Troppi debiti da pagare: cosa fare con la legge sul sovraindebitamento
Mutuo e finanziamenti che non riesci più a pagare, cartelle, fideiussioni firmate per la società di famiglia, debiti ereditati, una ditta chiusa che ti ha lasciato esposto. Il piano del consumatore, la liquidazione controllata e l’esdebitazione possono ridurre i debiti o liberarti da quelli che restano: qui trovi chi può accedere e cosa hanno deciso i giudici.
Parti dalla tua situazione
Sette blocchi di domande e un piano d’azione. Ogni risposta cita le decisioni commentate su questo sito.
Ho troppi debiti: posso usare la legge sul sovraindebitamento?
Privato, coppia, ex imprenditore, garante della società di famiglia, erede: la strada cambia in base a chi sei e a come sono nati i debiti.
Sono un privato e non riesco più a pagare mutuo e finanziamenti: posso pagare solo una parte dei debiti?
La strada è il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore (artt. 67 ss. del Codice della crisi, in passato “piano del consumatore”). In sede di omologazione il tribunale verifica la fattibilità giuridica, cioè che il piano non contrasti con norme inderogabili, e la fattibilità economica, nei limiti della sua eventuale manifesta inidoneità a raggiungere gli obiettivi. È un giudizio di fatto, che in Cassazione si può censurare solo denunciando l’omesso esame di fatti decisivi (Cass. 3542/2026).
Il piano può prevedere pagamenti parziali: al creditore privilegiato può essere attribuito un pagamento nei limiti della capienza del bene gravato, e per la parte residua il credito degrada a chirografo e concorre con gli altri creditori chirografari (Cass. 9549/2025, decisa sulla legge n. 3/2012).
Io e mio marito abbiamo debiti nati insieme: possiamo presentare un’unica domanda?
L’art. 66 del Codice della crisi consente ai membri della stessa famiglia, conviventi o meno, di presentare un unico progetto quando il sovraindebitamento ha origine comune. Convivenza e comunanza di origine sono requisiti alternativi: accertata l’origine comune dei debiti, la domanda congiunta è ammessa anche senza convivenza, ed è competente il tribunale del circondario in cui uno dei debitori ha il centro principale dei propri interessi (Cass. 22074/2025).
La stessa decisione precisa che la meritevolezza del debitore non rileva per l’ammissione alla liquidazione controllata, ma solo quando si chiede l’esdebitazione.
Ho firmato fideiussioni per la società di famiglia e ora la banca vuole i soldi da me: sono un consumatore?
Dipende dal tuo rapporto con la società. La qualifica di consumatore, necessaria per il piano di ristrutturazione, è stata esclusa per chi aveva prestato fideiussioni a favore di società commerciali in cui deteneva la maggioranza e aveva ricoperto cariche amministrative fino a poco prima di firmare le garanzie. In quel caso la fideiussione è un atto funzionalmente collegato all’impresa, anche se le cariche sono cessate o la società garantita è inattiva (Cass. 29746/2025).
Avevo una ditta individuale e l’ho chiusa: quale procedura mi resta?
Se sei già cancellato dal registro delle imprese, la domanda di concordato minore è inammissibile, senza distinzioni tra imprenditore individuale o collettivo e tra piano in continuità o liquidatorio (Cass. 20141/2026, 20961/2026).
All’imprenditore individuale cancellato resta la liquidazione controllata, a cui può accedere anche oltre l’anno dalla cancellazione, come prevede l’art. 33, comma 1-bis, del Codice della crisi (Cass. 20141/2026).
Ho ereditato i debiti di mio padre: posso chiedere io il piano del consumatore al posto suo?
L’erede che ha accettato con beneficio d’inventario non può proporre la ristrutturazione dei debiti del defunto “in luogo” o “in sostituzione” di lui. Proprio il beneficio d’inventario impedisce che i debiti del genitore si traducano in uno stato di crisi dell’erede, e la procedura richiede un sovraindebitamento personale di chi la chiede (Cass. 30412/2025).
Su accettazione, rinuncia e debiti del defunto trovi le risposte nella guida su eredità e successioni.
Troppi debiti e non sai da dove partire?
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Il piano di ristrutturazione dei debiti: mutuo, banche e omologa
Cosa può prevedere il piano per i debiti garantiti, cosa può contestare la banca e come si impugna il no del tribunale.
Ho il mutuo sulla casa: il piano può sospendere le rate?
L’art. 67, comma 4, del Codice della crisi, come modificato nel 2024, prevede una moratoria fino a due anni dall’omologazione per i crediti muniti di privilegio, pegno o ipoteca. La proposta può prevedere la sospensione del pagamento di quei debiti e degli interessi legali per tutto il biennio, senza dover iniziare a pagare o estinguere il debito prima della scadenza; gli interessi però continuano a essere calcolati (Cass. 11676/2026).
Già sotto la legge n. 3/2012 la Cassazione ammetteva la dilazione oltre l’anno dei crediti con prelazione anche senza il consenso del creditore, purché questi possa esprimersi sulla proposta: la convenienza la valuta il giudice (Cass. 4622/2024). La moratoria, in quel regime, era un termine iniziale e non finale (Cass. 9549/2025).
La banca mi ha concesso prestiti senza verificare se potevo restituirli: può opporsi al mio piano?
