Art. 603 c.c. Testamento pubblico

Il testamento pubblico è ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni.

Il testatore, in presenza dei testimoni, dichiara al notaio la sua volontà, la quale è ridotta in iscritto a cura del notaio stesso. Questi dà lettura del testamento al testatore in presenza dei testimoni. Di ciascuna di tali formalità è fatta menzione nel testamento.

Il testamento deve indicare il luogo, la data del ricevimento e l’ora della sottoscrizione, ed essere sottoscritto dal testatore, dai testimoni e dal notaio. Se il testatore non può sottoscrivere, o può farlo solo con grave difficoltà, deve dichiararne la causa, e il notaio deve menzionare questa dichiarazione prima della lettura dell’atto.

Per il testamento del muto, sordo o sordomuto si osservano le norme stabilite dalla legge notarile per gli atti pubblici di queste persone. Qualora il testatore sia incapace anche di leggere, devono intervenire quattro testimoni.

Funzione della norma

L’art. 603 c.c. disciplina il testamento pubblico come forma ordinaria di testamento ricevuta dal notaio e strutturata secondo una sequenza solenne di dichiarazione del testatore, riduzione per iscritto, lettura, menzioni e sottoscrizioni. La garanzia è più intensa rispetto al testamento olografo e diversa da quella del testamento segreto, perché qui la volontà è formalizzata in un atto pubblico notarile, ma resta pur sempre volontà personalissima del testatore e non del notaio.

La sequenza formale: dichiarazione, riduzione per iscritto, lettura, menzione

«Nel testamento pubblico le operazioni attinenti al ricevimento delle disposizioni testamentarie e quelle relative alla confezione della scheda sono idealmente distinte e, pertanto, possono svolgersi al di fuori di un unico contesto temporale; in tal caso, qualora la scheda sia predisposta dal notaio, condizione necessaria e sufficiente di validità del testamento è che egli, prima di dare lettura della scheda stessa, faccia manifestare di nuovo al testatore la sua volontà in presenza dei testi (Cass. 1649/2017; Cass. 2742/1975). La legge prescrive, a pena di nullità, che il testatore dichiari in presenza dei testimoni la sua volontà e che il notaio, dopo averne curato la redazione in iscritto, ne dia lettura al testatore in presenza dei testimoni stessi: l’osservanza di tale duplice formalità, da eseguire entrambe alla simultanea presenza del notaio, del testatore e dei testimoni, è intesa a raggiungere la maggiore garanzia di certezza che il contenuto del testamento sia l’eco fedele della libera e cosciente volontà manifestata dal testatore (Cass. 3552/1971). Nel caso di testamento già predisposto dal notaio senza la presenza dei testimoni, tale finalità non è raggiunta se non a condizione che, prima di dar lettura dell’atto, il notaio faccia manifestare di nuovo al testatore la sua dichiarazione di volontà in presenza dei testimoni, e ciò non può essere supplito dalla sola lettura dell’atto fatta dal notaio alla presenza dei testimoni e del testatore, ancorché questi ne confermi il contenuto con semplici monosillabi di approvazione o con gesti espressivi del capo. La legge, nella sostanza, prescrive che siano adempiute le seguenti formalità: a) dichiarazione della volontà del testatore alla presenza dei testimoni; b) riduzione di essa per iscritto a cura del notaio; c) lettura dell’atto al testatore ed ai testimoni; d) menzione dell’esecuzione di tali formalità. Non è però necessario che tutte le operazioni siano effettuate senza soluzione di continuità.» (Cass. 30221/2023; Cass. 27585/2024; Trib. Parma 62/2025; App. Genova 310/2025; Trib. Cosenza 2272/2024; Trib. La Spezia 298/2024)

Colloqui preliminari e bozze: rilevano solo se la volontà non è rinnovata nella fase solenne

