Abuso su suolo demaniale: nessun obbligo di comunicazione di avvio e irrilevanza dell’affidamento (TAR Calabria n. 385 del 31.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
In presenza di un abuso edilizio, l’ordinanza di demolizione non deve essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento, trattandosi di atto vincolato e doveroso. L’affidamento ingenerato dall’inerzia della pubblica amministrazione nell’adozione di atti a tutela del patrimonio demaniale non è legittimo e non può quindi sanare una situazione di occupazione senza titolo. Il diritto all’abitazione non costituisce un limite all’ordine di demolizione e sgombero, in quanto non può giammai legittimare violazioni di legge, trovando applicazione soltanto nell’ambito di politiche abitative riferite ad ampie zone.
Il Fatto
I ricorrenti impugnavano l’ordinanza di demolizione n. 35/2026 emessa dal Comune di Gizzeria, con cui era stata ingiunta la demolizione, lo sgombero e il ripristino dello stato dei luoghi per opere abusive realizzate su suolo del Demanio Marittimo dello Stato. A sostegno del ricorso, venivano dedotti vizi procedimentali e sostanziali, tra cui la mancata comunicazione di avvio del procedimento, il legittimo affidamento riposto nell’inerzia dell’Amministrazione e la lesione del diritto all’abitazione, nonché la natura non demaniale delle particelle interessate.
La Motivazione della Corte
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria ha respinto l’istanza cautelare, ritenendo insussistente il fumus boni iuris. In primo luogo, è stato chiarito che l’ordinanza di demolizione, in presenza di un abuso, non deve essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento, in quanto atto dovuto e vincolato. Il Collegio ha richiamato il consolidato orientamento del Consiglio di Stato, che conferma l’esclusione di tale adempimento per i provvedimenti repressivi degli abusi.
Quanto all’affidamento, la Corte ha evidenziato che la situazione di occupazione senza titolo non può essere sanata dalla fiducia riposta nell’inerzia del Comune nella tutela del patrimonio demaniale. Tale affidamento non è legittimo, come affermato dalle Sezioni Unite del Consiglio di Stato, non potendo l’inerzia amministrativa consolidare posizioni contra legem.
Con riguardo al diritto all’abitazione, il Tribunale ha precisato che esso rappresenta un limite all’adozione di provvedimenti di sgombero o demolizione solo qualora questi riguardino politiche abitative relative ad ampie zone, e che comunque non può mai sanare violazioni di legge. Nel caso di specie, inoltre, non è stato offerto principio di prova sulla natura non demaniale delle particelle, atteso che la visura catastale prodotta riguardava particelle diverse da quelle in contestazione.
L’insussistenza del fumus ha reso assorbita ogni valutazione in ordine al periculum in mora, con conseguente reiezione della domanda cautelare e compensazione delle spese di lite.
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Nota della Redazione
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