Delibera di interpretazione autentica del piano rifiuti e difetto di interesse al ricorso (TAR Marche n. 959 del 20.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
La delibera con cui l’ente territoriale fornisce l’interpretazione autentica delle previsioni di un piano di settore costituisce atto privo di immediata lesività, atteso che i suoi effetti non possono dispiegarsi direttamente nella sfera giuridica dei destinatari. Ne consegue che il ricorso proposto avverso tale delibera è inammissibile per difetto di interesse allorché il ricorrente non dimostri in che modo l’atto interpretativo abbia inciso in concreto sul successivo provvedimento autorizzatorio conclusivo del procedimento. L’eventuale illegittimità della delibera interpretativa non spiega, infatti, effetto caducante sull’autorizzazione se nessun rapporto di presupposizione necessaria e vincolante lega i due atti e se l’atto applicativo è stato adottato senza fare applicazione dell’interpretazione fornita. L’azione di annullamento deve pertanto essere diretta avverso l’atto applicativo lesivo, con il quale la delibera va contestata in uno ai sensi dell’art. 2 della legge n. 241/1990, non potendo la censura essere proposta isolatamente nei confronti dell’atto presupposto non ancora lesivo.
Il Fatto
Il Comune ricorrente ha impugnato la delibera dell’Assemblea legislativa della Regione Marche n. 29 del 22 febbraio 2022, con la quale è stata resa l’interpretazione autentica dei capitoli 12 e 13 del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, approvato con precedente delibera consiliare. L’impugnativa è stata proposta sul presupposto che tale delibera incidesse concretamente sul provvedimento autorizzatorio unico, con il quale era stata consentita alla società controinteressata la realizzazione della settima vasca della discarica, a seguito di conclusione positiva della conferenza di servizi.
La Regione e la società controinteressata hanno eccepito l’inammissibilità del ricorso per carenza di interesse, osservando che la delibera gravata non era immediatamente lesiva, non avendo prodotto alcun effetto diretto nella sfera giuridica del Comune ricorrente.
La Motivazione della Corte
Il TAR Marche ha accolto l’eccezione preliminare, dichiarando il ricorso inammissibile per difetto di interesse. Il Collegio ha osservato che l’interesse caducatorio del Comune ricorrente poteva ricollegarsi esclusivamente al provvedimento autorizzatorio unico che ha consentito la realizzazione della vasca, essendo la delibera di interpretazione autentica un atto privo di immediata lesività, i cui effetti non si erano ancora prodotti al momento della proposizione del gravame.
Nella sentenza si sottolinea che nel ricorso mancava qualsiasi riferimento al modo in cui la delibera regionale avesse inciso sull’autorizzazione successiva, sicché l’azione era stata proposta nei confronti di un atto che non aveva ancora leso la posizione giuridica del ricorrente. Il Tribunale ha inoltre richiamato la propria ordinanza cautelare, non gravata, dalla quale risultava che il provvedimento autorizzatorio era stato rilasciato senza considerare l’interpretazione del piano regionale dettata dalla delibera impugnata.
Il Collegio ha quindi evidenziato che nei giudizi aventi ad oggetto l’autorizzazione non era stato dedotto che la stessa fosse stata resa possibile dalla delibera interpretativa, né era stata prospettata un’illegittimità derivata dell’atto applicativo, censurato per profili autonomi rispetto alla sopravvenuta delibera regionale. Da ciò il TAR ha tratto il principio per cui alcun effetto caducante potrebbe discendere dall’eventuale accoglimento del ricorso avverso la delibera, non sussistendo alcun rapporto di presupposizione necessaria e vincolante tra i due atti.
La pronuncia afferma così il principio per cui l’atto di interpretazione autentica del piano deve essere censurato in uno con l’atto applicativo che ne ha fatto concreta applicazione, non potendo la relativa illegittimità essere fatta valere isolatamente. Le spese di lite sono state integralmente compensate, avuto riguardo alla natura preliminare della decisione.
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Nota della Redazione
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