«Era seguita una interlocuzione tra la notaia e la testatrice (rientrando nei precisi doveri di diligenza del notaio quello di indagare la reale volontà della parte, onde inquadrare le intenzioni del testatore nel sistema della legge ed a darne pratica attuazione, senza che tale compito infranga il precetto della libertà e spontaneità delle disposizioni testamentarie), all’esito della quale la testatrice era pervenuta alla diversa determinazione di istituire unica erede altra persona. Deve reputarsi che proprio tale colloquio abbia permesso la definitiva formulazione delle volontà testamentarie e che il verbale di redazione del testamento pubblico abbia avuto ad oggetto la raccolta delle volontà in tal senso determinatesi, non potendo pertanto più spiegare alcuna influenza, ai fini dell’accertamento della presenza dei testimoni, quanto in precedenza avvenuto, trattandosi di una fase che presenta una soluzione di continuità rispetto alla definitiva manifestazione di volontà. La necessità della presenza di testimoni e del rispetto delle formalità prescritte dalla legge si pone quindi solo in relazione a tutte le attività intraprese dopo il colloquio riservato con la notaia, per le quali fa piena fede l’atto pubblico.» (Cass. 30221/2023; Cass. 27585/2024; App. Genova 310/2025)

Colloqui preliminari, indicazioni, bozze o predisposizione materiale anticipata della scheda non invalidano di per sé il testamento pubblico, purché nella fase solenne di ricevimento il testatore rinnovi personalmente la dichiarazione della propria volontà davanti al notaio e ai testimoni e il notaio ne dia atto.

La fede privilegiata dell’atto pubblico e i limiti dell’impugnazione

Ciò che il notaio attesta di aver compiuto o percepito in sua presenza rientra nella fede privilegiata dell’atto pubblico (art. 2700 c.c.; Cass. 30135/2025, in relazione a un caso di problemi di vista del testatore). Se si contesta che la lettura non vi sia stata, o che i testimoni non fossero presenti quando il notaio attesta il contrario, la censura incide sull’estrinseco dell’atto e richiede la querela di falso, perché investe la veridicità delle attestazioni notarili coperte da pubblica fede.

«Analoghe affermazioni relativamente ai limiti della pubblica fede al solo contenuto estrinseco dell’atto sono ribadite dalla costante giurisprudenza (Cass. 12386/2006; Cass. 10702/2005; Cass. 4865/1998; Cass. 672/1998; Cass. 10219/1996) che ammette la parte a dimostrare, con ogni mezzo di prova, la non conformità al vero del contenuto ideologico del documento (Cass. 6959/1999). La querela non è dunque esperibile per contestare altri aspetti del contenuto ideologico del documento estranei ai limiti segnati dall’art. 2700 c.c. (Cass. 18848/2023; Cass. 6959/1999).» (Trib. Chieti 323/2025)

Se invece si deduce che il testatore, pur avendo reso quelle dichiarazioni davanti al notaio, fosse naturalmente incapace o vittima di captazione, dolo o violenza, la contestazione riguarda il contenuto intrinseco o le condizioni soggettive della volontà e non richiede querela di falso.

La sottoscrizione: requisito essenziale e sua sostituzione

«La “grave difficoltà” del testatore a sottoscrivere il testamento pubblico può consistere anche in un impedimento di natura psichica e transeunte (Cass. 2101/1950), come un particolare stato emotivo, o nella incapacità fisica, come lo sfinimento e la spossatezza, anche dovuti all’età avanzata (Cass. 6978/2011), che il notaio, a pena di nullità, non deve limitarsi ad attestare, dovendo invece espressamente menzionare nell’atto l’analoga dichiarazione resa dal testatore. Anche la condizione di analfabetismo del testatore concreta un impedimento oggettivo a sottoscrivere, non esclusa dalla marginale capacità di saper riprodurre i segni grafici del proprio nome e cognome con l’ausilio di un modello e a mo’ di disegno (Cass. 1073/1992) o ricopiando un prototipo (Cass. 10605/1990). Allorquando il notaio abbia fatto menzione nel testamento pubblico della dichiarazione del testatore riguardante la causa impeditiva della sottoscrizione, occorre che tale causa sussista nella realtà: diversamente, la solennità dell’atto resta vulnerata nella sua essenza inderogabile e il vizio è riconducibile alla nullità prevista dal primo comma dell’art. 606 c.c. per mancanza della sottoscrizione (Cass. 4781/1978; Cass. 27824/2008).» (Trib. Larino 144/2024)

