Separazione, divorzio, mantenimento e figli: cosa ti spetta davvero e cosa rischi
Quanto costa un figlio e fino a che età, se l’assegno all’ex coniuge è dovuto, chi resta nella casa, cosa succede a chi non paga, come si decide l’affidamento, cosa conta nella separazione con addebito. Qui trovi le risposte alle domande che genitori e coniugi fanno davvero, con le regole fissate dalla Corte di Cassazione e dalla Corte costituzionale e, sotto ogni risposta, le sentenze e le guide pubblicate su questo sito.
Parti dalla tua situazione
Otto blocchi di domande. Ogni risposta cita le sentenze e le guide da cui deriva, tutte pubblicate su studiolegalescarlino.com.
Separazione: addebito, prove, accordi
Per separarsi non serve una colpa. L’addebito è un’altra cosa: una domanda autonoma, con conseguenze economiche precise.
Mio marito mi ha tradito (o è stato violento). Posso chiedere la separazione “con addebito” e cosa cambia?
La separazione si ottiene quando la convivenza è diventata intollerabile (art. 151 c.c.), senza provare colpe. L’addebito è una domanda autonoma: chi lo subisce perde il diritto all’assegno di mantenimento come coniuge e i diritti successori. Le violenze fisiche e morali fondano da sole l’addebito, e il giudice civile le valuta in autonomia anche senza condanna penale; non può respingere la domanda valorizzando solo l’assenza di una condanna o la debolezza di una singola prova. Per l’infedeltà, la tolleranza mostrata in passato non è una rinuncia: non esclude l’addebito. La relazione dell’investigatore privato e la trascrizione di registrazioni non disconosciute in modo circostanziato sono prove che il giudice di merito valuta liberamente, e in Cassazione non si rimettono in discussione.
- Art. 151 c.c. – La separazione giudiziale (commento)
- Art. 143 c.c. – Diritti e doveri dei coniugi (commento)
- Violenza domestica e addebito: prova e nesso causale (Cass. 19705/2025)
- Violenze e addebito: valutazione complessiva delle prove (Cass. 15577/2026)
- Il giudice civile valuta le violenze anche senza condanna penale (Cass. 10281/2026)
- La tolleranza verso l’infedeltà non esclude l’addebito (Cass. 23978/2026)
- La relazione investigativa è prova valutabile (Cass. 11956/2026)
- La trascrizione della registrazione fa prova se non disconosciuta (Cass. 2409/2026)
- Istanze istruttorie non reiterate: l’addebito va comunque esaminato (Cass. 1007/2026)
Ci siamo separati consensualmente con un accordo sul mutuo e sulla casa. Al divorzio si può cambiare?
Dipende da cosa avete scritto. La separazione consensuale ha un contenuto essenziale (vivere separati, affidamento, assegno di mantenimento), modificabile al divorzio, e un contenuto eventuale: patti patrimoniali autonomi che trovano nella separazione solo l’occasione. Questi restano contratti e non si toccano in sede di divorzio: l’accollo del mutuo “fino all’estinzione” è stato ritenuto un patto autonomo. Per modificare le condizioni economiche serve un mutamento rilevante rispetto all’assetto al momento dell’accordo omologato. Attenzione ai creditori: il trasferimento di un immobile all’ex coniuge in esecuzione della separazione è soggetto a revocatoria. Il divorzio su domanda congiunta non è impugnabile dai coniugi se il giudice ha recepito le conclusioni comuni.
- Autonomia dei patti patrimoniali accessori (Cass. 31486/2025)
- Accollo del mutuo: patto autonomo non modificabile in divorzio (Cass. 31486/2025)
- Mutuo “fino all’estinzione”: il commento esteso (Cass. 31486/2025)
- Modifica delle condizioni: confronto con l’accordo omologato (Cass. 19793/2026)
- Trasferimenti in esecuzione della separazione e revocatoria (Cass. 6395/2023)
- Divorzio congiunto: sentenza non impugnabile dai coniugi (Cass. 23887/2026)
- Nullità ecclesiastica: la convivenza triennale impedisce la delibazione (Cass. 20389/2026)
- Convivenza ultratriennale: questione rimessa alle Sezioni Unite (Cass. 30993/2025)
Assegno al coniuge separato e assegno divorzile
Due assegni diversi, con criteri diversi. Confonderli è l’errore più frequente, anche nei ricorsi.
Ho sempre fatto la casalinga. Dopo il divorzio ho diritto a un assegno? Quanto?
L’assegno di separazione guarda al tenore di vita del matrimonio e alla capacità contributiva effettiva dell’altro (contano i beni di cui dispone davvero, anche se in un trust). L’assegno divorzile no: ha funzione assistenziale, se non hai mezzi adeguati e non puoi procurarteli per ragioni oggettive, e perequativo-compensativa, se lo squilibrio tra voi dipende dalle scelte comuni della vita familiare: dedizione alla casa e ai figli, rinuncia a occasioni di lavoro, fideiussioni prestate per l’attività dell’altro. Il nesso con le scelte familiari si può provare per presunzioni, ma lo squilibrio va accertato in concreto, non su ipotesi pensionistiche. Se l’assegno c’è, spetta anche la quota del TFR dell’ex, salvo che sia stato conferito a un fondo pensione prima del divorzio. L’Assegno Unico per i figli incide sul mantenimento dei figli, non sull’assegno divorzile.
- Art. 156 c.c. – Il mantenimento del coniuge separato (commento)
- Assegno di separazione e trust: conta la disponibilità effettiva (Cass. 18549/2026)
- Funzione assistenziale: serve la prova della non autosufficienza (Cass. 15986/2025)
- Funzione perequativa provabile per presunzioni (Cass. 23533/2026)
- Squilibrio accertato in concreto, non su proiezioni (Cass. 2917/2026)
- Le fideiussioni per l’attività dell’ex sono apporto compensativo (Cass. 20749/2026)
- Squilibrio per presunzioni: non si rivaluta in Cassazione (Cass. 2884/2026)
- Assegno divorzile e quota di TFR (Cass. 32910/2025)
- TFR conferito a fondo pensione: niente quota all’ex (Cass. 20132/2025)
- L’Assegno Unico incide sul mantenimento dei figli (Cass. 19359/2026)
- Confondere assegno di separazione e divorzile rende il ricorso inammissibile (Cass. 19811/2025)
La mia ex ha trovato lavoro (o rifiuta di lavorare). Posso far togliere l’assegno divorzile?
