Separazione, divorzio, figli

Separazione, divorzio, mantenimento e figli: cosa ti spetta davvero e cosa rischi

Quanto costa un figlio e fino a che età, se l’assegno all’ex coniuge è dovuto, chi resta nella casa, cosa succede a chi non paga, come si decide l’affidamento, cosa conta nella separazione con addebito. Qui trovi le risposte alle domande che genitori e coniugi fanno davvero, con le regole fissate dalla Corte di Cassazione e dalla Corte costituzionale e, sotto ogni risposta, le sentenze e le guide pubblicate su questo sito.

Dalla domandaOgni modifica del mantenimento decorre dal giorno in cui la chiedi in giudizio. Aspettare costa
Affido condivisoÈ la regola. L’affido esclusivo richiede la prova rigorosa che l’altro genitore nuoce al figlio
Paghi solo se vinciNessun anticipo. Compenso solo con un risultato economico
Indice

Parti dalla tua situazione

Otto blocchi di domande. Ogni risposta cita le sentenze e le guide da cui deriva, tutte pubblicate su studiolegalescarlino.com.

1 · Separazione

Separazione: addebito, prove, accordi

Per separarsi non serve una colpa. L’addebito è un’altra cosa: una domanda autonoma, con conseguenze economiche precise.

Mio marito mi ha tradito (o è stato violento). Posso chiedere la separazione “con addebito” e cosa cambia?

La separazione si ottiene quando la convivenza è diventata intollerabile (art. 151 c.c.), senza provare colpe. L’addebito è una domanda autonoma: chi lo subisce perde il diritto all’assegno di mantenimento come coniuge e i diritti successori. Le violenze fisiche e morali fondano da sole l’addebito, e il giudice civile le valuta in autonomia anche senza condanna penale; non può respingere la domanda valorizzando solo l’assenza di una condanna o la debolezza di una singola prova. Per l’infedeltà, la tolleranza mostrata in passato non è una rinuncia: non esclude l’addebito. La relazione dell’investigatore privato e la trascrizione di registrazioni non disconosciute in modo circostanziato sono prove che il giudice di merito valuta liberamente, e in Cassazione non si rimettono in discussione.

Ci siamo separati consensualmente con un accordo sul mutuo e sulla casa. Al divorzio si può cambiare?

Dipende da cosa avete scritto. La separazione consensuale ha un contenuto essenziale (vivere separati, affidamento, assegno di mantenimento), modificabile al divorzio, e un contenuto eventuale: patti patrimoniali autonomi che trovano nella separazione solo l’occasione. Questi restano contratti e non si toccano in sede di divorzio: l’accollo del mutuo “fino all’estinzione” è stato ritenuto un patto autonomo. Per modificare le condizioni economiche serve un mutamento rilevante rispetto all’assetto al momento dell’accordo omologato. Attenzione ai creditori: il trasferimento di un immobile all’ex coniuge in esecuzione della separazione è soggetto a revocatoria. Il divorzio su domanda congiunta non è impugnabile dai coniugi se il giudice ha recepito le conclusioni comuni.

2 · Assegno al coniuge

Assegno al coniuge separato e assegno divorzile

Due assegni diversi, con criteri diversi. Confonderli è l’errore più frequente, anche nei ricorsi.

Ho sempre fatto la casalinga. Dopo il divorzio ho diritto a un assegno? Quanto?

L’assegno di separazione guarda al tenore di vita del matrimonio e alla capacità contributiva effettiva dell’altro (contano i beni di cui dispone davvero, anche se in un trust). L’assegno divorzile no: ha funzione assistenziale, se non hai mezzi adeguati e non puoi procurarteli per ragioni oggettive, e perequativo-compensativa, se lo squilibrio tra voi dipende dalle scelte comuni della vita familiare: dedizione alla casa e ai figli, rinuncia a occasioni di lavoro, fideiussioni prestate per l’attività dell’altro. Il nesso con le scelte familiari si può provare per presunzioni, ma lo squilibrio va accertato in concreto, non su ipotesi pensionistiche. Se l’assegno c’è, spetta anche la quota del TFR dell’ex, salvo che sia stato conferito a un fondo pensione prima del divorzio. L’Assegno Unico per i figli incide sul mantenimento dei figli, non sull’assegno divorzile.

