Revoca del nulla osta al lavoro: la morte dell’amministratore non estingue il mandato se l’impresa continua (TAR Campania n. 1383 del 22.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
Il mandato conferito dal legale rappresentante di una società per il compimento di atti relativi all’esercizio dell’impresa, quale la presentazione di un’istanza per il rilascio del nulla osta al lavoro subordinato, non si estingue per la morte del mandante qualora l’esercizio dell’impresa sia continuato, ai sensi dell’art. 1722, n. 4, c.c., salvo il diritto di recesso delle parti o degli eredi. In ogni caso, gli atti compiuti dal mandatario prima di conoscere l’estinzione del mandato sono validi nei confronti del mandante o dei suoi eredi, ex art. 1729 c.c. Ne consegue l’illegittimità della revoca del nulla osta fondata sulla sola sopravvenuta morte dell’amministratore della società datrice di lavoro. Il giudice amministrativo, per il divieto di cui all’art. 34, comma 2, c.p.a., non può pronunciarsi su un potere amministrativo non ancora esercitato, come il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione, in assenza di una preventiva istanza all’amministrazione.
Il Fatto
L’amministrazione aveva rilasciato un nulla osta al lavoro subordinato in favore del ricorrente, a seguito di istanza presentata da un soggetto delegato dal legale rappresentante della società datrice di lavoro, a sua volta subdelegato da altro delegato. Con successivo provvedimento, l’amministrazione revocava il nulla osta, rilevando che il datore di lavoro era deceduto prima della presentazione dell’istanza e che l’invio della domanda era stato posto in essere da un terzo il cui mandato si era estinto ipso iure per effetto del decesso del mandante.
Il ricorrente impugnava la revoca, deducendo la violazione dell’art. 2475-bis c.c. e degli artt. 1722 e 1729 c.c., e chiedeva l’annullamento del provvedimento e l’ordine all’amministrazione di rilasciare un permesso di soggiorno per attesa occupazione, avendo nel frattempo trovato una nuova occupazione.
La Motivazione della Corte
Il TAR Campania, sezione staccata di Salerno, ha accolto in parte il ricorso. I giudici hanno osservato che, sebbene la morte del mandante sia causa di estinzione del mandato ai sensi dell’art. 1722, n. 1, c.c., il successivo n. 4 della medesima disposizione prevede un’importante eccezione: il mandato avente ad oggetto atti relativi all’esercizio di un’impresa non si estingue se l’esercizio dell’impresa è continuato, salvo il diritto di recesso delle parti o degli eredi.
Nel caso di specie, la delega conferita dal legale rappresentante della società per la presentazione delle domande di flussi stagionali era manifestamente finalizzata al compimento di un atto strumentale all’assunzione di un lavoratore, quindi relativo all’esercizio dell’impresa. La morte del legale rappresentante, sopravvenuta alla delega, non aveva quindi estinto il mandato, in mancanza di recesso da parte del nuovo legale rappresentante della società.
La Corte ha inoltre evidenziato che, anche a voler ritenere non applicabile l’eccezione di cui al n. 4 dell’art. 1722 c.c., l’amministrazione non aveva comprovato che la morte del mandante fosse stata conosciuta dal delegato prima della presentazione dell’istanza. Ai sensi dell’art. 1729 c.c., gli atti compiuti dal mandatario prima di conoscere l’estinzione del mandato sono comunque validi. La revoca del nulla osta è stata pertanto ritenuta illegittima e annullata.
Quanto alla domanda di rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione, la Corte l’ha dichiarata non accoglibile, richiamando il divieto di cui all’art. 34, comma 2, c.p.a., che impedisce al giudice amministrativo di pronunciarsi su poteri non ancora esercitati. Il ricorrente non aveva presentato alcuna istanza all’amministrazione per il rilascio del permesso, né questa si era pronunciata sul punto con il provvedimento impugnato, limitato alla sola revoca del nulla osta. Spetterà quindi al ricorrente presentare la relativa istanza e all’amministrazione pronunciarsi.
Potrebbero interessarti anche
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.