L’art. 69, comma 2, del Codice della crisi toglie al creditore che ha colpevolmente determinato o aggravato l’indebitamento, o che ha violato i principi sul merito creditizio dell’art. 124-bis del Testo unico bancario, la possibilità di opporsi o reclamare per contestare la convenienza della proposta. Può però contestarne i requisiti di legittimità, come ogni altro creditore (Cass. 20672/2025).
Vale anche il contrario. In un caso arrivato in Cassazione il debitore non aveva indicato, nel questionario sul merito creditizio dell’ultimo finanziamento, il numero corretto dei rapporti in essere: il tribunale ha ravvisato colpa grave e malafede, ha dichiarato inammissibile il piano e revocato l’omologa, e la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del debitore. La banca ingannata dal debitore non risponde del difetto di valutazione del merito creditizio (Cass. 6869/2025).
Il tribunale ha respinto il mio piano: posso impugnare? E davanti a chi?
Conta in quale fase è arrivato il no. Se il giudice ha dichiarato inammissibile la proposta nella verifica preliminare, prima del contraddittorio con i creditori, il reclamo va al tribunale in composizione collegiale, non alla corte d’appello (Cass. 21731/2025, 11225/2026). Se invece il tribunale ha respinto l’omologa dopo il contraddittorio, anche per difetto di meritevolezza, il provvedimento ha forma di sentenza ed è reclamabile alla corte d’appello (Cass. 8875/2026, 11225/2026).
Contro la decisione della corte d’appello il ricorso per cassazione va proposto entro trenta giorni dalla notificazione eseguita dalla cancelleria (Cass. 3577/2026).
Un creditore vuole impugnare l’omologa del mio piano: può farlo chiunque?
Il reclamo contro la decisione sull’omologazione spetta solo a chi ha assunto la qualità di parte in senso formale nel giudizio: debitore, creditore o interessato (Cass. 5157/2025, 5630/2025). Il creditore diventa parte presentando le osservazioni previste dall’art. 70, comma 3, del Codice della crisi (Cass. 20941/2026).
La banca si oppone o il piano è stato respinto?
Inviami la proposta, la relazione dell’OCC e il provvedimento del tribunale: in 48 ore sai se ci sono margini per un reclamo e davanti a quale giudice. La valutazione è gratuita.
Non riesco a pagare nulla: la liquidazione controllata dei beni
Il patrimonio viene liquidato a favore dei creditori. Contano la relazione dell’OCC, i beni compresi e i limiti alle impugnazioni.
Voglio chiedere la liquidazione controllata: cosa deve contenere la domanda?
Alla domanda va allegata la relazione dell’Organismo di composizione della crisi (OCC), che deve indicare le cause dell’indebitamento e la diligenza impiegata dal debitore nell’assumere le obbligazioni (art. 269 del Codice della crisi, come modificato nel 2024). Non è un requisito di meritevolezza, ma un obbligo informativo: se è violato, la domanda è inammissibile (Cass. 11603/2026).
Il controllo del tribunale sulla relazione è sostanziale, non solo formale: il giudice ne verifica completezza e attendibilità sulla documentazione depositata e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del debitore (Cass. 11603/2026, 28576/2025). La meritevolezza, invece, si valuta solo quando si chiede l’esdebitazione (Cass. 22074/2025).
Ho ricevuto un risarcimento per un danno alla salute: finisce anche quello nella liquidazione?
L’art. 268, comma 4, del Codice della crisi elenca in modo tassativo i beni che restano fuori dalla liquidazione controllata e non vi include i diritti di natura strettamente personale. Per la Cassazione non è una lacuna da colmare per analogia: le somme percepite a titolo di risarcimento del danno biologico non sono escluse dalla procedura (Cass. 28484/2025).
La stessa decisione dà atto che nella giurisprudenza di legittimità esistono indirizzi diversi sulla natura strettamente personale del credito risarcitorio: è un punto da valutare prima di presentare la domanda.
Un creditore che mi ha già pignorato può opporsi all’apertura della liquidazione?
Nelle procedure regolate dalla legge n. 3/2012, il creditore che ha già avviato azioni esecutive individuali ha un interesse tutelato a opporsi all’apertura della liquidazione del patrimonio e può arrivare in Cassazione contro il rigetto del suo reclamo. Il termine breve di dieci giorni per il reclamo decorre dalla notificazione o dalla comunicazione integrale del decreto (Cass. 9535/2025, 17472/2025).
Se invece il tribunale, accogliendo il reclamo del creditore, revoca l’apertura per la mancanza di un requisito di ammissibilità della domanda, il decreto non è ricorribile per cassazione (Cass. 14397/2025, 11451/2025). Sul pignoramento in corso vedi anche la guida su pignoramenti ed esecuzioni.
Nella liquidazione posso contestare i crediti ammessi o la vendita della mia casa?
Nella liquidazione controllata il debitore non è legittimato a impugnare lo stato passivo divenuto esecutivo. La procedura ha struttura equivalente alla liquidazione giudiziale e il liquidatore, come rappresentante della massa, si sostituisce al debitore nei rapporti processuali patrimoniali (Cass. 13226/2026, 20965/2026).
Quanto alla vendita: la nullità dell’aggiudicazione di un immobile per vizi della procedura di liquidazione non si può far valere con l’azione negatoria dell’art. 949 c.c., perché questa non riguarda i vizi dell’atto che trasferisce la proprietà (Cass. 2702/2026).
