Processo troppo lungo: come ottenere l’indennizzo dallo Stato (legge Pinto) e cosa fare se non paga
La causa civile andata avanti per più di dieci anni tra primo grado, appello e Cassazione, il fallimento del datore di lavoro che non si chiude mai, il processo penale finito in prescrizione dopo che ti eri costituito parte civile, il ricorso al TAR rimasto fermo per anni, il decreto della Corte d’appello che il Ministero non paga, il familiare morto mentre la causa era ancora in corso. Qui trovi le risposte alle domande di chi ha subito un processo troppo lungo, ognuna fondata sulle decisioni commentate su questo sito.
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Sette blocchi di domande e una sezione su cosa fare subito. Ogni risposta cita le decisioni da cui deriva, tutte commentate su studiolegalescarlino.com.
Quando il processo è troppo lungo e come si calcola il ritardo
Si guarda all’intera vicenda processuale: alcuni periodi non si contano, altri pesano sullo Stato.
La mia causa è andata avanti per più di dieci anni tra primo grado, appello e Cassazione: ho diritto a un indennizzo? Come si calcola il ritardo?
Il ritardo si valuta in modo unitario, con riferimento all’intera vicenda processuale, e il termine si considera comunque rispettato se il giudizio è definito in modo irrevocabile entro sei anni; l’indennizzo non può essere ridotto artificiosamente frazionando la liquidazione per gradi (Cass. 13760/2026). Il limite dei sei anni è una norma di chiusura che impone una valutazione complessiva dei tre gradi, senza che rilevi la durata dei singoli gradi (Cass. 22399/2025).
Sul resto le decisioni del sito divergono. Per Cass. 8581/2025 i termini di durata ragionevole dell’art. 2, comma 2-bis, sono parametri orientativi, da cui il giudice può discostarsi quando il caso presenta circostanze che giustificano una durata superiore; per Cass. 18126/2026 sono termini inderogabili, sottratti alla discrezionalità del giudice. E mentre per Cass. 13760/2026 la valutazione non va frazionata per gradi, per Cass. 11777/2024 si può avere riguardo al solo grado interessato dal ritardo.
Il giudice ha rinviato molte udienze, anche per l’astensione degli avvocati: quei mesi contano nel ritardo?
Dipende dalla causa del rinvio. Il giudice dell’equa riparazione deve distinguere, sulla base degli atti, i tempi addebitabili alle parti da quelli imputabili allo Stato, e non può addebitare automaticamente alle parti l’intero tempo dei rinvii (Cass. 21327/2025). I rinvii chiesti dalle parti e non funzionali al contraddittorio si detraggono, ma quelli disposti per ragioni organizzative dell’ufficio non sono detraibili in automatico; non si conta il tempo per la formazione del giudicato sulla sentenza d’appello (Cass. 10918/2024). Non si conta nemmeno il periodo in cui il giudizio è rimasto sospeso, per pregiudizialità o per altra causa, salva la domanda autonoma riferita al giudizio pregiudicante (Cass. 1611/2025).
Sui rinvii per astensione dei difensori le decisioni del sito divergono: per Cass. 6837/2026 vanno sottratti dalla durata, come quelli per legittimo impedimento, perché dovuti a fattori estranei all’organizzazione giudiziaria; per Cass. 16111/2026, nel processo penale, solo i sessanta giorni previsti dall’art. 159 c.p. non sono imputabili allo Stato, e il rinvio che li eccede si computa nella durata irragionevole.
La causa è passata da un giudice all’altro per incompetenza o per difetto di giurisdizione: il tempo perso si conta?
Se il primo giudice si è dichiarato incompetente, la durata ragionevole si determina tenendo conto anche della fase necessaria alla pronuncia di incompetenza, sottraendo il tempo non strettamente necessario alla riassunzione; il giudice non può imputare alla parte l’intero periodo e deve verificare se vi siano state disfunzioni dell’apparato giudiziario (Cass. 13761/2026).
Con il difetto di giurisdizione è diverso: la declaratoria e la riassunzione non danno luogo a un processo unitario ai fini della legge Pinto, perché i due giudizi sono autonomi e hanno legittimati passivi diversi, il Ministero della giustizia per il processo ordinario e il Ministero dell’economia e delle finanze per quello amministrativo (Cass. 6826/2026). Nei giudizi introdotti con ricorso, come quelli di lavoro e previdenziali, il computo parte dal deposito del ricorso e non dalla notifica (Cass. 14598/2024).
Causa durata troppo a lungo?
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Quanto spetta: importo per anno, tetto e riduzioni
L’indennizzo si calcola per ogni anno di ritardo, ma non può superare il valore della causa.
Quanto si prende per ogni anno di ritardo? Il giudice può darmi meno di 400 euro?
L’indennizzo si calcola moltiplicando gli anni di ritardo per un importo annuo compreso tra un minimo di 400 euro e un massimo di 800 euro (Cass. 13758/2026); la scelta del moltiplicatore tra minimo e massimo è rimessa al prudente apprezzamento del giudice (Cass. 20976/2025).
Se si possa scendere sotto i 400 euro è il punto più conteso, e le decisioni del sito divergono. Per Cass. 13757/2026 e 13758/2026 il giudice può discostarsi dai limiti solo nei casi previsti dai commi 1-bis e 1-ter dell’art. 2-bis, e la complessità del processo non giustifica la riduzione sotto il minimo. Per Cass. 18812/2025 il minimo va rispettato solo “di regola” e il giudice può discostarsene, purché lo scostamento sia ragionevole e motivato sulle particolarità del caso; nello stesso senso Cass. 12073/2026. Per Cass. 10673/2026 e 10680/2026 si scende sotto la soglia solo se la pretesa del processo presupposto ha carattere bagatellare o irrisorio, valutato anche sulle condizioni della parte.
- Moltiplicatore tra 400 e 800 euro (Cass. 13758/2026)
- Il giudice sceglie il moltiplicatore (Cass. 20976/2025)
- Minimo non riducibile per complessità (Cass. 13757/2026)
- Minimo da rispettare solo di regola (Cass. 18812/2025)
- Sotto il minimo con adeguata motivazione (Cass. 12073/2026)
- Sotto il minimo solo se la pretesa è bagatellare (Cass. 10673/2026)
- La complessità da sola non basta (Cass. 10680/2026)
La mia causa valeva poco: l’indennizzo può superare quello che c’era in gioco? E posso chiedere anche altri danni?
No, c’è un tetto. L’indennizzo complessivo, non quello annuo, non può superare il valore della causa o, se inferiore, il valore del diritto accertato dal giudice del processo presupposto, qualunque sia stata la posizione della parte in quel processo (Cass. 20867/2026). È un limite invalicabile, che vale anche per chi ha perso o ha vinto solo in parte, e la complessità della causa non permette di superarlo (Cass. 14164/2026).
Il danno patrimoniale si ottiene solo provando che è conseguenza diretta e immediata del ritardo; non vi rientrano le somme che erano oggetto del processo presupposto (Cass. 1266/2024). Non è indennizzabile la perdita dovuta all’insolvenza o al fallimento del debitore sopravvenuti durante la causa, che riducono il ritardo a mera occasione (Cass. 14811/2025). Il danno non patrimoniale liquidato con i parametri di legge è onnicomprensivo: non spettano voci autonome di danno morale (Cass. 12917/2026). Gli interessi legali decorrono dalla domanda (Cass. 21327/2025); la rivalutazione non spetta senza la prova di un maggior danno, perché l’indennizzo è un debito di valuta (TAR Puglia 112/2024).
- Tetto: valore della causa o del diritto accertato (Cass. 20867/2026)
- Tetto invalicabile anche per chi perde (Cass. 14164/2026)
- Danno patrimoniale solo se causato dal ritardo (Cass. 1266/2024)
- Insolvenza del debitore: nessun indennizzo (Cass. 14811/2025)
- Danno non patrimoniale onnicomprensivo (Cass. 12917/2026)
- Debito di valuta, niente rivalutazione automatica (TAR Puglia 112/2024)
Nella stessa causa eravamo in tanti: l’indennizzo si riduce?
Può ridursi. L’art. 2-bis, comma 1-bis, consente di diminuire l’indennità fino al 20% quando le parti sono più di dieci e fino al 40% quando sono più di cinquanta; la riduzione vale per l’intero giudizio se il cumulo è originario, oppure per le fasi successive alla riunione dei procedimenti (Cass. 13232/2026). Contano i soggetti che hanno partecipato al giudizio presupposto, senza distinguere tra originari e sostituti (Cass. 8581/2025).
La riduzione non si applica ai fallimenti e alle altre procedure concorsuali, dove la presenza di molti creditori è fisiologica e ordinaria (Cass. 12238/2025, 17354/2024).
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Quando l’indennizzo non spetta: causa persa, abuso, presunzioni, rimedi preventivi
Perdere la causa non basta a escluderlo; contano la consapevolezza del torto, le presunzioni di legge e ciò che hai fatto mentre il processo era in corso.
Ho perso la causa: posso chiedere lo stesso l’indennizzo per la sua durata?
Sì. Il diritto all’indennizzo spetta indipendentemente dall’esito del giudizio presupposto (Cass. 14805/2025); l’infondatezza della domanda, di per sé, non lo esclude (Cass. 4621/2024), e ne ha diritto anche la parte la cui pretesa è stata respinta per difetto di legittimazione (Cass. 4599/2024).
Lo perde chi ha agito o resistito consapevole dell’infondatezza, originaria o sopravvenuta, delle proprie domande o difese. Non serve la mala fede: basta la mancanza della minima diligenza che avrebbe fatto capire subito l’assoluta infondatezza, desumibile anche dal contrasto con una giurisprudenza consolidata (Cass. 10909/2024). Sulla consapevolezza maturata a processo già in ritardo le decisioni del sito divergono: per Cass. 10909/2024 la consapevolezza maturata dopo il superamento della durata ragionevole esclude il patema d’animo per il periodo successivo; per Cass. 4599/2024 e 86/2024 l’esclusione richiede che sia maturata prima di quel superamento.
Il Ministero dice che sapevo di avere torto perché ho perso per decadenza, o perché ho ottenuto meno di quanto chiedevo: può negarmi l’indennizzo?
Non per questo solo motivo. La consapevolezza dell’infondatezza non si desume dal solo rigetto per decadenza, e il rigetto fondato su un orientamento non univoco, in presenza di decisioni di segno contrario antecedenti e coeve, impedisce di qualificare la lite come temeraria (Cass. 2110/2025). La parziale fondatezza della pretesa esclude la consapevolezza dell’infondatezza originaria: ottenere meno di quanto chiesto riguarda il quantum, non l’esistenza del diritto (Cass. 12239/2025). Il giudice deve spiegare con motivazione effettiva perché ritiene la parte consapevole, e non può desumere la temerarietà da un atto di parte senza spiegare gli elementi che la sorreggono (Cass. 4621/2024).
Diverso il caso della condanna per lite temeraria (art. 96 c.p.c.) nel processo presupposto: integra l’abuso del processo ed esclude l’indennizzo senza che il giudice possa valutare le peculiarità del caso (Cass. 2637/2024). Per Cass. 14131/2026 la consapevolezza dell’infondatezza esclude l’indennizzo anche quando quella condanna manca.
Non mi ero costituito nel processo, oppure la causa si è estinta perché nessuno è andato in udienza: perdo l’indennizzo?
Non necessariamente. In questi casi la legge presume che il ritardo non abbia causato danno, ma ammette la prova contraria; le presunzioni dell’art. 2, comma 2-sexies, si applicano solo ai giudizi di equa riparazione introdotti dopo il 1° gennaio 2016 (Cass. 3770/2024). La contumacia non esclude il diritto: sposta l’onere della prova, e il patema d’animo legato alla conoscenza del processo e all’interesse alla sua rapida conclusione si può dimostrare con ogni mezzo, anche con testimoni (Cass. 10920/2024).
L’estinzione del processo presupposto per mancata comparizione delle parti fa scattare la presunzione (Cass. 11443/2025), che si supera quando l’inattività non esprime disinteresse ma dipende dalla gestione del processo, come ripetuti rinvii d’ufficio, differimenti per esigenze di ruolo o per integrare il contraddittorio (Cass. 6832/2026). Se invece il ritardo nasce da un errore processuale della stessa parte e il giudizio è dichiarato improcedibile in via definitiva, l’indennizzo è precluso (Cass. 8521/2025).
La mia causa riguardava poche centinaia di euro, per esempio una multa: ho diritto lo stesso all’indennizzo?
