Deduzione di sopravvenuta carenza di interesse e improcedibilità del ricorso per idoneità attitudinale (TAR Lazio n. 14403 del 28.08.2026)
Principi di diritto (Massima)
La sopravvenuta carenza di interesse alla definizione del merito del ricorso può essere dichiarata dal candidato che, nel corso del giudizio, abbia superato un concorso pubblico di livello superiore nella medesima amministrazione, conseguendo un risultato satisfattivo dell’interesse sostanziale sotteso alla impugnazione. In tale evenienza il giudice amministrativo è tenuto a dichiarare il ricorso improcedibile, senza necessità di esaminare nel merito le censure proposte avverso il giudizio di non idoneità. La declaratoria di improcedibilità non presuppone l’accertamento della fondatezza delle doglianze, ma solo la verifica dell’esaurimento dell’interesse strumentale alla decisione. Le spese di lite possono essere compensate tra le parti in ragione della sopravvenienza che ha reso la controversia improcedibile.
Il Fatto
Il ricorrente partecipava al concorso pubblico per l’assunzione di mille Allievi Vice Ispettori della Polizia di Stato, indetto con decreto del Capo della Polizia del 16 marzo 2022. La Commissione medica, con provvedimento dell’8 maggio 2023, lo giudicava inidoneo a ricoprire incarichi nella Polizia di Stato per avere riportato, negli accertamenti attitudinali, una media inferiore a 12,00 nei livelli evolutivo, controllo emotivo e socialità.
Il candidato impugnava il giudizio di non idoneità e il bando di concorso, proponendo motivi aggiunti avverso l’avviso di ammissione alla prova scritta. Nel corso del giudizio, il ricorrente superava il concorso per Commissario della Polizia di Stato e depositava, in data 10 luglio 2026, una dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio, chiedendo la declaratoria di improcedibilità e la compensazione delle spese.
La Motivazione della Corte
Il TAR Lazio ha rilevato che la dichiarazione depositata dal ricorrente, con la quale ha comunicato di aver superato il concorso per Commissario della Polizia di Stato, integra una sopravvenienza idonea a determinare il venir meno dell’interesse alla decisione del merito. La circostanza che il candidato abbia conseguito un risultato professionale superiore a quello per cui aveva agito in giudizio rende evidente la carenza di interesse alla definizione della controversia, posto che l’eventuale accoglimento del ricorso non potrebbe produrre alcun effetto concreto e favorevole nella sua sfera giuridica.
Il Collegio ha pertanto dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell’istituto processuale che opera quando, in corso di causa, venga meno il presupposto oggettivo della decisione di merito. Nessuna valutazione è stata espressa in ordine alla fondatezza delle censure, in quanto la declaratoria di improcedibilità prescinde dall’esame del merito della controversia.
Quanto alle spese di lite, il Tribunale ne ha disposto la compensazione, ravvisando la ricorrenza di giusti motivi nella natura sopravvenuta della circostanza che ha determinato l’esito del giudizio. Il Collegio ha infine ordinato l’oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte ricorrente.
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Nota della Redazione
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