Chi paga il compenso dell’OCC, e viene prima degli altri creditori?
Il credito dell’OCC per il compenso del gestore è prededucibile: si paga prima dei creditori concorsuali, perché è sorto in funzione della procedura. Non è però una spesa generale: non può essere ripartito sul ricavato dei beni gravati da ipoteca o pegno, perché la liquidazione del patrimonio si apre a domanda del debitore e nel suo interesse (Cass. 6865/2025, 12405/2025, 14401/2025, decise sulla legge n. 3/2012).
Per l’assistenza legale dello Studio, invece, non è richiesto alcun anticipo: paghi solo se vinci, cioè solo se ottieni un risultato economico.
La domanda di liquidazione controllata è stata respinta anche in appello: posso andare in Cassazione?
Il decreto della corte d’appello che respinge il reclamo contro il rigetto della domanda di apertura della liquidazione controllata non è ricorribile per cassazione: lo esclude l’art. 50 del Codice della crisi, richiamato dall’art. 270, comma 5 (Cass. 13224/2026, 3535/2026, 12959/2026). Per questo la domanda va preparata con cura fin dal primo grado.
Vuoi chiedere la liquidazione o un creditore ti blocca?
Inviami l’elenco dei beni e dei debiti, gli atti di pignoramento e la relazione dell’OCC, se c’è: in 48 ore sai quali beni restano coinvolti e come impostare la domanda. La valutazione è gratuita.
Esdebitazione: liberarsi dei debiti che restano
Il beneficio richiede meritevolezza e un pagamento non irrisorio dei creditori. Il giudice accerta la meritevolezza anche d’ufficio.
Cosa serve per ottenere l’esdebitazione?
Per la legge n. 3/2012 devono ricorrere insieme il requisito di meritevolezza (art. 14-terdecies, lettere da a a e) e il requisito oggettivo del soddisfacimento almeno parziale dei creditori (lettera f). Se le percentuali pagate sono irrisorie, la buona condotta del debitore non basta: il giudice confronta quanto pagato con il debito complessivo (Cass. 15018/2025, 15024/2025). La meritevolezza la accerta anche d’ufficio (Cass. 11901/2026).
Per l’esdebitazione del fallito la Cassazione ha precisato che il pagamento parziale c’è anche se alcuni creditori non hanno ricevuto nulla: basta che con i riparti una parte dei debiti sia stata estinta, e il beneficio si nega solo se i creditori sono rimasti del tutto insoddisfatti o sono stati pagati in percentuale affatto irrisoria (Cass. 19964/2024, 19893/2024).
- Meritevolezza e pagamento non irrisorio, insieme (Cass. 15018/2025)
- Requisito oggettivo e irrisorietà (Cass. 15024/2025)
- Meritevolezza accertata d’ufficio (Cass. 11901/2026)
- Irrisorio solo il pagamento affatto inconsistente (Cass. 19964/2024)
- Basta la soddisfazione parziale dei creditori (Cass. 19893/2024)
Mi negano l’esdebitazione perché non avrei collaborato o per una condanna: possono farlo?
Sì, se il giudice lo motiva. Il comportamento non cooperativo tenuto durante la liquidazione del patrimonio giustifica il diniego, in linea con l’art. 23 della direttiva europea 2019/1023; la decisione deve però avere una motivazione che superi il minimo costituzionale (Cass. 20949/2026).
Per l’esdebitazione del fallito contano anche le condanne. La sentenza di patteggiamento è equiparata alla condanna ostativa prevista dall’art. 142, n. 6, della legge fallimentare (Cass. 18517/2025, 19950/2025), e l’estinzione del reato dopo il patteggiamento non equivale alla riabilitazione, che richiede l’accertamento del completo ravvedimento (Cass. 19949/2025); non vi equivale neppure l’affidamento in prova (Cass. 2461/2025). Il patteggiamento può essere valutato dal giudice civile insieme agli altri elementi raccolti (Cass. 2459/2025).
- Mancata cooperazione e diniego (Cass. 20949/2026)
- Patteggiamento equiparato a condanna ostativa (Cass. 18517/2025)
- Patteggiamento ostativo per il fallito (Cass. 19950/2025)
- Estinzione del reato non è riabilitazione (Cass. 19949/2025)
- Affidamento in prova non equivale alla riabilitazione (Cass. 2461/2025)
- Patteggiamento come elemento di valutazione (Cass. 2459/2025)
Non ho nulla da dare ai creditori: posso chiedere comunque l’esdebitazione?
Per chi non può offrire nulla ai creditori il Codice della crisi prevede l’esdebitazione del debitore incapiente (art. 283). La domanda si presenta tramite l’OCC al giudice competente; la sola nomina dell’Organismo è un passaggio preparatorio e non apre alcuna procedura (Cass. 20711/2025).
Attenzione al giudice e ai tempi: il decreto del tribunale in composizione monocratica si reclama al tribunale in composizione collegiale, non alla corte d’appello (Cass. 13220/2026), e i termini non si sospendono nel periodo feriale (Cass. 16376/2026). Il provvedimento che si ferma all’inammissibilità della domanda non è ricorribile in Cassazione (Cass. 29915/2025).
Ti hanno negato l’esdebitazione, o vuoi chiederla?