La legge presume, salvo prova contraria, che manchi il danno quando la pretesa o il valore della causa sono irrisori, da valutare anche in relazione alle condizioni personali della parte (Cass. 18353/2024). Dove stia la soglia è controverso. Per Cass. 18322/2024 l’indennizzo è escluso solo per pretese inferiori a 500 euro, contando anche l’eventuale sanzione accessoria, e oltre quella soglia il giudice non può usare la presunzione per ridurre il ristoro; anche per Cass. 31809/2025 sopra i 500 euro la domanda non può essere respinta per irrisorietà oggettiva. Per Cass. 5688/2026, invece, i 500 euro sono un’indicazione tendenziale, non un riferimento fisso.
Anche sul peso delle condizioni personali le decisioni divergono: per Cass. 4815/2024 l’irrisorietà può fondarsi anche sul solo importo in discussione, agganciato alla sanzione contestata, e il rischio di riscossione coattiva o di pignoramento dello stipendio non esclude di per sé la presunzione; per Cass. 16954/2026 la verifica non può limitarsi all’entità oggettiva della pretesa e deve considerare insieme le condizioni personali della parte. Per Cass. 13907/2026 le condizioni personali servono a riconoscere il ristoro anche per pretese oggettivamente modeste, quando assumono rilevanza significativa per le condizioni economiche disagiate del richiedente. Per Cass. 18353/2024 il carattere bagatellare serve, in via tendenziale, a scendere sotto la soglia minima, non a escludere del tutto l’indennizzo.
- Pretesa bagatellare: si riduce, non si esclude (Cass. 18353/2024)
- Escluso solo sotto i 500 euro (Cass. 18322/2024)
- Sopra i 500 euro la domanda non si respinge (Cass. 31809/2025)
- Soglia di 500 euro solo tendenziale (Cass. 5688/2026)
- Basta l’importo della sanzione (Cass. 4815/2024)
- Condizioni disagiate: ristoro anche per pretese modeste (Cass. 13907/2026)
- Valore e condizioni concorrono (Cass. 16954/2026)
La mia causa civile è ancora in corso e va avanti da anni: devo fare qualcosa adesso per non perdere l’indennizzo?
Sì. Nei processi civili la legge prevede i rimedi preventivi, come l’istanza di decisione a seguito di trattazione orale (art. 281-sexies c.p.c.) o la richiesta di passaggio al rito semplificato, da formulare entro l’udienza di trattazione, da proporre almeno sei mesi prima della scadenza della durata ragionevole: se mancano, la domanda di indennizzo è inammissibile (Cass. 13238/2026, 7122/2025). L’onere grava sulla parte per legge, a prescindere da una prognosi sull’esito dell’istanza (Cass. 7122/2025), e il termine non si legge in modo elastico: conta anche una violazione modesta (Cass. 11775/2024).
L’onere non vale per le cause con il rito del lavoro (Cass. 2504/2024), né per i processi che al 31 ottobre 2016 avevano già superato la durata ragionevole (Cass. 422/2024). La mancata istanza di accelerazione prevista dal comma 6 dell’art. 1-ter, anche nel giudizio di Cassazione, non può rendere inammissibile la domanda, ma può rilevare sull’importo (Cass. 5686/2026). Se il rimedio non è stato proposto da chi ti assisteva, vedi anche la guida sugli errori dell’avvocato.
- Istanza ex art. 281-sexies come condizione (Cass. 13238/2026)
- Passaggio al rito semplificato da chiedere (Cass. 7122/2025)
- Termine non elastico (Cass. 11775/2024)
- Rito del lavoro escluso dall’onere (Cass. 2504/2024)
- Processi già in ritardo a fine ottobre 2016 (Cass. 422/2024)
- Istanza di accelerazione: rileva solo sull’importo (Cass. 5686/2026)
Il Ministero dice che non ti spetta nulla?
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Come si chiede: termini, ricorso, decreto e opposizione
I termini sono brevi e il procedimento ha due fasi: il decreto del giudice designato e l’eventuale opposizione davanti al collegio.
La causa è finita con una sentenza che nessuno ha impugnato: entro quando devo chiedere l’indennizzo?
Entro sei mesi da quando la decisione che chiude il processo è diventata definitiva: non dalla pubblicazione, ma dalla scadenza del termine per impugnarla, compreso quello per il ricorso in Cassazione quando è esperibile (Cass. 14620/2024). Il termine è soggetto alla sospensione feriale (Cass. 11777/2024).
Alcuni casi particolari. La proposizione della revocazione ordinaria (art. 395, nn. 4 e 5, c.p.c.) sposta in avanti il termine, perché la sentenza ancora soggetta a quel ricorso non è passata in giudicato; non così la revocazione straordinaria (Cass. 7456/2024); la correzione di un errore materiale invece non lo riapre (Cass. 707/2025). Se la causa si è chiusa con una conciliazione giudiziale e l’ordinanza di estinzione, il termine decorre da quell’ordinanza (Cass. 423/2024). Le sentenze del Consiglio di Stato diventano definitive con la scadenza del termine per il ricorso in Cassazione per motivi di giurisdizione (Cass. 16250/2026). Per fallimenti e giudizi di ottemperanza vedi le sezioni successive; sui mezzi di impugnazione vedi la guida su appello, Cassazione e revocazione.
- Sei mesi dalla definitività (Cass. 14620/2024)
- La revocazione ordinaria sposta il termine (Cass. 7456/2024)
- La correzione dell’errore materiale non lo riapre (Cass. 707/2025)
- Conciliazione: si conta dall’ordinanza di estinzione (Cass. 423/2024)
- Consiglio di Stato: definitività e ricorso in Cassazione (Cass. 16250/2026)
Serve un avvocato per chiedere l’indennizzo? E quali documenti vanno allegati?
Dopo la riforma del 2012 non serve più la procura speciale (Cass. 552/2025, 18305/2024). Se la parte possa anche firmare il ricorso da sola, le decisioni del sito divergono: per Cass. 11385/2024 il ricorso sottoscritto personalmente dal ricorrente è ammissibile; per Cass. 18305/2024 resta necessaria la difesa tecnica dell’art. 82 c.p.c.
Con il ricorso si depositano le copie autentiche degli atti e dei verbali del processo presupposto, ma non è una condizione di ammissibilità: riguarda la prova, e nella fase di opposizione i documenti si possono produrre per la prima volta (Cass. 4925/2026, 18814/2025). Le copie dei verbali cartacei vanno attestate dal cancelliere, non dall’avvocato (Cass. 20010/2026).
- Basta la procura ordinaria (Cass. 552/2025)
- Ricorso firmato dalla parte ammissibile (Cass. 11385/2024)
- Resta la difesa tecnica (Cass. 18305/2024)
- Copie autentiche: questione di prova (Cass. 4925/2026)
- Documenti producibili in opposizione (Cass. 18814/2025)
- Verbali cartacei: attesta il cancelliere (Cass. 20010/2026)
La Corte d’appello mi ha riconosciuto meno di quanto chiedevo: conviene fare opposizione o notificare il decreto?
Il decreto di accoglimento va notificato entro trenta giorni dal deposito: se non lo è, o lo è in ritardo, perde efficacia e la domanda diventa improponibile (Cass. 12912/2026). Una notifica nulla, ad esempio fatta direttamente al Ministero invece che all’Avvocatura dello Stato, è però sanabile e non travolge il decreto (Cass. 7602/2025). Notificare il decreto e opporsi si escludono a vicenda: se il decreto che ha accolto la domanda solo in parte viene notificato prima dell’opposizione, l’opposizione diventa improponibile (Cass. 20633/2024).
L’opposizione (art. 5-ter) non è un appello ma la fase a contraddittorio pieno dello stesso procedimento. Sull’ampiezza del riesame le decisioni del sito divergono: per Cass. 12917/2026 il collegio può riesaminare integralmente la domanda, senza vincolo alla motivazione del decreto e senza giudicato interno, e per Cass. 13232/2026 non vale il divieto di reformatio in peius; per Cass. 10504/2025 il decreto si consolida nei capi non opposti, e il collegio non può ridurre d’ufficio quanto riconosciuto quando il Ministero non si è opposto né ha contestato.
- Decreto non notificato in trenta giorni: inefficace (Cass. 12912/2026)
- Notifica nulla ma sanabile (Cass. 7602/2025)
- Chi notifica non può più opporsi (Cass. 20633/2024)
- Opposizione: riesame pieno della domanda (Cass. 12917/2026)
- Capi non opposti intangibili (Cass. 10504/2025)
- Nessun divieto di reformatio in peius (Cass. 13232/2026)
La causa, o il fallimento, non è ancora finita: posso chiedere già adesso l’indennizzo per il ritardo accumulato?
Sì. La domanda si può proporre anche mentre il processo presupposto è in corso, possibilità introdotta da una sentenza additiva della Corte costituzionale; ma se poi il processo si estingue per inattività delle parti opera la presunzione di insussistenza del danno e tocca al ricorrente provare il pregiudizio (Cass. 4819/2026). Chi ha già ottenuto un indennizzo durante il processo può, alla fine, chiederne un altro per l’ulteriore ritardo maturato dopo il primo decreto: non è un frazionamento abusivo del credito (Cass. 20631/2024).
Sull’estensione della domanda al ritardo che matura nel frattempo le decisioni divergono: per Cass. 18315/2024 la domanda non si può modificare in corso di causa e il periodo ulteriore va chiesto in un giudizio distinto; per Cass. 10683/2026 estendere la domanda, nell’opposizione, al periodo successivo alla fase monitoria non è domanda nuova, perché si tratta della stessa violazione che si protrae.
Causa finita da poco o decreto in mano?
Inviami la sentenza con le date di deposito e di notifica, o il decreto della Corte d’appello: in 48 ore sai se sei nei termini e se conviene notificare o opporti. La valutazione è gratuita.
Il Ministero non paga: ottemperanza, sospensione e nuovo indennizzo
Il decreto definitivo si esegue davanti al TAR, ma per i crediti Pinto è in vigore una sospensione temporanea.
Ho il decreto Pinto definitivo ma il Ministero non mi ha pagato: cosa posso fare?
Il decreto della Corte d’appello non opposto ha natura decisoria e valore di giudicato e si esegue con il giudizio di ottemperanza davanti al TAR (TAR Puglia 110/2025). Per agire servono la dichiarazione dell’art. 5-sexies, che attesta la mancata riscossione, e il decorso di sei mesi dalla sua trasmissione (TAR Puglia 112/2024). Nella decisione citata il TAR ha ordinato di pagare entro novanta giorni e, per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato un commissario ad acta (TAR Puglia 103/2025); può condannare anche alla penalità di mora, che si aggiunge agli interessi (TAR Calabria 107/2025).
Sulla necessità di notificare prima il decreto come titolo esecutivo e di attendere il termine dilatorio dell’art. 14 del d.l. 669/1996 le decisioni del sito divergono. Per TAR Calabria 1012/2024 non servono: bastano la richiesta di pagamento dell’art. 5-sexies e i sei mesi, e tocca all’amministrazione provare di aver pagato; anche per Cass. 18317/2024 il termine dilatorio dalla notifica del titolo esecutivo va rispettato solo se la fase esecutiva è un’espropriazione forzata, non se è un giudizio di ottemperanza. Per TAR Puglia 117/2024, invece, l’ottemperanza presuppone il decorso di 120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo ai sensi dello stesso art. 14 e di sei mesi dalla trasmissione della dichiarazione. Se si sceglie l’espropriazione forzata, l’ordinanza di assegnazione del giudice dell’esecuzione si può a sua volta eseguire con l’ottemperanza (Cons. Stato 5572/2026).
- Decreto non opposto eseguibile in ottemperanza (TAR Puglia 110/2025)
- Dichiarazione e sei mesi di attesa (TAR Puglia 112/2024)
- Pagamento in novanta giorni e commissario ad acta (TAR Puglia 103/2025)
- Penalità di mora oltre gli interessi (TAR Calabria 107/2025)
- Non servono notifica del titolo e termine dilatorio (TAR Calabria 1012/2024)
- Termine dilatorio solo nell’espropriazione (Cass. 18317/2024)
- Ottemperanza dopo 120 giorni dalla notifica (TAR Puglia 117/2024)
- Ordinanza di assegnazione eseguibile in ottemperanza (Cons. Stato 5572/2026)
Il TAR ha sospeso il mio giudizio di ottemperanza, o lo ha dichiarato inammissibile, per una legge nuova: cosa succede adesso?
La legge di bilancio per il 2025 ha introdotto nell’art. 5-sexies il comma 12-bis: dal 21 gennaio 2025 e per due anni i giudizi di ottemperanza e le azioni esecutive per i crediti Pinto sono sospesi; nel frattempo il creditore può rinnovare la domanda di pagamento, e il giudizio riprende su istanza di fissazione da presentare entro novanta giorni dalla scadenza del biennio (TAR Puglia 476/2026). Nel testo sostituito dal d.l. 117/2025, per TAR Veneto 1265/2026 il blocco dura fino al 21 gennaio 2027, vale anche per i crediti verso il Ministero dell’economia per i processi amministrativi e si accompagna all’impegno dell’amministrazione a pagare entro sei mesi; per TAR Veneto 1275/2026 il rinnovo della domanda è diventato un obbligo a pena di decadenza e il ricorso proposto durante il divieto è inammissibile.
