Acquisizione gratuita dell’area pertinenziale: obbligo di motivazione sulla misura (TAR Molise n. 337 del 04.08.2026)
Principi di diritto (Massima)
L’inottemperanza all’ordine di demolizione comporta ipso iure l’acquisizione gratuita al patrimonio del comune dell’immobile abusivo e dell’area di sedime, trattandosi di effetto legittimo non più contestabile in sede di esecuzione del giudicato. L’eventuale acquisizione dell’area circostante, nei limiti del decuplo della superficie utile abusivamente costruita, presuppone una valutazione discrezionale dell’amministrazione che, specie in caso di vincolo di inedificabilità, deve essere fondata sulla rilevanza e gravità dell’abuso e, pertanto, motivata in modo adeguato in ordine alla concreta estensione. La motivazione sull’area acquisenda non può essere sostituita da clausole di stile o da richiami generici alla norma, ma deve dar conto dell’applicazione dei parametri prescelti.
Il Fatto
Una società caseificia impugnava il provvedimento con cui il Comune ordinava il ripristino dello stato dei luoghi mediante la demolizione di opere abusive edilizie, preannunciando l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale dei manufatti e dell’area di sedime nonché di una porzione circostante di mq. 300.
La società ricorrente, già destinataria di precedenti ordinanze di demolizione e di un diniego di sanatoria, contestava la legittimità dell’atto di diffida, deducendo una serie di censure. Il provvedimento impugnato costituiva esecuzione di una precedente sentenza di questo Tribunale che aveva respinto i gravami avverso gli atti presupposti.
La Motivazione della Corte
Il Tribunale ha rilevato che il provvedimento impugnato è stato emesso a seguito di una sentenza di primo grado, confermata in appello, e che l’esecutività di tale decisione era pacifica ai sensi dell’art. 112, comma 1, cod. proc. amm.. Ne consegue l’infondatezza delle censure sulla mancata esecuzione del giudicato.
Ha inoltre dichiarato inammissibile il motivo con cui la ricorrente lamentava l’illegittimità dell’acquisizione in pregiudizio di terzi proprietari, in virtù del divieto di sostituzione processuale di cui all’art. 81 cod. proc. civ., non essendo consentito far valere in giudizio diritti altrui.
Nel merito, richiamando l’art. 31, comma 3, d.P.R. n. 380/2001 e l’Adunanza Plenaria n. 16/2023, il Tribunale ha affermato che l’inottemperanza all’ordinanza di demolizione comporta ipso iure l’acquisizione del bene abusivo e della relativa area di sedime. Tale acquisizione è quindi legittima e non più contestabile.
Diversamente, è stato accolto il motivo concernente il difetto di motivazione sull’entità dell’area circostante oggetto di acquisizione. Il Tribunale, richiamando la giurisprudenza del Consiglio di Stato, ha precisato che il limite del decuplo rappresenta solo il massimo edittale e che, in caso di inedificabilità assoluta, la misura dell’area da acquisire deve essere determinata valutando la rilevanza e la gravità dell’abuso. Detta determinazione va motivata nell’atto, dovendo l’amministrazione dare conto dei criteri applicativi seguiti.
Nella specie tale motivazione è mancata, rendendo illegittimo il provvedimento nella sola parte in cui preannuncia l’acquisizione dell’area circostante. Il Tribunale ha quindi annullato in parte qua l’atto impugnato, con salvezza degli ulteriori provvedimenti dell’amministrazione, che dovrà rivalutare l’estensione dell’area alla luce dei principi esposti. La parziale reciproca soccombenza ha giustificato la compensazione delle spese.
Potrebbero interessarti anche
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.