Area di sedime e area ulteriore nell’acquisizione ex art. 31 T.U.E.: onere motivazionale rafforzato (TAR Lombardia n. 3530 del 03.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
L’acquisizione gratuita del bene abusivo e dell’area di sedime al patrimonio del comune, ai sensi dell’art. 31, comma 3, del d.P.R. n. 380/2001, consegue ope legis al decorso infruttuoso del termine di novanta giorni assegnato con l’ingiunzione a demolire. Il successivo atto di accertamento dell’inottemperanza ha natura meramente dichiarativa di un effetto giuridico già prodottosi. L’eventuale istanza di accertamento di conformità presentata dopo la scadenza del termine perentorio è tardiva e inidonea a sospendere l’effetto acquisitivo. Diversamente, l’acquisizione dell’area ulteriore, necessaria alla realizzazione di opere analoghe, fino al limite del decuplo della superficie abusiva, non è automatica ma richiede un puntuale onere motivazionale, che esterni le ragioni di interesse pubblico e i criteri di calcolo seguiti, con riferimento alle prescrizioni urbanistiche vigenti.
Il Fatto
Una società proprietaria di un compendio immobiliare destinato a impianti sportivi impugnava l’ordinanza dirigenziale con cui il Comune ingiungeva la rimessione in pristino di numerose opere realizzate senza titolo, tra cui una tensostruttura a copertura di campi da padel e alcune tettoie. Dopo il rigetto dell’istanza cautelare, la società provvedeva alla demolizione della maggior parte dei manufatti, ma lasciava in essere alcuni di essi, in parte perché oggetto di istanza di accertamento di conformità e in parte per la dedotta mancanza di disponibilità dell’area, condotta in affitto da una società terza.
A seguito di un sopralluogo che accertava la parziale inottemperanza, il Comune adottava l’ordinanza di acquisizione gratuita delle aree e dei manufatti non rimossi, nonché la sanzione pecuniaria. Avverso tali atti, e avverso l’originaria ingiunzione a demolire, la società proponeva due distinti ricorsi, successivamente riuniti.
La Motivazione della Corte
Il TAR ha dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse il ricorso avverso l’ordinanza di demolizione, in quanto la ricorrente aveva integralmente ottemperato al comando ripristinatorio, rendendo l’annullamento inutile. Con riguardo al secondo ricorso, il Collegio ha invece distinto tra l’effetto acquisitivo automatico e quello che richiede una valutazione discrezionale dell’Amministrazione.
Quanto all’acquisizione dell’area di sedime, il TAR ha affermato che l’effetto traslativo si è prodotto ipso iure alla scadenza del termine di novanta giorni dalla notifica dell’ingiunzione, e che la successiva demolizione delle opere non può paralizzare l’efficacia dell’atto di accertamento. La circostanza che i campi da padel fossero legittimamente assentiti non esclude l’acquisizione dell’area di sedime della sovrastante tensostruttura abusiva. Parimenti, la pendenza di un’istanza di sanatoria presentata oltre il termine perentorio, o l’esistenza di un rapporto di affitto che non ha impedito al proprietario di attivarsi, non configurano cause ostative all’effetto acquisitivo.
La censura è stata invece accolta con riferimento all’acquisizione dell’area ulteriore. Il TAR ha precisato che l’art. 31, comma 3, del d.P.R. n. 380/2001 distingue tra l’acquisizione del bene e dell’area di sedime, che è automatica e dichiarativa, e l’acquisizione di un’area ulteriore, che richiede una motivazione puntuale e specifica. Nel caso di specie, l’Amministrazione si era limitata a un generico richiamo all’esigenza di assicurare “autonomia di servizi” e “spazi di rispetto”, senza esplicitare le prescrizioni urbanistiche e i calcoli che giustificavano l’apprensione di una superficie quasi tripla rispetto al sedime dell’abuso. Il TAR ha inoltre chiarito che le delibere di indirizzo della Giunta non invasero la competenza dirigenziale, trattandosi di atti di indirizzo politico ex art. 48 TUEL, mentre il Consiglio Comunale interviene solo nella fase successiva, ai sensi dell’art. 31, comma 5, del d.P.R. n. 380/2001.
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Nota della Redazione
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