Quali crediti sono bloccati? Per TAR Puglia 16/2026 e TAR Veneto 1265/2026 quelli liquidati fino al 31 dicembre 2021; per TAR Campania 5149/2026 il divieto opera a prescindere dal fatto che il credito sia stato liquidato prima o dopo quella data. La sospensione non riguarda il giudizio di ottemperanza già definito (TAR Lazio 6185/2026), né le spese di lite liquidate al difensore antistatario, che è creditore per un titolo autonomo (Cons. Stato 5436/2026). L’ordinanza con cui il TAR dichiara la sospensione disposta dalla legge non è appellabile, e per il Consiglio di Stato la sospensione non presenta profili di incostituzionalità, essendo oggettiva, razionale e temporalmente circoscritta (Cons. Stato 10109/2025).
- Sospensione biennale e rinnovo della domanda (TAR Puglia 476/2026)
- Crediti liquidati fino al 31 dicembre 2021 (TAR Puglia 16/2026)
- Blocco fino al 21 gennaio 2027 (TAR Veneto 1265/2026)
- Rinnovo della domanda a pena di decadenza (TAR Veneto 1275/2026)
- Divieto anche per i crediti liquidati dopo (TAR Campania 5149/2026)
- Ottemperanza già definita non sospesa (TAR Lazio 6185/2026)
- Spese del difensore escluse dal blocco (Cons. Stato 5436/2026)
- Sospensione legale non appellabile (Cons. Stato 10109/2025)
Anche il giudizio per ottenere l’indennizzo, con l’esecuzione che è seguita, è durato troppo: posso chiedere un altro indennizzo?
Sì. Il giudizio di equa riparazione è un ordinario processo di cognizione che deve concludersi in tempi ragionevoli, e la presunzione di sofferenza opera anche per la durata irragionevole di un precedente giudizio Pinto (Cass. 5688/2026). La cognizione e la fase esecutiva del giudizio Pinto si considerano insieme e la loro durata ragionevole è di un anno (Cass. 22385/2025); se la sequenza, al netto dell’intervallo tra le due fasi, supera l’anno e il limite minimo indennizzabile di sei mesi, si può agire di nuovo (Cass. 18791/2025). Il rigetto della prima domanda per temerarietà della causa originaria non esclude di per sé il diritto (Cass. 86/2024).
Il tempo tra la definitività della decisione e l’inizio dell’esecuzione non si conta, perché non è tempo del processo: per questo non si aggiunge all’anno il periodo concesso all’amministrazione per pagare (Cass. 18317/2024). Il ritardo nell’esecuzione del giudicato può eventualmente rilevare come pregiudizio autonomo, allo stato azionabile, in assenza di rimedio interno, davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cass. 24009/2025). Sulla durata le decisioni del sito non coincidono: per Cass. 8938/2024, che riguardava la durata di un precedente giudizio di equa riparazione, il giudizio presupposto che vede lo Stato debitore ed è seguito da esecuzione o ottemperanza forma con essa un unicum con durata ragionevole di due anni, sei mesi e cinque giorni; per Cass. 18315/2024, nel grado di merito, all’anno non si può aggiungere il termine di sei mesi e cinque giorni riconosciuto al Ministero per pagare.
Per chiedere il nuovo indennizzo i sei mesi decorrono dalla definitività della sentenza che chiude il giudizio di ottemperanza, non dai mandati di pagamento emessi dal commissario ad acta (Cass. 13762/2026); se all’ordinanza di assegnazione non è seguita la riscossione, si può ricorrere all’ottemperanza e il termine decorre dalla sua definizione (Cass. 21706/2024). Se la domanda riguarda anche la fase di ottemperanza, va convenuto il Ministero dell’economia e delle finanze, non il solo Ministero della giustizia (Cass. 2130/2024).
- Un anno tra cognizione ed esecuzione (Cass. 22385/2025)
- Pinto su Pinto oltre l’anno (Cass. 18791/2025)
- L’attesa del pagamento non si aggiunge all’anno (Cass. 18317/2024)
- Ritardo nell’esecuzione: pregiudizio autonomo (Cass. 24009/2025)
- Due anni, sei mesi e cinque giorni (Cass. 8938/2024)
- Ottemperanza: va convenuto il MEF (Cass. 2130/2024)
- Sei mesi dalla fine dell’ottemperanza (Cass. 13762/2026)
- Assegnazione senza riscossione: si conta dall’ottemperanza (Cass. 21706/2024)
Il Ministero non ti paga?
Inviami il decreto, la prova della notifica e la dichiarazione inviata per il pagamento: in 48 ore sai se puoi agire subito, se il tuo credito è sospeso e come non perderlo. La valutazione è gratuita.
Fallimenti ed esecuzioni: creditori, falliti e debitori pignorati
Per chi aspetta da anni il riparto di un fallimento e per chi subisce una procedura che non finisce.
Sono un ex dipendente, o un fornitore, e aspetto da più di sei anni il riparto del fallimento: posso chiedere un indennizzo allo Stato?
Sì. Per le procedure concorsuali la legge fissa la durata ragionevole in sei anni (Cass. 31806/2025). Per il creditore la durata si conta dalla domanda di ammissione al passivo fino alla distribuzione finale (Cass. 14604/2024) e termina con l’integrale pagamento del credito; se il credito è pagato solo in parte o per nulla, conta la data in cui diventa definitivo il decreto di chiusura, e chi è stato pagato per intero entro il termine ragionevole non ha danno (Cass. 11388/2024). Il danno non patrimoniale si presume e la prova contraria spetta all’amministrazione (Cass. 20333/2024). La domanda va proposta entro sei mesi da quando il decreto di chiusura non è più reclamabile, o dal rigetto definitivo del reclamo se proposto, anche se il credito era già stato pagato con un riparto (Cass. 4601/2024).
Sulla complessità della procedura le decisioni del sito divergono: per Cass. 20333/2024 la particolare complessità, ad esempio per il numero dei creditori, la natura dei beni o la proliferazione di giudizi connessi, può portare la soglia da sei a sette anni, non oltre; per Cass. 18126/2026 i sei anni sono inderogabili e il giudice non può estenderli per la complessità, e per Cass. 20008/2025 i sette anni non sono invocabili per i ricorsi proposti dopo l’11 settembre 2012. La Corte costituzionale ha ritenuto non fondate le questioni sollevate sul termine di sei anni (Corte cost. 102/2025).
- Sei anni per le procedure concorsuali (Cass. 31806/2025)
- Si conta dalla domanda di ammissione (Cass. 14604/2024)
- Fine della durata: pagamento integrale o chiusura (Cass. 11388/2024)
- Complessità: fino a sette anni, danno presunto (Cass. 20333/2024)
- Sei mesi dalla chiusura definitiva (Cass. 4601/2024)
- Sei anni sottratti alla discrezionalità del giudice (Cass. 20008/2025)
- Il termine di sei anni resta (Corte cost. 102/2025)
Nel fallimento mi hanno pagato una parte, o è intervenuto il Fondo di garanzia INPS: l’indennizzo si calcola sul credito intero?
Il tetto dell’indennizzo è il credito ammesso al passivo, non la somma ricevuta con i riparti (Cass. 16948/2026, 7239/2026); per Cass. 4457/2024 è l’importo chiesto con la domanda di ammissione. I pagamenti ricevuti entro il periodo di ragionevole durata, però, riducono la posta in gioco: il tetto diventa il credito rimasto insoddisfatto alla fine di quel periodo (Cass. 17339/2024, 7239/2026).
Sul Fondo di garanzia INPS le decisioni divergono. Per Cass. 7239/2026 i suoi pagamenti nel periodo ragionevole possono ridurre il massimo indennizzabile, e per Cass. 12072/2026 un suo intervento tempestivo e significativo può giustificare un indennizzo annuo sotto i 400 euro; per Cass. 20872/2026 l’importo erogato dal Fondo non rileva sul tetto, e il residuo rimasto insoddisfatto dopo i riparti non può limitare la liquidazione. Per Cass. 10673/2026 il pagamento anche di oltre metà del credito non rende di per sé irrisoria la pretesa, specie quando residuano crediti significativi e si tratta di crediti retributivi di lavoratori dipendenti. Anche sul numero dei creditori le decisioni divergono: per Cass. 7238/2026 il numero complessivo dei creditori e la complessità della procedura legittimano una liquidazione sotto la soglia minima; per Cass. 13757/2026 il numero dei creditori non giustifica la riduzione del moltiplicatore annuo.
- Conta il credito ammesso al passivo (Cass. 16948/2026)
- I pagamenti nel periodo ragionevole riducono il tetto (Cass. 7239/2026)
- Valore della domanda di ammissione (Cass. 4457/2024)
- Tetto sul credito residuo (Cass. 17339/2024)
- Fondo INPS: indennizzo anche sotto il minimo (Cass. 12072/2026)
- Il Fondo INPS non riduce il tetto (Cass. 20872/2026)
- Molti creditori: sotto il minimo (Cass. 7238/2026)
Sono io il fallito, o il debitore a cui hanno pignorato i beni, e la procedura non finisce mai: posso chiedere l’indennizzo?
Il fallito è parte del processo fallimentare e titolare del diritto alla sua ragionevole durata, senza ulteriori verifiche (Cass. 11442/2024). Il suo comportamento anteriore alla procedura non rileva, neppure se ha dato causa alle revocatorie della curatela; gli si imputa però il tempo eccedente legato alle iniziative giudiziarie rese necessarie dal suo comportamento, salvo che dimostri che si sono protratte oltre misura per ragioni dell’ufficio fallimentare o del giudice (Cass. 1607/2025). Non è legittimata la società di persone cancellata dopo la chiusura del fallimento per insufficienza di attivo (Cass. 4460/2024), né l’amministratore o il socio unico della società di capitali che agiscono in proprio per il fallimento della società (Cass. 2642/2024).
Il debitore pignorato non gode della presunzione di danno: deve provare un interesse specifico alla celerità, dimostrando che i beni pignorati o pignorabili bastavano a coprire le spese e tutti i creditori e che spese e accessori sono lievitati per i tempi del processo (Cass. 6295/2026). Nel concordato preventivo la durata rilevante si ferma all’omologazione (Cass. 8560/2025). Sulle difese contro il pignoramento vedi la guida su pignoramento e asta.
- Il fallito è parte della procedura (Cass. 11442/2024)
- Irrilevante la condotta anteriore del fallito (Cass. 1607/2025)
- Società cancellata: niente indennizzo (Cass. 4460/2024)
- Amministratore e socio unico esclusi (Cass. 2642/2024)
- Debitore pignorato: serve la prova (Cass. 6295/2026)
- Concordato: si conta fino all’omologazione (Cass. 8560/2025)
Creditore in un fallimento infinito?
Inviami la domanda di ammissione al passivo, lo stato passivo e i riparti ricevuti: in 48 ore sai quanti anni sono indennizzabili, su quale importo e se sei ancora nei termini. La valutazione è gratuita.
Eredi, parte civile, processo amministrativo e cause di lavoro
Chi subentra a un familiare e chi ha subito un processo penale, amministrativo o di lavoro troppo lungo.
Mio padre è morto mentre la causa era ancora in corso: l’indennizzo spetta a noi eredi?
Dipende da quando è morto. Se è morto dopo che il processo aveva superato la durata ragionevole, l’erede ha diritto, pro quota, all’indennizzo maturato dal defunto e, in proprio, a quello per l’ulteriore durata dal momento in cui è diventato parte; per questa seconda voce si computa anche la durata del processo anteriore al subentro, se il termine era già superato (Cass. 20539/2024). Se è morto prima, non aveva maturato alcun diritto: l’erede ha diritto all’indennizzo solo in proprio, dal momento in cui ha assunto la qualità di parte (Cass. 16039/2024).
Il diritto va ricostruito analiticamente: quello in proprio matura solo dalla costituzione in giudizio degli eredi, e l’erede costituito un mese prima della decisione definitiva non ha diritto ad alcuna quota per il periodo precedente (Cass. 5723/2026). Nel fallimento l’erede del creditore ammesso al passivo ha diritto in proprio solo da quando prova di aver preso parte alla procedura con istanze, richieste o ricezione di atti (Cass. 11048/2023); sul cumulo le decisioni del sito non coincidono: per Cass. 20539/2024 l’erede riceve sia la quota dell’indennizzo del defunto sia, in proprio, quello per il periodo successivo; per Cass. 4746/2024, in un fallimento, a ciascun erede compete solo la quota riferita al periodo tra la fine della durata ragionevole e la morte, ed è precluso cumulare il danno del defunto con quello patito personalmente. Per le regole generali sull’eredità vedi la guida su eredità e successione.
