Improcedibilità per mancata impugnazione del verbale UVMD e del PAI (TAR Lazio n. 13370 del 22.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
Il verbale dell’Unità di valutazione multidimensionale distrettuale della ASL, in quanto atto presupposto rispetto al Piano assistenziale individualizzato (PAI), è immediatamente lesivo e quindi immediatamente impugnabile. Il PAI è redatto sulla base di tale verbale, che accerta lo stato di salute e detta all’Amministrazione indicazioni vincolanti per la redazione del piano. Ne consegue che il ricorrente che non abbia impugnato né il verbale né il successivo PAI non trae alcun vantaggio dall’annullamento del diniego di prestazione assistenziale, perché l’Amministrazione, in sede di riesercizio del potere, rimane comunque vincolata alle statuizioni in essi contenute. Il ricorso è pertanto improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
Il Fatto
Il ricorrente, che aveva goduto sino a quel momento dell’assistenza domiciliare indiretta, impugnava il provvedimento con cui il Comune gli aveva negato tale prestazione, comunicato via e-mail l’11 dicembre 2023, invitandolo a presentare domanda di assistenza domiciliare diretta nei confronti del Consorzio intercomunale. Il ricorso era proposto dinanzi al TAR Lazio nei confronti del Comune, del Consorzio e della Regione Lazio. Si costituivano in giudizio il Consorzio e la Regione Lazio, mentre il Comune restava intimato senza costituirsi.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ha esaminato in via preliminare l’eccezione di improcedibilità sollevata dal Consorzio per sopravvenuta carenza di interesse, fondata sulla mancata impugnazione del verbale dell’Unità di valutazione multidimensionale distrettuale della ASL e del conseguente Piano assistenziale individualizzato del 17.10.2024, con cui erano state rivalutate le esigenze assistenziali del ricorrente.
La sentenza richiama il principio, già affermato da TAR Firenze n. 109/2022, secondo cui il piano di assistenza individualizzato è redatto sulla base del verbale dell’Unità di valutazione multidimensionale distrettuale della ASL che, accertato lo stato di salute e valutate le esigenze assistenziali, fornisce all’Amministrazione indicazioni vincolanti ai fini della redazione del PAI.
Da tale presupposto discende che il verbale dell’UVMD, in quanto atto presupposto rispetto al PAI, è immediatamente lesivo e quindi immediatamente impugnabile. Il ricorrente, avendo impugnato esclusivamente il diniego di assistenza senza censurare né il verbale né il successivo PAI, non potrebbe trarre alcun vantaggio concreto dall’annullamento del provvedimento impugnato: l’Amministrazione, in sede di riesercizio del potere, resterebbe comunque vincolata alle statuizioni contenute negli atti non impugnati.
Il Collegio ha quindi dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, compensando integralmente tra le parti le spese di lite in ragione della complessità della vicenda.
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Nota della Redazione
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