Inviami il provvedimento, i riparti eseguiti e la relazione dell’OCC: in 48 ore sai se il diniego si può contestare e con quale reclamo. La valutazione è gratuita.
Ex imprenditori e falliti: quale legge vale per i vecchi debiti
Chi è fallito prima del Codice della crisi o ha chiuso l’attività segue regole proprie, anche su termini e imposte.
Sono fallito prima del luglio 2022: quale legge si applica alla mia esdebitazione?
Chi è stato dichiarato fallito con la disciplina anteriore al Codice della crisi può ottenere l’esdebitazione solo con le regole della legge fallimentare (artt. 142 ss.), anche se la domanda è presentata dopo il 15 luglio 2022: l’esdebitazione non è un istituto autonomo ma la fase conclusiva della procedura, e ne segue la disciplina (Cass. 14835/2025, 1469/2026, 2260/2026). Lo stesso vale per le liquidazioni del patrimonio aperte e definite con la legge n. 3/2012 (Cass. 28137/2025).
Il termine annuale per proporre la domanda è previsto a pena di decadenza ed è compatibile con il diritto dell’Unione europea (Cass. 1469/2026).
La mia liquidazione giudiziale si è chiusa: posso ancora chiedere di essere liberato dai debiti?
La Corte costituzionale ha esaminato l’art. 281, comma 1, del Codice della crisi e ha dichiarato la questione non fondata nei sensi indicati in motivazione: chi esce da una liquidazione giudiziale può chiedere di essere liberato dai debiti rimasti insoddisfatti anche subito dopo la chiusura della procedura, e non soltanto prima (Corte cost. 74/2026).
Ho ottenuto l’esdebitazione: quanto pago di imposta sul decreto?
Il decreto di esdebitazione, nel caso deciso quello del fallito ai sensi degli artt. 142 ss. della legge fallimentare, sconta l’imposta di registro in misura fissa. Non ha contenuto patrimoniale: accerta le condizioni soggettive e premiali del debitore e rende inesigibili i crediti non soddisfatti, che però non si estinguono (Cass. 17174/2026).
Sono un piccolo imprenditore ancora attivo: nel concordato minore devo per forza proporre la transazione fiscale?
Nel concordato minore la definizione dei debiti tributari e previdenziali ha una disciplina autonoma e più semplice, imperniata sul ruolo dell’OCC. L’omologazione mediante approvazione forzosa, quando l’amministrazione finanziaria non aderisce, non è subordinata alla proposta di transazione fiscale dell’art. 88 del Codice della crisi (Cass. 14555/2026).
Il giudice può chiederti di depositare un fondo spese, ma il mancato deposito nel termine non rende di per sé inammissibile o improcedibile la domanda (Cass. 17721/2025).
Hai chiuso l’attività con debiti aperti?
Inviami la sentenza di fallimento o di liquidazione, i riparti e l’elenco dei debiti residui: in 48 ore sai quale legge si applica e se puoi chiedere l’esdebitazione. La valutazione è gratuita.
Debiti con il fisco: cartelle e accertamenti durante e dopo la procedura
Cosa può fare l’agente della riscossione quando c’è un accordo omologato, e quali debiti fiscali restano coperti.
Ho un accordo omologato, ma mi arriva una cartella per un debito incluso: devo pagarla?
L’accordo omologato è obbligatorio per tutti i creditori anteriori, fisco compreso. Secondo Cass. 12324/2026 l’iscrizione a ruolo e la cartella per somme incluse nell’accordo sono consentite, in caso di pagamenti non eseguiti, solo dopo la pubblicazione del decreto che dichiara la risoluzione o l’annullamento dell’accordo: fino ad allora l’agente della riscossione non può procedere al recupero.
Altre decisioni impostano la questione in modo diverso: la cartella per un credito anteriore attratto nel piano non è invalida in sé, ma non può essere usata per ottenere un pagamento individuale e integrale in difformità dalle condizioni dell’accordo; il vincolo incide sull’efficacia esecutiva, non sulla validità (Cass. 23193/2026, 23316/2026). Sulle cartelle in generale vedi la guida sulla cartella esattoriale.
Ho smesso di pagare le rate al fisco previste dall’accordo: cosa succede?
Per gli accordi regolati dalla legge n. 3/2012 il mancato pagamento integrale delle somme dovute alle amministrazioni pubbliche entro novanta giorni dalle scadenze fa cessare di diritto gli effetti dell’accordo, dal momento in cui si è verificata la causa (art. 11, comma 5). Il giudice lo accerta d’ufficio; la modifica del piano non è più possibile se l’accordo ha già perso efficacia, e la successiva riammissione a una rateizzazione fiscale non cancella gli inadempimenti precedenti (Cass. 17501/2025).
L’Agenzia delle entrate mi ha accertato, dopo l’accordo, imposte di anni precedenti: sono coperte?
L’obbligazione tributaria nasce quando si verifica il presupposto d’imposta; l’avviso di accertamento ha natura dichiarativa. Per questo il credito relativo a periodi d’imposta anteriori al deposito della proposta è un credito anteriore, vincolato all’accordo omologato e soggetto all’esdebitazione, anche se l’accertamento arriva dopo. L’esclusione dell’art. 14-terdecies, comma 3, della legge n. 3/2012 opera solo quando l’accertamento successivo dipende dalla sopravvenuta conoscenza di elementi nuovi (Cass. 7821/2026).