Solo per fatti sopravvenuti al giudicato: la revisione non consente di ridiscutere le condizioni già valutate. Il miglioramento economico del beneficiario non basta a revocare l’assegno se i suoi mezzi restano inadeguati; il rifiuto ingiustificato di una concreta offerta di lavoro, invece, può giustificare la revoca. Lo stato di salute precario può rilevare, e una contestazione anche sintetica dei fatti impedisce di darli per pacifici. In ogni caso la modifica decorre dalla domanda.
- Il miglioramento del beneficiario non basta a revocare (Cass. 17786/2026)
- Il rifiuto ingiustificato di lavoro può giustificare la revoca (Cass. 15650/2026)
- Contestazione sintetica e stato di salute (Cass. 23282/2026)
- Niente nuova valutazione dei fatti in Cassazione (Cass. 22874/2026)
- Addebito e assegno: limiti del sindacato di legittimità (Cass. 18952/2025)
- Reversibilità tra ex coniuge e coniuge superstite (Cass. 3955/2026)
Vuoi sapere se l’assegno ti spetta, o se puoi ridurlo?
Il calcolo si fa sui numeri di entrambi: redditi, patrimonio, durata del matrimonio, chi ha rinunciato a cosa. Inviami dichiarazioni dei redditi, sentenza o accordo e una descrizione della situazione attuale: in 48 ore sai se c’è margine. La valutazione è gratuita e paghi solo se vinci.
Mantenimento dei figli: quanto, fino a quando, spese extra
Non esiste una tabella. Esistono cinque criteri di legge e una giurisprudenza molto precisa su cosa conta e cosa no.
Quanto devo pagare di mantenimento per mio figlio? Esiste una tabella?
No. L’assegno si calcola con i criteri dell’art. 337-ter c.c.: esigenze attuali del figlio, tenore di vita goduto durante la convivenza, tempi di permanenza presso ciascun genitore, risorse economiche di entrambi, valore dei compiti domestici e di cura. Il principio è la proporzionalità: il giudice confronta le risorse di entrambi i genitori, non solo il reddito dichiarato ma ogni disponibilità patrimoniale. Le spese di viaggio del genitore lontano per vedere il figlio si accertano, non si presumono; un piccolo utile d’impresa non basta a colmare un divario di reddito; l’indennità di accompagnamento del figlio disabile non è reddito del genitore che lo cura. In appello non basta confermare “per relationem” i provvedimenti presidenziali: serve una motivazione autonoma.
- Come si calcola l’assegno di mantenimento dei figli (guida)
- Art. 337-ter c.c. – Affidamento condiviso e mantenimento dei figli (commento)
- Proporzionalità: contano tutte le disponibilità patrimoniali (Cass. 14886/2026)
- Le spese di viaggio del genitore lontano vanno accertate (Cass. 23616/2026)
- Un piccolo utile d’impresa non colma il divario (Cass. 31218/2025)
- Accertamento del reddito e censure fattuali (Cass. 31218/2025, scheda)
- L’indennità di accompagnamento non è reddito (App. Messina 2026)
- In appello serve una motivazione autonoma (Cass. 10335/2026)
- Il giudice del rinvio e il mantenimento (Cass. 366/2025)
Mio figlio ha 25 anni e non lavora. Devo ancora mantenerlo? E a chi pago, a lui o alla madre?
Il mantenimento non cessa a 18, 25 o 30 anni: cessa con l’autosufficienza economica, o quando il figlio avrebbe dovuto raggiungerla con una condotta diligente. L’onere di provare che il figlio è ancora non autosufficiente, oltre una certa età, grava su chi chiede l’assegno. Il genitore con cui il figlio maggiorenne convive può chiederlo in proprio, anche se il figlio studia fuori, purché la casa resti il suo punto di riferimento stabile; conserva la legittimazione a riscuotere gli arretrati maturati prima della revoca. Nessun genitore può smettere di pagare da solo: serve il giudice, e la revisione opera solo su fatti sopravvenuti al giudicato.
- Fino a che età si mantiene un figlio? (guida)
- Quando il mantenimento dei figli non è dovuto e quando cessa (guida)
- Figlio maggiorenne: onere della prova (Cass. 12121/2025)
- Legittimazione del genitore convivente (Cass. 23807/2026)
- Arretrati maturati prima della revoca (Cass. 678/2026)
- Revisione solo su fatti sopravvenuti (Cass. 17781/2026)
Spese straordinarie: l’altro genitore deve chiedermi il consenso prima? Devo rimborsare il dentista, lo sport, l’università?
Il preventivo accordo riguarda le decisioni di maggiore interesse, non ogni spesa. Le spese sostanzialmente certe nel loro ordinario e prevedibile ripetersi, come quelle scolastiche e mediche ordinarie, non richiedono concertazione preventiva e restano ripetibili. Per le altre, il genitore che non è stato consultato può opporsi solo se dimostra che la spesa non è conforme all’interesse del figlio o non è sostenibile. Quando la collocazione del figlio cambia, il giudice deve ridefinire il contributo. La modifica del mantenimento decorre sempre dalla domanda: se le condizioni sono cambiate, chi aspetta regala mesi.
- Spese straordinarie: quali richiedono il preventivo accordo (Cass. 23946/2026)
- Cambio di collocazione e contributo di mantenimento (Cass. 30244/2025)
- Revisione dell’assegno: effetti sempre dalla domanda (Cass. 298/2026)
- La revoca decorre dalla domanda: niente rimborsi per il passato (Cass. 298/2026, scheda)
- Decorrenza della revoca dalla domanda (Cass. 14864/2026)
- Decorrenza dalla domanda e divieto di compensazione (Trib. Lecce 2427/2026)
Mantenimento non pagato: recupero e reato
Chi non versa l’assegno fissato dal giudice non rischia solo il pignoramento. Quattro regole fisse.
Il mio ex non paga da mesi. Cosa posso fare, in pratica?
Il provvedimento del giudice è già un titolo esecutivo: puoi pignorare stipendio, conto o beni, chiedere il pagamento diretto al datore di lavoro e segnalare il reato. Gli arretrati per i figli hanno natura alimentare: non si compensano con crediti pregressi dell’altro genitore, nemmeno con l’assegno dovuto al coniuge. Sul piano penale, il reato si consuma con il semplice inadempimento dell’assegno fissato dal giudice e si procede d’ufficio; chi ha omesso per molte mensilità non può invocare la particolare tenuità del fatto. La guida sul sito elenca le strade, dalla più rapida.
