Sopravvenuto rilascio della concessione: improcedibilità del ricorso per difetto di interesse (TAR Lazio n. 13728 del 27.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
Nel processo amministrativo, la sopravvenuta emanazione del provvedimento favorevole richiesto dall’interessato determina la cessazione della materia del contendere e il conseguente sopravvenuto difetto di interesse alla decisione del ricorso. In tale evenienza, il giudice è tenuto a dichiarare l’improcedibilità del ricorso, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. La declaratoria consegue alla scelta della parte di non insistere nella domanda, espressione del principio dispositivo che regge il processo amministrativo, senza che rilevi l’esito delle precedenti fasi cautelari.
Il Fatto
La società ricorrente aveva impugnato la determinazione dirigenziale con cui Roma Capitale aveva respinto l’istanza di occupazione di suolo pubblico permanente. L’amministrazione aveva fondato il diniego sulla circostanza che l’area risultava gravata da servitù di pubblico passaggio e che la società già usufruiva di una occupazione temporanea di tipo emergenziale.
All’esito della fase cautelare, il Tribunale aveva ritenuto non sufficienti le argomentazioni della ricorrente. Nelle more del giudizio di merito, tuttavia, l’amministrazione rilasciava i provvedimenti di concessione richiesti, determinando un mutamento sostanziale della situazione giuridica dedotta in giudizio.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ha dato atto che, all’udienza di smaltimento, la difesa della società aveva riferito l’avvenuto rilascio delle concessioni di suolo pubblico per cui era causa, dichiarando l’intervenuta cessazione della materia del contendere e insistendo unicamente per la compensazione delle spese di lite.
Il Tribunale ha richiamato il principio per cui la scelta di chiedere o proseguire la tutela giurisdizionale di una situazione giuridica sostanziale è rimessa alla valutazione della parte. Tale principio dispositivo non riguarda solo la proposizione del ricorso ma anche l’interesse a coltivarlo nel corso del processo.
Il sopravvenuto rilascio del provvedimento favorevole ha integrato un’ipotesi di difetto di interesse sopravvenuto, in quanto la pronuncia richiesta non sarebbe stata in grado di apportare alcuna utilità concreta alla ricorrente, ormai soddisfatta dall’attività provvedimentale dell’amministrazione.
In applicazione dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., il giudice ha dichiarato il ricorso improcedibile, ravvisando nella peculiarità della vicenda i giusti motivi per compensare integralmente le spese di lite tra le parti.
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Nota della Redazione
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