Il termine per impugnare il titolo edilizio decorre dall’inizio dei lavori (TAR Sardegna n. 631 del 01.04.2026)
Principi di diritto (Massima)
In materia edilizia, il termine perentorio di sessanta giorni per l’impugnazione del titolo abilitativo, ai sensi dell’art. 41, comma 2, c.p.a., decorre dalla piena conoscenza del provvedimento e della sua lesività, che si manifesta con l’inizio dei lavori. La percezione materiale del cantiere e dell’attività edificatoria rende evidente l’attitudine lesiva dell’atto, a nulla rilevando la successiva istanza di accesso agli atti o gli atti interni al soggetto ricorrente.
Il Fatto
Il Condominio ricorrente impugnava la determinazione motivata di conclusione della conferenza di servizi del 14 luglio 2021, con cui era stata autorizzata la società controinteressata a realizzare strutture coperte in legno da adibire a parcheggio di autovetture in un’area privata confinante con il Condominio. Quest’ultimo deduceva l’illegittimità del titolo, contestando la titolarità dell’area in capo alla società e la permanenza di un vincolo a parcheggio pubblico. Il Comune e la società controinteressata eccepivano preliminarmente l’irricevibilità del ricorso per tardività, sostenendo che il Condominio avesse avuto piena conoscenza del provvedimento già con l’inizio dei lavori e l’affissione del cartello di cantiere.
La Motivazione della Corte
Il Tribunale ha accolto l’eccezione preliminare, ritenendo il ricorso irricevibile per tardività. Il dies a quo del termine di impugnazione decorre, secondo il Collegio, non già dalla conoscenza integrale del provvedimento, ma dalla percezione dell’esistenza dell’atto e degli aspetti che ne rendono evidente la lesività per la sfera giuridica del potenziale ricorrente, ai sensi dell’art. 41, comma 2, c.p.a.
In materia edilizia, tale momento coincide con l’inizio dei lavori, in quanto l’intervento si manifesta nella sua concreta attitudine lesiva. Il Collegio ha richiamato il principio consolidato per cui, quando si controverte sull’an dell’edificazione, il termine per impugnare il titolo decorre dall’avvio del cantiere, che rende palese la volontà di realizzare l’opera sul fondo.
Nel caso di specie, dagli atti emergeva che la società controinteressata aveva comunicato l’inizio dei lavori a mezzo PEC in data 8 novembre 2021 e che dal 9 novembre 2021 erano effettivamente iniziate le operazioni di recinzione del cantiere e affissione del cartello con gli estremi del titolo. La prova della percepita lesività era data dalla contestazione del legale del Condominio del 16 novembre 2021 circa l’avvio di scavi per la realizzazione di plinti sul sedime stradale del parcheggio condominiale.
La successiva istanza di accesso agli atti e gli atti assembleari interni al Condominio non potevano posticipare la decorrenza del termine, trattandosi di iniziative successive rispetto alla già avvenuta conoscenza dei lavori e del provvedimento. Il ricorso, notificato il 25 gennaio 2022, risultava quindi proposto ben oltre il termine di sessanta giorni decorrente dal 9 novembre 2021, con conseguente declaratoria di irricevibilità.
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Nota della Redazione
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