La mia ex ha trovato lavoro (o rifiuta di lavorare). Posso far togliere l’assegno divorzile?

Solo per fatti sopravvenuti al giudicato: la revisione non consente di ridiscutere le condizioni già valutate. Il miglioramento economico del beneficiario non basta a revocare l’assegno se i suoi mezzi restano inadeguati; il rifiuto ingiustificato di una concreta offerta di lavoro, invece, può giustificare la revoca. Lo stato di salute precario può rilevare, e una contestazione anche sintetica dei fatti impedisce di darli per pacifici. In ogni caso la modifica decorre dalla domanda.

Vuoi sapere se l’assegno ti spetta, o se puoi ridurlo?

Il calcolo si fa sui numeri di entrambi: redditi, patrimonio, durata del matrimonio, chi ha rinunciato a cosa. Inviami dichiarazioni dei redditi, sentenza o accordo e una descrizione della situazione attuale: in 48 ore sai se c’è margine. La valutazione è gratuita e paghi solo se vinci.

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3 · Figli

Mantenimento dei figli: quanto, fino a quando, spese extra

Non esiste una tabella. Esistono cinque criteri di legge e una giurisprudenza molto precisa su cosa conta e cosa no.

Quanto devo pagare di mantenimento per mio figlio? Esiste una tabella?

No. L’assegno si calcola con i criteri dell’art. 337-ter c.c.: esigenze attuali del figlio, tenore di vita goduto durante la convivenza, tempi di permanenza presso ciascun genitore, risorse economiche di entrambi, valore dei compiti domestici e di cura. Il principio è la proporzionalità: il giudice confronta le risorse di entrambi i genitori, non solo il reddito dichiarato ma ogni disponibilità patrimoniale. Le spese di viaggio del genitore lontano per vedere il figlio si accertano, non si presumono; un piccolo utile d’impresa non basta a colmare un divario di reddito; l’indennità di accompagnamento del figlio disabile non è reddito del genitore che lo cura. In appello non basta confermare “per relationem” i provvedimenti presidenziali: serve una motivazione autonoma.

Mio figlio ha 25 anni e non lavora. Devo ancora mantenerlo? E a chi pago, a lui o alla madre?

Il mantenimento non cessa a 18, 25 o 30 anni: cessa con l’autosufficienza economica, o quando il figlio avrebbe dovuto raggiungerla con una condotta diligente. L’onere di provare che il figlio è ancora non autosufficiente, oltre una certa età, grava su chi chiede l’assegno. Il genitore con cui il figlio maggiorenne convive può chiederlo in proprio, anche se il figlio studia fuori, purché la casa resti il suo punto di riferimento stabile; conserva la legittimazione a riscuotere gli arretrati maturati prima della revoca. Nessun genitore può smettere di pagare da solo: serve il giudice, e la revisione opera solo su fatti sopravvenuti al giudicato.

Spese straordinarie: l’altro genitore deve chiedermi il consenso prima? Devo rimborsare il dentista, lo sport, l’università?

Il preventivo accordo riguarda le decisioni di maggiore interesse, non ogni spesa. Le spese sostanzialmente certe nel loro ordinario e prevedibile ripetersi, come quelle scolastiche e mediche ordinarie, non richiedono concertazione preventiva e restano ripetibili. Per le altre, il genitore che non è stato consultato può opporsi solo se dimostra che la spesa non è conforme all’interesse del figlio o non è sostenibile. Quando la collocazione del figlio cambia, il giudice deve ridefinire il contributo. La modifica del mantenimento decorre sempre dalla domanda: se le condizioni sono cambiate, chi aspetta regala mesi.

4 · Non pagato

Mantenimento non pagato: recupero e reato

Chi non versa l’assegno fissato dal giudice non rischia solo il pignoramento. Quattro regole fisse.

