Debiti e ingiunzioni

Decreto ingiuntivo: cosa fare quando ti arriva e come opporti

Il decreto ingiuntivo della banca, del condominio, del fornitore o dell’ex avvocato notificato a casa, i quaranta giorni che corrono, la provvisoria esecuzione già concessa, il decreto mai ricevuto e scoperto con il pignoramento, la mediazione, le clausole abusive del contratto. E dall’altra parte il decreto che hai ottenuto contro un Comune che non paga. Qui trovi le risposte, ognuna fondata sulle decisioni commentate su questo sito.

40 giorniIl termine ordinario per opporti: decorre dalla notifica valida del decreto
La prova spetta al creditoreNell’opposizione chi chiede il pagamento deve dimostrare il credito
Paghi solo se vinciNessun anticipo. Compenso solo con un risultato economico
Indice

Parti dalla tua situazione

Sette blocchi di domande e i passi da fare subito. Ogni risposta cita le decisioni da cui deriva, tutte commentate su studiolegalescarlino.com.

1 · Opposizione

Opposizione al decreto ingiuntivo: termini e regole del giudizio

L’opposizione apre un giudizio ordinario in cui il creditore resta attore in senso sostanziale. Il termine è perentorio e conta la notifica valida.

40 giorniTermine ordinarioDalla notifica valida del decreto
PerentorioRiduzione motivataIl termine ridotto d’ufficio e senza motivi è nullo
Attore sostanzialeÈ il creditoreDeve provare l’esistenza e l’importo del credito
Giudice del decretoCompetenza funzionaleL’opposizione va all’ufficio che lo ha emesso
Mi è arrivato un decreto ingiuntivo: ho davvero 40 giorni? Da quando si contano?

Sì: il termine ordinario per opporsi è di quaranta giorni (Cass. 15819/2026) e decorre dalla notifica valida. Se la prima notifica è nulla e ne segue una valida, il termine parte da quest’ultima (Cass. 19814/2025). Nella notifica per compiuta giacenza ex art. 140 c.p.c. conta il ricevimento della raccomandata informativa, oppure il decorso di dieci giorni dalla spedizione se non la ricevi (Cass. 4908/2026).

Il giudice può ridurre il termine, ma il provvedimento adottato d’ufficio e senza motivazione è nullo (Cass. 23065/2025). L’opposizione va proposta davanti all’ufficio del giudice che ha emesso il decreto: è una competenza funzionale e inderogabile (Cass. 2320/2024).

Nell’opposizione posso chiamare in causa altri o fare domande mie? E il creditore può cambiare domanda?

Puoi difenderti a tutto campo, con alcune regole. Se vuoi chiamare in causa un terzo, non puoi citarlo direttamente: devi chiedere l’autorizzazione al giudice nell’atto di opposizione, e la costituzione del terzo non sana la chiamata irregolare (Cass. 33598/2025). La domanda riconvenzionale che eccede la competenza del giudice conserva comunque la funzione di eccezione sui fatti che riducono o estinguono il credito (Cass. 23801/2025; Cass. 25387/2025). L’eccezione di incompetenza per connessione va sollevata entro la prima udienza (Cass. 25868/2026).

Dall’altra parte, il creditore opposto non è vincolato alla domanda del ricorso: può proporre con la comparsa domande nuove o alternative, purché fondate sullo stesso interesse (Cass. 25689/2026; Cass. 25289/2025; Cass. 26861/2025), e può riqualificare il rapporto nella memoria se fatti e petitum restano gli stessi (Cass. 25730/2026).

Se vinco l’opposizione recupero quanto ho già pagato? E chi paga le spese?

Sì. Con la revoca del decreto nasce un’obbligazione restitutoria: ciascun percettore restituisce quanto ha ricevuto in sede esecutiva, nei limiti di quell’importo (Cass. 23477/2025). L’ipoteca giudiziale iscritta sul decreto provvisoriamente esecutivo va cancellata quando l’accoglimento dell’opposizione, passato in giudicato, accerta che il credito non esisteva (Cass. 19012/2026).