«Il testamento pubblico non sottoscritto di pugno dal testatore, il quale abbia dichiarato al notaio di “non saper sottoscrivere” per aver dimenticato i caratteri della scrittura, resta formalmente valido quanto al profilo della sottoscrizione se munito della dichiarazione sostitutiva raccolta dal notaio, come previsto sia dall’art. 603, comma 3, c.c., sia dall’art. 51, n. 10, della legge notarile. La sottoscrizione del testamento risponde al fine di dotare la scheda testamentaria di una risultanza estrinseca che, anche dopo la morte del testatore, permetta di ricondurre la scheda al testatore, il quale, sottoscrivendola, ne ha fatto proprio il contenuto assumendone la paternità (Cass. 18616/2017, riferita al testamento olografo ma applicabile, mutatis mutandis, al testamento pubblico). Chi contesta l’autografia della sottoscrizione deve dimostrare che essa non è stata apposta dal testatore. Chi invece contesta la veridicità della dichiarazione di incapacità o impossibilità a sottoscrivere, presente in un testamento pubblico in luogo della sottoscrizione, deve dimostrare non che il testatore non ha reso la dichiarazione – il che richiederebbe la querela di falso, poiché il notaio attesta che la dichiarazione è stata resa in sua presenza – ma che, rendendola, il testatore non ha detto il vero, ossia ha dato conto di un’impossibilità o incapacità di sottoscrivere in realtà non sussistente.» (Trib. Vicenza 792/2025)

«La causa impeditiva della sottoscrizione può consistere in qualsiasi ostacolo fisico, anche temporaneo: il de cuius può, ad esempio, non riuscire a sottoscrivere l’atto a causa di una difficoltà di grafia derivante da estrema debolezza o dall’età avanzata (Cass. 27824/2008; Cass. 9674/1996; Cass. 1073/1992).» (Trib. Viterbo 7/2025)

«Non indicando il codice civile le modalità con cui la sottoscrizione deve essere apposta, si fa riferimento all’art. 51, n. 10, della legge notarile, che prevede debba essere riportata “per esteso” (Cass. 1999/1966), sebbene l’uso di uno pseudonimo, laddove abitualmente utilizzato dal testatore e riconosciuto come identificativo della persona nella vita di relazione, non incida sulla validità del testamento. La leggibilità richiesta dall’art. 53 della legge notarile riguarda il contenuto dell’atto, non la sottoscrizione: la firma deve essere apposta secondo la grafia abituale del testatore, anche se ordinariamente illeggibile, purché non si tratti di una mera sigla o di un segno privo di collegamento con il sottoscrittore. Imporre al testatore una firma leggibile ma diversa dalla sua grafia usuale rischierebbe di renderla non attribuibile con certezza; consentire un segno grafico qualunque, privo di riferimento abituale, produrrebbe lo stesso vulnus.» (Trib. Viterbo 7/2025)

«Il principio, riferito al testamento olografo, secondo cui la scrittura deve rivelare inequivocabilmente il movimento grafico della mano quale impronta della personalità del testatore, con caratteristiche di individualità, normalità e abitualità, trova applicazione anche per la sola firma da apporre al testamento pubblico, che per essere valida deve rappresentare la personalità del testatore, in relazione alla sua età e al suo patrimonio culturale e sociale.» (Trib. Viterbo 7/2025)

Va distinta l’impossibilità fisica di sottoscrivere dall’incapacità di intendere e di volere: la prima attiene alla forma pubblica e alle sue menzioni; la seconda riguarda la capacità di testare ed esula dalla fede privilegiata dell’atto.