Il fisco ti chiede debiti già inclusi nella procedura?
Inviami l’accordo o il piano omologato, la cartella o l’avviso ricevuti e le ricevute dei pagamenti: in 48 ore sai se la pretesa si può contestare. La valutazione è gratuita.
Accordo in difficoltà, assegno di divorzio e ricorsi: cosa sapere
Cosa succede se non rispetti l’accordo, quali obblighi la procedura non sospende e quando la Cassazione è chiusa.
Non riesco più a rispettare l’accordo omologato: cosa può succedere?
La risoluzione dell’accordo omologato (art. 14 della legge n. 3/2012) opera su un piano diverso dall’omologazione: non conta la convenienza dell’accordo rispetto alla liquidazione, ma solo uno dei presupposti tipici, cioè il mancato adempimento degli obblighi, la mancata costituzione delle garanzie promesse o l’impossibilità sopravvenuta dell’esecuzione, anche per cause non imputabili al debitore. L’inadempimento rileva di per sé, senza che ne vada accertata la gravità (Cass. 3595/2026, 3598/2026).
Se invece l’omologazione è arrivata oltre i sei mesi previsti dalla legge, l’accordo resta valido: quel termine è ordinatorio (Cass. 20192/2026).
Sono in sovraindebitamento: posso smettere di pagare l’assegno di divorzio?
Ai fini del reato di omesso versamento dell’assegno (art. 570-bis c.p.), la sola esistenza di una procedura di sovraindebitamento non dimostra l’impossibilità di pagare l’assegno divorzile. Serve una condizione di impossibilità economica assoluta, valutata sulle concrete disponibilità, sulle esigenze essenziali e sulla complessiva condotta patrimoniale; spese eccessive o voluttuarie possono risultare incompatibili con l’impossibilità dichiarata (Cass. 12269/2026).
Su assegno e mantenimento trovi le risposte nella guida su separazione, divorzio e figli.
Il mio reclamo è stato respinto: posso sempre ricorrere in Cassazione?
Nelle procedure regolate dalla legge n. 3/2012 il ricorso per cassazione contro il decreto pronunciato in sede di reclamo è ammesso solo quando il tribunale, in composizione collegiale, ha accolto o respinto la domanda nel merito, non quando si è fermato all’inammissibilità (Cass. 11492/2025). Lo stesso criterio vale per l’esdebitazione dell’incapiente (Cass. 29915/2025) e per il concordato minore, dove sono ricorribili solo i provvedimenti che decidono sull’omologazione nel contraddittorio delle parti (Cass. 21038/2025, 17481/2025).
Contro il decreto che chiude il giudizio di esdebitazione del sovraindebitato il termine lungo per ricorrere è di sei mesi, perentorio e non sospeso nel periodo feriale (Cass. 16453/2026).
Hai ricevuto un provvedimento sfavorevole?
Inviami il provvedimento con la data di notifica o di comunicazione: in 48 ore sai se c’è ancora un termine aperto e quale impugnazione è ammessa. La valutazione è gratuita.
Cosa fare adesso, in quest’ordine
Raccogli i documenti
Elenco completo dei debiti con creditori e importi, contratti di mutuo e di finanziamento, garanzie firmate, cartelle e avvisi, dichiarazioni dei redditi, atti di pignoramento e provvedimenti già ricevuti.
Guarda i termini
Nelle procedure della legge n. 3/2012 il reclamo contro l’apertura della liquidazione ha un termine breve di dieci giorni; il ricorso in Cassazione sul piano va proposto entro trenta giorni dalla notifica della cancelleria; nell’esdebitazione i termini non si sospendono d’estate.
Scegli il giudice giusto
Il diniego dell’omologa deciso dopo il contraddittorio si reclama alla corte d’appello; l’inammissibilità della fase preliminare e il decreto sull’esdebitazione dell’incapiente si reclamano al tribunale in composizione collegiale.