Mi ero costituito parte civile in un processo penale finito dopo molti anni, anche con la prescrizione: posso chiedere l’indennizzo? E se ero l’imputato?
Sì. Per la parte civile la durata rilevante decorre dalla data effettiva della costituzione risultante dal verbale d’udienza, e la prescrizione del reato non esclude il suo patema d’animo, semmai lo aggrava (Cass. 3583/2024). Costituita una volta, la parte civile è presente in tutti i gradi, e non le si può addebitare la mancata produzione degli atti di impugnazione, che spettano alle parti principali (Cass. 14557/2024). Se il processo penale si chiude con una condanna generica e il danno si liquida poi in sede civile, i due giudizi si valutano unitariamente (Cass. 15354/2024). Il danneggiato dal reato che non si è costituito parte civile non ha diritto all’indennizzo (Cass. 6837/2026).
Per l’imputato prosciolto per prescrizione la legge presume, salvo prova contraria, che il danno manchi, per il solo fatto della dichiarazione di prescrizione (Cass. 20715/2024); spetta a chi chiede l’indennizzo allegare e provare in concreto il pregiudizio subito (Cass. 14002/2025). Per le vittime di reato vedi anche la guida su vittima di reato e parte civile.
- Parte civile: si conta dalla costituzione (Cass. 3583/2024)
- Parte civile presente in tutti i gradi (Cass. 14557/2024)
- Penale e civile valutati insieme (Cass. 15354/2024)
- Imputato prescritto: danno presunto assente (Cass. 20715/2024)
- Prescrizione: la prova del danno spetta al richiedente (Cass. 14002/2025)
Il mio ricorso al TAR, o la mia causa di lavoro o di pensione, è durato anni: cosa cambia per l’indennizzo?
Nel processo amministrativo il rimedio preventivo è l’istanza di prelievo, da depositare almeno sei mesi prima della scadenza dei termini di durata ragionevole: per Cass. 15051/2024 è una condizione di ammissibilità della domanda, e per Cass. 14125/2026 deve provenire da chi chiede l’indennizzo, non dalla controparte, e non equivale alla semplice istanza di fissazione d’udienza. Sul punto le decisioni del sito non sono uniformi: per Cass. 4956/2026 la preventiva istanza di prelievo non è condizione di proponibilità della domanda, ma manifesta l’interesse alla sollecita definizione e non va ripetuta nel tempo. Per Cass. 12113/2025, nei giudizi amministrativi già pendenti al 16 settembre 2010 e non soggetti al testo modificato nel 2015, dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 34 del 2019 l’istanza non è più condizione di proponibilità e può rilevare, semmai, sull’importo.
Se il ricorso si chiude con la perenzione, le decisioni divergono: per Cass. 11450/2025 scatta la presunzione di insussistenza del danno, che il richiedente deve vincere con prova contraria; per Cass. 9803/2024 la perenzione non permette di ritenere insussistente il danno per disinteresse, e l’indennizzo spetta per il periodo oltre il primo triennio, riducibile solo per l’esiguità della causa. Le presunzioni valgono solo per le domande proposte dopo il 1° gennaio 2016 (Cass. 3770/2024). Se la vicenda è passata davanti al giudice ordinario e a quello amministrativo, vanno convenuti sia il Ministero della giustizia sia il Ministero dell’economia e delle finanze, ciascuno per il ritardo dei propri giudizi (Cass. 11454/2025). Nelle cause di lavoro e previdenziali il computo parte dal deposito del ricorso (Cass. 14598/2024), e nei processi con il rito del lavoro non c’è l’onere dei rimedi preventivi dell’art. 1-ter, comma 1 (Cass. 2504/2024).
- Istanza di prelievo come condizione (Cass. 15051/2024)
- L’istanza deve essere propria (Cass. 14125/2026)
- Istanza di prelievo non condizione di proponibilità (Cass. 4956/2026)
- Giudizi pendenti dal 2010: istanza non necessaria (Cass. 12113/2025)
- Perenzione: danno presunto assente (Cass. 11450/2025)
- Perenzione: danno non escluso (Cass. 9803/2024)
- Ordinario e amministrativo: due Ministeri (Cass. 11454/2025)
Erede, parte civile o ricorrente al TAR?
Inviami gli atti del processo, la data della tua costituzione o del decesso del familiare e le istanze depositate: in 48 ore sai cosa puoi chiedere e a quale Ministero. La valutazione è gratuita.
Cosa fare adesso, in quest’ordine
Raccogli i documenti
Sentenze e provvedimenti di ogni grado con le date di deposito e di notifica, copie dei verbali d’udienza attestate dalla cancelleria, le istanze depositate durante la causa (decisione dopo trattazione orale, istanza di prelievo); per i fallimenti domanda di ammissione al passivo, riparti e decreto di chiusura; per il decreto non pagato, la notifica e la dichiarazione inviata al Ministero.
Guarda i termini
Sei mesi da quando la decisione che chiude il processo è diventata definitiva; per i fallimenti, da quando il decreto di chiusura non è più reclamabile. Il decreto di accoglimento va notificato entro trenta giorni dal deposito. Se la causa è ancora in corso, i rimedi preventivi vanno proposti almeno sei mesi prima della scadenza della durata ragionevole.
Scegli la strada giusta
La domanda si propone alla Corte d’appello contro il Ministero della giustizia per i processi ordinari e contro il Ministero dell’economia e delle finanze per quelli amministrativi; contro il decreto si fa opposizione; se il decreto definitivo non viene pagato si agisce in ottemperanza davanti al TAR o con l’esecuzione civile.
Valutazione gratuita del caso
Raccontami la situazione e allega sentenze, decreti e date. Entro 48 ore sai se il ritardo è indennizzabile, per quanti anni, fino a quale importo e se sei ancora nei termini. Se procediamo, paghi solo se vinci: nessun anticipo, compenso solo con un risultato economico.
Le decisioni commentate sul tema
Ogni commento riporta massima, fatto, motivazione e il link al provvedimento ufficiale. Qui trovi tutte le decisioni commentate sul sito che riguardano questi temi. Elenco aggiornato al 18 ottobre 2026; l’archivio completo è nelle categorie Codice di procedura civile, Crisi e insolvenza e Diritto amministrativo.
Quando il processo è troppo lungo: durata e calcolo (6)
- Rinvii processuali e imputabilità del ritardo nell’equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 21327 del 25.07.2025)
- Equa riparazione: non detraibili i rinvii per disfunzioni organizzative (Cass. civ. Sez. II n. 10918 del 23.04.2024)
- Detrazione dei rinvii per astensione e legittimo impedimento dei difensori nel computo della durata ragionevole del processo (Cass. civ. Sez. 2 n. 6837 del 21.03.2026)
- Il computo della durata irragionevole deve essere unitario, non frazionato per gradi (Cass. civ. Sez. 2 n. 13760 del 11.05.2026)
- Equa riparazione: la complessità non esclude l’indennizzo oltre sette anni (Cass. civ. Sez. II n. 1286 del 12.01.2024)
- Equa riparazione, durata ragionevole del grado di merito pari a un anno (Cass. civ. Sez. II n. 3023 del 01.02.2024)
Quanto spetta: misura e limiti dell’indennizzo (19)
- Equa riparazione: illegittima la riduzione del 70% sull’indennizzo annuo (Cass. civ. Sez. II n. 20976 del 23.07.2025)
- Equa riparazione: danno patrimoniale solo se nesso causale diretto col ritardo (Cass. civ. Sez. 2 n. 1266 del 12.01.2024)
- Equa riparazione: il valore della causa è il credito residuo non soddisfatto (Cass. civ. Sez. II n. 17339 del 24.06.2024)
- Termine ragionevole come parametro orientativo e limiti dell’indennizzo Pinto (Cass. civ. Sez. II n. 8581 del 01.04.2025)
- Equa riparazione sotto il minimo edittale se la motivazione è ragionevole (Cass. civ. Sez. II n. 18812 del 09.07.2025)
- Il limite dell’equa riparazione è il valore del diritto accertato, non la posta in gioco (Cass. civ. Sez. 2 n. 20867 del 19.06.2026)
- Equa riparazione: riduzione per cumulo di parti e opposizione ex art. 5-ter l. n. 89/2001 (Cass. civ. Sez. 2 n. 13232 del 07.05.2026)
- Indennizzo per durata irragionevole non riducibile sotto il minimo legale per complessità della procedura (Cass. civ. Sez. 2 n. 13758 del 11.05.2026)
- Equa riparazione: l’opposizione ex art. 5-ter l. n. 89/2001 è fase a contraddittorio pieno e il danno patrimoniale va provato (Cass. civ. Sez. 2 n. 12917 del 06.05.2026)
- Indennizzo per irragionevole durata non riducibile sotto il minimo legale (Cass. civ. Sez. 2 n. 13757 del 11.05.2026)
- Equa riparazione limite valore accertato verificato su tutte le domande (Cass. civ. Sez. II n. 20833 del 23.07.2025)
- Danno patrimoniale da irragionevole durata e poste del giudizio presupposto (Cass. civ. Sez. II n. 1267 del 12.01.2024)
- Danno patrimoniale da irragionevole durata e pregiudizio del giudizio presupposto (Cass. civ. Sez. II n. 1325 del 12.01.2024)
- Equa riparazione e valore della lite non commisurato al patrimonio sociale (Cass. civ. Sez. II n. 3970 del 13.02.2024)
- Equa riparazione: legittimi parametri legge Pinto anche se inferiori a CEDU (Cass. civ. Sez. II n. 4476 del 20.02.2024)
- Indennizzo equa riparazione parametrato al credito residuo insoddisfatto (Cass. civ. Sez. II n. 20354 del 23.07.2024)
- Il valore della “posta in gioco” limita l’indennizzo per l’irragionevole durata del processo (Cass. civ. Sez. 2 n. 6054 del 17.03.2026)
- Indennizzo equa riparazione e pluralità di Ministeri: tetto massimo assoluto e non frazionabile (Cass. civ. Sez. 2 n. 6793 del 21.03.2026)
- Quantificazione dell’equa riparazione: il giudice valuta il credito retributivo ma resta libero tra minimo e massimo (Cass. civ. Sez. 2 n. 10686 del 22.04.2026)
Quando l’indennizzo non spetta (69)
- Equa riparazione: l’irrisorietà della pretesa va valutata anche con criterio oggettivo (Cass. civ. Sez. II n. 31809 del 05.12.2025)
- Equa riparazione, rimedi preventivi inapplicabili ai processi già eccedenti al 31.10.2016 (Cass. civ. Sez. II n. 422 del 08.01.2024)
- Equa riparazione: decorrenza del termine dalla ordinanza di estinzione (Cass. civ. Sez. II n. 423 del 08.01.2024)
- Rito del lavoro escluso dall’onere del rimedio acceleratorio ex legge Pinto (Cass. civ. Sez. II n. 2504 del 26.01.2024)
- Condanna ex art. 96 cod. proc. civ. esclude l’equo indennizzo per abuso (Cass. civ. Sez. II n. 2637 del 29.01.2024)
- Presunzioni equa riparazione solo ai giudizi introdotti dopo il 2016 (Cass. civ. Sez. II n. 3770 del 12.02.2024)
- Equa riparazione e lite temeraria: serve la prova della consapevolezza (Cass. civ. Sez. II n. 4621 del 21.02.2024)
- Equa riparazione: irrisorietà del pregiudizio e prova del danno (Cass. civ. Sez. II n. 4815 del 23.02.2024)
- Equa riparazione esclusa se la parte era consapevole dell’infondatezza (Cass. civ. Sez. II n. 10909 del 23.04.2024)
- Contumace e presunzione di insussistenza del pregiudizio da irragionevole durata (Cass. civ. Sez. II n. 10920 del 23.04.2024)
- Rimedi preventivi legge Pinto, termine perentorio e questione di costituzionalità (Cass. civ. Sez. II n. 11775 del 02.05.2024)
- Equa riparazione esclusa solo per pretese inferiori a 500 euro (Cass. civ. Sez. II n. 18322 del 04.07.2024)
- Equa riparazione e lite bagatellare: rilevano le condizioni della parte (Cass. civ. Sez. II n. 18353 del 04.07.2024)
- Equa riparazione, complessità della procedura e presunzione del danno (Cass. civ. Sez. II n. 20333 del 23.07.2024)
- Equa riparazione ammessa per ulteriore ritardo senza abuso del processo (Cass. civ. Sez. II n. 20631 del 24.07.2024)