Le menzioni obbligatorie e il rigore del modello legale

Le menzioni obbligatorie richieste dall’art. 603 c.c. hanno funzione insieme probatoria e garantistica, perché documentano lo svolgimento della sequenza legale e consentono di verificare ex post che la dichiarazione, la lettura e le sottoscrizioni siano avvenute nelle forme dovute. La giurisprudenza esclude una lettura sacramentale delle formule: se la sostanza della formalità risulta dall’atto, talune inesattezze terminologiche o irregolarità non decisive non travolgono automaticamente il testamento. Resta comunque fermo il rigore del modello legale: in un caso concreto, un testamento non scritto di pugno dal testatore, ad eccezione della sottoscrizione, è stato dichiarato nullo per difformità dal modello legale dell’art. 602 c.c., con conseguente apertura della successione ab intestato (Trib. Ravenna 465/2025).

La protezione del testatore che non sa o non può leggere, scrivere o sottoscrivere

Per il testatore muto, sordo o sordomuto si osservano le norme della legge notarile per gli atti pubblici di queste persone; se il testatore è incapace anche di leggere, devono intervenire quattro testimoni. Questa protezione opera solo se le dichiarazioni e le menzioni notarili sono coerenti con la situazione reale e documentano correttamente l’impedimento o la difficoltà, e non si risolvono in una mera clausola di stile priva di riscontro effettivo.

Errori frequenti

  • Ritenere che la predisposizione anticipata della scheda da parte del notaio invalidi sempre il testamento. È valido se, prima della lettura, il notaio fa manifestare di nuovo al testatore la sua volontà in presenza dei testimoni.
  • Considerare sufficiente l’approvazione del testatore espressa con monosillabi o gesti del capo in sostituzione della dichiarazione di volontà. La legge richiede una vera e propria manifestazione di volontà, non una semplice conferma passiva del testo già letto.
  • Proporre querela di falso per contestare la capacità o la genuinità della volontà del testatore. La querela di falso serve solo a contestare quanto il notaio attesta di aver percepito direttamente (presenza dei testimoni, lettura, dichiarazioni rese); l’incapacità naturale o i vizi della volontà si contestano con altri mezzi di prova.
  • Ritenere che la sola dichiarazione di impossibilità a sottoscrivere, menzionata dal notaio, sia inattaccabile. È possibile dimostrare che la causa impeditiva dichiarata non sussisteva realmente, senza necessità di querela di falso, poiché si contesta la veridicità della dichiarazione resa dal testatore, non il fatto che il notaio l’abbia raccolta.
  • Confondere l’impossibilità fisica di sottoscrivere con l’incapacità naturale del testatore. Sono profili distinti: il primo attiene alla forma dell’atto, il secondo alla capacità di testare.

Cosa fare

Va verificato se, in caso di scheda predisposta anticipatamente dal notaio, la volontà del testatore sia stata rinnovata in presenza dei testimoni prima della lettura dell’atto.

Va distinta la contestazione relativa a quanto il notaio attesta di aver direttamente percepito (da proporre con querela di falso) da quella relativa alla capacità o alla genuinità della volontà del testatore (da provare con altri mezzi).

In presenza di dichiarazione di impossibilità o grave difficoltà a sottoscrivere, va verificata l’effettiva sussistenza della causa impeditiva dichiarata, distinguendo l’onere di provarne la falsità da quello, diverso, di contestare l’autografia di una sottoscrizione effettivamente apposta.

Va controllato che tutte le menzioni obbligatorie previste dall’art. 603 c.c. risultino dall’atto, verificando se eventuali imprecisioni terminologiche incidano sulla sostanza delle formalità o restino irrilevanti.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Potrebbero interessarti anche

