Concessioni demaniali marittime: il trasferimento di competenza alla Regione determina la carenza di interesse (TAR Sardegna n. 626 del 01.04.2026)
Principi di diritto (Massima)
È improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse il ricorso avverso il diniego di proroga di una concessione demaniale marittima qualora, medio tempore, una norma legislativa regionale trasferisca alla Regione la competenza al rilascio delle concessioni sui beni del demanio marittimo. La modifica legislativa della competenza determina il venir meno dell’interesse, attuale e concreto, alla decisione del gravame, ove la parte ricorrente non deduca elementi idonei a dimostrarne la persistenza. La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse giustifica la compensazione delle spese di lite.
Il Fatto
La società ricorrente impugnava la determinazione dirigenziale con cui il Comune aveva respinto le istanze di estensione delle concessioni demaniali marittime di propria competenza, stabilendo che l’assegnazione dei titoli concessori sarebbe avvenuta solo all’esito di procedure concorsuali e fissando al 31 dicembre 2021 il termine di validità delle concessioni elencate, tra cui quella della società. Nel giudizio si costituiva il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che resisteva con memoria di forma.
La Motivazione della Corte
Il Collegio, all’udienza di discussione, ha segnalato alle parti la possibile improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, evidenziando la modifica legislativa regionale che ha trasferito dal Comune alla Regione la competenza al rilascio delle concessioni sui beni del demanio marittimo non attribuite allo Stato.
Il difensore della ricorrente, interpellato sul punto ai sensi dell’art. 73, terzo comma, cod. proc. amm., ha dichiarato di non aver ricevuto riscontro dalla società assistita circa la persistenza dell’interesse alla decisione.
Il Tribunale ha quindi ritenuto che, alla data della decisione, non fosse apprezzabile la sussistenza di alcun interesse attuale e concreto all’esame del merito del gravame, in ragione della sopravvenuta modifica della competenza a decidere sulla richiesta di proroga, senza che la parte ricorrente avesse dedotto elementi idonei a dimostrarne la persistenza. Ne è conseguita la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, con compensazione delle spese di lite.
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Nota della Redazione
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