Valutazione gratuita del caso
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Le decisioni commentate sul tema
Ogni commento riporta massima, fatto, motivazione e il link al provvedimento ufficiale. Selezione aggiornata al 18 ottobre 2026. L’archivio completo è nelle categorie Diritto Crisi e Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
Piano del consumatore e accordi (25)
- Reclamo avverso inammissibilità del piano del consumatore al tribunale collegiale (Cass. civ. Sez. I n. 21731 del 28.07.2025)
- Procedura familiare di sovraindebitamento e competenza del tribunale (Cass. civ. Sez. I n. 22074 del 31.07.2025)
- Erede con beneficio d’inventario non può proporre piano del consumatore del de (Cass. civ. Sez. I n. 30412 del 18.11.2025)
- Piano del consumatore: dilazione ultranunnale dei crediti prelatizi senza consenso (Cass. civ. Sez. I n. 4622 del 21.02.2024)
- Reclamo avverso l’omologa del piano del consumatore: legittimazione delle sole parti formali (Cass. civ. Sez. I n. 5157 del 27.02.2025)
- Reclamo avverso l’omologa del piano del consumatore, legittimati solo i contraddittori formali (Cass. civ. Sez. I n. 5630 del 03.03.2025)
- Inammissibile il ricorso sulla valutazione del merito creditizio nel piano del consumatore (Cass. civ. Sez. I n. 6869 del 14.03.2025)
- Piano del consumatore: parte di credito privilegiato incapiente degradata al chirografo (Cass. civ. Sez. I n. 9549 del 11.04.2025)
- Inadempimento qualificato e modifica dell’accordo di composizione della crisi (Cass. civ. Sez. I n. 17501 del 29.06.2025)
- Ricorso straordinario ammesso contro decreto di inammissibilità del piano del consumatore (Cass. civ. Sez. I n. 9543 del 11.04.2025)
- Piano del consumatore: l’accertamento della fattibilità è giudizio di fatto non sindacabile in Cassazione (Cass. civ. Sez. 1 n. 3542 del 17.02.2026)
- Risoluzione dell’accordo di sovraindebitamento per inadempimento: presupposti e limiti del sindacato di legittimità (Cass. civ. Sez. 1 n. 3595 del 17.02.2026)
- Risoluzione dell’accordo di sovraindebitamento e inammissibilità dei motivi generici (Cass. civ. Sez. 1 n. 3598 del 17.02.2026)
- Reclamo avverso il diniego di omologa del piano del consumatore alla Corte d’Appello, non al Tribunale (Cass. civ. Sez. 1 n. 11225 del 27.04.2026)
- Moratoria biennale e pagamento dei creditori privilegiati nel piano del consumatore (Cass. civ. Sez. 1 n. 11676 del 29.04.2026)
- Il termine semestrale per l’omologazione dell’accordo di sovraindebitamento è ordinatorio (Cass. civ. Sez. 1 n. 20192 del 16.06.2026)
- Piano del consumatore: ricorso in Cassazione entro 30 giorni dalla notifica della cancelleria (Cass. civ. Sez. I n. 3577 del 17.02.2026)
- Cartella di pagamento per crediti transatti: occorre la risoluzione dell’accordo di sovraindebitamento (Cass. civ. n. 12324 del 02.05.2026)
- Il diniego dell’omologa del piano del consumatore è sentenza reclamabile alla Corte d’Appello (Cass. civ. n. 8875 del 09.04.2026)
- Ristrutturazione dei debiti: lo stralcio assorbito dalle perdite non è tassabile (Cass. civ. n. 6763/2026)
- Piano del consumatore e fideiussione del socio: esclusione della qualifica (Cass. civ. n. 29746/2025)
- Sovraindebitamento: l’accordo omologato non vieta la cartella, ma preclude la riscossione individuale di capitale e accessori inclusi nel piano (Cass. 23316/2026)
- Sovraindebitamento: la cartella per il debito nell’accordo omologato è possibile solo dopo la risoluzione dell’accordo (Cass. trib. 12324/2026)
- Ristrutturazione dei debiti del consumatore: con le osservazioni ex art. 70 CCII il creditore diventa parte e può impugnare l’omologazione (Cass. 20941/2026)
- Modifica delle condizioni di separazione: il confronto va fatto con l’assetto al momento dell’accordo omologato (Cass. 19793/2026)
Liquidazione controllata e del patrimonio (20)
- Danno biologico e liquidazione controllata: no all’esclusione per analogia (Cass. civ. Sez. I n. 28484 del 27.10.2025)
- Ammissione tardiva al passivo per causa non imputabile nella liquidazione controllata (Cass. civ. Sez. I n. 28573 del 28.10.2025)
- Privilegio fondiario opponibile anche alla liquidazione controllata (Cass. civ. Sez. I n. 22914 del 19.08.2024)
- Reclamo avverso apertura della liquidazione del patrimonio: termine dalla comunicazione integrale (Cass. civ. Sez. I n. 9535 del 11.04.2025)
- Decreto di revoca dell’apertura della liquidazione del patrimonio non ricorribile in Cassazione (Cass. civ. Sez. I n. 11451 del 30.04.2025)
- Inammissibile il ricorso avverso la revoca dell’apertura della liquidazione del patrimonio (Cass. civ. Sez. I n. 14397 del 29.05.2025)
- Natura dell’ente previdenziale privatizzato e procedure di liquidazione del patrimonio (Cass. civ. Sez. I n. 6861 del 14.03.2025)
- Inammissibile il ricorso straordinario avverso la revoca dell’apertura della liquidazione del patrimonio (Cass. civ. Sez. I n. 9456 del 11.04.2025)