ApprofondimentoLa simulazione assoluta della donazione può essere provata con testimoni (Cass. civ. Sez. 2 n. 21999 del 27.06.2026)ApprofondimentoLa mancata partecipazione alla mediazione non rende improcedibile la domanda se l’altra parte è comparsa (Cass. civ. Sez. 3 n. 9608 del 15.04.2026)ApprofondimentoFotocopia dell’avviso di ricevimento disconosciuta: non serve la querela di falso (Cass. civ. Sez. 5 n. 12443 del 04.05.2026)ApprofondimentoTestamento olografo con firma apocrifa in calce: nullità parziale e necessità di verifica della voluntas (Cass. civ. Sez. 2 n. 12981 del 06.05.2026)ApprofondimentoLa convalida per mancata comparizione non richiede la disamina analitica delle censure (Cass. civ. Sez. 2 n. 16093 del 25.05.2026)ApprofondimentoImpossibilità sopravvenuta esclusa se l’evento è prevedibile secondo diligenza comune (Cass. civ. Sez. 2 n. 17545 del 03.06.2026)ApprofondimentoInvalidità dell’ipoteca giudiziale iscritta su beni oggetto di revocatoria (Cass. civ. Sez. 3 n. 21847 del 26.06.2026)ApprofondimentoInesistenza dell’azienda e rigetto della domanda di emersione ex art. 103 D.L. 34/2020 (TAR Lazio n. 11126 del 17.06.2026)ApprofondimentoMotivazione apparente nel giudizio disciplinare forense: nullità della sentenza del CNF che aderisce acriticamente alla decisione del CDD (Cass. civ., Sez. Un. n. 89 del 02.01.2026)ApprofondimentoValore di piena prova del verbale di concorso e inidoneità automatica per limite temporale superato (TAR Lazio n. 12405 del 07.07.2026)ApprofondimentoLe risultanze del verbale di Commissione fanno piena prova fino a querela di falso nelle procedure concorsuali (TAR Lazio n. 12412 del 07.07.2026)ApprofondimentoInottemperanza provvedimenti e abusi edilizi su demanio: ordini comunali legittimi (TAR Marche n. 00956 del 20.07.2026)ApprofondimentoSanzione per derivazione abusiva di acqua pubblica: sindacato sul quantum (TAR Veneto n. 1654 del 27.07.2026)ApprofondimentoChiusura temporanea eseguita: inammissibile l’impugnativa e rigetto del risarcimento (TAR Calabria n. 1574 del 13.08.2026)ApprofondimentoRetrocessione per violazione del vincolo di destinazione su beni di uso civico (TAR Abruzzo n. 598 del 03.09.2026)ApprofondimentoIl divieto di eseguire ulteriori opere su immobili abusivi in pendenza di istanza di condono (TAR Sardegna n. 310 del 09.02.2026)ApprofondimentoInidoneità permanente e transito nei ruoli civili: no alla rivalutazione del giudizio medico-legale (TAR Sardegna n. 842 del 25.05.2026)ApprofondimentoCriteri di valutazione nei concorsi universitari e sindacato del giudice amministrativo (TAR Puglia, Sez. II, n. 364 del 11.03.2026)ApprofondimentoOrdinanza di demolizione e destinatari proprietari (TAR Puglia, Sezioni Unite, n. 251 del 24.02.2026)ApprofondimentoIl verbale della prova orale concorsuale fa piena prova fino a querela di falso (TAR Puglia n. 309 del 16.03.2026)ApprofondimentoRevoca contributi UE per preventivi falsi e autonomia dal giudizio penale (TAR Puglia n. 436 del 07.04.2026)ApprofondimentoSospensione attività d’impresa e rettifica anagrafica del lavoratore: legittimo il secondo provvedimento (TAR Puglia n. 471 del 16.04.2026)ApprofondimentoL’efficacia fidefacente del verbale non copre il cantiere (Cass. civ. Sez. II n. 16001 del 25.05.2026)ApprofondimentoConvocazione condominiale per compiuta giacenza e sindacato di legittimità (Cass. civ., Sez. II, n. 12843 del 2023)ApprofondimentoPREU sui totem collegati a bookmaker esteri: accertamento legittimo (Cass. civ. Sez. V