La SCIA in sanatoria non sospende l’ordinanza di demolizione, ma il PdC in sanatoria sì (TAR Lombardia n. 819 del 10.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
La presentazione di un’istanza di Permesso di Costruire in sanatoria non rende inefficace la pregressa ordinanza di demolizione, ma ne determina la temporanea sospensione dell’efficacia per il tempo strettamente necessario alla definizione del procedimento di sanatoria ordinaria. Ove l’istanza non venga accolta, il procedimento sanzionatorio riacquista efficacia senza necessità per l’Amministrazione di riadottare il provvedimento. La domanda cautelare di sospensione dell’ordinanza di demolizione presentata nelle more del procedimento di sanatoria è inammissibile per difetto di interesse, atteso che l’efficacia del provvedimento repressivo è già temporaneamente sospesa.
Il Fatto
Il ricorrente, proprietario di un immobile, impugnava l’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi adottata dal Comune ai sensi dell’art. 31 del D.P.R. n. 380/2001 e degli artt. 167 e 181 del D.Lgs. n. 42/2004, nonché la comunicazione di irricevibilità della SCIA in sanatoria presentata ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. n. 380/2001 e il conseguente divieto di mantenere le opere eseguite.
In data antecedente alla proposizione del ricorso, il ricorrente aveva presentato al Comune istanza di Permesso di Costruire in sanatoria relativamente alle medesime opere oggetto dell’ordinanza di demolizione gravata, procedimento tuttora pendente. Avverso l’ordinanza di demolizione veniva proposta domanda cautelare di sospensione dell’esecuzione.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ha rilevato che la questione centrale concerneva l’effetto della presentazione di un’istanza di sanatoria sull’efficacia dell’ordinanza di demolizione. Richiamando il consolidato orientamento giurisprudenziale (Cons. Stato, sez. VI, n. 1848 del 16 marzo 2020; Cons. Stato, sez. VI, n. 4829 del 2020), il TAR ha precisato che l’istanza di sanatoria non rende inefficace la pregressa ordinanza di demolizione, ma ne comporta la perdita di efficacia solo temporaneamente, ossia per il tempo strettamente necessario alla definizione del procedimento di sanatoria ordinaria.
La conseguenza di tale ricostruzione è duplice: da un lato, ove l’istanza di sanatoria non venga accolta, il procedimento sanzionatorio riacquista automaticamente efficacia senza che l’Amministrazione debba riadottare il provvedimento; dall’altro, durante la pendenza del procedimento di sanatoria, l’ordinanza di demolizione resta priva di efficacia.
Applicando tali principi al caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che l’efficacia dell’ordinanza di demolizione impugnata fosse già sospesa sino all’adozione, da parte del Comune, delle determinazioni relative all’istanza di PdC in sanatoria presentata dal ricorrente. Da ciò è derivata la declaratoria di inammissibilità della domanda cautelare per difetto di interesse, non essendovi alcuna lesione attuale ed immediata da neutralizzare in via interinale. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
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Nota della Redazione
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