- Mantenimento non pagato: cosa fare e cosa rischia chi non versa (guida)
- Si procede anche senza querela (Corte cost. 96/2026)
- Gli arretrati non si compensano (Trib. Bergamo 2026)
- Niente compensazione con l’assegno al coniuge (Trib. S. Maria C.V. 2818/2026)
- Molte mensilità omesse: niente tenuità del fatto (Cass. pen. 6179/2026)
- Omissioni reiterate: abitualità (Cass. pen. 10505/2026)
- Oltre un anno di omissioni: esclusa l’occasionalità (Cass. pen. 27883/2026)
- Rapporto tra art. 570-bis e art. 570 c.p. (Cass. pen. 2026)
Non pago perché non ho soldi. È una difesa valida?
Solo se l’impossibilità economica è assoluta, persistente, oggettiva e incolpevole. Non bastano l’ammissione al gratuito patrocinio, una procedura di sovraindebitamento o la generica difficoltà: il giudice guarda alle disponibilità concrete. Se le condizioni sono davvero cambiate, la via corretta è chiedere subito la revisione al giudice civile, perché gli effetti decorrono dalla domanda e nel frattempo l’obbligo resta intero.
Arretrati da recuperare?
Inviami il provvedimento che fissa l’assegno e l’elenco delle mensilità non pagate. Ti dico quale strumento è più rapido nel tuo caso, quanto puoi recuperare e se conviene la denuncia. Valutazione gratuita, paghi solo se vinci.
Affidamento, collocamento, trasferimenti, nonni
La bigenitorialità è la regola, ma non è un automatismo. Il criterio è sempre l’interesse concreto del minore.
Posso chiedere l’affidamento esclusivo? Mio figlio non vuole vedere l’altro genitore.
L’affidamento esclusivo è l’eccezione: richiede un accertamento rigoroso, su dati oggettivi, che l’affido condiviso è contrario all’interesse del minore, con una motivazione non solo sull’idoneità del genitore affidatario ma sull’inidoneità dell’altro. Il conflitto tra i genitori, da solo, non basta. La volontà del figlio va ascoltata e valutata con tutti gli altri elementi, ma non è un diritto di veto; l’ascolto del minore ultradodicenne può essere omesso se superfluo o dannoso e in appello non si rinnova automaticamente. L’affido “super esclusivo”, che taglia fuori un genitore anche dalle decisioni importanti, è una misura limitativa della responsabilità genitoriale: serve la prova di condotte gravemente pregiudizievoli.
- Art. 337-ter c.c. – Affidamento condiviso (commento)
- Affidamento esclusivo: eccezione con accertamento rigoroso (Cass. 8017/2026)
- Serve la motivazione sull’inidoneità dell’altro genitore (Cass. 16280/2025)
- Il conflitto tra genitori non basta (Trib. Castrovillari 221/2026)
- La volontà del minore non è un veto (Cass. 20033/2026)
- Ascolto del minore ultradodicenne: quando si può omettere (Cass. 3724/2026)
- L’ascolto in appello non si rinnova automaticamente (Cass. 1857/2026)
- Affido super esclusivo: prova di condotte gravemente pregiudizievoli (Cass. 22941/2026)
- Affido super esclusivo cassato per motivazione apparente (Cass. 32058/2025)
- Diritto di visita e spazio neutro (Cass. 16084/2025)
Voglio trasferirmi in un’altra città con mio figlio. Posso? E se è l’altro genitore a volerlo?
La bigenitorialità non vieta al genitore collocatario di trasferirsi, ma non gli consente spostamenti unilaterali: il giudice bilancia l’interesse del minore (la residenza abituale come centro di relazioni), quello del genitore che vuole trasferirsi e quello dell’altro, su cui ricadono i costi della distanza. Competente è il tribunale della residenza abituale del minore al momento della domanda; il trasferimento in corso di causa non la sposta. Portare il figlio all’estero senza consenso è sottrazione internazionale, salvo che si provi un accordo dei genitori su un nuovo progetto di vita. Chi sottrae il minore non può schermarsi dietro il “consenso” del figlio se è frutto di condizionamento. Il genitore non collocatario che non va a prendere i figli non commette il reato di elusione.
- Trasferimento del collocatario: né divieto né automatismo (Cass. 23771/2026)
- Il giudice bilancia i tre interessi (Cass. 11378/2026)
- Competenza: residenza abituale al momento della domanda (Cass. 27930/2025)
- Sottrazione internazionale e consenso dei genitori (Cass. 18592/2025)
- Sottrazione di minorenne e volontà del figlio (Cass. pen. 2026)
- Non incontrare i figli non è elusione del provvedimento (Cass. pen. 7358/2026)
Sono nonno e mia nuora non mi fa vedere i nipoti. Ho un diritto?
Gli ascendenti hanno il diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti (art. 317-bis c.c.), ma è un diritto funzionale all’interesse del minore: il giudice non lo riconosce per il solo fatto che la frequentazione non nuoce, serve il vantaggio concreto per il nipote, cioè una relazione positiva e gratificante. Nei procedimenti sui minori gli affidatari e la famiglia collocataria vanno convocati a pena di nullità, anche in appello.
Casa familiare, comunione legale, fondo patrimoniale
La casa si assegna per i figli, non per il coniuge debole. E i soldi spesi per la famiglia durante il matrimonio, di regola, non tornano indietro.
La casa è mia (o dei miei genitori). Chi ci resta dopo la separazione?
La casa familiare si assegna al genitore con cui vivono i figli minori o maggiorenni non autosufficienti, per conservare il loro habitat: non può essere assegnata per sopperire ai bisogni economici del coniuge più debole, e viene meno quando non svolge più quella funzione. Il figlio maggiorenne “convive” se dimora stabilmente nella casa, non se torna raramente; un trasferimento temporaneo per studio non fa perdere l’assegnazione. L’assegnazione può estendersi alle pertinenze, anche non contigue, e può essere parziale, ma sempre nell’interesse dei figli. Se la casa è dei tuoi genitori in comodato senza termine per le esigenze della famiglia, il comodante deve consentire la prosecuzione anche dopo la crisi, salvo un urgente e imprevisto bisogno. L’assegnazione non decade implicitamente perché la sentenza di divorzio non la menziona.
- L’assegnazione tutela l’habitat dei figli, non il coniuge debole (Cass. 23888/2026)
- Figlio maggiorenne: nozione di convivenza (Cass. 14458/2025)
- Trasferimento temporaneo per studio: l’assegnazione resta (Cass. 30244/2025)
- Casa familiare e pertinenze (Cass. 18556/2026)
- Assegnazione parziale: limiti (Cass. 12249/2025)
- Comodato familiare: prosegue oltre la crisi (Cass. 17095/2025)
- Nessuna revoca implicita con il divorzio (Trib. Bari 857/2026)
- Il provvedimento provvisorio non fonda il risarcimento (Cass. 13864/2026)
- Coniuge separato e diritto di abitazione nella successione (Trib. Cagliari 2026)
Ho pagato io la casa intestata a mia moglie (o la ristrutturazione). Alla separazione mi restituisce i soldi?
Di regola no. Le somme versate durante il matrimonio per realizzare il progetto di vita comune si presumono adempimento del dovere di contribuzione (art. 143 c.c.) e sono irripetibili; lo stesso vale per le migliorie alla casa di proprietà esclusiva dell’altro. L’auto pagata da un coniuge e intestata all’altro è donazione indiretta solo con prova rigorosa dell’intenzione di donare. In comunione legale, l’immobile acquistato da un solo coniuge durante il matrimonio entra in comunione anche se nel rogito risulta “celibe”, salvo le esclusioni tassative dell’art. 179 c.c.; la donazione di un bene comune senza il consenso dell’altro è annullabile. I doni fatti in vista delle nozze vanno restituiti se il matrimonio salta, ma la promessa va provata.
- Somme versate per la casa dell’altro coniuge: irripetibili (Cass. 8793/2026)
- Casa costruita sul terreno dell’altro: spese non rimborsabili (Cass. 22862/2026)
- Auto pagata e intestata all’altro coniuge (Cass. 10388/2026)
- Immobile acquistato in costanza di matrimonio: comunione (Trib. Brescia 6203/2026)
- Alloggio riscattato durante il matrimonio (Cass. 899/2026)
- Donazione del bene comune senza consenso: annullabile (Trib. Napoli 5262/2026)
- Comunione legale e revocatoria: litisconsorzio dei coniugi (Cass. 4523/2026)
- Promessa di matrimonio: restituzione dei doni (Trib. Brescia 501/2026)
- Promessa non provata: niente restituzione (Cass. 10853/2026)
Il fondo patrimoniale protegge la casa dai creditori e dal Fisco?
Meno di quanto si crede. I beni del fondo non si pignorano per debiti estranei ai bisogni della famiglia, ma “bisogni della famiglia” è inteso in senso ampio: anche un debito d’impresa del socio può rientrarvi, e il limite vale pure per l’ipoteca dell’agente della riscossione. Soprattutto, la costituzione del fondo è un atto gratuito soggetto a revocatoria: per i crediti anteriori basta la consapevolezza del pregiudizio, senza intento fraudolento; la prescrizione quinquennale decorre dall’annotazione a margine dell’atto di matrimonio, che è ciò che rende il fondo opponibile ai terzi. L’inefficacia dell’atto e i limiti dell’esecuzione sono questioni distinte.
- Fondo patrimoniale e ipoteca esattoriale (Cass. 21036/2026)
- Revocatoria del fondo: inefficacia e limiti dell’esecuzione (Cass. 11074/2026)
- Revocabile anche senza intento fraudolento (App. Caltanissetta 192/2026)
- Fideiussore che conferisce tutti gli immobili (Trib. Nola 1294/2026)
- Prescrizione dall’annotazione (Trib. Rimini 290/2026)
- Impignorabile per debito d’impresa estraneo ai bisogni familiari (Trib. Siracusa 1118/2026)
- Fondo patrimoniale simulato (App. Ancona 460/2026)
- Opponibilità e annotazione a margine del matrimonio (Cass. 14562/2026)
Casa, conti, fondo patrimoniale: cosa resta a chi?
Inviami atto di acquisto, regime patrimoniale, eventuale fondo e una descrizione di chi ha pagato cosa. Ti dico cosa puoi pretendere e cosa invece è irripetibile, prima che tu spenda in una causa che non si vince. Valutazione gratuita, compenso solo se vinci.
Violenza, responsabilità genitoriale, paternità, cognome
Le situazioni in cui il diritto di famiglia incontra il penale e lo stato delle persone.
Subisco maltrattamenti dal partner. Conta se non siamo sposati o se non viviamo più insieme?
Il reato di maltrattamenti (art. 572 c.p.) richiede, fuori dal matrimonio e dalla parentela, una convivenza intesa come relazione affettiva stabile e radicata: una relazione sentimentale non basta, ma la convivenza può sussistere anche senza coabitazione continuativa e non cessa per una temporanea interruzione. Le vessazioni sul coniuge dopo la separazione restano maltrattamenti, non stalking. Per i fatti anteriori alla modifica del 2025, la sola genitorialità condivisa dopo la fine della convivenza non basta. Le dichiarazioni della persona offesa possono fondare da sole la condanna; la capacità della vittima di reagire non esclude il reato. Nel civile, le violenze pesano sull’addebito e sull’affidamento, e il giudice civile non deve attendere il penale.
- Serve la stabile convivenza, non la sola relazione (Cass. pen. 5987/2026)
- Convivenza anche senza stabile coabitazione (Cass. pen. 10255/2026)
- Vessazioni dopo la separazione: maltrattamenti, non stalking (Cass. pen. 7357/2026)
- Genitorialità condivisa dopo la convivenza (Cass. pen. 9442/2026)
- Maltrattamenti e genitorialità condivisa: revirement (Cass. pen. 35152/2025)
- La reazione della vittima non esclude il reato (Cass. pen. 13538/2026)
- Le dichiarazioni della persona offesa possono bastare (Cass. pen. 33707/2025)
- Affidamento e violenza domestica: il civile decide in autonomia (Cass. 23139/2026)
- Sequestro del coniuge: si procede d’ufficio (Corte cost. 9/2025)
Possono togliermi la responsabilità genitoriale? E a un genitore condannato per maltrattamenti?
La decadenza (art. 330 c.c.) è l’extrema ratio: serve una condotta che si traduca in un grave pregiudizio attuale per il figlio e l’inidoneità delle misure meno invasive; la Cassazione ha confermato la reintegrazione di una madre decaduta. La sospensione come pena accessoria per maltrattamenti non è più automatica dopo Corte cost. 55/2025: il giudice valuta caso per caso. Anche lo stato di adottabilità è extrema ratio, fondato sull’irreversibile non recuperabilità della capacità genitoriale, dopo aver verificato il sostegno alla genitorialità; nell’adozione “mite” la recisione dei legami socio-affettivi non è automatica.
- Decadenza come extrema ratio e onere motivazionale (Cass. 32328/2025)
- Reintegrazione della madre decaduta (Cass. 32328/2025, scheda)
- Sospensione non automatica (Corte cost. 55/2025)
- Adottabilità: extrema ratio e sostegno alla genitorialità (Cass. 1175/2026)
- Adozione mite e legami familiari (Cass. 20001/2026)
- Adozione internazionale aperta ai single (Corte cost. 33/2025)
- Adozione di maggiorenne: il dissenso dei figli è vincolante (Corte cost. 134/2026)
Paternità e cognome: ho scoperto che mio figlio non è mio; voglio il riconoscimento; voglio dare al figlio anche il cognome della madre.
Il disconoscimento di paternità del marito va proposto entro un anno dalla nascita; il termine slitta solo se prova di aver ignorato l’adulterio o la propria impotenza al tempo del concepimento, e un test del DNA tardivo non lo riapre. Per il figlio, invece, l’azione di accertamento della paternità è imprescrittibile e non soggetta a decadenza per “ritardo sleale”. Nell’opposizione al riconoscimento di un figlio under 14 conta solo l’interesse concreto del minore. Il risarcimento per mancato riconoscimento si chiede solo dopo il giudicato sulla paternità. Sul cognome: la regola è il doppio cognome salvo accordo diverso; se il padre riconosce dopo la madre, nessun automatismo, decide il giudice nell’interesse del minore; in caso di dissenso sull’aggiunta del cognome materno, il giudice può autorizzare un genitore a chiederla al Prefetto.
- Disconoscimento: un anno dalla nascita (Cass. 2914/2026)
- Accertamento della paternità: imprescrittibile per il figlio (Cass. 23921/2026)
- Opposizione al riconoscimento: interesse concreto del minore (Cass. 2025)
- Danno da mancato riconoscimento: solo dopo il giudicato (Cass. 12245/2025)
- Il doppio cognome è la regola (Corte cost. 131/2022)
- Cognome materno con l’accordo dei genitori (Corte cost. 286/2016)
- Riconoscimento successivo: decide il giudice (Cass. 1492/2025)
- Cognome del figlio riconosciuto dopo (Cass. 15654/2024)
- Dissenso sul doppio cognome: il giudice autorizza la domanda al Prefetto (Cass. 8369/2025)
- Aggiunta del cognome materno (App. Caltanissetta 2026)
Mio padre anziano non è più in grado di gestirsi. Amministrazione di sostegno: come funziona e chi decide?
Serve una menomazione fisica o psichica che incida sulla capacità di curare i propri interessi: un patrimonio importante, scelte sgradite ai familiari o un conflitto in famiglia non bastano, e la persona lucida che rifiuta la misura va ascoltata. L’audizione del beneficiario è obbligatoria a pena di nullità, quella del coniuge è discrezionale; nella scelta dell’amministratore la sua volontà prevale, salvo gravi ragioni. Dopo la riforma Cartabia il reclamo contro i decreti del giudice tutelare va al tribunale, non alla corte d’appello, per i procedimenti avviati dopo il 28 febbraio 2023. I figli dell’amministrato defunto possono chiedere l’accesso al fascicolo.
- Senza menomazione niente amministrazione di sostegno (Trib. Vallo della Lucania 2026)
- La persona lucida che rifiuta (Trib. Salerno 2025)
- Audizione del beneficiario obbligatoria (Cass. 12055/2026)
- Senza audizione il procedimento è nullo (Cass.)
- La volontà della beneficiaria prevale (Trib. Venezia 2026)
- Reclamo al tribunale dopo la riforma Cartabia (Cass. 2089/2026)
- Reclamo e decreti successivi (Cass. 15189/2025)
- Accesso al fascicolo del genitore defunto (Cass. 18563/2025)
Cosa fare adesso, in quest’ordine
Non smettere di pagare da solo
Se le condizioni sono cambiate, chiedi la revisione al giudice: gli effetti decorrono dalla domanda. Fermarsi senza provvedimento è reato e si procede d’ufficio.
Metti insieme i numeri
Dichiarazioni dei redditi di entrambi, estratti conto, atti di proprietà, spese documentate dei figli. Assegni e affidamento si decidono sulle prove, non sui racconti.
Conserva le prove, con metodo
Messaggi, registrazioni, referti, relazioni dei servizi sociali. In separazione e affidamento il giudice civile valuta tutto in autonomia, anche senza una condanna penale.
Valutazione gratuita del caso
Raccontami la situazione e allega quello che hai. Entro 48 ore sai cosa puoi ottenere, cosa rischi e qual è la mossa giusta adesso. Se procediamo, paghi solo se vinci: nessun anticipo, compenso solo con un risultato economico.
Tutte le guide e le sentenze commentate sul tema
Ogni commento riporta massima, fatto, motivazione e il link al provvedimento ufficiale. Aggiornato al 17 ottobre 2026; l’archivio completo è nella categoria Diritto di famiglia.
Separazione, addebito, accordi, nullità del matrimonio (26)
- Art. 151 c.c. – La separazione giudiziale
- Art. 143 c.c. – Diritti e doveri reciproci dei coniugi
- Motivi giustapposti inammissibili e confusione tra assegno di separazione e divorzile (Cass. civ. Sez. I n. 19811 del 17.07.2025)
- Violenza domestica e addebito della separazione: prova e nesso causale (Cass. civ. Sez. I n. 19705 del 16.07.2025)
- Addebito separazione e assegno: sindacato di legittimità e questione infondata (Cass. civ. Sez. I n. 18952 del 10.07.2025)
- La mancata reiterazione delle istanze istruttorie non preclude l’esame dell’addebito di separazione (Cass. civ. Sez. 1 n. 1007 del 19.01.2026)
- Trasferimenti in esecuzione della separazione e azione revocatoria ordinaria (Cass. civ. n. 6395 del 03.03.2023)
- Separazione e violenze familiari: l’addebito richiede una valutazione complessiva delle prove (Cass. civ. n. 15577/2026)
- Casa familiare: il provvedimento provvisorio non fonda il risarcimento dopo la separazione (Cass. civ. n. 13864/2026)
- Addebito della separazione e affidamento esclusivo del minore (Cass. civ. n. 10281/2026)
- Accollo mutuo in separazione: patto autonomo non modificabile in divorzio (Cass. civ. n. 31486/2025)
- Autonomia dei patti patrimoniali accessori alla separazione (Cass. civ. Sez. I n. 31486/2025)
- Rinvio alle Sezioni Unite sulla natura dell’eccezione di convivenza ultra-triennale (Cass. civ. n. 30993/2025)
- Promessa di matrimonio non seguita dalle nozze: restituzione dei doni e revoca della donazione indiretta per ingratitudine (Trib. Brescia 501/2026)
- Separazione con addebito: la tolleranza verso una precedente infedeltà non basta a escluderlo, e l’addebito è domanda autonoma dalla separazione (Cass. civ. 23978/2026)
- Divorzio su domanda congiunta: la sentenza non è impugnabile dai coniugi per difetto di soccombenza (Cass. 23887/2026)
- Promessa di matrimonio non provata: nessuna restituzione dei doni (regalie d’uso ex art. 770 c.c.); inammissibili i motivi che mirano al riesame dei fatti (Cass. 10853/2026)
- Delibazione della sentenza ecclesiastica di nullità: la convivenza ultratriennale non è limite di ordine pubblico se il vizio è di capacità ex art. 120 c.c.; il giudice del rinvio è vincolato al principio di diritto (Cass. 10432/2026)
- Addebito della separazione: la relazione investigativa è prova valutabile dal giudice di merito, non riesaminabile in Cassazione (Cass. 11956/2026)
- Somme versate per la casa familiare intestata all’altro coniuge: si presumono contribuzione ex art. 143 c.c. e sono irripetibili (Cass. 8793/2026)
- Addebito della separazione e prova dell’infedeltà: la trascrizione della registrazione fa piena prova se non disconosciuta in modo circostanziato (Cass. 2409/2026)
- Vessazioni sul coniuge dopo la separazione: restano maltrattamenti, non atti persecutori (Cass. pen. 7357/2026)
- Assegno di separazione e trust: conta la disponibilità effettiva, non la segregazione formale (Cass. 18549/2026)
- Modifica delle condizioni di separazione: il confronto va fatto con l’assetto al momento dell’accordo omologato (Cass. 19793/2026)
- Nullità ecclesiastica del matrimonio: la convivenza triennale impedisce la delibazione in Italia (Cass. 20389/2026)
- Mutuo della casa coniugale nell’accordo di separazione: se il termine è “fino all’estinzione”, è un patto autonomo non modificabile in sede di divorzio (ord. 31486/2025)
Assegno di separazione e assegno divorzile (15)
- Art. 156 c.c. – Il mantenimento del coniuge separato
- Assegno divorzile e quota di TFR: spettano anche se l’assegno ha natura solo assistenziale
- Conferimento TFR a fondo pensione prima del divorzio esclude ex coniuge (Cass. civ. Sez. I n. 20132 del 18.07.2025)
- Assegno divorzile: funzione assistenziale subordinata alla prova della non autosufficienza economica (Cass. civ. Sez. I n. 15986 del 15.06.2025)
- Assegno divorzile: il rifiuto ingiustificato di lavoro può giustificarne la revoca (Cass. civ. n. 15650/2026)
- Omesso assegno divorzile: il sovraindebitamento non prova l’impossibilità assoluta (Cass. pen. n. 12269/2026)
- Assegno divorzile: il ricorso che, sotto l’apparente violazione di legge, sollecita una nuova valutazione dei fatti già accertati e’ inammissibile (Cass. 22874/2026)
- Assegno divorzile: la contestazione, anche sintetica, che nega il fatto vale ai sensi dell’art. 115 c.p.c., e lo stato di salute precario può rilevare (Cass. civ. 23282/2026)
- Assegno divorzile: la funzione perequativa e il nesso con le scelte familiari possono provarsi per presunzioni (Cass. 23533/2026)
- Assegno divorzile: lo squilibrio va accertato in concreto, non su proiezioni pensionistiche ipotetiche (Cass. 2917/2026)
- Assegno divorzile: lo squilibrio accertato per presunzioni non si rivaluta in Cassazione (Cass. 2884/2026)
- Reversibilità tra ex coniuge e coniuge superstite: la durata del matrimonio è il criterio primario (Cass. 3955/2026)
- Revisione dell’assegno divorzile: il miglioramento del beneficiario non basta a revocarlo se restano mezzi inadeguati (Cass. 17786/2026)
- Assegno divorzile: le fideiussioni prestate a favore dell’attività dell’ex coniuge valgono come apporto compensativo-perequativo (Cassazione 20749/2026)
- Divorzio: l’Assegno Unico incide sul mantenimento dei figli, non sull’assegno divorzile (Cass. 19359/2026)
Mantenimento dei figli (32)
- Come si calcola l’assegno di mantenimento dei figli (e cosa lo fa salire)
- Mantenimento non pagato: cosa fare e cosa rischia chi non versa l’assegno
- Fino a che età si mantiene un figlio? La verità su 18, 25 e 30 anni
- Art. 337-ter c.c. – Affidamento condiviso e mantenimento dei figli
- Quando il mantenimento dei figli non è dovuto (e quando cessa)
- Mantenimento del figlio maggiorenne e onere della prova del genitore (Cass. civ. Sez. I n. 12121 del 08.05.2025)
- Revisione dell’assegno di mantenimento: effetti sempre dalla domanda (Cass. civ. Sez. 1 n. 298 del 07.01.2026)
- Decorrenza della revoca dell’assegno di mantenimento dalla domanda (Cass. civ. n. 14864/2026)
- Mantenimento del figlio e risarcimento del danno endofamiliare (Cass. civ. n. 14886/2026)
- Mantenimento omesso per oltre un anno: esclusa la mera occasionalità (Cass. pen. n. 27883/2026)
