Gara pubblica: le carenze minime dell’offerta si valutano con il principio del risultato (TAR Sardegna n. 206 del 04.02.2026)
Principi di diritto (Massima)
In materia di contratti pubblici, la valutazione dell’offerta tecnica e delle sue eventuali difformità rispetto ai requisiti minimi della lex specialis deve essere operata dal giudice amministrativo in applicazione del principio del risultato e dell’affidamento dei concorrenti, attribuendo prevalenza alla complessiva attendibilità dell’offerta e agli impegni formali assunti dall’operatore di conformarsi agli standard richiesti, piuttosto che a singole indicazioni descrittive. Le carenze denunciate dall’offerente soccombente devono essere specifiche e non meramente marginali: la mera genericità della censura ne determina l’inammissibilità, mentre un errore materiale ictu oculi evidente e correggibile non legittima l’esclusione. Il giudizio di anomalia dell’offerta, infine, non può essere contestato con riferimento a singole voci di costo, essendo onere del ricorrente dimostrare la complessiva e sostanziale inattendibilità dell’offerta economica dell’aggiudicataria.
Il Fatto
La Città Metropolitana di Sassari, in qualità di Stazione Appaltante Qualificata, aveva indetto una procedura aperta per l’affidamento dei servizi di igiene urbana e servizi complementari del Comune di Arzachena, per la durata di sette anni. All’esito della gara, risultava aggiudicataria la società controinteressata, mentre la società ricorrente si classificava al secondo posto. Quest’ultima aveva impugnato l’aggiudicazione, deducendo che l’offerta tecnica dell’aggiudicataria sarebbe stata, sotto diversi profili, non rispettosa dei requisiti minimi della lex specialis e che alcuni punteggi sarebbero stati illegittimamente attribuiti. La controinteressata aveva a sua volta proposto ricorso incidentale, sostenendo che la ricorrente avrebbe dovuto essere esclusa.
La Motivazione della Corte
Il TAR ha respinto il ricorso principale, ritenendo infondate le censure relative alla presunta violazione dei requisiti minimi. Con riferimento alla contestazione sulla dotazione minima di spazzatrici, il Collegio ha chiarito che la tabella dei mezzi equivalenti indicata nell’offerta esprime un rapporto matematico tra ore di servizio e ore assicurate da ciascuna macchina, senza alludere al numero fisico di mezzi; tale impegno, peraltro, risultava coperto dalla clausola di chiusura con cui la controinteressata dichiarava di accettare e rispettare integralmente le indicazioni della documentazione di gara, compreso l’utilizzo di tre spazzatrici.
In ordine alla contestazione relativa al servizio di raccolta rifiuti abbandonati, la Corte ha precisato che l’omessa indicazione di alcuni mezzi nel riepilogo finale non integra una violazione, trattandosi di un prospetto meramente sintetico che rinviava alla più analitica descrizione contenuta nel piano operativo. Analogamente, per il servizio presso il Porto di Cannigione, il numero di interventi indicato in 17 per l’alta stagione è stato qualificato come errore materiale, evidente e correggibile, giacché la stessa offerta indicava 121 interventi per il periodo spalla, con estensione delle condizioni dell’alta stagione, e 121 interventi anche per la raccolta dell’organico.
Quanto alla mancata previsione di contenitori per oli esausti e alle altre presunte omissioni, il TAR ha valorizzato la loro natura marginale nell’ambito di un appalto di oltre 47 milioni di euro, ritenendole coperte dalla clausola di accettazione integrale della lex specialis. Ha altresì dichiarato inammissibili per genericità le censure volte a contestare la complessiva attendibilità dell’offerta e ha escluso che le giustificazioni rese in sede di verifica dell’anomalia potessero essere sindacate con riferimento a singole voci di costo. In ragione della reiezione del ricorso principale, il ricorso incidentale è stato dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
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Nota della Redazione
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