- Revoca dell’apertura della liquidazione del patrimonio e ricorso straordinario inammissibile (Cass. civ. Sez. I n. 11448 del 30.04.2025)
- Debito postergato del socio scaduto e soglia della liquidazione controllata (Cass. civ. Sez. I n. 17508 del 29.06.2025)
- Il provvedimento del giudice della liquidazione del patrimonio va reclamato ex art. 739 c.p.c., non impugnato con ricorso straordinario (Cass. civ. Sez. 1 n. 20182 del 16.06.2026)
- Decreto di rigetto del reclamo in liquidazione controllata non ricorribile per cassazione (Cass. civ. Sez. 1 n. 13224 del 07.05.2026)
- Termini perentori per le osservazioni al progetto di stato passivo nella liquidazione del patrimonio (Cass. civ. Sez. 1 n. 15061 del 19.05.2026)
- Il termine per la rivendica tardiva nella liquidazione controllata decorre dalla conoscenza della procedura (Cass. civ. Sez. 1 n. 16379 del 26.05.2026)
- Reclamo ex art. 739 c.p.c. inammissibile per la liquidazione del patrimonio (Cass. civ. Sez. 1 n. 16764 del 28.05.2026)
- Nella liquidazione controllata il debitore non può impugnare lo stato passivo (Cass. civ. Sez. 1 n. 13226 del 07.05.2026)
- Il termine per il ricorso per cassazione contro la decisione sul reclamo è di trenta giorni nella liquidazione controllata (Cass. civ. Sez. 1 n. 1473 del 22.01.2026)
- Liquidazione controllata negata: il decreto d’appello che respinge il reclamo non è ricorribile in Cassazione (Cass. civ. Sez. I n. 3535 del 17.02.2026)
- Il decreto di rigetto del reclamo in tema di liquidazione controllata non è impugnabile per cassazione (Cass. civ. n. 12959 del 06.05.2026)
- Inammissibile il ricorso del debitore avverso lo stato passivo nella liquidazione controllata (Cass. civ. n. 20965 del 20.06.2026)
Esdebitazione (31)
- Esdebitazione del sovraindebitato resta regolata dalla legge n. 3 del 2012 (Cass. civ. Sez. I n. 28137 del 23.10.2025)
- Esdebitazione incapiente, inammissibile il ricorso avverso il diniego (Cass. civ. Sez. I n. 29915 del 12.11.2025)
- Esdebitazione: sufficiente la parziale soddisfazione dei creditori (Cass. civ. Sez. I n. 19893 del 18.07.2024)
- Esdebitazione: irrisorio solo il soddisfacimento affatto inconsistente (Cass. civ. Sez. I n. 19964 del 19.07.2024)
- Esdebitazione: percentuale irrisoria dei creditori e passivo non accertato (Cass. civ. Sez. I n. 15155 del 30.05.2024)
- Esdebitazione ai falliti ante 15 luglio 2022 resta regolata dalla legge fallimentare (Cass. civ. Sez. I n. 14835 del 03.06.2025)
- Patteggiamento equiparato a condanna ostativa all’esdebitazione fallimentare (Cass. civ. Sez. I n. 18517 del 07.07.2025)
- Esdebitazione e inesistenza di equivalenza tra riabilitazione ed estinzione da patteggiamento (Cass. civ. Sez. I n. 19949 del 17.07.2025)
- Patteggiamento equiparato a condanna ostativa all’esdebitazione del fallito (Cass. civ. Sez. I n. 19950 del 17.07.2025)
- Esdebitazione: irrisoria la percentuale di soddisfo anche se il debitore è meritevole (Cass. civ. Sez. I n. 15018 del 04.06.2025)
- Esdebitazione: requisito oggettivo e irrisorietà del soddisfo (Cass. civ. Sez. I n. 15024 del 04.06.2025)
- Esdebitazione negata per difetto di cooperazione: motivi assorbiti (Cass. civ. Sez. I n. 9532 del 11.04.2025)
- Esdebitazione: patteggiamento equiparato a condanna, estinzione reato non è riabilitazione (Cass. civ. Sez. I n. 18520 del 07.07.2025)
- Sentenza di patteggiamento come indizio ostativo all’esdebitazione (Cass. civ. Sez. I n. 2459 del 02.02.2025)
- Esdebitazione esclusa senza riabilitazione penale: affidamento in prova non equipollente (Cass. civ. Sez. I n. 2461 del 02.02.2025)
- Esdebitazione del fallito dichiarato prima del CCII regolata dalla legge fallimentare (Cass. civ. Sez. 1 n. 1469 del 22.01.2026)
- L’esdebitazione del fallito dichiarato prima del CCII resta disciplinata dalla legge fallimentare (Cass. civ. Sez. 1 n. 2260 del 03.02.2026)
- Il debito tributario sorto prima dell’accordo di ristrutturazione è coperto dall’esdebitazione anche se accertato dopo (Cass. civ. Sez. 5 n. 7821 del 31.03.2026)
- Esdebitazione c.c.i.i.: il termine lungo è di sei mesi e non è sospeso nel periodo feriale (Cass. civ. Sez. 1 n. 16453 del 27.05.2026)
- L’esdebitazione non è istituto autonomo ma fase conclusiva della procedura (Cass. civ. Sez. 1 n. 2261 del 03.02.2026)
- Inammissibile il ricorso contro il diniego di esdebitazione per scritture contabili inattendibili (Cass. civ. Sez. 1 n. 7333 del 26.03.2026)
- Il decreto di esdebitazione non è atto a contenuto patrimoniale: imposta di registro in misura fissa (Cass. civ. Sez. 5 n. 17174 del 01.06.2026)
- Applicazione della legge fallimentare all’esdebitazione del fallito dichiarato prima del Codice della Crisi (Cass. civ. Sez. 1 n. 1444 del 22.01.2026)
- Esdebitazione dell’incapiente e pendenza di procedure esecutive: l’onere di specificità del ricorso per cassazione (Cass. civ. Sez. 1 n. 13228 del 07.05.2026)