- Assorbimento del reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare nell’inadempimento degli obblighi di mantenimento (Cass. pen. n. 12321/2026)
- Sindacato del giudice di rinvio sul mantenimento familiare (Cass. civ. n. 366/2025)
- Omesso mantenimento reiterato: esclusa la particolare tenuità per abitualità (Cass. pen. n. 10505/2026)
- Impossibilità economica e inadempimento dell’assegno di mantenimento (Cass. pen. n. 10256/2026)
- Mantenimento figli: accertamento reddito ex novo, inammissibile censura fattuale (Cass. civ. n. 31218/2025)
- Assegnazione casa familiare e contributo di mantenimento dei figli (Cass. civ. n. 30244/2025)
- Mantenimento non pagato: si procede anche senza querela (Corte cost. n. 96/2026)
- Mantenimento dei figli: decorrenza dalla domanda e divieto di compensazione (Trib. Lecce 2427/2026)
- Gli arretrati dell’assegno di mantenimento non si compensano con crediti pregressi dell’altro genitore (Trib. Bergamo 24 marzo 2026)
- Il mantenimento dei figli non può essere compensato con l’assegno assistenziale dovuto al coniuge (Trib. Santa Maria Capua Vetere 2818/2026)
- L’indennità di accompagnamento non è reddito per l’assegno di mantenimento (App. Messina 2 aprile 2026)
- Mantenimento non versato (art. 570-bis c.p.): l’ammissione al gratuito patrocinio non prova l’impossibilità di adempiere (Cass. pen. n. 28508/2026)
- Mantenimento dei figli: confermare in appello i provvedimenti presidenziali per relationem non basta, serve una motivazione autonoma e proporzionale (Cass. 10335/2026)
- Mantenimento dei figli maggiorenni: la legittimazione del genitore convivente cade se la casa non e’ più riferimento stabile o se i figli sono autosufficienti (Cass. 23807/2026)
- Spese straordinarie per i figli: quali richiedono il preventivo accordo e quando restano comunque ripetibili (Cass. 23946/2026)
- Casa familiare e mantenimento: l’assegnazione tutela l’habitat dei figli, non il coniuge debole (Cass. 23888/2026)
- Mantenimento del minore e proporzionalità: le spese di viaggio del genitore lontano vanno accertate, non presunte (Cass. 23616/2026)
- Mantenimento non pagato per molte mensilità: niente particolare tenuità del fatto, l’inadempimento reiterato è abituale (Cass. pen. 6179/2026)
- Mantenimento del figlio maggiorenne: la revisione opera solo su fatti sopravvenuti al giudicato e l’onere grava sul genitore (Cassazione 17781/2026)
- Mantenimento del figlio maggiorenne: la madre conserva la legittimazione a riscuotere gli arretrati maturati prima della revoca (Cass. 678/2026)
- Assegno per i figli: la revoca decorre dalla domanda, non dal fatto sopravvenuto — niente rimborsi per il passato (Cass. 298/2026)
- Modifica del mantenimento dei figli: per la Cassazione un piccolo utile d’impresa non basta a colmare il divario di reddito tra i genitori (ord. 31218/2025)
Affidamento, collocamento, ascolto del minore, nonni, adozione (25)
- Sottrazione internazionale: consenso dei genitori e nuovo progetto di vita del minore (Cass. civ. Sez. I n. 18592 del 08.07.2025)
- Affidamento esclusivo motivato dall’inidoneità educativa dell’altro genitore (Cass. civ. Sez. I n. 16280 del 17.06.2025)
- Diritto di visita e spazio neutro nel preminente interesse del minore (Cass. civ. Sez. I n. 16084 del 16.06.2025)
- Affidatari a rischio giuridico vanno convocati a pena di nullità in appello (Cass. civ. Sez. I n. 16342 del 17.06.2025)
- Adozione in casi particolari interesse minore non ostativo intervallo legame (Cass. civ. Sez. I n. 16242 del 17.06.2025)
- Stato di adottabilità come extrema ratio e obbligo di verifica del sostegno alla genitorialità (Cass. civ. Sez. 1 n. 1175 del 20.01.2026)
- Sottrazione di minorenne e violazione degli obblighi di affidamento: prevalenza del best interest of the child (Cass. pen. n. 16457/2026)
- Riconoscimento giudiziale di paternità: interesse del minore e diritto alla bigenitorialità (Cass. civ. Sez. I n. 4986/2026)
- Adozione internazionale aperta alle persone single (Corte cost. n. 33/2025)
- Adozione di un maggiorenne: il dissenso dei figli è vincolante (Corte cost. n. 134/2026)
- L’affidamento condiviso resta la regola se non emerge un concreto pregiudizio per il minore (Trib. Castrovillari 221/2026)
- L’ascolto del minore in appello non va rinnovato automaticamente (Cass. 1857/2026)
- Affidamento dei minori: competente il giudice della residenza abituale al momento della domanda, irrilevante il trasferimento in corso di causa (Cass. civ. n. 27930/2025)
- Collocamento del minore: la bigenitorialita’ non vieta al genitore di trasferirsi ne’ consente spostamenti unilaterali; prevale, senza automatismi, l’interesse del minore (Cass. 23771/2026)
- Trasferimento del genitore collocatario e bigenitorialita’: il giudice bilancia interesse del minore e diritti di entrambi i genitori (Cass. 11378/2026)
- Affido super esclusivo: sospendere la responsabilità genitoriale di un genitore richiede la prova di condotte gravemente pregiudizievoli e una motivazione rigorosa (Cass. civ. 22941/2026)
- Affidamento e violenza domestica: il giudice civile decide in autonomia, non sospende per il processo penale e cerca in concreto il miglior interesse del minore (Cass. civ. 23139/2026)
- Affidamento esclusivo del minore: eccezione alla bigenitorialità, con accertamento rigoroso (Cass. civ. 8017/2026)
- Rapporti nonni-nipoti: non basta l’assenza di pregiudizio, serve il vantaggio concreto per il minore (Cass. 3721/2026)
- Decadenza genitoriale e ascolto del minore: il ricorso che rimescola fatto e diritto è inammissibile (Cass. 3724/2026)
- Il genitore non collocatario che non incontra i figli non elude il provvedimento sull’affidamento (Cass. pen. 7358/2026)
- Adottabilità: è nullo il giudizio d’appello che non convoca gli affidatari del minore (Cass. 2956/2026)
- Affido esclusivo e bigenitorialità: la volontà del minore non è un diritto di veto e va valutata con tutti gli elementi (Cassazione 20033/2026)
- Adozione mite e stato di abbandono: la recisione dei legami familiari è l’extrema ratio, da accertare in concreto (Cass. 20001/2026)
- Affido super esclusivo al padre: la Cassazione cassa per motivazione apparente sul preminente interesse del minore autistico (ord. 32058/2025)