Sulle spese, la revoca del decreto non rende automaticamente irripetibili per il creditore quelle della fase monitoria: la soccombenza si valuta sull’esito complessivo della lite (Cass. 26240/2026). Attenzione all’estinzione: se il giudizio di opposizione si estingue, il decreto riacquista la sua efficacia esecutiva (Cass. 25739/2025).

Ti hanno notificato un decreto ingiuntivo?

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2 · Notifica

Notifica del decreto: quando è tardiva, nulla o inesistente

Se il decreto non viene notificato entro sessanta giorni perde efficacia. Una notifica nulla si può rinnovare e apre l’opposizione tardiva; una inesistente fa cadere il titolo.

Il decreto mi è stato notificato dopo 60 giorni, o non mi è mai arrivato: vale ancora?

Se il decreto non è stato notificato entro il termine di sessanta giorni dell’art. 644 c.p.c., diventa inefficace: in quel caso non hai neppure interesse a opporti e l’opposizione è inammissibile (Cass. 5361/2025). Quando il giudice dichiara la notifica inesistente, si consolida la presunzione che il creditore abbia abbandonato il titolo e non si esamina il merito della pretesa (Cass. 6962/2026).

Se la notifica non va a buon fine per circostanze non imputabili al creditore, come l’irreperibilità, quest’ultimo ha l’onere di chiedere subito la ripresa del procedimento notificatorio (Cass. 11046/2025). Per il creditore la notifica si perfeziona con la consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario (Cass. 10184/2022).

Mi hanno notificato al vecchio indirizzo o come irreperibile: la notifica è nulla o inesistente?

Quasi sempre nulla. L’inesistenza ricorre solo quando manca materialmente l’atto o un’attività riconoscibile come notificazione; ogni altra difformità dal modello legale è nullità (Cass. 694/2024). È nulla, e non inesistente, la notifica eseguita presso la precedente residenza (Cass. 17401/2026) e quella fatta come irreperibile ex art. 143 c.p.c. senza le ricerche prescritte (Cass. 3645/2026).

La differenza conta: la notifica nulla non fa cadere il decreto, ma se non ne hai avuto conoscenza ti apre la strada dell’opposizione tardiva, che è il mezzo per dedurre quella nullità (Cass. 2118/2025).

Hai scoperto un decreto che non ti era mai arrivato?

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3 · Prova del credito

Chi deve provare il credito: banca, fornitore, condominio

Estratto conto e fattura bastano per ottenere il decreto, non per vincere l’opposizione. Il condominio invece prova con la delibera approvata.

La banca ha ottenuto il decreto con gli estratti conto: nell’opposizione deve provare di più?

Sì. L’estratto conto certificato dell’art. 50 TUB è idoneo a fondare l’ingiunzione solo nella fase monitoria: nella successiva cognizione piena non esaurisce l’onere della prova della banca (Cass. 11144/2024). L’opposizione apre un ordinario giudizio di cognizione in cui l’inversione delle posizioni è solo formale: la banca resta attore in senso sostanziale e deve provare i fatti costitutivi del credito (Cass. 2356/2024; Cass. 5490/2024).

La prova può però essere fornita anche durante l’opposizione, perché conta che il diritto sia dimostrato alla fine del giudizio (Cass. 13617/2024), e il giudice valuta tutte le allegazioni e le prove delle parti (Cass. 26586/2025).

Il decreto si basa solo su fatture o stati di avanzamento lavori: bastano?

Per ottenere il decreto sì, per vincere l’opposizione no. La fattura dell’appaltatore è prova scritta sufficiente per l’ingiunzione, ma non prova l’ammontare del credito nell’ordinario giudizio che si apre con l’opposizione, perché è un documento di formazione unilaterale (Cass. 7536/2024). Lo stesso vale per fatture e stati di avanzamento lavori, che restano mere scritture contabili (Cass. 13506/2024).

L’onere di allegare e provare il credito, nell’esistenza e nell’importo, grava sul creditore opposto (Cass. 25321/2025). I documenti allegati al ricorso monitorio, però, restano nella cognizione del giudice anche se non vengono riprodotti nell’opposizione (Cass. 33479/2025).

