Autorizzazione paesaggistica sopravvenuta e improcedibilità del ricorso per difetto di interesse (TAR Lombardia n. 3272 del 18.06.2026)
Principi di diritto (Massima)
La sopravvenienza del rilascio del provvedimento di autorizzazione paesaggistica richiesta, successiva alla proposizione del ricorso, determina la cessazione della materia del contendere e impone la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse. La cessazione dell’interesse alla decisione conseguente all’adozione di un atto satisfattivo della pretesa azionata può essere rilevata anche su iniziativa delle parti, le quali ne abbiano concordemente rappresentato l’intervenuta sopravvenienza. L’esito di improcedibilità, in tale evenienza, comporta la compensazione delle spese di lite tra le parti.
Il Fatto
Il ricorrente, proprietario di un’unità immobiliare, aveva impugnato una serie di atti, tra cui un provvedimento comunale del 2022 con cui era stata disposta un’istruttoria riguardante la richiesta di autorizzazione paesaggistica semplificata per l’installazione di un impianto fotovoltaico, prescrivendo l’installazione dei pannelli in corrispondenza di una tettoia considerata di minor impatto visivo, e i relativi atti endoprocedimentali, ivi compreso un parere condizionato della Soprintendenza.
Il ricorrente e l’altra parte ricorrente avevano, inoltre, gravato la comunicazione di avvio del procedimento e i pareri contrari espressi dalla Commissione del Paesaggio. Le amministrazioni intimate si erano costituite in giudizio per resistere al ricorso.
La Motivazione della Corte
Il TAR ha preso atto della dichiarazione depositata dal difensore di parte ricorrente il 5 maggio 2026, con la quale era stato rappresentato che, alla luce del rilascio, in data 29.4.2024, dell’autorizzazione paesaggistica semplificata n. 12/2024 da parte del Comune, era venuto meno l’interesse al ricorso.
La circostanza che il nuovo provvedimento favorevole fosse stato adottato dall’amministrazione comunale costituiva un elemento decisivo: l’ottenimento dell’autorizzazione paesaggistica, in precedenza negata o condizionata da prescrizioni ritenute lesive, aveva determinato l’integrale soddisfazione della pretesa sostanziale fatta valere in giudizio.
Il Collegio ha, quindi, verificato la conformità della richiesta di declaratoria di improcedibilità con l’interesse processuale delle parti, rilevando come la sopravvenienza del provvedimento favorevole avesse fatto venir meno ogni utilità derivante da una pronuncia nel merito. Di conseguenza, ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
In applicazione del principio della soccombenza virtuale, non essendovi una parte che potesse considerarsi vittoriosa nel merito, il TAR ha disposto la compensazione delle spese di lite tra le parti, conformemente alla concorde richiesta delle stesse.
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Nota della Redazione
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