ReatoArt. 570-bis c.p.Il mancato versamento dell’assegno fissato in separazione o divorzio è reato
D’ufficioSenza querelaIl processo penale parte e prosegue anche se la vittima non si attiva (Corte cost. 96/2026)
NoCompensazioneGli arretrati per i figli non si compensano con crediti dell’altro genitore
No“Tenuità del fatto”Se le omissioni sono ripetute nel tempo la non punibilità è esclusa
Il mio ex non paga da mesi. Cosa posso fare, in pratica?

Il provvedimento del giudice è già un titolo esecutivo: puoi pignorare stipendio, conto o beni, chiedere il pagamento diretto al datore di lavoro e segnalare il reato. Gli arretrati per i figli hanno natura alimentare: non si compensano con crediti pregressi dell’altro genitore, nemmeno con l’assegno dovuto al coniuge. Sul piano penale, il reato si consuma con il semplice inadempimento dell’assegno fissato dal giudice e si procede d’ufficio; chi ha omesso per molte mensilità non può invocare la particolare tenuità del fatto. La guida sul sito elenca le strade, dalla più rapida.

Non pago perché non ho soldi. È una difesa valida?

Solo se l’impossibilità economica è assoluta, persistente, oggettiva e incolpevole. Non bastano l’ammissione al gratuito patrocinio, una procedura di sovraindebitamento o la generica difficoltà: il giudice guarda alle disponibilità concrete. Se le condizioni sono davvero cambiate, la via corretta è chiedere subito la revisione al giudice civile, perché gli effetti decorrono dalla domanda e nel frattempo l’obbligo resta intero.

Arretrati da recuperare?

Inviami il provvedimento che fissa l’assegno e l’elenco delle mensilità non pagate. Ti dico quale strumento è più rapido nel tuo caso, quanto puoi recuperare e se conviene la denuncia. Valutazione gratuita, paghi solo se vinci.

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5 · Affidamento

Affidamento, collocamento, trasferimenti, nonni

La bigenitorialità è la regola, ma non è un automatismo. Il criterio è sempre l’interesse concreto del minore.

Posso chiedere l’affidamento esclusivo? Mio figlio non vuole vedere l’altro genitore.

L’affidamento esclusivo è l’eccezione: richiede un accertamento rigoroso, su dati oggettivi, che l’affido condiviso è contrario all’interesse del minore, con una motivazione non solo sull’idoneità del genitore affidatario ma sull’inidoneità dell’altro. Il conflitto tra i genitori, da solo, non basta. La volontà del figlio va ascoltata e valutata con tutti gli altri elementi, ma non è un diritto di veto; l’ascolto del minore ultradodicenne può essere omesso se superfluo o dannoso e in appello non si rinnova automaticamente. L’affido “super esclusivo”, che taglia fuori un genitore anche dalle decisioni importanti, è una misura limitativa della responsabilità genitoriale: serve la prova di condotte gravemente pregiudizievoli.

Voglio trasferirmi in un’altra città con mio figlio. Posso? E se è l’altro genitore a volerlo?

La bigenitorialità non vieta al genitore collocatario di trasferirsi, ma non gli consente spostamenti unilaterali: il giudice bilancia l’interesse del minore (la residenza abituale come centro di relazioni), quello del genitore che vuole trasferirsi e quello dell’altro, su cui ricadono i costi della distanza. Competente è il tribunale della residenza abituale del minore al momento della domanda; il trasferimento in corso di causa non la sposta. Portare il figlio all’estero senza consenso è sottrazione internazionale, salvo che si provi un accordo dei genitori su un nuovo progetto di vita. Chi sottrae il minore non può schermarsi dietro il “consenso” del figlio se è frutto di condizionamento. Il genitore non collocatario che non va a prendere i figli non commette il reato di elusione.

Sono nonno e mia nuora non mi fa vedere i nipoti. Ho un diritto?

Gli ascendenti hanno il diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti (art. 317-bis c.c.), ma è un diritto funzionale all’interesse del minore: il giudice non lo riconosce per il solo fatto che la frequentazione non nuoce, serve il vantaggio concreto per il nipote, cioè una relazione positiva e gratificante. Nei procedimenti sui minori gli affidatari e la famiglia collocataria vanno convocati a pena di nullità, anche in appello.