Il condominio mi ha fatto un decreto per le spese: posso contestare la delibera?

In parte. Nel giudizio di opposizione il condominio assolve l’onere probatorio producendo il verbale dell’assemblea che ha approvato le spese e i documenti relativi (Cass. 20971/2025; Cass. 13781/2024). Il giudice dell’opposizione può sindacare la nullità della delibera, dedotta da te o rilevata d’ufficio; l’annullabilità invece solo se la fai valere con una domanda riconvenzionale nell’atto di citazione, entro il termine perentorio dell’art. 1137 c.c. (Cass. 27247/2025; Cass. 20971/2025). La delibera votata da te e non impugnata resta vincolante.

Diverso il caso del decreto emesso contro il condominio per un debito della gestione comune: il singolo condomino non è legittimato a proporre opposizione (Cass. 7053/2024). Per le altre liti condominiali c’è la guida condominio, vicini e casa.

Devi contestare l’importo preteso?

Inviami il decreto, il ricorso con i documenti allegati e la tua corrispondenza con il creditore: in 48 ore sai se le prove del creditore reggono nella causa piena. La valutazione è gratuita.

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4 · Decreto non opposto

Non ti sei opposto in tempo: cosa resta da fare

Il decreto non opposto e dichiarato esecutivo fa giudicato sul credito e sul contratto. Restano l’opposizione tardiva, nei casi stretti, e le tutele del consumatore.

Non ho fatto opposizione: posso ancora contestare il contratto o il debito in un’altra causa?

Di regola no. Il decreto non opposto acquista efficacia di giudicato non solo sul credito ma anche sul titolo che lo fonda (Cass. 21801/2025; Cass. 21802/2025), e copre l’inesistenza dei fatti impeditivi, estintivi e modificativi anteriori, compresa l’eccezione di inadempimento (Cass. 8937/2024; Cass. 4600/2024). Preclude anche di far valere in un’altra causa la nullità del contratto o di sue clausole (Cass. 8901/2024).

Ci sono confini: il giudicato riguarda solo il diritto riconosciuto, non le domande respinte (Cass. 10069/2024), e si forma quando il giudice, controllata la notifica, dichiara il decreto esecutivo ai sensi dell’art. 647 c.p.c. (Cass. 739/2025; Cass. 8260/2024). Per i consumatori vale un’eccezione importante sulle clausole abusive (vedi la sezione successiva).

Ho scoperto il decreto solo con il pignoramento: posso ancora fare opposizione tardiva?

Sì, se non hai avuto tempestiva conoscenza del decreto per una notifica irregolare. Per l’opposizione tardiva dell’art. 650 c.p.c. il termine di dieci giorni dal primo atto di esecuzione è un termine di chiusura, che non esclude l’operatività del termine ordinario dalla conoscenza del decreto (Cass. 15819/2026). Se anche la notifica del pignoramento è nulla, da essa non decorre il termine, perché non dà conoscenza legale dell’esecuzione (Cass. 23214/2026).

Le condizioni che hanno permesso di dichiarare esecutivo il decreto si contestano solo con l’opposizione ordinaria o tardiva, non altrove (Cass. 14928/2025). La revocazione straordinaria del decreto, per dolo o falsità, è esperibile solo dopo che è scaduto il termine per l’opposizione (Cass. 21885/2025).

Decreto già definitivo o pignoramento in corso?

Inviami il decreto, la relata di notifica e gli atti esecutivi ricevuti: in 48 ore sai se c’è spazio per un’opposizione tardiva o per altri rimedi. La valutazione è gratuita.

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5 · Mediazione e consumatori

Mediazione obbligatoria, consumatore e clausole abusive

Nell’opposizione la mediazione tocca al creditore. E se sei un consumatore, il decreto che non ha valutato le clausole abusive non chiude la partita.

Nell’opposizione devo avviare io la mediazione obbligatoria?

No. Nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria introdotte con ricorso per decreto ingiuntivo, una volta instaurata l’opposizione e decise le istanze sulla provvisoria esecuzione, l’onere di promuovere la mediazione grava sulla parte opposta, cioè sul creditore, e non su di te (Cass. 12094/2026; Cass. 24630/2025; Cass. 28596/2025).

Nelle forniture di energia elettrica e gas, la conciliazione del TICO è condizione di procedibilità solo per il cliente che agisce in giudizio: nell’opposizione al decreto del fornitore l’onere grava sul creditore opposto (Cass. 22276/2026).

Sono un consumatore e non mi sono opposto: posso ancora far valere le clausole abusive?

Sì, in questo caso il giudicato del decreto non opposto cede. Se il decreto non contiene alcuna motivazione sulla vessatorietà delle clausole che fondano il credito, non forma giudicato sulla loro abusività, e il giudice dell’esecuzione deve esercitare il controllo (Cass. 17055/2024).

Anche la competenza ti protegge: il foro del consumatore è inderogabile e si determina con riguardo alla situazione esistente al deposito del ricorso monitorio (Cass. 19019/2024), e va rilevato d’ufficio anche nell’opposizione tardiva (Cass. 15819/2026). Per le liti con banche e assicurazioni c’è la guida truffe bancarie, assicurazioni e consumatore.

Sei un consumatore con un decreto della banca o di una finanziaria?

Inviami il decreto, il contratto e gli estratti conto: in 48 ore sai se ci sono clausole abusive o vizi da far valere, anche dopo la scadenza. La valutazione è gratuita.

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6 · Compensi e interessi

Decreto per compensi dell’avvocato e interessi: come ci si oppone

Per i compensi giudiziali civili vale il rito speciale: forma dell’atto e termini cambiano, e sulla forma per i compensi stragiudiziali le decisioni divergono.

Il mio ex avvocato mi ha notificato un decreto per i compensi: come mi oppongo?

Dipende dal tipo di attività. Per i compensi per attività giudiziale civile l’opposizione va proposta con ricorso nel rito speciale dell’art. 14 d.lgs. 150/2011; se viene proposta con citazione, il giudizio è validamente instaurato solo se la citazione è notificata nel termine (Cass. 15269/2025; Cass. 11573/2025), altrimenti è improcedibile (Cass. 22283/2026).

Per i compensi stragiudiziali non collegati a una causa le decisioni commentate non coincidono: per Cass. 32670/2025 l’opposizione va proposta con citazione nel rito ordinario e, se si deposita un ricorso, deve essere anche notificato entro i quaranta giorni; per Cass. 24397/2025, Cass. 8325/2024 e Cass. 5954/2024 l’opponente può scegliere il rito sommario e la tempestività si misura sul deposito del ricorso. Nel dubbio, la notifica entro il termine mette al riparo.

Nel decreto mi chiedono interessi altissimi: quale tasso si applica?

Il tasso maggiorato previsto dall’art. 1284, quarto comma, c.c., introdotto nel 2014, si applica ai soli procedimenti iniziati dopo la sua entrata in vigore; per il decreto ingiuntivo conta la data di deposito del ricorso (Cass. 2002/2026). Verifica quindi la data del ricorso e il periodo su cui gli interessi sono stati calcolati.

Dall’altra parte, se il creditore ha chiesto gli interessi con il ricorso e la sentenza che decide sull’opposizione non ne parla, si configura un vizio di omessa pronuncia (Cass. 9619/2024).

Decreto per compensi professionali?

Inviami il decreto, il mandato, la parcella e gli atti del giudizio in cui il professionista ti ha assistito: in 48 ore sai come opporti senza errori di rito. La valutazione è gratuita.

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7 · Decreto contro la PA

Hai un decreto ingiuntivo contro un Comune o un ente che non paga

Il decreto esecutivo vale come una sentenza: dopo la notifica del titolo e centoventi giorni il TAR ordina il pagamento e nomina un commissario.

Il Comune non paga il decreto ingiuntivo che ho ottenuto: cosa posso fare?

