Disapplicazione del regolamento ZTL per disparità di trattamento (Cass. civ. Sez. II n. 32991/2025)
Principi di diritto (Massima)
Nel giudizio di opposizione avverso sanzione amministrativa per violazione delle norme sulla circolazione stradale, il giudice ordinario può conoscere incidentalmente della legittimità del regolamento comunale che disciplina le ZTL, al fine di disapplicarlo se illegittimo. La disparità di trattamento tra zone similari della città, senza ragionevole giustificazione, integra un vizio di eccesso di potere per irragionevolezza, censurabile in sede giurisdizionale. La disapplicazione dell’atto presupposto non richiede una espressa domanda di parte, potendo essere disposta d’ufficio, purché la questione sia stata comunque devoluta al giudice.
Il Fatto
Una società, locataria in leasing di un veicolo, riceveva 21 verbali per accesso e circolazione nella ZTL del Comune di Jesi al di fuori degli orari autorizzati per carico e scarico merci, effettuati tra le ore 6:45 e le 7:00, a fronte di un’autorizzazione che consentiva l’accesso dalle ore 7:00 alle 10:30 e dalle 15:30 alle 17:00. La società proponeva opposizione deducendo che l’autorizzazione era inadeguata alle esigenze di consegna di prodotti dolciari a un bar, che necessitava di ricevere la merce prima delle ore 7:00, e che il regolamento comunale era discriminatorio, poiché per altre zone della città, similari, erano previsti orari di accesso più flessibili. Il Giudice di Pace accoglieva l’opposizione per un profilo diverso, ma il Tribunale di Ancona, in sede di appello, la accoglieva sotto il profilo della disapplicazione del regolamento per disparità di trattamento irragionevole. Il Comune ricorreva per cassazione.
La Motivazione della Corte
La Suprema Corte ha rigettato entrambi i motivi di ricorso. Con il primo motivo, il Comune lamentava che la disapplicazione del regolamento fosse stata disposta senza una specifica domanda della società. La Corte ha rilevato che, sin dal giudizio di primo grado, la società aveva espressamente dedotto il carattere discriminatorio del regolamento e ne aveva chiesto la disapplicazione, come riconosciuto dallo stesso ricorrente nel ricorso. In ogni caso, il giudice ordinario, in sede di opposizione avverso sanzione amministrativa, può sindacare la legittimità del provvedimento presupposto al fine di disapplicarlo, anche d’ufficio, quando la questione è comunque devoluta al giudice.
Con il secondo motivo, il Comune eccepiva la violazione degli artt. 4 e 5 della legge n. 2248/1865, sostenendo che la posizione del privato rispetto alla regolamentazione della ZTL è di mero interesse legittimo e che le scelte discrezionali dell’Amministrazione sarebbero insindacabili. La Corte ha richiamato il consolidato orientamento secondo cui, nel giudizio di opposizione a sanzione, il giudice ordinario è investito della cognizione piena del rapporto dedotto, potendo disapplicare l’atto amministrativo presupposto per vizi di legittimità, tra cui l’eccesso di potere per irragionevolezza, quando la pretesa sanzionatoria si fondi su di esso. Nel caso di specie, la disciplina differenziata degli orari di accesso per zone similari, senza alcuna ragionevole giustificazione, integrava una disparità di trattamento censurabile. Il Comune non aveva fornito alcuna valida motivazione a sostegno della differenziazione, limitandosi a richiami generici, non sufficienti a superare il vizio di irragionevolezza.
Implicazioni Pratiche
- Dedurre la illegittimità del regolamento presupposto: In sede di opposizione a verbale per accesso ZTL, l’avvocato del privato deve contestare espressamente la legittimità del regolamento comunale che disciplina gli orari, deducendo eventuali vizi di irragionevolezza o disparità di trattamento, e chiederne la disapplicazione; non è sufficiente limitarsi a eccepire l’inadeguatezza dell’autorizzazione.
- Prova della disparità di trattamento: Per far valere la disparità di trattamento, il difensore deve allegare e dimostrare l’esistenza di altre zone della città con caratteristiche similari (commerciali, di viabilità, ecc.) alle quali sono riservati orari di accesso più ampi e flessibili, senza che il Comune abbia fornito una ragionevole giustificazione della differenza; è utile produrre i permessi di accesso rilasciati per le altre zone.
- Ambito del sindacato del giudice ordinario: Il giudice ordinario, in sede di opposizione a sanzione, può disapplicare il regolamento comunale anche d’ufficio, purché la questione della sua legittimità sia stata comunque devoluta al giudice; l’avvocato non deve temere che la contestazione dell’atto presupposto esuli dalla giurisdizione del giudice ordinario, poiché il giudizio di opposizione è di piena cognizione.
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