6 · Casa e patrimonio

Casa familiare, comunione legale, fondo patrimoniale

La casa si assegna per i figli, non per il coniuge debole. E i soldi spesi per la famiglia durante il matrimonio, di regola, non tornano indietro.

La casa è mia (o dei miei genitori). Chi ci resta dopo la separazione?

La casa familiare si assegna al genitore con cui vivono i figli minori o maggiorenni non autosufficienti, per conservare il loro habitat: non può essere assegnata per sopperire ai bisogni economici del coniuge più debole, e viene meno quando non svolge più quella funzione. Il figlio maggiorenne “convive” se dimora stabilmente nella casa, non se torna raramente; un trasferimento temporaneo per studio non fa perdere l’assegnazione. L’assegnazione può estendersi alle pertinenze, anche non contigue, e può essere parziale, ma sempre nell’interesse dei figli. Se la casa è dei tuoi genitori in comodato senza termine per le esigenze della famiglia, il comodante deve consentire la prosecuzione anche dopo la crisi, salvo un urgente e imprevisto bisogno. L’assegnazione non decade implicitamente perché la sentenza di divorzio non la menziona.

Ho pagato io la casa intestata a mia moglie (o la ristrutturazione). Alla separazione mi restituisce i soldi?

Di regola no. Le somme versate durante il matrimonio per realizzare il progetto di vita comune si presumono adempimento del dovere di contribuzione (art. 143 c.c.) e sono irripetibili; lo stesso vale per le migliorie alla casa di proprietà esclusiva dell’altro. L’auto pagata da un coniuge e intestata all’altro è donazione indiretta solo con prova rigorosa dell’intenzione di donare. In comunione legale, l’immobile acquistato da un solo coniuge durante il matrimonio entra in comunione anche se nel rogito risulta “celibe”, salvo le esclusioni tassative dell’art. 179 c.c.; la donazione di un bene comune senza il consenso dell’altro è annullabile. I doni fatti in vista delle nozze vanno restituiti se il matrimonio salta, ma la promessa va provata.

Il fondo patrimoniale protegge la casa dai creditori e dal Fisco?

Meno di quanto si crede. I beni del fondo non si pignorano per debiti estranei ai bisogni della famiglia, ma “bisogni della famiglia” è inteso in senso ampio: anche un debito d’impresa del socio può rientrarvi, e il limite vale pure per l’ipoteca dell’agente della riscossione. Soprattutto, la costituzione del fondo è un atto gratuito soggetto a revocatoria: per i crediti anteriori basta la consapevolezza del pregiudizio, senza intento fraudolento; la prescrizione quinquennale decorre dall’annotazione a margine dell’atto di matrimonio, che è ciò che rende il fondo opponibile ai terzi. L’inefficacia dell’atto e i limiti dell’esecuzione sono questioni distinte.

Casa, conti, fondo patrimoniale: cosa resta a chi?

Inviami atto di acquisto, regime patrimoniale, eventuale fondo e una descrizione di chi ha pagato cosa. Ti dico cosa puoi pretendere e cosa invece è irripetibile, prima che tu spenda in una causa che non si vince. Valutazione gratuita, compenso solo se vinci.

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7 · Tutela

Violenza, responsabilità genitoriale, paternità, cognome

Le situazioni in cui il diritto di famiglia incontra il penale e lo stato delle persone.

Subisco maltrattamenti dal partner. Conta se non siamo sposati o se non viviamo più insieme?

Il reato di maltrattamenti (art. 572 c.p.) richiede, fuori dal matrimonio e dalla parentela, una convivenza intesa come relazione affettiva stabile e radicata: una relazione sentimentale non basta, ma la convivenza può sussistere anche senza coabitazione continuativa e non cessa per una temporanea interruzione. Le vessazioni sul coniuge dopo la separazione restano maltrattamenti, non stalking. Per i fatti anteriori alla modifica del 2025, la sola genitorialità condivisa dopo la fine della convivenza non basta. Le dichiarazioni della persona offesa possono fondare da sole la condanna; la capacità della vittima di reagire non esclude il reato. Nel civile, le violenze pesano sull’addebito e sull’affidamento, e il giudice civile non deve attendere il penale.