- Esdebitazione dell’incapiente: esclusa la sospensione feriale dei termini (Cass. civ. Sez. 1 n. 16376 del 26.05.2026)
- Esdebitazione dell’incapiente: il reclamo avverso il decreto del tribunale spetta al collegio e non alla corte d’appello (Cass. civ. Sez. I n. 13220 del 07.05.2026)
- Accertamento d’ufficio della meritevolezza nell’esdebitazione (Cass. civ. n. 11901 del 30.04.2026)
- La mancata cooperazione nella liquidazione del patrimonio preclude l’esdebitazione (Cass. civ. n. 20949 del 20.06.2026)
- Esdebitazione e creditori non insinuati: atti restituiti (Corte cost. ord. n. 104/2026)
- Esdebitazione: si può chiedere dopo la chiusura della procedura (Corte cost. n. 74/2026)
- Esdebitazione: la meritevolezza e’ un presupposto accertabile anche in sede di reclamo; la causa ostativa soggettiva rende irrilevante l’esame dei requisiti oggettivi (Cass. 11901/2026)
Concordato minore (11)
- Concordato minore, ricorribile solo il provvedimento che decide sull’omologazione (Cass. civ. Sez. I n. 21038 del 24.07.2025)
- Inammissibile ricorso contro rigetto reclamo su concordato minore (Cass. civ. Sez. I n. 17481 del 29.06.2025)
- Concordato minore, fondo spese non è causa di inammissibilità (Cass. civ. Sez. I n. 17721 del 30.06.2025)
- Inammissibile il concordato minore per l’imprenditore individuale cancellato (Cass. civ. Sez. I n. 20141 del 16.06.2026)
- Concordato minore senza transazione fiscale obbligatoria ex art. 88 CCII (Cass. civ. Sez. I n. 14555 del 16.05.2026)
- Concordato minore inammissibile per l’imprenditore cancellato (Cass. civ. Sez. I n. 20961 del 20.06.2026)
- Compenso del commissario giudiziale nel concordato minore: parametri del D.M. 202/2014 e base attivo della proposta (Cass. civ. Sez. I n. 20477 del 17.06.2026)
- Concordato minore: la transazione fiscale ex art. 88 CCII non è obbligatoria (Cass. civ. n. 14555/2026)
- Concordato minore: la proposta deve rispettare le cause legittime di prelazione (artt. 2740-2741 c.c.); la violazione è causa di inammissibilità rilevabile d’ufficio (Cass. civ. n. 28574/2025)
- Imprenditore cancellato dal registro delle imprese: niente concordato minore, nemmeno liquidatorio (Cass. 20961/2026)
- Concordato minore: l’imprenditore individuale cancellato dal registro non può accedervi, neppure nella forma liquidatoria (Cassazione 20141/2026)
OCC, gestore e compensi (6)
- Esdebitazione incapiente: la nomina dell’OCC non apre la procedura (Cass. civ. Sez. I n. 20711 del 22.07.2025)
- Compenso del gestore della crisi non ripartibile sui beni in prelazione speciale (Cass. civ. Sez. I n. 6865 del 14.03.2025)
- Compenso OCC non è uscita generale e non grava sul creditore ipotecario (Cass. civ. Sez. I n. 12405 del 10.05.2025)
- Compenso OCC non è uscita generale nè grava sui creditori ipotecari (Cass. civ. Sez. I n. 14401 del 29.05.2025)
- Liquidazione controllata: la relazione OCC deve indicare cause dell’indebitamento e diligenza (Cass. civ. Sez. 1 n. 11603 del 28.04.2026)
- Liquidazione controllata da sovraindebitamento: il controllo del giudice sulla relazione dell’OCC è sostanziale, non meramente formale (Cass. civ. n. 28576/2025)
Altre decisioni sul sovraindebitamento (12)
- Creditore corresponsabile del dissesto e legittimazione al reclamo nel sovraindebitamento (Cass. civ. Sez. I n. 20672 del 22.07.2025)
- Sovraindebitamento del consumatore, meritevolezza e legge applicabile ratione temporis (Cass. civ. Sez. I n. 22078 del 31.07.2025)
- Voto negativo del creditore e ratifica dell’ufficio legale nella crisi da sovraindebitamento (Cass. civ. Sez. I n. 4442 del 20.02.2024)
- Ricorso in cassazione avverso decreto sovraindebitamento inammissibile se si arresta all’inammissibilità (Cass. civ. Sez. I n. 11492 del 01.05.2025)
- Termine breve impugnazione comunicazione integrale decreto sovraindebitamento (Cass. civ. Sez. I n. 17472 del 29.06.2025)
- Termine per le domande di ammissione al sovraindebitamento è perentorio (Cass. civ. Sez. I n. 6849 del 14.03.2025)
- Proroga del termine per il commissario ad acta per sovraindebitamento dell’esecutata (TAR Abruzzo n. 1 del 15.01.2026)
- Sovraindebitamento: i vizi dell’asta non si fanno valere con l’azione negatoria ex art. 949 c.c. (Cass. civ. Sez. II n. 2702 del 07.02.2026)
- Sovraindebitamento: la nomina del liquidatore non si contesta in Cassazione (Cass. civ. Sez. I n. 2200 del 02.02.2026)
- Sovraindebitamento: il ritardo del programma di liquidazione oltre i 30 giorni non annulla la procedura (Cass. civ. Sez. I n. 2264 del 03.02.2026)
- Omesso assegno divorzile: il sovraindebitamento non prova l’impossibilità assoluta (Cass. pen. n. 12269/2026)
- Cartella e sovraindebitamento: il credito attratto nel piano omologato non si riscuote fuori procedura (Cass. trib. 23193/2026)
Guida pratica a cura dell’Avv. Danilo Scarlino. Aggiornata il 18 ottobre 2026.