Casa familiare, comunione legale, fondo patrimoniale (21)
- Conguaglio divisionale non è condizione di efficacia della sentenza di scioglimento (Cass. civ. Sez. I n. 19239 del 13.07.2025)
- Comodato familiare e assegnazione della casa coniugale: persistenza oltre la crisi (Cass. civ. Sez. I n. 17095 del 25.06.2025)
- Revoca assegnazione casa familiare: nozione di convivenza del figlio maggiorenne (Cass. civ. Sez. I n. 14458 del 30.05.2025)
- Assegnazione parziale casa familiare vietata al genitore non collocatario (Cass. civ. Sez. I n. 12249 del 09.05.2025)
- Litisconsorzio necessario dei coniugi in comunione legale nell’azione revocatoria (Cass. civ. Sez. 3 n. 4523/2026)
- Il coniuge separato perde il diritto di abitazione se la casa non conserva un legame familiare (Trib. Cagliari 12/02/2026)
- La casa familiare non è revocata implicitamente dal divorzio e la decadenza dall’usufrutto richiede abusi gravi (Trib. Bari 857/2026)
- La donazione del bene comune senza il consenso dell’altro coniuge è annullabile (Trib. Napoli 5262/2026)
- L’immobile acquistato durante il matrimonio entra nella comunione anche se il coniuge risulta celibe nel rogito (Trib. Brescia 6203/2026)
- Il fondo patrimoniale è revocabile se il fideiussore vi conferisce tutti gli immobili pregiudicando la banca (Trib. Nola 1294/2026)
- Fondo patrimoniale impignorabile per il finanziamento destinato all’attività d’impresa (Trib. Siracusa 1118/2026)
- Fondo patrimoniale revocabile: prescrizione dall’annotazione e tutela del creditore solidale (Trib. Rimini 290/2026)
- Fondo patrimoniale simulato: rilevano debito pregresso e libera disponibilità dei beni (App. Ancona 460/2026)
- L’alloggio riscattato durante il matrimonio entra nella comunione legale (Cass. 899/2026)
- Fondo patrimoniale e revocatoria: la Cassazione separa l’inefficacia dell’atto dai limiti dell’esecuzione (Cass. 11074/2026)
- Il fondo patrimoniale è revocabile anche senza uno specifico intento fraudolento (App. Caltanissetta 192/2026)
- Fondo patrimoniale nel sistema tavolare: il notaio non risponde se l’annotazione matrimoniale è corretta (Cass. 14562/2026)
- Casa familiare costruita sul terreno esclusivo dell’altro coniuge: le spese in adempimento del dovere di contribuzione non sono rimborsabili (Cass. 22862/2026)
- Auto pagata da un coniuge e intestata all’altro: è donazione indiretta solo con prova rigorosa dell’animus donandi (Cass. 10388/2026)
- Fondo patrimoniale e ipoteca esattoriale: il debito d’impresa del socio può servire i bisogni della famiglia, intesi in senso ampio (Cass. trib. 21036/2026)
- Casa familiare e pertinenze: anche il bene accessorio si assegna nell’interesse dei figli ex art. 337-sexies c.c. (Cass. 18556/2026)
Maltrattamenti, violenza, responsabilità genitoriale (11)
- Maltrattamenti, responsabilità genitoriale senza automatismi dopo Corte cost. n. 5/2025 (Cass. pen. n. 13538/2026)
- Maltrattamenti: la genitorialità condivisa non basta dopo la convivenza (Cass. pen. n. 9442/2026)
- Maltrattamenti: la convivenza può sussistere senza stabile coabitazione (Cass. pen. n. 10255/2026)
- Decadenza dalla responsabilità genitoriale come extrema ratio e onere motivazionale (Cass. civ. Sez. I n. 32328/2025)
- Maltrattamenti e genitorialità condivisa: revirement giurisprudenziale (Cass. pen. n. 35152/2025)
- Responsabilita’ genitoriale: sospensione non automatica (Corte cost. n. 55/2025)
- Sequestro del coniuge: si procede d’ufficio (Corte cost. n. 9/2025)
- Maltrattamenti in famiglia: la pena accessoria della sospensione della responsabilità genitoriale (art. 34 c.p.) deve avere durata pari al doppio della pena principale (Cass. pen. n. 33707/2025)
- Disconoscimento di paternità: il termine di decadenza decorre dalla nascita, non dal test del DNA tardivo (Cass. 2914/2026)
- Maltrattamenti in famiglia: la relazione sentimentale non basta, serve la stabile convivenza (Cass. pen. 5987/2026)
- Decadenza dalla responsabilità genitoriale: la Cassazione conferma la reintegrazione della madre, misura di extrema ratio
Paternità, cognome, amministrazione di sostegno (17)
- Amministrazione di sostegno: senza l’audizione e la partecipazione del beneficiario il procedimento è nullo
- Mancato riconoscimento del figlio non risarcibile prima del disconoscimento (Cass. civ. Sez. I n. 12245 del 09.05.2025)
- Accesso delle figlie al fascicolo dell’amministrazione di sostegno del genitore defunto (Cass. civ. Sez. I n. 18563 del 08.07.2025)
- Reclamo al tribunale avverso decreti di amministrazione di sostegno (Cass. civ. Sez. I n. 15189 del 06.06.2025)
- Amministrazione di sostegno esclusa se la persona lucida rifiuta la misura (Trib. Salerno 17/11/2025)
- Amministrazione di sostegno: la volontà della beneficiaria prevale sul conflitto familiare (Trib. Venezia 19/03/2026)
- Il patrimonio ingente non giustifica l’amministrazione di sostegno senza menomazione (Trib. Vallo della Lucania 07/07/2026)
- Cognome del figlio riconosciuto successivamente: decide l’interesse concreto del minore (Cass. 15654/2024)
- Doppio cognome del minore: il giudice autorizza la domanda al Prefetto in caso di dissenso (Cass. 8369/2025)
- Il cognome del minore è scelto dal giudice nel suo superiore interesse, senza automatismi (Cass. civ. n. 1492/2025)
- Il cognome materno si aggiunge se realizza l’identità familiare della minore (App. Caltanissetta 5 marzo 2026)
- Il doppio cognome diventa la regola, salvo diverso accordo dei genitori (Corte cost. 131/2022)
- Il figlio può ricevere anche il cognome materno con l’accordo dei genitori (Corte cost. 286/2016)
- Amministrazione di sostegno: il reclamo sui procedimenti avviati dopo la riforma spetta al Tribunale (Cass. 2089/2026)
- Accertamento della paternità: l’azione e imprescrittibile per il figlio e non e soggetta a Verwirkung ne ad abuso del diritto (Cass. 23921/2026)
- Amministrazione di sostegno: l’audizione del beneficiario è obbligatoria, quella del coniuge è discrezionale (Cass. 12055/2026)
- Amministrazione di sostegno: dopo la Riforma Cartabia il reclamo va al Tribunale, non più alla Corte d’appello (Cass. 2089/2026)
Guida pratica a cura dell’Avv. Danilo Scarlino. Aggiornata il 17 ottobre 2026.