Possono togliermi la responsabilità genitoriale? E a un genitore condannato per maltrattamenti?

La decadenza (art. 330 c.c.) è l’extrema ratio: serve una condotta che si traduca in un grave pregiudizio attuale per il figlio e l’inidoneità delle misure meno invasive; la Cassazione ha confermato la reintegrazione di una madre decaduta. La sospensione come pena accessoria per maltrattamenti non è più automatica dopo Corte cost. 55/2025: il giudice valuta caso per caso. Anche lo stato di adottabilità è extrema ratio, fondato sull’irreversibile non recuperabilità della capacità genitoriale, dopo aver verificato il sostegno alla genitorialità; nell’adozione “mite” la recisione dei legami socio-affettivi non è automatica.

Paternità e cognome: ho scoperto che mio figlio non è mio; voglio il riconoscimento; voglio dare al figlio anche il cognome della madre.

Il disconoscimento di paternità del marito va proposto entro un anno dalla nascita; il termine slitta solo se prova di aver ignorato l’adulterio o la propria impotenza al tempo del concepimento, e un test del DNA tardivo non lo riapre. Per il figlio, invece, l’azione di accertamento della paternità è imprescrittibile e non soggetta a decadenza per “ritardo sleale”. Nell’opposizione al riconoscimento di un figlio under 14 conta solo l’interesse concreto del minore. Il risarcimento per mancato riconoscimento si chiede solo dopo il giudicato sulla paternità. Sul cognome: la regola è il doppio cognome salvo accordo diverso; se il padre riconosce dopo la madre, nessun automatismo, decide il giudice nell’interesse del minore; in caso di dissenso sull’aggiunta del cognome materno, il giudice può autorizzare un genitore a chiederla al Prefetto.

Mio padre anziano non è più in grado di gestirsi. Amministrazione di sostegno: come funziona e chi decide?

Serve una menomazione fisica o psichica che incida sulla capacità di curare i propri interessi: un patrimonio importante, scelte sgradite ai familiari o un conflitto in famiglia non bastano, e la persona lucida che rifiuta la misura va ascoltata. L’audizione del beneficiario è obbligatoria a pena di nullità, quella del coniuge è discrezionale; nella scelta dell’amministratore la sua volontà prevale, salvo gravi ragioni. Dopo la riforma Cartabia il reclamo contro i decreti del giudice tutelare va al tribunale, non alla corte d’appello, per i procedimenti avviati dopo il 28 febbraio 2023. I figli dell’amministrato defunto possono chiedere l’accesso al fascicolo.

8 · Adesso

Cosa fare adesso, in quest’ordine

1

Non smettere di pagare da solo

Se le condizioni sono cambiate, chiedi la revisione al giudice: gli effetti decorrono dalla domanda. Fermarsi senza provvedimento è reato e si procede d’ufficio.

2

Metti insieme i numeri

Dichiarazioni dei redditi di entrambi, estratti conto, atti di proprietà, spese documentate dei figli. Assegni e affidamento si decidono sulle prove, non sui racconti.

3

Conserva le prove, con metodo

Messaggi, registrazioni, referti, relazioni dei servizi sociali. In separazione e affidamento il giudice civile valuta tutto in autonomia, anche senza una condanna penale.

Valutazione gratuita del caso

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Archivio

Tutte le guide e le sentenze commentate sul tema

Ogni commento riporta massima, fatto, motivazione e il link al provvedimento ufficiale. Aggiornato al 17 ottobre 2026; l’archivio completo è nella categoria Diritto di famiglia.

Separazione, addebito, accordi, nullità del matrimonio (26)

Assegno di separazione e assegno divorzile (15)

Mantenimento dei figli (32)

Affidamento, collocamento, ascolto del minore, nonni, adozione (25)

Casa familiare, comunione legale, fondo patrimoniale (21)

Paternità, cognome, amministrazione di sostegno (17)

Guida pratica a cura dell’Avv. Danilo Scarlino. Aggiornata il 17 ottobre 2026.