- Equa riparazione: rimedio preventivo e onere di esperimento (Cass. civ. Sez. II n. 7122 del 17.03.2025)
- Equa riparazione, l’inerzia processuale della parte esclude il danno (Cass. civ. Sez. II n. 8521 del 01.04.2025)
- Equa riparazione e presunzione di insussistenza del pregiudizio anche per estinzione ex (Cass. civ. Sez. II n. 11443 del 30.04.2025)
- Equa riparazione, la parziale fondatezza della domanda esclude la temerarietà (Cass. civ. Sez. II n. 12239 del 08.05.2025)
- Lite temeraria e abuso del processo escludono l’equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 14805 del 02.06.2025)
- Equa riparazione: indennizzo escluso solo se l’infondatezza è consapevole (Cass. civ. Sez. II n. 2110 del 29.01.2025)
- L’estinzione dopo rinvii d’ufficio non esclude l’indennizzo Pinto (Cass. civ. Sez. 2 n. 6832 del 21.03.2026)
- Irrisorietà della pretesa valutata anche in relazione alle condizioni soggettive (Cass. civ. Sez. 2 n. 13907 del 13.05.2026)
- La temerarietà della lite presupposta esclude l’indennizzo per la durata irragionevole anche prima della novella del 2015 (Cass. civ. Sez. 2 n. 14131 del 14.05.2026)
- Presunzione di insussistenza del pregiudizio estesa all’equa riparazione proposta in pendenza del processo (Cass. civ. Sez. 2 n. 4819 del 03.03.2026)
- L’omessa istanza di accelerazione non determina l’inammissibilità della domanda di equa riparazione (Cass. civ. Sez. 2 n. 5686 del 12.03.2026)
- Equa riparazione: la parziale soddisfazione del credito non rende automaticamente bagatellare la pretesa (Cass. civ. Sez. 2 n. 10673 del 22.04.2026)
- Rimedio preventivo ex art. 281-sexies c.p.c. e durata ragionevole del processo (Cass. civ. Sez. 2 n. 13238 del 07.05.2026)
- Il tetto dell’equa riparazione è il valore della causa, non il diritto accertato in caso di soccombenza (Cass. civ. Sez. II n. 14164 del 14.05.2026)
- Equa riparazione irrisorietà valutata su valore della lite e condizioni della parte (Cass. civ. Sez. II n. 21313 del 25.07.2025)
- Irrisorietà della pretesa e indennizzo per irragionevole durata: accertamento in concreto (Cass. civ. Sez. II n. 22396 del 04.08.2025)
- Irrisorietà della pretesa e presunzione di danno da irragionevole durata (Cass. civ. Sez. II n. 22397 del 04.08.2025)
- Rimedi preventivi equa riparazione: sanzione di inammissibilità non sproporzionata (Cass. civ. Sez. II n. 24403 del 02.09.2025)
- Irrisorietà della pretesa e condizioni personali nell’equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 25917 del 22.09.2025)
- Presunzione di danno da irragionevole durata e poteri del giudice di rinvio (Cass. civ. Sez. II n. 2638 del 29.01.2024)
- Equa riparazione e contumacia: onere della prova e durata indennizzabile (Cass. civ. Sez. II n. 3773 del 12.02.2024)
- Equa riparazione, irrisorietà della pretesa e presunzioni in opposizione (Cass. civ. Sez. II n. 3776 del 12.02.2024)
- Equa riparazione: presunzione di irrisorietà opera anche in opposizione (Cass. civ. Sez. II n. 3803 del 12.02.2024)
- Equa riparazione esclusa per lite proposta davanti a giudice privo di giurisdizione (Cass. civ. Sez. II n. 3982 del 13.02.2024)
- Prova contraria alla presunzione di insussistenza del pregiudizio da irragionevole durata (Cass. civ. Sez. II n. 4449 del 20.02.2024)
- Equa riparazione esclusa se la domanda presupposta è palesemente infondata (Cass. civ. Sez. II n. 10915 del 23.04.2024)
- Revocazione esclusa per errore di giudizio sul termine di equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 11057 del 24.04.2024)
- Irrisorietà della pretesa va valutata anche nel valore oggettivo del credito (Cass. civ. Sez. II n. 11382 del 29.04.2024)
- Sanzione per lite temeraria nella legge Pinto va motivata (Cass. civ. Sez. II n. 11747 del 02.05.2024)
- Equa riparazione esclusa se superata la durata ragionevole complessiva (Cass. civ. Sez. II n. 14561 del 24.05.2024)
- Equa riparazione, prova del deposito delle istanze e onere di interlocuzione (Cass. civ. Sez. II n. 15053 del 29.05.2024)
- Equa riparazione: irrisorietà della pretesa va valutata anche in senso soggettivo (Cass. civ. Sez. II n. 17344 del 24.06.2024)
- Rimedio Pinto ex art 281 sexies è preventivo a carico della parte (Cass. civ. Sez. II n. 17352 del 24.06.2024)
- Equo indennizzo: il soddisfacimento del credito non prova l’insussistenza del pregiudizio (Cass. civ. Sez. II n. 18314 del 04.07.2024)
- Equa riparazione: presunzione di insussistenza del danno e vantaggi patrimoniali comparabili (Cass. civ. Sez. II n. 21402 del 30.07.2024)
- Equa riparazione esclusa per giudizio presupposto di valore irrisorio (Cass. civ. Sez. II n. 7595 del 21.03.2025)
- Irrisorietà della pretesa e indennizzo equa riparazione: serve il profilo oggettivo (Cass. civ. Sez. II n. 8523 del 01.04.2025)
- Equa riparazione: alla seconda udienza deserta si applica l’estinzione (Cass. civ. Sez. II n. 8558 del 01.04.2025)
- Equa riparazione, rimedi preventivi esperibili anche nel giudizio di separazione (Cass. civ. Sez. II n. 8574 del 01.04.2025)
- Legge Pinto, l’istanza ex art. 281-sexies è rimedio preventivo effettivo (Cass. civ. Sez. II n. 8586 del 01.04.2025)
- Irrisorietà della pretesa e condizioni personali nell’equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 10079 del 16.04.2025)
- Irrisorietà della pretesa e condizioni personali nell’equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 11322 del 29.04.2025)
- Equa riparazione, irrisorietà della pretesa tra dato obiettivo e condizioni del soggetto (Cass. civ. Sez. II n. 11442 del 30.04.2025)
- Equa riparazione, irrisorietà della pretesa tra dato obiettivo e condizioni della parte (Cass. civ. Sez. II n. 12241 del 08.05.2025)
- Irrisorietà della pretesa e presunzione di danno da durata del processo (Cass. civ. Sez. II n. 566 del 09.01.2025)
- Carenza di interesse e presunzione di non indennizzo nell’equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 688 del 10.01.2025)
- Equa riparazione: rimedi preventivi e comportamento collaborativo della parte (Cass. civ. Sez. II n. 1608 del 22.01.2025)
- Rimedi preventivi e inammissibilità dell’equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 1609 del 22.01.2025)
- Insussistenza della presunzione di irrisorietà per i crediti non bagatellari (Cass. civ. Sez. 2 n. 6791 del 21.03.2026)
- Presunzione di irrisorietà della pretesa e condizioni personali della parte (Cass. civ. Sez. 2 n. 13756 del 11.05.2026)
- La presunzione di irrisorietà della pretesa non opera se il valore non è bagatellare in sé (Cass. civ. Sez. 2 n. 16003 del 25.05.2026)
- Irrisorietà della pretesa e legge Pinto: prevale il criterio oggettivo (Cass. civ. Sez. 2 n. 6292 del 17.03.2026)
- Il soddisfacimento tardivo del credito non è vantaggio patrimoniale ostativo all’equa riparazione (Cass. civ. Sez. 2 n. 10677 del 22.04.2026)
- Rimedio preventivo ex art. 281-sexies c.p.c. anche dopo il mutamento di rito ex art. 702-ter c.p.c. (Cass. civ. Sez. 2 n. 13240 del 07.05.2026)
Ricorso, decreto, opposizione e termini (57)
- Equa riparazione, il termine dei sei anni vale per l’intero procedimento (Cass. civ. Sez. II n. 22399 del 04.08.2025)
- Termine equa riparazione decorre dalla definitività dopo revocazione ordinaria (Cass. civ. Sez. II n. 7456 del 20.03.2024)
- Domanda di equa riparazione proponibile dalla parte personalmente senza procura speciale (Cass. civ. Sez. II n. 11385 del 29.04.2024)
- Durata del processo del lavoro computata dal deposito del ricorso in appello (Cass. civ. Sez. II n. 14598 del 24.05.2024)
- Equa riparazione, il termine decorre dal passaggio in giudicato della decisione (Cass. civ. Sez. II n. 14620 del 24.05.2024)
- Equa riparazione, non serve la procura speciale dopo la riforma del 2012 (Cass. civ. Sez. II n. 18305 del 04.07.2024)
- Equa riparazione Pinto inammissibile se domanda modificata in corso di causa (Cass. civ. Sez. II n. 18315 del 04.07.2024)
- Notifica del decreto Pinto preclude l’opposizione per acquiescenza (Cass. civ. Sez. II n. 20633 del 24.07.2024)
- Notifica decreto ingiuntivo nulla ma sanabile domanda equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 7602 del 21.03.2025)
- Opposizione a decreto ex legge Pinto, il decreto non opposto è intangibile (Cass. civ. Sez. II n. 10504 del 22.04.2025)
- Equa riparazione, prova dei fatti costitutivi nel giudizio di rinvio (Cass. civ. Sez. II n. 18814 del 09.07.2025)
- Procura alle liti nel ricorso per equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 552 del 09.01.2025)
- Correzione dell’errore materiale non riapre i termini per l’equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 707 del 10.01.2025)
- Copie autentiche dei verbali cartacei: attestazione riservata al cancelliere anche nell’equa riparazione (Cass. civ. Sez. 2 n. 20010 del 15.06.2026)
- La mancata produzione di copie autentiche non rende inammissibile il ricorso per equa riparazione (Cass. civ. Sez. 2 n. 4925 del 05.03.2026)
- Equa riparazione e correzione dell’errore materiale di calcolo in sede di legittimità (Cass. civ. Sez. 2 n. 4956 del 05.03.2026)
- Inefficacia del decreto Pinto per mancata notifica: ammissibile l’opposizione ex art. 5-ter (Cass. civ. Sez. 2 n. 12912 del 06.05.2026)
- Equa riparazione: obbligo del giudice del rinvio di motivare sulla durata ragionevole (Cass. civ. Sez. 2 n. 13761 del 11.05.2026)
- Equa riparazione il rinvio oltre sessanta giorni per astensione difensore è imputabile allo Stato (Cass. civ. Sez. 2 n. 16111 del 25.05.2026)
- Legge Pinto: autonomia dei giudizi per difetto di giurisdizione e rilevabilità d’ufficio del difetto di legittimazione passiva (Cass. civ. n. 6826/2026)
- Equa indennità Pinto, acquiescenza alla notifica preclude il riesame (Cass. civ. Sez. II n. 23306 del 14.08.2025)
- Errore di identificazione del Ministero nell’equa riparazione è irregolarità sanabile (Cass. civ. Sez. II n. 24269 del 31.08.2025)
- Equa riparazione, errore sul Ministero obbligato è irregolarità sanabile (Cass. civ. Sez. II n. 24268 del 31.08.2025)
- Errore identificazione Ministero equa riparazione sanabile ex art 4 legge 260/1958 (Cass. civ. Sez. II n. 24270 del 31.08.2025)
- Errore di identificazione del Ministero nell’equa riparazione e rimessione in termini (Cass. civ. Sez. II n. 24272 del 31.08.2025)
- Errore di identificazione del Ministero nell’equa riparazione è irregolarità sanabile (Cass. civ. Sez. II n. 24271 del 31.08.2025)
- Equa riparazione, errore di identificazione del Ministero e sanatoria ex art. 4 (Cass. civ. Sez. II n. 24274 del 31.08.2025)
- Equa riparazione, errore di notifica e sanatoria ex art. 4 legge 260/1958 (Cass. civ. Sez. II n. 24276 del 31.08.2025)
- Equa riparazione, errata individuazione del Ministero resistente è irregolarità sanabile (Cass. civ. Sez. II n. 24277 del 31.08.2025)
- Equa riparazione e legittimazione passiva: rinnovo della notifica al MEF (Cass. civ. Sez. II n. 1449 del 15.01.2024)
- Equa riparazione: tardiva notifica del decreto ne determina l’inefficacia (Cass. civ. Sez. II n. 4548 del 20.02.2024)
- Termine semestrale equa riparazione decorre dalla definitività della sentenza presupposta (Cass. civ. Sez. II n. 5532 del 01.03.2024)
- Omessa pronuncia sull’opposizione incidentale nel procedimento di equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 10913 del 23.04.2024)
