L’abbattimento di fauna sinantropica richiede un’istruttoria completa e misure meno invasive (TAR Friuli-Venezia Giulia n. 390 del 28.08.2026)
Principi di diritto (Massima)
Il potere di adottare ordinanze contingibili e urgenti ex artt. 50 e 54 TUEL è un potere condizionato, utilizzabile solo al ricorrere congiunto di presupposti rigorosi: pericolo concreto, attuale, grave e imminente; impossibilità di fronteggiarlo con strumenti ordinari o meno invasivi; istruttoria completa; motivazione rafforzata; temporaneità e proporzionalità della misura. È illegittima l’ordinanza che dispone l’abbattimento di fauna sinantropica protetta senza un’adeguata istruttoria tecnica, senza il parere dell’ISPRA e delle associazioni specialistiche, senza verificare la concreta identificabilità dell’esemplare e il destino dei pulli, e senza dimostrare l’impossibilità di ricorrere a metodi alternativi meno cruenti, come la cattura con pallottola anestetica. L’ordinanza sindacale non può costituire un rimedio sostitutivo dell’ordinaria attività amministrativa.
Il Fatto
Il Sindaco del Comune di Pordenone adottava due provvedimenti contingibili e urgenti per neutralizzare il rischio biologico e fisico derivante da un esemplare di corvide dal comportamento iper-aggressivo in area antropizzata. La seconda ordinanza disponeva il prelievo selettivo eutanasico dell’animale.
Un’associazione di protezione animale impugnava entrambe le ordinanze, deducendone l’illegittimità per carenza di istruttoria, violazione del principio di proporzionalità e difetto dei presupposti per l’esercizio del potere extra ordinem.
La Motivazione della Corte
Il TAR, richiamando le sentenze n. 343 e n. 345 del 2026 rese sugli analoghi ricorsi avverso i medesimi provvedimenti, ha accolto il gravame. In primo luogo, il Collegio ha rilevato che l’istruttoria svolta dall’Amministrazione era carente e inadeguata: appare non convincente l’assunto per cui sarebbe impossibile, anche con l’ausilio della scienza e delle moderne tecniche, neutralizzare la condotta aggressiva dell’animale senza giungere al suo abbattimento, ben potendosi ricorrere ad una pallottola anestetica anziché mortale.
Illegittimamente non è stato, inoltre, acquisito il parere dell’ISPRA né delle associazioni di settore specialistiche, che avrebbero potuto fornire un apporto tecnico-scientifico propositivo. Il Collegio ha altresì censurato l’omessa valutazione sulla concreta identificabilità dell’esemplare e l’insufficiente considerazione del destino dei pulli, nonché la mancata dimostrazione della proporzionalità del rimedio adottato.
Quanto al potere esercitato, la Corte ha ribadito che le ordinanze contingibili e urgenti costituiscono strumenti extra ordinem, atipici e derogatori, utilizzabili solo in presenza di presupposti rigorosi e congiunti, richiamando la costante giurisprudenza del Consiglio di Stato sulla necessità di un’istruttoria approfondita e di una motivazione analitica sull’indispensabilità dell’intervento immediato.
Nel caso di specie, gli atti impugnati non dimostravano l’impossibilità di utilizzare strumenti ordinari o misure temporanee meno cruente. Il ricorso è stato pertanto accolto limitatamente all’ordinanza di abbattimento, annullata, mentre è stato dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse con riferimento alla precedente ordinanza, assorbita dalla successiva. Le spese sono state compensate per la novità della questione.
Potrebbero interessarti anche
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.