n. 6694 del 20.03.2026)ApprofondimentoInefficacia dell’atto costitutivo stipulato dal falsus procurator e limiti alla chiamata in causa dell’interventore volontario (Cass. civ. Sez. I n. 4964 del 26.02.2024)ApprofondimentoRaccomandata all’estero tornata “refused”: senza firma non scatta la presunzione di conoscenza (Cass. civ. Sez. II n. 3453 del 16.02.2026)ApprofondimentoPatto di famiglia anche se i figli sono già soci: senza atto pubblico l’accordo è nullo (Cass. civ. Sez. II n. 4376 del 26.02.2026)ApprofondimentoL’azione di simulazione non si prescrive mai, ma si prescrivono i diritti sul negozio dissimulato (Cass. civ. Sez. II n. 3246 del 13.02.2026)ApprofondimentoCartella per i debiti fiscali del defunto: i chiamati all’eredità possono ancora eccepire di non essere eredi? (Cass. civ. Sez. Trib. ord. interlocutoria n. 23570 del 20.07.2026)ApprofondimentoSimulazione della cessione di quote e nullità della donazione dissimulata (Cass. civ. n. 27145 del 21.10.2024)ApprofondimentoRilevanza della donazione indiretta nell’accertamento sintetico (Cass. civ. n. 6904 del 02.03.2022)ApprofondimentoOpposizione di terzo dell’erede pretermesso tra litisconsorzio processuale e morte sopravvenuta (Cass. civ. Sez. 3 n. 17212 del 15.06.2023)ApprofondimentoContratto per persona da nominare e litisconsorzio necessario con lo stipulante e gli altri eredi (Cass. civ. n. 9008 del 21.03.2022)ApprofondimentoIl falso rappresentante divenuto erede non può eccepire il difetto di procura (Cass. civ. Sez. III n. 15841 del 17.05.2022)ApprofondimentoProva testimoniale del legittimario sulla simulazione: solo l’indicazione del mezzo nell’appello è sufficiente (Cass. civ. n. 15043 del 29.05.2024)ApprofondimentoSimulazione relativa della vendita dissimulante donazione: pluralità di indizi convergenti (Cass. civ. Sez. 2 n. 19527 del 16.07.2024)ApprofondimentoAzione di riduzione del legittimario che ha accettato l’eredità con beneficio di inventario tardivamente (Cass. civ., Sez. II, n. 19010 del 11.07.2024)ApprofondimentoCorrezione errore materiale: no ai dati catastali mancanti se la simulazione è stata accertata in appello (Cass. civ. Sez. II n. 23554 del 03.09.2024)ApprofondimentoDonazione indiretta e prescrizione dell’accettazione: regole di Cassazione (Cass. civ. Sez. II n. 19973 del 19.07.2024)ApprofondimentoProva presuntiva della simulazione e legittimità della verifica in Cassazione (Cass. civ. n. 28015 del 30.10.2024)ApprofondimentoLa donazione indiretta è provabile con presunzioni anche senza azione di riduzione e la collazione avviene per imputazione (Cass. civ. Sez. II n. 19230 del 12.07.2024)ApprofondimentoIl creditore munito di garanzie speciali può agire con l’azione revocatoria ordinaria (Cass. civ. Sez. II n. 21325 del 06.08.2024)ApprofondimentoLa simulazione relativa della cessione di quote societarie dissimulante una donazione richiede la forma dell’atto pubblico (Cass. civ. n. 32661 del 01.03.2025)ApprofondimentoDonazione di bene altrui: nullità e priorità delle trascrizioni (Cass. civ. n. 29661 del 19.11.2024)ApprofondimentoInterruzione dell’usucapione e forza espansiva dell’istituzione ex re certa (Cass. civ. n. 5920 del 06.03.2025)ApprofondimentoAccertamento della simulazione e cessazione della materia del contendere sulla tassazione (Cass. civ. Sez. 5 n. 4696 del 01.03.2025)ApprofondimentoUltrapetizione da “fusione” di domanda di simulazione e azione revocatoria (Cass. civ. Sez. III n. 10666 del 23.04.2025)ApprofondimentoRiduzione