La proporzione verbale e la cultura generale nei concorsi pubblici: la corretta risposta ai quiz ambigui (TAR Lazio n. 11106 del 16.06.2026)
Principi di diritto (Massima)
Nei concorsi pubblici, la valutazione della correttezza delle risposte a quesiti a scelta multipla deve basarsi su criteri oggettivi e non sulla soggettiva interpretazione del candidato. In particolare, in una proporzione verbale, il legame logico tra i primi due termini deve essere identico a quello esistente tra i termini della seconda coppia, dovendosi escludere soluzioni che non presentino alcuna relazione di omogeneità. Inoltre, la risposta corretta può essere individuata anche facendo ricorso a nozioni di cultura generale di grande diffusione, non essendo richieste conoscenze di portata specialistica. In materia di reclutamento del personale, i magistrati, quali organi dello Stato apparato, sono menzionati dall’art. 98 Cost. tra i soggetti che possono subire limitazioni all’iscrizione a partiti politici, essendo al servizio esclusivo della Nazione.
Il Fatto
Il ricorrente partecipava al concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di n. 2.600 unità di personale non dirigenziale nell’Area assistenti a supporto della giurisdizione e dei servizi di cancelleria del Ministero della Giustizia (codice 02), indetto con bando del 30 luglio 2025. All’esito della prova scritta, il candidato risultava non idoneo avendo conseguito un punteggio di 19,25/30, inferiore alla soglia di sufficienza di 21/30. Il ricorrente impugnava l’esito, censurando la correttezza di alcuni quesiti del questionario somministratogli e chiedendo la rivalutazione del punteggio con l’attribuzione di un punto aggiuntivo per ciascuna risposta contestata, che gli avrebbe consentito di superare la prova. Con motivi aggiunti impugnava anche il nuovo esito della prova scritta e la graduatoria finale dei vincitori.
La Motivazione della Corte
Il TAR ha disatteso l’eccezione di difetto di legittimazione processuale sollevata dal Ministero della Giustizia, in quanto esso rappresenta l’Amministrazione con cui i vincitori instaureranno i rapporti di lavoro. È stata invece accolta l’eccezione di difetto di legittimazione del controinteressato, il quale ha dato prova della propria estraneità al concorso, essendo privo della qualifica di controinteressato.
Nel merito, la Sezione ha ritenuto corrette le risposte fornite dall’Amministrazione ai quesiti contestati, richiamando precedenti pronunce in forma semplificata. Con riguardo al quesito sulla proporzione verbale “Titanic: X = Italia: Y”, è stato chiarito che una proporzione verbale è un esercizio di logica che stabilisce una relazione analoga tra due coppie di termini, dove il legame tra i primi due deve essere identico a quello dei termini che seguono. La risposta data dal candidato è stata ritenuta invalida in quanto non esiste alcuna relazione di omogeneità tra i termini proposti, mentre la risposta indicata come corretta dall’Amministrazione soddisfa le condizioni di validità, essendo entrambe le coppie concettuali riferite a incidenti che hanno coinvolto mezzi di trasporto.
Quanto al quesito di diritto costituzionale, il Collegio ha richiamato la pronuncia secondo cui la risposta indicata come corretta è da ritenersi indubbiamente valida, sia sul piano sistematico, in quanto l’art. 98 Cost. prevede che i pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione e menziona anche i magistrati, sia perché i magistrati sono organi dello Stato apparato e non dello Stato comunità.
La Corte ha infine rilevato che, anche a seguito dell’attribuzione del punto aggiuntivo per il quesito riconosciuto come corretto dall’Amministrazione in autotutela, il ricorrente non avrebbe comunque raggiunto il punteggio minimo di 21/30 necessario per conseguire l’idoneità, non risultando superata la prova di resistenza. Il ricorso è stato pertanto rigettato, con condanna del ricorrente alla refusione delle spese di giudizio.
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Nota della Redazione
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