Quesiti a risposta multipla legittimi se univoci, prevale il tenore testuale (TAR Lazio n. 10561 del 08.06.2026)
Principi di diritto (Massima)
È legittimo l’utilizzo di quiz a risposta multipla nelle selezioni pubbliche a condizione che tra le opzioni proposte ve ne sia una sola chiaramente esatta. L’ambiguità del quesito non può essere dedotta dalla mera difformità testuale rispetto alla norma di riferimento, dovendo la scelta essere operata alla luce della disciplina positiva che il candidato è tenuto a conoscere. Il quesito deve essere interpretato secondo logica e ragionevolezza, considerando il contesto concorsuale e le figure professionali da selezionare, senza distogliere l’attenzione verso questioni ultronee rispetto al tenore letterale della domanda. La preparazione dei candidati può legittimamente essere misurata anche sulla capacità di individuare la migliore opzione, scartando soluzioni meno sicure e precise.
Il Fatto
La vicenda trae origine dalla procedura selettiva indetta dall’Agenzia delle Entrate per l’assunzione di 2.700 funzionari giuridico-tributari, da svolgersi mediante un’unica prova scritta con quesiti a risposta multipla, estratti da un data base nazionale. Il candidato, concorrente per la Regione Emilia-Romagna, riportava il punteggio di 20,8, non sufficiente al superamento della soglia di idoneità fissata in 21/30. Il mancato raggiungimento del punteggio derivava, in parte, dalla errata risposta fornita ad un quesito concernente l’impugnazione delle deliberazioni assembleari. Avverso l’esito della prova e gli atti conseguenziali della procedura, il candidato proponeva ricorso dinanzi al TAR Lazio, deducendo l’erronea formulazione del quesito e, quindi, la violazione dei principi di trasparenza, parità di trattamento e ragionevolezza.
La Motivazione della Corte
Il TAR Lazio ha preliminarmente respinto l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dalle Amministrazioni resistenti, rilevando la natura “accentrata” della procedura selettiva. La selezione, infatti, è stata indetta con unico bando per posti su tutto il territorio nazionale, con unica prova scritta e la previsione di una possibile graduatoria unica nazionale. Tale struttura impone l’applicazione dell’art. 13, terzo comma, c.p.a., che radica la competenza inderogabile presso il TAR Lazio per gli atti statali ad efficacia ultrastatuale, idonei a produrre effetti diretti e comuni sull’intero territorio, con rischio di contrasto di giudicati.
Nel merito, il Collegio ha disatteso le censure del ricorrente, richiamando la consolidata giurisprudenza amministrativa (tra le molteplici, Cons. Stato, Sez. III, 04.12.2025, n. 9578 e TAR Lazio, Sez. III, n. 15445 del 2025) che ammette l’uso dei quiz a risposta multipla solo se sussista una unica risposta chiaramente esatta tra le opzioni. Nel caso di specie, il quesito impugnato, ancorato alla disciplina dell’art. 1137 cod. civ., presentava una soluzione univoca e ben perimetrata: l’irrilevanza della difformità letterale dal testo normativo non rende il quesito ambiguo, poiché il candidato deve dimostrare la conoscenza della disciplina positiva e operare la scelta corretta.
La Corte ha inoltre escluso che possa assumere rilievo l’elaborazione dottrinale sulla nullità delle deliberazioni assembleari, ritenuta ultronea rispetto al semplice tenore testuale del quesito. La nullità, infatti, può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse e non da “tutti i condomini”, con la conseguenza che tale opzione non poteva considerarsi corretta. La prova selettiva può legittimamente valutare la capacità del candidato di focalizzare l’attenzione sul senso della domanda e di scegliere la migliore delle opzioni, senza lasciarsi suggestionare da possibili distrattori.
Il ricorso è stato pertanto respinto, con compensazione delle spese di lite in ragione della natura e peculiarità della controversia. L’azione amministrativa è risultata scevra dai vizi di violazione di legge ed eccesso di potere lamentati, non essendo stata denunciata alcuna lesione dei principi di trasparenza e par condicio tra i concorrenti.
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Nota della Redazione
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