delle donazioni subordinata alla previa riduzione delle disposizioni testamentarie (Cass. civ. Sez. II n. 10456 del 22.04.2025)ApprofondimentoAccettazione tacita dell’eredità e azione di riduzione del legittimario pretermesso (Cass. civ. n. 9364 del 10.04.2025)ApprofondimentoLa notifica secondo la Convenzione dell’Aja si perfeziona con l’ingresso nella sfera di conoscibilità (Cass. civ. Sez. III n. 14564 del 30.05.2025)ApprofondimentoIl giudicato esterno non è deducibile per la prima volta in Cassazione (Cass. civ. Sez. 3 n. 10568 del 23.04.2025)ApprofondimentoDivieto di nuovi documenti in appello e preclusioni istruttorie (Cass. civ. Sez. II n. 13219 del 19.05.2025)ApprofondimentoImprocedibile il ricorso per cassazione senza relata di notifica della sentenza (Cass. civ. n. 14034 del 26.05.2025)ApprofondimentoAzione revocatoria su credito litigioso e sospensione necessaria (Cass. civ. Sez. 3 n. 20780 del 23.07.2025)ApprofondimentoIndennità di occupazione del comodatario moroso e diritti autodeterminati (Cass. civ. Sez. II n. 23867 del 26.08.2025)ApprofondimentoLa controdichiarazione nel testamento prova la simulazione parziale della donazione (Cass. civ. n. 27047 del 08.10.2025)ApprofondimentoGiudicato esterno e innovazione dell’eccezione (Cass. civ. Sez. 5 n. 25759 del 2025)ApprofondimentoLa simulazione e la divisione ereditaria nei limiti del sindacato di legittimità (Cass. civ. Sez. II n. 19358 del 14.07.2025)ApprofondimentoCaducazione della sentenza definitiva per cassazione della non definitiva (Cass. civ. Sez. II n. 27049 del 08.10.2025)ApprofondimentoLegittimario terzo nella prova della simulazione e omissione di pronunzia sulla massa ereditaria (Cass. civ. Sez. II n. 1553 del 23.01.2026)ApprofondimentoSanatoria del difetto di rappresentanza e oneri probatori sulla procura alle liti (Cass. civ. n. 26857 del 06.10.2025)ApprofondimentoInteresse ad impugnare e accertamento della comunione ereditaria (Cass. civ. Sez. II n. 31627 del 04.12.2025)ApprofondimentoI motivi assorbiti restano impregiudicati nel giudizio di rinvio (Cass. civ. Sez. II n. 31390 del 02.12.2025)ApprofondimentoL’usucapione sui beni del fallimento è opponibile al curatore con la rivendica ex art. 103 l.fall. (Cass. civ. n. 11423 del 28.04.2026)ApprofondimentoSimulazione assoluta incompatibile con l’intento di donare (Cass. civ. Sez. II n. 15682 del 22.05.2026)ApprofondimentoRegolamento d’ufficio inammissibile se il giudice ad quem non indica la competenza per materia del giudice a quo (Cass. civ. Sez. I n. 32277 del 11.12.2025)ApprofondimentoNullità della compravendita e litisconsorzio necessario tra i partecipanti al contratto (Cass. civ. Sez. II n. 15231 del 20.05.2026)ApprofondimentoVendita annullata per violenza morale e danno da mancato godimento (Cass. civ. n. 16626 del 28.05.2026)ApprofondimentoUsucapione: accertamento del possesso ventennale rimesso al giudice di merito (Cass. civ. Sez. II n. 30189 del 27.10.2021)ApprofondimentoRilevanza della donazione simulata ai fini della riduzione (Cass. civ. n. 24214 del 08.09.2021)ApprofondimentoIllegittimario che agisce in riduzione può provare la simulazione come terzo (Cass. civ. Sez. 6 n. 32196 del 05.11.2021)ApprofondimentoRevocatoria fallimentare e inefficacia dell’ipoteca convenzionale (Cass. civ. Sez. 6-3 n. 32129 del 05.11.2021)ApprofondimentoDonazione indiretta e collazione: prova e onere (Cass. civ. Sez. II n. 36874 del 26.11.2021)ApprofondimentoInammissibile il ricorso per cassazione notificato