore, creditore o interessato (Cass. 5157/2025, 5630/2025). Il creditore diventa parte presentando le osservazioni previste dall’art. 70, comma 3, del Codice della crisi (Cass. 20941/2026).

La banca si oppone o il piano è stato respinto?

Inviami la proposta, la relazione dell’OCC e il provvedimento del tribunale: in 48 ore sai se ci sono margini per un reclamo e davanti a quale giudice. La valutazione è gratuita.

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3 · Liquidazione controllata

Non riesco a pagare nulla: la liquidazione controllata dei beni

Il patrimonio viene liquidato a favore dei creditori. Contano la relazione dell’OCC, i beni compresi e i limiti alle impugnazioni.

Voglio chiedere la liquidazione controllata: cosa deve contenere la domanda?

Alla domanda va allegata la relazione dell’Organismo di composizione della crisi (OCC), che deve indicare le cause dell’indebitamento e la diligenza impiegata dal debitore nell’assumere le obbligazioni (art. 269 del Codice della crisi, come modificato nel 2024). Non è un requisito di meritevolezza, ma un obbligo informativo: se è violato, la domanda è inammissibile (Cass. 11603/2026).

Il controllo del tribunale sulla relazione è sostanziale, non solo formale: il giudice ne verifica completezza e attendibilità sulla documentazione depositata e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del debitore (Cass. 11603/2026, 28576/2025). La meritevolezza, invece, si valuta solo quando si chiede l’esdebitazione (Cass. 22074/2025).

Ho ricevuto un risarcimento per un danno alla salute: finisce anche quello nella liquidazione?

L’art. 268, comma 4, del Codice della crisi elenca in modo tassativo i beni che restano fuori dalla liquidazione controllata e non vi include i diritti di natura strettamente personale. Per la Cassazione non è una lacuna da colmare per analogia: le somme percepite a titolo di risarcimento del danno biologico non sono escluse dalla procedura (Cass. 28484/2025).

La stessa decisione dà atto che nella giurisprudenza di legittimità esistono indirizzi diversi sulla natura strettamente personale del credito risarcitorio: è un punto da valutare prima di presentare la domanda.

Un creditore che mi ha già pignorato può opporsi all’apertura della liquidazione?

Nelle procedure regolate dalla legge n. 3/2012, il creditore che ha già avviato azioni esecutive individuali ha un interesse tutelato a opporsi all’apertura della liquidazione del patrimonio e può arrivare in Cassazione contro il rigetto del suo reclamo. Il termine breve di dieci giorni per il reclamo decorre dalla notificazione o dalla comunicazione integrale del decreto (Cass. 9535/2025, 17472/2025).

Se invece il tribunale, accogliendo il reclamo del creditore, revoca l’apertura per la mancanza di un requisito di ammissibilità della domanda, il decreto non è ricorribile per cassazione (Cass. 14397/2025, 11451/2025). Sul pignoramento in corso vedi anche la guida su pignoramenti ed esecuzioni.

Nella liquidazione posso contestare i crediti ammessi o la vendita della mia casa?

Nella liquidazione controllata il debitore non è legittimato a impugnare lo stato passivo divenuto esecutivo. La procedura ha struttura equivalente alla liquidazione giudiziale e il liquidatore, come rappresentante della massa, si sostituisce al debitore nei rapporti processuali patrimoniali (Cass. 13226/2026, 20965/2026).

Quanto alla vendita: la nullità dell’aggiudicazione di un immobile per vizi della procedura di liquidazione non si può far valere con l’azione negatoria dell’art. 949 c.c., perché questa non riguarda i vizi dell’atto che trasferisce la proprietà (Cass. 2702/2026).

Chi paga il compenso dell’OCC, e viene prima degli altri creditori?

Il credito dell’OCC per il compenso del gestore è prededucibile: si paga prima dei creditori concorsuali, perché è sorto in funzione della procedura. Non è però una spesa generale: non può essere ripartito sul ricavato dei beni gravati da ipoteca o pegno, perché la liquidazione del patrimonio si apre a domanda del debitore e nel suo interesse (Cass. 6865/2025, 12405/2025, 14401/2025, decise sulla legge n. 3/2012).

Per l’assistenza legale dello Studio, invece, non è richiesto alcun anticipo: paghi solo se vinci, cioè solo se ottieni un risultato economico.

La domanda di liquidazione controllata è stata respinta anche in appello: posso andare in Cassazione?

Il decreto della corte d’appello che respinge il reclamo contro il rigetto della domanda di apertura della liquidazione controllata non è ricorribile per cassazione: lo esclude l’art. 50 del Codice della crisi, richiamato dall’art. 270, comma 5 (Cass. 13224/2026, 3535/2026, 12959/2026). Per questo la domanda va preparata con cura fin dal primo grado.

Vuoi chiedere la liquidazione o un creditore ti blocca?

Inviami l’elenco dei beni e dei debiti, gli atti di pignoramento e la relazione dell’OCC, se c’è: in 48 ore sai quali beni restano coinvolti e come impostare la domanda. La valutazione è gratuita.

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4 · Esdebitazione

Esdebitazione: liberarsi dei debiti che restano

Il beneficio richiede meritevolezza e un pagamento non irrisorio dei creditori. Il giudice accerta la meritevolezza anche d’ufficio.

Cosa serve per ottenere l’esdebitazione?

Per la legge n. 3/2012 devono ricorrere insieme il requisito di meritevolezza (art. 14-terdecies, lettere da a a e) e il requisito oggettivo del soddisfacimento almeno parziale dei creditori (lettera f). Se le percentuali pagate sono irrisorie, la buona condotta del debitore non basta: il giudice confronta quanto pagato con il debito complessivo (Cass. 15018/2025, 15024/2025). La meritevolezza la accerta anche d’ufficio (Cass. 11901/2026).

Per l’esdebitazione del fallito la Cassazione ha precisato che il pagamento parziale c’è anche se alcuni creditori non hanno ricevuto nulla: basta che con i riparti una parte dei debiti sia stata estinta, e il beneficio si nega solo se i creditori sono rimasti del tutto insoddisfatti o sono stati pagati in percentuale affatto irrisoria (Cass. 19964/2024, 19893/2024).

Mi negano l’esdebitazione perché non avrei collaborato o per una condanna: possono farlo?

Sì, se il giudice lo motiva. Il comportamento non cooperativo tenuto durante la liquidazione del patrimonio giustifica il diniego, in linea con l’art. 23 della direttiva europea 2019/1023; la decisione deve però avere una motivazione che superi il minimo costituzionale (Cass. 20949/2026).

Per l’esdebitazione del fallito contano anche le condanne. La sentenza di patteggiamento è equiparata alla condanna ostativa prevista dall’art. 142, n. 6, della legge fallimentare (Cass. 18517/2025, 19950/2025), e l’estinzione del reato dopo il patteggiamento non equivale alla riabilitazione, che richiede l’accertamento del completo ravvedimento (Cass. 19949/2025); non vi equivale neppure l’affidamento in prova (Cass. 2461/2025). Il patteggiamento può essere valutato dal giudice civile insieme agli altri elementi raccolti (Cass. 2459/2025).

Non ho nulla da dare ai creditori: posso chiedere comunque l’esdebitazione?

Per chi non può offrire nulla ai creditori il Codice della crisi prevede l’esdebitazione del debitore incapiente (art. 283). La domanda si presenta tramite l’OCC al giudice competente; la sola nomina dell’Organismo è un passaggio preparatorio e non apre alcuna procedura (Cass. 20711/2025).

Attenzione al giudice e ai tempi: il decreto del tribunale in composizione monocratica si reclama al tribunale in composizione collegiale, non alla corte d’appello (Cass. 13220/2026), e i termini non si sospendono nel periodo feriale (Cass. 16376/2026). Il provvedimento che si ferma all’inammissibilità della domanda non è ricorribile in Cassazione (Cass. 29915/2025).

Ti hanno negato l’esdebitazione, o vuoi chiederla?

Inviami il provvedimento, i riparti eseguiti e la relazione dell’OCC: in 48 ore sai se il diniego si può contestare e con quale reclamo. La valutazione è gratuita.

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5 · Ex imprenditori

Ex imprenditori e falliti: quale legge vale per i vecchi debiti

Chi è fallito prima del Codice della crisi o ha chiuso l’attività segue regole proprie, anche su termini e imposte.

Sono fallito prima del luglio 2022: quale legge si applica alla mia esdebitazione?

Chi è stato dichiarato fallito con la disciplina anteriore al Codice della crisi può ottenere l’esdebitazione solo con le regole della legge fallimentare (artt. 142 ss.), anche se la domanda è presentata dopo il 15 luglio 2022: l’esdebitazione non è un istituto autonomo ma la fase conclusiva della procedura, e ne segue la disciplina (Cass. 14835/2025, 1469/2026, 2260/2026). Lo stesso vale per le liquidazioni del patrimonio aperte e definite con la legge n. 3/2012 (Cass. 28137/2025).

Il termine annuale per proporre la domanda è previsto a pena di decadenza ed è compatibile con il diritto dell’Unione europea (Cass. 1469/2026).

La mia liquidazione giudiziale si è chiusa: posso ancora chiedere di essere liberato dai debiti?

La Corte costituzionale ha esaminato l’art. 281, comma 1, del Codice della crisi e ha dichiarato la questione non fondata nei sensi indicati in motivazione: chi esce da una liquidazione giudiziale può chiedere di essere liberato dai debiti rimasti insoddisfatti anche subito dopo la chiusura della procedura, e non soltanto prima (Corte cost. 74/2026).

Ho ottenuto l’esdebitazione: quanto pago di imposta sul decreto?

Il decreto di esdebitazione, nel caso deciso quello del fallito ai sensi degli artt. 142 ss. della legge fallimentare, sconta l’imposta di registro in misura fissa. Non ha contenuto patrimoniale: accerta le condizioni soggettive e premiali del debitore e rende inesigibili i crediti non soddisfatti, che però non si estinguono (Cass. 17174/2026).

Sono un piccolo imprenditore ancora attivo: nel concordato minore devo per forza proporre la transazione fiscale?

Nel concordato minore la definizione dei debiti tributari e previdenziali ha una disciplina autonoma e più semplice, imperniata sul ruolo dell’OCC. L’omologazione mediante approvazione forzosa, quando l’amministrazione finanziaria non aderisce, non è subordinata alla proposta di transazione fiscale dell’art. 88 del Codice della crisi (Cass. 14555/2026).

Il giudice può chiederti di depositare un fondo spese, ma il mancato deposito nel termine non rende di per sé inammissibile o improcedibile la domanda (Cass. 17721/2025).

Hai chiuso l’attività con debiti aperti?

Inviami la sentenza di fallimento o di liquidazione, i riparti e l’elenco dei debiti residui: in 48 ore sai quale legge si applica e se puoi chiedere l’esdebitazione. La valutazione è gratuita.

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6 · Fisco e cartelle

Debiti con il fisco: cartelle e accertamenti durante e dopo la procedura

Cosa può fare l’agente della riscossione quando c’è un accordo omologato, e quali debiti fiscali restano coperti.

Ho un accordo omologato, ma mi arriva una cartella per un debito incluso: devo pagarla?

L’accordo omologato è obbligatorio per tutti i creditori anteriori, fisco compreso. Secondo Cass. 12324/2026 l’iscrizione a ruolo e la cartella per somme incluse nell’accordo sono consentite, in caso di pagamenti non eseguiti, solo dopo la pubblicazione del decreto che dichiara la risoluzione o l’annullamento dell’accordo: fino ad allora l’agente della riscossione non può procedere al recupero.

Altre decisioni impostano la questione in modo diverso: la cartella per un credito anteriore attratto nel piano non è invalida in sé, ma non può essere usata per ottenere un pagamento individuale e integrale in difformità dalle condizioni dell’accordo; il vincolo incide sull’efficacia esecutiva, non sulla validità (Cass. 23193/2026, 23316/2026). Sulle cartelle in generale vedi la guida sulla cartella esattoriale.

Ho smesso di pagare le rate al fisco previste dall’accordo: cosa succede?

Per gli accordi regolati dalla legge n. 3/2012 il mancato pagamento integrale delle somme dovute alle amministrazioni pubbliche entro novanta giorni dalle scadenze fa cessare di diritto gli effetti dell’accordo, dal momento in cui si è verificata la causa (art. 11, comma 5). Il giudice lo accerta d’ufficio; la modifica del piano non è più possibile se l’accordo ha già perso efficacia, e la successiva riammissione a una rateizzazione fiscale non cancella gli inadempimenti precedenti (Cass. 17501/2025).

L’Agenzia delle entrate mi ha accertato, dopo l’accordo, imposte di anni precedenti: sono coperte?

L’obbligazione tributaria nasce quando si verifica il presupposto d’imposta; l’avviso di accertamento ha natura dichiarativa. Per questo il credito relativo a periodi d’imposta anteriori al deposito della proposta è un credito anteriore, vincolato all’accordo omologato e soggetto all’esdebitazione, anche se l’accertamento arriva dopo. L’esclusione dell’art. 14-terdecies, comma 3, della legge n. 3/2012 opera solo quando l’accertamento successivo dipende dalla sopravvenuta conoscenza di elementi nuovi (Cass. 7821/2026).

Il fisco ti chiede debiti già inclusi nella procedura?

Inviami l’accordo o il piano omologato, la cartella o l’avviso ricevuti e le ricevute dei pagamenti: in 48 ore sai se la pretesa si può contestare. La valutazione è gratuita.

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7 · Rate, assegni e ricorsi

Accordo in difficoltà, assegno di divorzio e ricorsi: cosa sapere

Cosa succede se non rispetti l’accordo, quali obblighi la procedura non sospende e quando la Cassazione è chiusa.

Non riesco più a rispettare l’accordo omologato: cosa può succedere?

La risoluzione dell’accordo omologato (art. 14 della legge n. 3/2012) opera su un piano diverso dall’omologazione: non conta la convenienza dell’accordo rispetto alla liquidazione, ma solo uno dei presupposti tipici, cioè il mancato adempimento degli obblighi, la mancata costituzione delle garanzie promesse o l’impossibilità sopravvenuta dell’esecuzione, anche per cause non imputabili al debitore. L’inadempimento rileva di per sé, senza che ne vada accertata la gravità (Cass. 3595/2026, 3598/2026).

Se invece l’omologazione è arrivata oltre i sei mesi previsti dalla legge, l’accordo resta valido: quel termine è ordinatorio (Cass. 20192/2026).

Sono in sovraindebitamento: posso smettere di pagare l’assegno di divorzio?

Ai fini del reato di omesso versamento dell’assegno (art. 570-bis c.p.), la sola esistenza di una procedura di sovraindebitamento non dimostra l’impossibilità di pagare l’assegno divorzile. Serve una condizione di impossibilità economica assoluta, valutata sulle concrete disponibilità, sulle esigenze essenziali e sulla complessiva condotta patrimoniale; spese eccessive o voluttuarie possono risultare incompatibili con l’impossibilità dichiarata (Cass. 12269/2026).

Su assegno e mantenimento trovi le risposte nella guida su separazione, divorzio e figli.

Il mio reclamo è stato respinto: posso sempre ricorrere in Cassazione?

Nelle procedure regolate dalla legge n. 3/2012 il ricorso per cassazione contro il decreto pronunciato in sede di reclamo è ammesso solo quando il tribunale, in composizione collegiale, ha accolto o respinto la domanda nel merito, non quando si è fermato all’inammissibilità (Cass. 11492/2025). Lo stesso criterio vale per l’esdebitazione dell’incapiente (Cass. 29915/2025) e per il concordato minore, dove sono ricorribili solo i provvedimenti che decidono sull’omologazione nel contraddittorio delle parti (Cass. 21038/2025, 17481/2025).

Contro il decreto che chiude il giudizio di esdebitazione del sovraindebitato il termine lungo per ricorrere è di sei mesi, perentorio e non sospeso nel periodo feriale (Cass. 16453/2026).

Hai ricevuto un provvedimento sfavorevole?

Inviami il provvedimento con la data di notifica o di comunicazione: in 48 ore sai se c’è ancora un termine aperto e quale impugnazione è ammessa. La valutazione è gratuita.

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8 · Adesso

Cosa fare adesso, in quest’ordine

1

Raccogli i documenti

Elenco completo dei debiti con creditori e importi, contratti di mutuo e di finanziamento, garanzie firmate, cartelle e avvisi, dichiarazioni dei redditi, atti di pignoramento e provvedimenti già ricevuti.

2

Guarda i termini

Nelle procedure della legge n. 3/2012 il reclamo contro l’apertura della liquidazione ha un termine breve di dieci giorni; il ricorso in Cassazione sul piano va proposto entro trenta giorni dalla notifica della cancelleria; nell’esdebitazione i termini non si sospendono d’estate.

3

Scegli il giudice giusto

Il diniego dell’omologa deciso dopo il contraddittorio si reclama alla corte d’appello; l’inammissibilità della fase preliminare e il decreto sull’esdebitazione dell’incapiente si reclamano al tribunale in composizione collegiale.

Valutazione gratuita del caso

Raccontami la situazione e allega l’elenco dei debiti e i documenti che hai. Entro 48 ore ti dico quale procedura è percorribile e cosa aspettarti, con una valutazione fondata sulle decisioni commentate su questo sito. Nessun anticipo: paghi solo se vinci.

Archivio

Le decisioni commentate sul tema

Ogni commento riporta massima, fatto, motivazione e il link al provvedimento ufficiale. Selezione aggiornata al 18 ottobre 2026. L’archivio completo è nelle categorie Diritto Crisi e Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Piano del consumatore e accordi (25)

Liquidazione controllata e del patrimonio (20)

Esdebitazione (31)

Altre decisioni sul sovraindebitamento (12)

Guida pratica a cura dell’Avv. Danilo Scarlino. Aggiornata il 18 ottobre 2026.