- Opposizione al decreto equa riparazione è fase interna, non appello (Cass. civ. Sez. II n. 11383 del 29.04.2024)
- Omessa pronuncia sull’opposizione all’indennizzo per durata irragionevole del processo (Cass. civ. Sez. II n. 11390 del 29.04.2024)
- Equa riparazione, an e quantum danno luogo a giudizi autonomi (Cass. civ. Sez. II n. 16062 del 10.06.2024)
- Opposizione a equa riparazione, il giudice deve assumere informazioni integrative (Cass. civ. Sez. II n. 17436 del 25.06.2024)
- Equa riparazione: complessità eccezionale e prova del danno (Cass. civ. Sez. II n. 20340 del 23.07.2024)
- Equa riparazione, termine dalla definizione dell’ultimo rimedio satisfattivo (Cass. civ. Sez. II n. 20723 del 25.07.2024)
- Legittimazione passiva e durata ragionevole unitaria nel giudizio Pinto (Cass. civ. Sez. II n. 5295 del 28.02.2025)
- Equa riparazione, errore di notifica al ministero e sanatoria nel rito Pinto (Cass. civ. Sez. II n. 7143 del 17.03.2025)
- Errore identificazione ministero equa riparazione sanato ex art 4 l 260 1958 (Cass. civ. Sez. II n. 7144 del 17.03.2025)
- Errore di Ministero nel rito Pinto sanabile con rinnovo della notifica (Cass. civ. Sez. II n. 7145 del 17.03.2025)
- Equa riparazione, errore di notifica al Ministero e sanatoria ex art. 4 (Cass. civ. Sez. II n. 7148 del 17.03.2025)
- Notifica al ministero errato e sanatoria nel rito Pinto (Cass. civ. Sez. II n. 7149 del 17.03.2025)
- Revocazione equa riparazione: tardività esclude la conversione dell’atto (Cass. civ. Sez. II n. 8532 del 01.04.2025)
- Equa riparazione, i capi non impugnati diventano definitivi (Cass. civ. Sez. II n. 13864 del 25.05.2025)
- Equa riparazione legge Pinto è giudizio contenzioso e non volontaria giurisdizione (Cass. civ. Sez. II n. 15759 del 12.06.2025)
- Correzione errore materiale su nome parte ed efficacia retroattiva equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 547 del 09.01.2025)
- Errore materiale sul nome della parte ed efficacia retroattiva nell’equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 551 del 09.01.2025)
- Procura non speciale per equa riparazione e validità copia immagine telematica (Cass. civ. Sez. II n. 554 del 09.01.2025)
- Responsabilità professionale dell’avvocato e giudizio prognostico sull’esito della domanda di equa riparazione (Cass. civ. Sez. 3 n. 17864 del 04.06.2026)
- Il termine per l’equa riparazione decorre dal giorno successivo alla scadenza del termine per il ricorso per cassazione (Cass. civ. Sez. 2 n. 5714 del 13.03.2026)
- Equa riparazione e correzione dei dati identificativi del giudizio presupposto (Cass. civ. Sez. 2 n. 13237 del 07.05.2026)
- Omesso deposito del decreto impugnato, improcedibilità del ricorso per equa riparazione (Cass. civ. Sez. 2 n. 14278 del 14.05.2026)
- Sanatoria della procura nel giudizio di equa riparazione tra attestazioni di conformità e natura unitaria (Cass. civ. Sez. 2 n. 5682 del 12.03.2026)
- Equa riparazione: il secondo termine per notificare è perentorio (Cass. civ. n. 7232/2026)
Il Ministero non paga: ottemperanza e “Pinto su Pinto” (89)
- Sospensione ex lege dell’ottemperanza Pinto non appellabile (Cons. Stato n. 10109 del 19.12.2025)
- Ottemperanza decreti legge Pinto senza termine dilatorio e notifica titolo esecutivo (TAR Calabria n. 1012 del 24.06.2024)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione e poteri del commissario ad acta (TAR Puglia n. 103 del 21.01.2025)
- Ottemperanza al giudicato e penalità di mora per crediti da equa riparazione (TAR Calabria n. 107 del 20.01.2025)
- Equa riparazione e ottemperanza: il termine di esecuzione del decreto e i (TAR Puglia n. 110 del 23.01.2025)
- Ottemperanza al decreto Pinto, rivalutazione non dovuta sul debito di valuta (TAR Puglia n. 112 del 26.01.2024)
- Ottemperanza al giudicato di equa riparazione e poteri del commissario ad acta (TAR Puglia n. 117 del 26.01.2024)
- Equa riparazione: durata ragionevole unitaria tra cognizione e ottemperanza (Cass. civ. Sez. II n. 22385 del 03.08.2025)
- Equa riparazione per ritardo nell’esecuzione del giudicato: no al tempo del processo (Cass. civ. Sez. II n. 24009 del 27.08.2025)
- Equa riparazione “equa su equa” non esclusa dal rigetto per temerarietà (Cass. civ. Sez. II n. 86 del 03.01.2024)
- Equa riparazione, contraddittorio non integro per la fase di ottemperanza (Cass. civ. Sez. II n. 2130 del 22.01.2024)
- Equa riparazione, giudizio di ottemperanza e legittimazione del MEF (Cass. civ. Sez. II n. 8938 del 04.04.2024)
- Equa riparazione, il termine dilatorio non integra la durata ragionevole (Cass. civ. Sez. II n. 18317 del 04.07.2024)
- Equa riparazione, termine dalla definizione dell’ottemperanza (Cass. civ. Sez. II n. 21706 del 01.08.2024)
- Equa riparazione Pinto su Pinto: fase esecutiva unitaria e durata ragionevole (Cass. civ. Sez. II n. 18791 del 09.07.2025)
- Ordinanza di assegnazione Pinto eseguibile con l’ottemperanza (Cons. Stato n. 5572 del 10.07.2026)
- Giudizio di ottemperanza spese lite legge Pinto non sospeso (Cons. Stato n. 5436 del 07.07.2026)
- Sospesi fino al 2027 i giudizi di ottemperanza sui crediti Pinto (TAR Veneto n. 1275 del 12.06.2026)
- Sospensione legale dei giudizi di ottemperanza per crediti Pinto (TAR Veneto n. 1265 del 11.06.2026)
- Ottemperanza non sospesa da moratoria ex legge 89/2001 (TAR Lazio n. 6185 del 03.04.2026)
- Inammissibile l’ottemperanza per equa riparazione durante sospensione legale (TAR Campania n. 5149 del 09.09.2026)
- Equa riparazione per irragionevole durata del giudizio “Pinto su Pinto” ammissibile ma soggetta a verifica delle condizioni personali (Cass. civ. Sez. 2 n. 5688 del 12.03.2026)
- Equa riparazione: termine di decadenza decorrente dal giudicato sulla sentenza di ottemperanza (Cass. civ. Sez. 2 n. 13762 del 11.05.2026)
- Sospensione automatica del giudizio di ottemperanza per la legge Pinto durante il biennio di rinnovo della domanda (TAR Puglia n. 16 del 05.01.2026)
- Sospensione dell’ottemperanza e rinnovo della domanda ex art. 5-sexies l. n. 89/2001 (TAR Puglia n. 476 del 30.03.2026)
- Sospensione ex lege dei giudizi di ottemperanza Pinto non appellabile (Cons. Stato n. 10113 del 19.12.2025)
- Inappellabilità dell’ordinanza di sospensione legale del giudizio di ottemperanza Pinto (Cons. Stato n. 10115 del 19.12.2025)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione e poteri del commissario ad acta (TAR Calabria n. 1022 del 24.06.2024)
- Equa riparazione: ottemperanza al decreto Pinto senza notifica del titolo esecutivo (TAR Calabria n. 1024 del 24.06.2024)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione ed esecuzione delle spese di lite (TAR Calabria n. 1025 del 24.06.2024)
- Ottemperanza al decreto Pinto: penalità di mora e commissario ad acta (TAR Calabria n. 1042 del 28.06.2024)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione e poteri del commissario ad acta (TAR Puglia n. 104 del 21.01.2025)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione e spese ai difensori antistatari (TAR Puglia n. 105 del 21.01.2025)
- Ottemperanza al giudicato di equa riparazione e commissario ad acta nominato d’ufficio (TAR Calabria n. 1087 del 04.07.2024)
- Ottemperanza al decreto Pinto e poteri del commissario ad acta sulle spese (TAR Calabria n. 1088 del 04.07.2024)
- Ottemperanza al decreto Pinto: commissario ad acta e retribuzione onnicomprensiva (TAR Puglia n. 1089 del 11.10.2024)
- Legge Pinto, ottemperanza e poteri del commissario ad acta sulle spese (TAR Calabria n. 108 del 20.01.2025)
- Equa riparazione e poteri del commissario ad acta in ottemperanza (TAR Puglia n. 111 del 26.01.2024)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione e nomina del commissario ad acta (TAR Puglia n. 112 del 23.01.2025)
- Ottemperanza al decreto ex legge Pinto senza notifica del titolo esecutivo (TAR Calabria n. 1131 del 11.07.2024)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione e poteri del commissario ad acta (TAR Puglia n. 1133 del 28.10.2024)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione e poteri del commissario ad acta (TAR Puglia n. 1136 del 28.10.2024)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione e poteri del commissario ad acta (TAR Puglia n. 1137 del 28.10.2024)
- Esecuzione del decreto ex legge Pinto e prova del pagamento (TAR Sicilia n. 1139 del 04.04.2025)
- Ottemperanza al decreto ex legge Pinto: termine e commissario ad acta (TAR Puglia n. 113 del 26.01.2024)
- Ottemperanza al decreto Pinto: rivalutazione esclusa e commissario ad acta (TAR Puglia n. 113 del 23.01.2025)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione e penalità di mora (TAR Calabria n. 1141 del 12.07.2024)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione e poteri del commissario ad acta (TAR Puglia n. 1144 del 29.10.2024)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione e poteri del commissario ad acta (TAR Puglia n. 1145 del 29.10.2024)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione e poteri del commissario ad acta (TAR Puglia n. 1148 del 29.10.2024)
- Esecuzione del decreto Pinto: ottemperanza e limiti della rivalutazione (TAR Puglia n. 114 del 26.01.2024)
- Ottemperanza al decreto Pinto: esecuzione, commissario ad acta e diniego di rivalutazione (TAR Puglia n. 114 del 23.01.2025)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione e poteri del commissario ad acta (TAR Puglia n. 1151 del 29.10.2024)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione e poteri del commissario ad acta (TAR Puglia n. 1152 del 29.10.2024)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione e poteri del commissario ad acta (TAR Puglia n. 1153 del 29.10.2024)
- Ottemperanza ai decreti ex legge Pinto senza notifica del titolo esecutivo (TAR Calabria n. 1155 del 15.07.2024)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione e poteri del commissario ad acta (TAR Puglia n. 1157 del 29.10.2024)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione e poteri del commissario ad acta (TAR Puglia n. 115 del 26.01.2024)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione (TAR Calabria n. 116 del 25.01.2024)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione e poteri del commissario ad acta (TAR Puglia n. 1183 del 30.10.2024)
- Ottemperanza al giudicato di equa riparazione e poteri del commissario ad acta (TAR Puglia n. 1185 del 30.10.2024)
- Ottemperanza al decreto di equa riparazione e poteri del commissario ad acta (TAR Puglia n. 1186 del 30.10.2024)
- Termine equa riparazione decorre dalla definizione del giudizio di ottemperanza (Cass. civ. Sez. II n. 122 del 03.01.2024)
- Termine di decadenza equa riparazione decorre dalla definizione dell’ottemperanza (Cass. civ. Sez. II n. 545 del 08.01.2024)
- Equa riparazione: cognizione e ottemperanza si computano unitariamente (Cass. civ. Sez. II n. 4749 del 22.02.2024)
- Equa riparazione, cognizione e ottemperanza nel termine ragionevole (Cass. civ. Sez. II n. 16040 del 10.06.2024)
- Equa riparazione, termine di decadenza e legittimazione passiva nel giudizio di ottemperanza (Cass. civ. Sez. II n. 17611 del 26.06.2024)
- Equa riparazione e durata del giudizio di ottemperanza (Cass. civ. Sez. II n. 17978 del 01.07.2024)
- Equa riparazione Pinto per durata del giudizio di ottemperanza e legittimazione passiva (Cass. civ. Sez. II n. 17982 del 01.07.2024)
- Equa riparazione, lo spatium dilatorio di pagamento non è tempo del processo (Cass. civ. Sez. II n. 18310 del 04.07.2024)
- Istanza di prelievo non necessaria nel giudizio di ottemperanza (Cass. civ. Sez. II n. 8555 del 01.04.2025)
- Spese di lite per equa riparazione e ottemperanza (Cons. Stato n. 5443 del 07.07.2026)
- Ottemperanza delle spese di lite e commissario ad acta ex legge Pinto (Cons. Stato n. 5437 del 07.07.2026)
- Ottemperanza alle spese del giudizio di equa riparazione: sospensione inapplicabile (TAR Lazio n. 2245 del 05.02.2026)
- Ottemperanza al giudicato e spese distratte fuori dal blocco legge n. 89/2001 (TAR Lazio n. 916 del 16.01.2026)
- Giudizio di ottemperanza al decreto Pinto con spese a carico del commissario (TAR Calabria n. 958 del 25.05.2026)
- Ottemperanza al giudicato Pinto su penalità di mora e spese (TAR Calabria n. 479 del 16.03.2026)
- Equa riparazione: prova del pagamento mediante assegni e durata della procedura (Cass. civ. Sez. II n. 703 del 10.01.2025)
- Equa riparazione al difensore antistatario, competenza del giudice dell’ottemperanza (Cass. civ. Sez. II n. 714 del 10.01.2025)
- Istanza di prelievo non necessaria nel giudizio di ottemperanza (Cass. civ. Sez. II n. 1602 del 22.01.2025)
- Sostituzione del commissario ad acta per perdurante inottemperanza al giudicato Pinto (TAR Campania n. 727 del 17.04.2026)
- Ottemperanza al decreto Pinto spese di lite commissario ad acta (TAR Lazio n. 7722 del 28.04.2026)
- Spese legali e ottemperanza al giudicato: sospensione esclusa per crediti non Pinto (TAR Campania n. 3775 del 15.06.2026)
- Inammissibile ottemperanza per blocco biennale crediti irragionevole durata processo (TAR Campania n. 482 del 23.01.2026)
- Durata irragionevole dell’equa riparazione: computo unitario tra cognizione e ottemperanza senza detrazione del tempo intermedio (Cass. civ. Sez. 2 n. 4823 del 03.03.2026)
- Sostituzione del commissario ad acta e nuovo funzionario ex art. 5-sexies l. n. 89/2001 (TAR Basilicata n. 300 del 10.08.2026)
- L’ottemperanza per i decreti Pinto è sospesa, ma i creditori possono rinnovare la domanda (TAR Basilicata n. 119 del 17.03.2026)
- Ottemperanza per inerzia della p.a.: commissario ad acta e spese del commissario per analogia con legge Pinto (TAR Calabria n. 1431 del 17.07.2026)
- Correzione errore materiale sulla sospensione ex art. 5-sexies l. 89/2001 (TAR Puglia, Sez. I, decr. n. 576 del 16.05.2026)
Fallimenti, procedure concorsuali ed esecuzioni (71)
- Equa riparazione, valore della causa è il credito insinuato al passivo (Cass. civ. Sez. II n. 4457 del 20.02.2024)
- Società fallita cancellata non può chiedere l’equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 4460 del 20.02.2024)
- Equa riparazione decorre da definitività del decreto di chiusura del fallimento (Cass. civ. Sez. II n. 4601 del 21.02.2024)
- Equa riparazione durata fallimento dies ad quem soddisfacimento creditore (Cass. civ. Sez. II n. 11388 del 29.04.2024)
- Equa riparazione: erede del fallito indennizzabile solo se partecipa alla procedura (Cass. civ. Sez. II n. 11442 del 29.04.2024)
- Durata ragionevole del fallimento: dies a quo dalla domanda di insinuazione (Cass. civ. Sez. II n. 14604 del 24.05.2024)
- Nessuna riduzione dell’indennizzo per la durata irragionevole del fallimento (Cass. civ. Sez. II n. 17354 del 24.06.2024)
- Nessun indennizzo Pinto per la fase esecutiva del concordato preventivo (Cass. civ. Sez. II n. 8560 del 01.04.2025)
- Nessuna riduzione dell’equa riparazione per il numero dei creditori della procedura concorsuale (Cass. civ. Sez. II n. 12238 del 08.05.2025)
- Durata ragionevole procedure concorsuali termine legale sottratto alla discrezionalità del giudice (Cass. civ. Sez. II n. 20008 del 17.07.2025)
- Equa riparazione per durata del fallimento: irrilevante il comportamento anteriore del fallito (Cass. civ. Sez. II n. 1607 del 22.01.2025)
- Indennizzo per irragionevole durata del fallimento: limiti dell’art. 2-bis e termine di sei anni (Cass. civ. Sez. 2 n. 20872 del 19.06.2026)
- Equa riparazione: il credito ammesso al passivo non si valuta in comparazione col capitale sociale (Cass. civ. Sez. 2 n. 16948 del 30.05.2026)
- L’irrisorietà del credito ex art. 2, comma 2-sexies, lett. g), l. n. 89/2001 richiede la valutazione anche delle condizioni personali del creditore (Cass. civ. Sez. 2 n. 16954 del 30.05.2026)
- I termini di ragionevole durata della procedura concorsuale sono inderogabili (Cass. civ. Sez. 2 n. 18126 del 05.06.2026)
- Derogabile sotto il minimo l’indennizzo annuo Pinto per il credito di lavoro soddisfatto dal Fondo di Garanzia (Cass. civ. Sez. 2 n. 12072 del 30.04.2026)
- La complessità della procedura fallimentare non può ridurre l’indennizzo sotto la soglia minima senza valutare il carattere bagatellare della pretesa (Cass. civ. Sez. 2 n. 10680 del 22.04.2026)
- Niente equa riparazione per il debitore esecutato senza prova della capienza originaria (Cass. civ. Sez. 2 n. 6295 del 17.03.2026)
- Riduzione dell’indennizzo per eccessiva durata del fallimento e liquidazione delle spese (Cass. civ. Sez. 2 n. 7238 del 26.03.2026)
- Equa riparazione e processo fallimentare: il valore della causa si ricollega al credito effettivamente insoddisfatto (Cass. civ. Sez. 2 n. 7239 del 26.03.2026)
- Equa riparazione: irragionevole la durata fallimentare oltre il termine legale di sei anni (Cass. civ. Sez. 2 n. 10683 del 22.04.2026)
- Equa riparazione all’erede del creditore insinuato: indennizzo iure proprio solo dalla partecipazione alla procedura (Cass. civ. n. 11048 del 27.04.2023)
- Durata ragionevole procedura concorsuale: termine di sei anni predeterminato (Cass. civ. n. 31806/2025)
- Fallimento troppo lungo e indennizzo: i sei anni restano (Corte cost. n. 102/2025)
- Equa riparazione: l’indennizzo può scendere sotto il minimo annuo se il Fondo di Garanzia ha già ridotto l’attesa (Cass. 12073/2026)
- Riduzione dell’indennizzo per equa riparazione non applicabile alle procedure fallimentari (Cass. civ. Sez. II n. 20925 del 23.07.2025)
- Equa riparazione: irrisorietà della pretesa e valore del credito ammesso al passivo (Cass. civ. Sez. II n. 21225 del 24.07.2025)
- Equa riparazione: dies a quo dal decreto di chiusura del fallimento (Cass. civ. Sez. II n. 22402 del 04.08.2025)
- Equa riparazione per società e danno non patrimoniale da durata del fallimento (Cass. civ. Sez. II n. 123 del 03.01.2024)
- Equa riparazione, durata del fallimento decorre dall’insinuazione al passivo (Cass. civ. Sez. II n. 324 del 05.01.2024)
- Equa riparazione: nel fallimento la complessità non esclude l’indennizzo (Cass. civ. Sez. II n. 1289 del 12.01.2024)
- Equa riparazione e durata ragionevole nella procedura concorsuale (Cass. civ. Sez. II n. 1290 del 12.01.2024)
- Equa riparazione e durata del fallimento: la complessità non esclude l’indennizzo (Cass. civ. Sez. II n. 1291 del 12.01.2024)
- Equa riparazione: dies a quo dalla domanda di insinuazione al passivo (Cass. civ. Sez. II n. 2041 del 19.01.2024)
- Equa riparazione al creditore ammesso al passivo fallimentare (Cass. civ. Sez. II n. 3795 del 12.02.2024)
- Riduzione dell’indennizzo per durata irragionevole non applicabile alle procedure fallimentari (Cass. civ. Sez. II n. 4602 del 21.02.2024)
- Reclamo avverso chiusura del fallimento e durata ragionevole del processo presupposto (Cass. civ. Sez. II n. 4619 del 21.02.2024)
- Valore della causa nell’equa riparazione parametrato alla domanda, non al riparto fallimentare (Cass. civ. Sez. II n. 4620 del 21.02.2024)
- Chiusura del fallimento e decorrenza del termine per l’equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 7457 del 20.03.2024)
- Equa riparazione per durata irragionevole del fallimento: limite all’indennizzo (Cass. civ. Sez. II n. 10417 del 17.04.2024)
- Chiusura del fallimento, decorrenza del termine di reclamo ed equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 11745 del 02.05.2024)
- Valore della causa nella procedura fallimentare ai fini dell’equo indennizzo (Cass. civ. Sez. II n. 14542 del 24.05.2024)
- No decurtazione del 40% per equa riparazione nella procedura fallimentare (Cass. civ. Sez. II n. 14602 del 24.05.2024)
- Equa riparazione per durata irragionevole del fallimento non esclusa da incapienza attivo (Cass. civ. Sez. II n. 14610 del 24.05.2024)
- Termine equa riparazione decorre dalla chiusura del fallimento (Cass. civ. Sez. II n. 16081 del 10.06.2024)
- Equa riparazione decorre dalla chiusura del fallimento non comunicata ai creditori (Cass. civ. Sez. II n. 17343 del 24.06.2024)
- Valore causa art 2 bis legge Pinto nelle procedure fallimentari (Cass. civ. Sez. II n. 17583 del 26.06.2024)
- Equa riparazione e durata del fallimento: dies a quo dall’insinuazione al passivo (Cass. civ. Sez. II n. 18382 del 05.07.2024)
- Equa riparazione e ammissione al passivo: danno non patrimoniale presunto (Cass. civ. Sez. II n. 20325 del 23.07.2024)
- Equa riparazione, termine annuale per la chiusura del fallimento (Cass. civ. Sez. II n. 20326 del 23.07.2024)
- Equa riparazione per durata del fallimento: limite al valore del credito ammesso (Cass. civ. Sez. II n. 20637 del 24.07.2024)
- Equa riparazione: indennizzo sotto soglia e intervento del fondo di garanzia (Cass. civ. Sez. II n. 7118 del 17.03.2025)
- Equa riparazione, durata del processo esecutivo fino alla soddisfazione del credito (Cass. civ. Sez. II n. 7124 del 17.03.2025)
- Indennizzo equa riparazione: limiti al valore del credito ammesso al passivo (Cass. civ. Sez. II n. 10483 del 22.04.2025)
- Fallimento, indennizzo legge Pinto limitato al credito ammesso al passivo (Cass. civ. Sez. II n. 10508 del 22.04.2025)
- Indennizzo legge Pinto, tetto pari al credito ammesso al passivo (Cass. civ. Sez. II n. 10517 del 22.04.2025)
- Equa riparazione: durata del fallimento dal deposito della domanda di ammissione al (Cass. civ. Sez. II n. 489 del 09.01.2025)
- Equa riparazione, decorrenza dalla domanda di insinuazione al passivo (Cass. civ. Sez. II n. 541 del 09.01.2025)
- Durata ragionevole della procedura fallimentare decorre dall’insinuazione al passivo (Cass. civ. Sez. II n. 555 del 09.01.2025)
- Equa riparazione e autonomia tra esecuzione e accertamento dell’obbligo del terzo (Cass. civ. Sez. II n. 683 del 10.01.2025)
- Legge Pinto e fallimento: irrilevante la condotta anteriore del fallito (Cass. civ. Sez. II n. 1601 del 22.01.2025)
- Il termine di sei anni per le procedure concorsuali ex art. 2, comma 2-bis, l. n. 89/2001 è inderogabile (Cass. civ. Sez. 2 n. 18667 del 09.06.2026)
- Equa riparazione fallimentare e compenso unico per pluralità di parti (Cass. civ. Sez. 2 n. 14721 del 18.05.2026)
- Derogabile al di sotto dei 400 euro l’indennizzo per irragionevole durata del fallimento (Cass. civ. Sez. 2 n. 12071 del 30.04.2026)
- Riducibile sotto il minimo legale l’indennizzo per irragionevole durata della procedura fallimentare (Cass. civ. Sez. 2 n. 12075 del 30.04.2026)
- Indennizzo ex lege Pinto non riducibile per la pluralità di creditori nella procedura fallimentare (Cass. civ. Sez. 2 n. 12076 del 30.04.2026)
- Riduzione per fallimento con più parti non applicabile all’equa riparazione (Cass. civ. Sez. 2 n. 10674 del 22.04.2026)
- Derogabilità al ribasso del minimo indennitario nella equa riparazione per durata del fallimento (Cass. civ. Sez. 2 n. 12070 del 30.04.2026)
- Equa riparazione: termine ragionevole di sei anni per le procedure concorsuali (Cass. civ. Sez. II n. 31806/2025)
- Equa riparazione: la durata ragionevole di sei anni per le procedure concorsuali è inderogabile, il giudice non può estenderla (Cass. 18126/2026)
- Equa riparazione per durata del fallimento: il termine di sei anni è vincolante e non soggetto a valutazione discrezionale del giudice (ord. 31806/2025)
Processo penale, amministrativo, tributario e contabile (19)
- Equa riparazione alla parte civile e decorrenza dalla costituzione (Cass. civ. Sez. II n. 3583 del 08.02.2024)
- Perenzione del giudizio amministrativo e computo dell’equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 9803 del 11.04.2024)
- Equa riparazione, rimedi preventivi e ambito di applicazione della sospensione feriale (Cass. civ. Sez. II n. 11777 del 02.05.2024)
- Parte civile immanente e onere probatorio nella durata irragionevole del processo penale (Cass. civ. Sez. II n. 14557 del 24.05.2024)
- Istanza di prelievo ammessa con equa riparazione nel processo amministrativo (Cass. civ. Sez. II n. 15051 del 29.05.2024)
- Equa riparazione: processo penale e civile a valutazione unitaria (Cass. civ. Sez. II n. 15354 del 31.05.2024)
- Prescrizione del reato e presunzione di non danno nella equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 20715 del 25.07.2024)
- Presunzione insussistenza danno da irragionevole durata per perenzione nel processo amministrativo (Cass. civ. Sez. II n. 11450 del 30.04.2025)
- Equa riparazione tra giudici ordinari e amministrativi: legittimazione disgiunta dei Ministeri (Cass. civ. Sez. II n. 11454 del 30.04.2025)
- Equa riparazione ammessa senza istanza di prelievo dopo sentenza 34/2019 (Cass. civ. Sez. II n. 12113 del 07.05.2025)
- Equa riparazione, prescrizione del reato e prova del pregiudizio (Cass. civ. Sez. II n. 14002 del 26.05.2025)
- Sospensione per pregiudizialità esclusa dal computo della ragionevole durata (Cass. civ. Sez. II n. 1611 del 22.01.2025)
- Il ricorso per cassazione avverso le sentenze del Consiglio di Stato sospende il termine di decadenza per l’equa riparazione (Cass. civ. Sez. 2 n. 16250 del 25.05.2026)
- Istanza di prelievo quale condizione soggettiva di ammissibilità dell’equa riparazione (Cass. civ. Sez. 2 n. 14125 del 14.05.2026)
- Istanza di prelievo nel processo amministrativo è rimedio preventivo effettivo (Cass. civ. Sez. II n. 10896 del 23.04.2024)
- L’istanza di prelievo non incide sul computo della durata del processo (Cass. civ. Sez. II n. 11752 del 02.05.2024)
- Termine semestrale equa riparazione e sospensioni: domanda tardiva (Cass. civ. Sez. II n. 14400 del 23.05.2024)
- Azione civile nel processo penale e durata unitaria ai fini dell’equo indennizzo (Cass. civ. Sez. II n. 17347 del 24.06.2024)
- Istanza di prelievo e indennizzo per irragionevole durata del processo amministrativo (Cass. civ. Sez. II n. 17980 del 01.07.2024)
Eredi, condomini, società: chi può chiederlo (16)
- Equa riparazione, legittimazione esclusiva delle parti della causa presupposta (Cass. civ. Sez. II n. 2642 del 29.01.2024)
- Equa riparazione: indennizzo parametrato al credito residuo e non cumulabile dagli eredi (Cass. civ. Sez. II n. 4746 del 22.02.2024)
- Equa riparazione e processo proseguito dopo la morte della parte (Cass. civ. Sez. II n. 16039 del 10.06.2024)
- Equa riparazione e durata del processo presupposto per l’erede (Cass. civ. Sez. II n. 20539 del 24.07.2024)
- Equa riparazione: successione nel giudizio presupposto e riunione d’ufficio (Cass. civ. Sez. 2 n. 5723 del 13.03.2026)
- Equa riparazione e danno non patrimoniale delle persone giuridiche (Cass. civ. Sez. II n. 24404 del 02.09.2025)
- Regolamento di competenza e difensore antistatario nel giudizio di equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 14420 del 23.05.2024)
- Avvocato distrattario escluso dall’equa riparazione per durata del processo (Cass. civ. Sez. II n. 16070 del 10.06.2024)
- Avvocato distrattario senza indennizzo per l’irragionevole durata del processo (Cass. civ. Sez. II n. 6070 del 06.03.2025)
- Avvocato distrattario non legittimato all’indennizzo per durata del processo (Cass. civ. Sez. II n. 7150 del 17.03.2025)
- Equa riparazione alle persone giuridiche: danno presunto per l’intera durata irragionevole (Cass. civ. Sez. II n. 14749 del 01.06.2025)
- Equa riparazione e fusione per incorporazione: successione e frazioni temporali (Cass. civ. Sez. II n. 557 del 09.01.2025)
- L’avvocato antistatario non ha diritto all’indennizzo per la lunga durata del processo altrui (Cass. civ. Sez. 2 n. 13239 del 07.05.2026)
- L’avvicendamento degli amministratori non esclude l’equa riparazione della società (Cass. civ. Sez. 2 n. 16248 del 25.05.2026)
- Escluso il condomino dall’equa riparazione ottenuta laddove era controparte (Cass. civ. Sez. 2 n. 14738 del 18.05.2026)
- Indennizzo Pinto non ripartibile al condomino dissenziente (Cass. civ. Sez. 2 n. 10978 del 24.04.2026)
Spese e compensi nel giudizio di equa riparazione (43)
- Opposizione ex art. 5-ter legge Pinto e scaglione tariffario delle spese (Cass. civ. Sez. II n. 20842 del 23.07.2025)
- Compensi di difesa, spetta la fase istruttoria anche in equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 20916 del 23.07.2025)
- Limiti dell’indennizzo e spese nel giudizio di opposizione alla legge Pinto (Cass. civ. Sez. II n. 22398 del 04.08.2025)
- Equa riparazione: danno patrimoniale e spese nell’opposizione ex art. 5-ter (Cass. civ. Sez. 2 n. 23308 del 14.08.2025)
- Spese opposizione art. 5-ter legge 89/2001 liquidate per fasi e minimi tariffari (Cass. civ. Sez. II n. 31814 del 05.12.2025)
- Equa riparazione, riduzione per numero di parti e compensazione delle spese (Cass. civ. Sez. II n. 3979 del 13.02.2024)
- Liquidazione spese nel procedimento di equa riparazione: natura contenziosa (Cass. civ. Sez. II n. 4615 del 21.02.2024)
- Opposizione ex art. 5-ter l. 89/2001 e regolazione unitaria delle spese (Cass. civ. Sez. II n. 5994 del 06.03.2024)
- Equa riparazione: aumenti ex art. 2-bis e compensazione delle spese (Cass. civ. Sez. II n. 14530 del 24.05.2024)
- Spese procedimento Pinto liquidazione unitaria divieto compensazione motivo assorbito (Cass. civ. Sez. II n. 15520 del 04.06.2024)
- Equa riparazione, valore della causa e spese dell’opposizione ex art. 5-ter (Cass. civ. Sez. II n. 15521 del 04.06.2024)
- Compensi al difensore liquidabili per fase istruttoria nell’opposizione ex legge Pinto (Cass. civ. Sez. II n. 17579 del 26.06.2024)
- Spese nel procedimento di equa riparazione e applicazione della tabella vigente (Cass. civ. Sez. II n. 17602 del 26.06.2024)
- Indennizzo equa riparazione, liquidazione unitaria e spese di opposizione (Cass. civ. Sez. II n. 7522 del 21.03.2025)
- Spese di lite nel giudizio di equa riparazione: soccombenza e tabelle vigenti (Cass. civ. Sez. II n. 7593 del 21.03.2025)
- Spese di lite nel giudizio di equa riparazione: fase istruttoria dovuta (Cass. civ. Sez. II n. 8529 del 01.04.2025)
- Equa riparazione, unitarietà del procedimento e compenso per fase istruttoria (Cass. civ. Sez. II n. 8541 del 01.04.2025)
- Compenso dovuto per fase istruttoria nelle spese di equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 10484 del 22.04.2025)
- Rimedi preventivi equa riparazione e spese per note scritte non depositate (Cass. civ. Sez. II n. 10516 del 22.04.2025)
- Spese di lite nel giudizio di equa riparazione e minimi tabellari inderogabili (Cass. civ. Sez. II n. 12114 del 07.05.2025)
- Equa riparazione, compensi agli avvocati e minimi tariffari inderogabili (Cass. civ. Sez. II n. 12115 del 07.05.2025)
- Opposizione Pinto non è appello: spese liquidate unitariamente (Cass. civ. Sez. II n. 12240 del 08.05.2025)
- No compensi al difensore per fase istruttoria in equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 18800 del 09.07.2025)
- Equa riparazione, natura contenziosa e spese per contumacia della parte (Cass. civ. Sez. II n. 6002 del 06.03.2025)
- Spese di lite nel giudizio di equa riparazione: valore determinato dall’indennizzo riconosciuto (Cass. civ. Sez. II n. 487 del 09.01.2025)
- Spese lite equa riparazione liquidate per scaglione tariffario sul valore attribuito (Cass. civ. Sez. II n. 492 del 09.01.2025)
- Equa riparazione e spese al difensore antistatario competono al giudice del processo (Cass. civ. Sez. II n. 713 del 10.01.2025)
- Equa riparazione e distrazione spese: competenza nel distretto del giudizio proprio (Cass. civ. Sez. II n. 715 del 10.01.2025)
- Opposizione ex art. 5-ter L. 89/2001: compensi unitari e fase istruttoria ineludibile (Cass. civ. Sez. II n. 974 del 15.01.2025)
- Compensi all’avvocato nel giudizio di opposizione per equa riparazione (Cass. civ. Sez. II n. 977 del 15.01.2025)
- Opposizione Pinto respinta: spese della fase monitoria al Ministero (Cass. civ. Sez. II n. 1610 del 22.01.2025)
- Minimi tariffari inderogabili e scaglione commisurato all’intera vittoria nell’opposizione ex art. 5-ter legge Pinto (Cass. civ. Sez. 2 n. 20860 del 19.06.2026)
- Valore della causa nella liquidazione delle spese del giudizio di rinvio per equa riparazione (Cass. civ. Sez. 2 n. 4824 del 03.03.2026)
- Irragionevole durata del processo: liquidazione unitaria delle spese, senza distinzione tra fase monitoria e opposizione, ed esclusione delle spese nel procedimento di correzione (Cass. civ. Sez. 2 n. 10672 del 22.04.2026)
- Equa riparazione: scaglioni tariffari e liquidazione delle spese nelle fasi successive al primo grado (Cass. civ. Sez. II n. 12077 del 30.04.2026)
- Compensazione spese e soccombenza reciproca nell’equa riparazione (Cass. civ. Sez. 2 n. 13759 del 11.05.2026)
- Liquidazione spese sotto i minimi tabellari nel processo di equa riparazione: il giudice del rinvio deve rispettare i valori inderogabili del d.m. n. 55/2014 (Cass. civ. Sez. 2 n. 14712 del 18.05.2026)
- Opposizione ex art. 5-ter l. n. 89/2001 e liquidazione delle spese (Cass. civ. Sez. 2 n. 16246 del 25.05.2026)
- Compensazione delle spese nell’equa riparazione dopo l’integrazione del contraddittorio (Cass. civ. Sez. 2 n. 4818 del 03.03.2026)
- Compensi liquidati in misura ridotta senza motivazione nella fase monitoria dell’equa riparazione (Cass. civ. Sez. 2 n. 13236 del 07.05.2026)
- Indennizzo equa riparazione e liquidazione spese nel giudizio di opposizione (Cass. civ. Sez. II n. 30709 del 21.11.2025)
- Derogabilità del minimo dell’indennizzo per equa riparazione e spese all’Avvocatura (Cass. civ. n. 12073/2026)
- Liquidazione indennizzo equa riparazione e spese processuali (Cass. civ. n. 30709/2025)
Altre decisioni sulla legge Pinto (3)
- Equa riparazione anche alla parte vittoriosa solo per difetto di legittimazione (Cass. civ. Sez. II n. 4599 del 21.02.2024)
- Equa riparazione: onere probatorio del nesso causale tra ritardo e danno (Cass. civ. Sez. II n. 14811 del 02.06.2025)
- Equa riparazione: irrilevante l’orientamento ondivago sulla querela di falso (Cass. civ. Sez. II n. 8564 del 01.04.2025)
Guida pratica a cura dell’Avv. Danilo Scarlino. Aggiornata il 18 ottobre 2026.