Puoi agire per l’ottemperanza davanti al TAR. Il decreto non opposto o confermato in opposizione, una volta dichiarato esecutivo ai sensi dell’art. 647 c.p.c., ha valore di cosa giudicata ed è equiparato alla sentenza (TAR Molise 110/2025; TAR Sicilia 32/2026; TAR Sicilia 1103/2026). Serve la dichiarazione di esecutività del giudice, non la sola attestazione del cancelliere (TAR Lazio 12381/2026), mentre non devi provare il passaggio in giudicato (TAR Sicilia 1388/2026).

Prima devi notificare il titolo esecutivo e attendere centoventi giorni (TAR Sicilia 1141/2025; TAR Sicilia 1104/2025); per il decreto provvisoriamente esecutivo basta la sua notifica (TAR Sicilia 1463/2026). Se l’ente resta inerte, il TAR nomina un commissario ad acta (TAR Sicilia 1345/2026; TAR Sicilia 945/2026) e può fissare una penalità di mora (TAR Lazio 1054/2025). L’azione si prescrive in dieci anni (TAR Sicilia 1104/2026).

E se il Comune è in dissesto finanziario?

Dipende da quando è nato il credito. Dalla dichiarazione di dissesto fino all’approvazione del rendiconto, l’art. 248 TUEL preclude le azioni esecutive individuali, compresa l’ottemperanza, per i debiti che rientrano nella competenza dell’organo straordinario di liquidazione (TAR Sicilia 646/2026). Se invece il credito è estraneo a quella competenza, per esempio perché il fatto generatore è successivo, l’ottemperanza resta ammissibile (TAR Sicilia 1534/2026; TAR Sicilia 1208/2026).

Con il piano di riequilibrio approvato in via definitiva viene meno la sospensione delle procedure (TAR Sicilia 1854/2026). Se però l’ente non ha disponibilità in cassa, il commissario non può procurarsi le somme e la procedura si chiude per mancanza di attivo, senza penalità di mora (TAR Sicilia 934/2026).

Vanti un credito verso un ente pubblico?

Inviami il decreto con la dichiarazione di esecutività, la prova della notifica e le date: in 48 ore sai se puoi chiedere l’ottemperanza e cosa cambia se l’ente è in dissesto. La valutazione è gratuita.

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8 · Adesso

Cosa fare adesso, in quest’ordine

1

Raccogli i documenti

Il decreto ingiuntivo con la relata di notifica, il ricorso del creditore con i documenti allegati, il contratto, gli estratti conto o le fatture, la corrispondenza e, se c’è già stato, l’atto di precetto o di pignoramento.

2

Guarda i termini

Quaranta giorni dalla notifica valida per l’opposizione; sessanta giorni entro cui il creditore deve notificare; dieci giorni dal primo atto di esecuzione come limite di chiusura per l’opposizione tardiva. Segna subito le date.

3

Scegli il giudice giusto

L’opposizione va all’ufficio del giudice che ha emesso il decreto, con la forma prevista per quel credito; contro la pubblica amministrazione inadempiente si chiede l’ottemperanza al TAR.

Valutazione gratuita del caso

Raccontami la situazione e allega il decreto con la notifica. Entro 48 ore sai se conviene opporsi, con quali argomenti e quanto tempo ti resta. Se procediamo, paghi solo se vinci: nessun anticipo, compenso solo con un risultato economico.

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Le decisioni commentate sul tema

Ogni commento riporta massima, fatto, motivazione e il link al provvedimento ufficiale. L’elenco comprende tutte le decisioni pertinenti, aggiornato al 18 ottobre 2026; i provvedimenti collegati sono nelle categorie Codice di procedura civile, Contratti e Diritto bancario.

Opposizione: termini, notifica e onere della prova (142)

Provvisoria esecuzione e sospensione (13)

Decreto non opposto, opposizione tardiva e giudicato (110)

Banca, condominio, avvocato e altri crediti tipici (52)

Decreto ingiuntivo contro la pubblica amministrazione: ottemperanza (90)

Altre decisioni sul decreto ingiuntivo (31)

Guida pratica a cura dell’Avv. Danilo Scarlino. Aggiornata il 18 ottobre 2026.