alla parte deceduta (Cass. civ. n. 35878 del 22.11.2021)ApprofondimentoLa simulazione relativa non è opponibile al legittimario ma è rilevabile dall’erede (Cass. civ. Sez. II n. 41132 del 21.12.2021)ApprofondimentoLa simulazione della donazione di quote sociali non appartiene alla sezione specializzata in materia di impresa (Cass. civ. Sez. 6 n. 33087 del 10.11.2021)ApprofondimentoNullità della sentenza per motivazione apparente e contraddittoria (Cass. civ. n. 41028 del 21.12.2021)ApprofondimentoRicorso improcedibile per omesso deposito della relazione di notificazione (Cass. civ. Sez. II n. 4930 del 15.02.2022)ApprofondimentoOpposizione alla donazione indiretta non esperibile oltre il termine ventennale (Cass. civ. n. 4523 del 11.02.2022)ApprofondimentoPrelazione agraria, donazione dissimulante vendita, simulazione e frode alla legge (Cass. civ. n. 12982 del 26.04.2022)ApprofondimentoProva dell’interposizione fittizia e contratto dissimulato con se stesso (Cass. civ. n. 18049 del 06.06.2022)ApprofondimentoL’azione revocatoria non richiede la libertà e capienza del bene oggetto di disposizione (Cass. civ. Sez. VI n. 11623 del 11.04.2022)ApprofondimentoInammissibile il ricorso per carente esposizione dei fatti anche in caso di errata qualificazione dell’atto (Cass. civ. n. 21328 del 06.07.2022)ApprofondimentoLa prova della simulazione e l’onere dell’eventus damni nella revocatoria (Cass. civ. n. 20421 del 24.06.2022)ApprofondimentoSimulazione della vendita al legittimario non desumibile dagli indizi di altro negozio (Cass. civ. Sez. II n. 24479 del 09.08.2022)ApprofondimentoAzione di riduzione delle donazioni indirette e prova della simulazione (Cass. civ. Sez. II n. 21506 del 07.07.2022)ApprofondimentoLa qualifica di causa ereditaria radica la competenza nel foro della successione (Cass. civ. n. 32172 del 02.11.2022)ApprofondimentoLa domanda di simulazione assoluta non può convertirsi in accertamento della simulazione relativa (Cass. civ. Sez. II n. 21505 del 07.07.2022)ApprofondimentoSimulazione e interposizione fittizia accertabili incidenter tantum (Cass. civ. Sez. II n. 24056 del 03.08.2022)ApprofondimentoTrasferimenti in esecuzione della separazione e azione revocatoria ordinaria (Cass. civ. n. 6395 del 03.03.2023)ApprofondimentoInefficacia della trascrizione della domanda giudiziale respinta e responsabilità del difensore (Cass. civ. n. 34402 del 23.11.2022)ApprofondimentoSimulazione relativa e revocatoria: onere probatorio e principio di non contestazione (Cass. civ. n. 11491 del 03.05.2023)ApprofondimentoNotifica alla parte contumace e decorrenza del termine breve (Cass. civ. Sez. 6 n. 33433 del 11.11.2022)ApprofondimentoProva della simulazione tra eredi e limiti del coerede (Cass. civ. Sez. II n. 7038 del 09.03.2023)ApprofondimentoSimulazione relativa e donazione dissimulata: onere probatorio e sindacato di legittimità (Cass. civ. Sez. 2 n. 14104 del 23.05.2023)ApprofondimentoProva atipica nel processo civile: deposito di atti penali in appello (Cass. civ. Sez. II n. 17748 del 21.06.2023)ApprofondimentoOmessa pronuncia sull’appello incidentale: cassazione con rinvio (Cass. civ. Sez. II n. 13814 del 19.05.2023)ApprofondimentoSimulazione e azione di riduzione: il legittimario è terzo rispetto alle parti contraenti (Cass. civ. Sez. II n. 26834 del 19.09.2023)ApprofondimentoLegittimario terzo nella prova della simulazione (Cass. civ. Sez. II n. 21319 del 19.07.2023)
Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *