Condominio, vicini di casa, affitto e acquisto: cosa puoi contestare e cosa no
Spese condominiali che non tornano, una delibera presa senza convocarti, l’amministratore che non rende conto, infiltrazioni dal terrazzo di sopra, il vicino che costruisce a ridosso del confine, l’inquilino che non paga, la casa comprata senza agibilità. Qui trovi le risposte alle domande che proprietari e inquilini fanno davvero, con le regole fissate dalla Corte di Cassazione e, sotto ogni risposta, le sentenze e i commenti pubblicati su questo sito.
Parti dalla tua situazione
Otto blocchi di domande. Ogni risposta cita le sentenze e i commenti da cui deriva, tutti pubblicati su studiolegalescarlino.com.
Spese condominiali, morosità, tabelle millesimali
Il terreno su cui si litiga di più. Le regole sul riparto si possono contestare, ma solo nei modi e nei tempi giusti.
Il riparto delle spese è sbagliato. Posso non pagare e contestarlo quando mi arriva il decreto ingiuntivo?
No, se il vizio è di annullabilità. La delibera che ripartisce le spese in modo contrario ai criteri legali o al regolamento è annullabile, non nulla: va impugnata entro trenta giorni, altrimenti resta valida e il giudice dell’opposizione al decreto ingiuntivo non può più sindacarla, salvo che tu proponga domanda riconvenzionale di annullamento nei termini. Il giudice può invece rilevare anche d’ufficio la nullità, che però è residuale: delibere che modificano “per il futuro” i criteri di riparto, che esonerano un condomino dalle spese senza unanimità, che toccano beni di proprietà esclusiva. Il bilancio consuntivo non vale come quietanza né come riconoscimento di debito. Non puoi nemmeno sospendere il pagamento perché l’appaltatore del condominio è inadempiente.
- Contestazioni sulle spese solo con impugnazione della delibera (Cass. 2460/2025)
- Delibera di riparto annullabile e non nulla (Cass. 20534/2025)
- Sindacato sulla delibera solo con domanda riconvenzionale (Cass. 15318/2025)
- Nullità rilevabile d’ufficio, annullabilità solo in via d’azione (Cass. 2211/2025)
- Nulle solo le delibere che modificano i criteri per il futuro (Cass. 4334/2025)
- Condominio parziale e riparto: nullità e annullabilità (Cass. 21753/2026)
- Esonero dalle spese a maggioranza: nullo (Cass. 2709/2026)
- Il bilancio consuntivo non prova il pagamento (Cass. 4919/2026)
- Il moroso non può opporre l’inadempimento dell’appaltatore (Cass. 10329/2026)
- Art. 1123 c.c. – Criteri di ripartizione delle spese (commento)
Le tabelle millesimali sono sbagliate o vecchie. Come si cambiano?
Con l’azione dell’art. 69 disp. att. c.c., provando l’errore nel calcolo o il mutamento delle condizioni dell’edificio che altera di oltre un quinto il valore di un’unità. La revisione a maggioranza per mutate condizioni è possibile anche se sulle tabelle c’è un giudicato. La modifica “per fatti concludenti” non esiste: serve forma scritta e unanimità. Una delibera solo esplorativa è valida a maggioranza, ma una delibera programmatica non approva nuove tabelle. L’inclusione di un bene nelle tabelle presuppone che sia comune: se il titolo dice che è esclusivo, prevale il titolo. L’esclusione di un’unità dalle tabelle non è un esonero convenzionale dalle spese.
- Chi vuole modificare le tabelle agisce ex art. 69 disp. att. (Cass. 14284/2026)
- Il giudicato non impedisce la revisione a maggioranza (Cass. 3720/2026)
- Modifica per facta concludentia: no, serve forma scritta e unanimità (Cass. 22816/2026)
- La delibera esplorativa è valida a maggioranza (Cass. 10334/2026)
- La delibera programmatica non approva nuove tabelle (Cass. 4806/2026)
- Beni esclusivi e tabelle: prevale il titolo (Cass. 13235/2026)
- L’esclusione dalle tabelle non è esonero dalle spese (Cass. 16045/2026)
- Supercondominio: quorum sul valore delle unità, non sulle tabelle (Cass. 20676/2026)
Ascensore, caldaia, lastrico: chi paga cosa? E se mi sono distaccato dal riscaldamento?
Alla sostituzione dell’ascensore contribuiscono anche i locali commerciali al piano terra, salvo deroga espressa del regolamento; la deroga al criterio legale richiede una previsione esplicita. Chi si è legittimamente distaccato dal riscaldamento centralizzato resta tenuto alle spese di sostituzione della caldaia, perché l’impianto resta un bene comune a cui può riallacciarsi; la delibera che ripartisce la caldaia in deroga ai millesimi è annullabile. Il condomino danneggiato dal lastrico solare ha diritto al risarcimento ma non è esonerato dal concorrere alle spese di riparazione. Per i frontalini dei balconi aggettanti e i muri maestri delle chiostrine si applica l’art. 1123 c.c.
- Ascensori: contribuiscono anche i locali commerciali (Cass. 31675/2025)
- Deroga al criterio legale solo con previsione espressa (Cass. 31675/2025, scheda)
- Distacco dal riscaldamento e spese della caldaia (Cass. 19838/2025)
- Caldaia ripartita in deroga ai millesimi: delibera annullabile
- Il danneggiato concorre alle spese del lastrico (Cass. 10321/2026)
- Frontalini dei balconi: natura comune e riparto (Cass. 21865/2026)
- Muri maestri delle chiostrine: pagano tutti (Cass. 13620/2026)
- Terrazza a livello: riparto tra parte aggettante e parte di copertura
- Art. 1124 c.c. – Scale e ascensori (commento)
- Art. 1126 c.c. – Lastrici solari in uso esclusivo (commento)
Ho comprato (o ereditato) un appartamento: devo pagare le spese arretrate del vecchio proprietario? E l’inquilino, l’usufruttuario, il coniuge assegnatario?
L’acquirente risponde in solido con il venditore dei contributi dell’anno in corso e di quello precedente (art. 63 disp. att. c.c.), ma ha regresso verso il venditore per le spese maturate prima dell’acquisto; l’obbligazione è autonoma, non “propter rem”. Lo stesso vale per il legatario dell’immobile verso il condominio. L’amministratore può chiedere i contributi solo al proprietario: non al coniuge o convivente assegnatario della casa familiare. Nei rapporti con il condominio, prima della riforma del 2012, il nudo proprietario non rispondeva delle spese ordinarie a carico dell’usufruttuario, ma solo di quelle straordinarie. Le spese straordinarie si prescrivono in dieci anni, quelle ordinarie e periodiche in cinque; rendiconto e impugnazione non interrompono la prescrizione.
- Spese condominiali e regresso dell’acquirente verso il venditore (Cass. 22817/2026)
- Il legatario risponde in solido dei debiti condominiali del testatore (Cass. 17647/2026)
- Paga il proprietario, non l’assegnatario della casa familiare (Cass. 13967/2026)
- Nudo proprietario e usufruttuario (Cass. 19011/2026)
- Il nudo proprietario risponde solo delle spese straordinarie (Cass. 19011/2026, scheda)
- Spese straordinarie: prescrizione decennale (Cass. 22819/2026)
- Clausola di sgravio delle spese a favore del costruttore: valida (Cass. 10362/2025)
- Le spese legali della lite contro un condomino non si addebitano pro quota a lui (Cass. 20477/2025)
Hai ricevuto un decreto ingiuntivo dal condominio?
Hai quaranta giorni per l’opposizione, e il margine dipende dal tipo di vizio della delibera. Inviami decreto, verbale e riparto: in 48 ore sai se c’è una nullità da far valere, se conviene opporsi o se è meglio trattare. La valutazione è gratuita e paghi solo se vinci.
Assemblea e delibere: quando e come impugnare
La maggior parte dei vizi rende la delibera annullabile, cioè contestabile solo entro un termine breve. Quattro numeri da ricordare.
Non mi hanno convocato, o l’avviso è arrivato via e-mail. La delibera è nulla?
È annullabile, non nulla: devi impugnarla entro trenta giorni da quando hai avuto compiuta conoscenza del verbale, e sei legittimato solo tu che non sei stato convocato, con l’onere di provare l’omessa convocazione. Il condomino regolarmente convocato non può impugnare per il vizio di convocazione di un altro. La convocazione è valida solo con raccomandata, PEC, fax o consegna a mano: l’e-mail ordinaria non basta e il vizio non si sana con una ratifica successiva. Per il termine di cinque giorni conta la data in cui l’avviso è arrivato all’indirizzo, anche con avviso di giacenza. Sono annullabili anche la delibera su un punto fuori dall’ordine del giorno, quella presa in un luogo diverso da quello indicato e quella con quorum sbagliati.
- Mancata convocazione: annullabilità, non nullità (Cass. 21842/2026)
- Solo l’assente può chiedere l’annullamento (Cass. 16458/2026)
- Chi è stato convocato non può far valere il vizio altrui (Cass. 9458/2026)
- Convocazione: solo i mezzi dell’art. 66 disp. att. (Cass. 16399/2025)
- La convocazione viziata non si sana con la ratifica
- Termine di cinque giorni e avviso di giacenza (Cass. 20535/2025)
- Il termine per l’assente decorre dalla compiuta conoscenza del verbale (Cass. 15567/2026)
- Oggetto fuori ordine del giorno: annullabile (Cass. 1098/2026)
- Assemblea in luogo diverso: annullabile (Cass. 14132/2026)
- Vizi dei quorum: annullabilità (Cass. 10361/2025)
- Art. 1137 c.c. – Impugnazione delle deliberazioni (commento)
- Art. 1136 c.c. – Costituzione dell’assemblea e quorum (commento)
Quando una delibera è davvero nulla e si può contestare anche dopo i trenta giorni?
Nei casi residuali fissati dalla Cassazione: mancanza degli elementi essenziali, oggetto impossibile o illecito, delibere che incidono su beni di proprietà esclusiva o su diritti dei singoli. Esempi: la delibera che dispone l’accesso al tetto attraverso l’appartamento di un condomino; quella che approva lavori su beni esclusivi; quella che esclude un condomino dall’impianto idrico comune senza unanimità; quella che modifica i criteri di riparto per il futuro; quella che esonera un condomino dalle spese. Anche il terzo proprietario leso può far accertare la nullità. Chi ha votato a favore, anche per delega, non può impugnare la delibera annullabile. Se il condominio sostituisce la delibera impugnata con una nuova, la causa può cessare per cessata materia del contendere.
- La nullità è ipotesi residuale (Cass. 12590/2026)
- Nullità solo in casi tassativi, il resto è annullabile (Cass. 11600/2026)
- Nulla la delibera che incide su beni esclusivi (Cass. 16893/2025)
- Nulla la delibera che approva lavori su beni esclusivi (Cass. 10979/2026)
- Esclusione dall’impianto idrico senza unanimità: nulla (Cass. 20544/2025)
- Il terzo proprietario può far valere la nullità (Cass. 6489/2026)
- Chi ha votato a favore non può impugnare (Cass. 4301/2025)
- Delibera sostituita e cessazione della materia del contendere (Cass. 13066/2026)
- Delibere sui balconi esclusivi: nullità senza termine (Cass. 5528/2025)
Amministratore: compenso, rendiconto, revoca
Un mandato con regole proprie: il compenso va specificato all’inizio, il rendiconto deve essere verificabile, la revoca passa dal tribunale.
L’amministratore si è fatto approvare un compenso che non era nel preventivo. È legittimo?
No. L’art. 1129, comma 14, c.c. impone all’amministratore di specificare analiticamente il compenso al momento dell’accettazione dell’incarico, a pena di nullità della nomina. È nulla la delibera che approva il rendiconto includendo un compenso non specificato in quel modo. Il silenzio dei condomini sulla previsione di spesa non vale accettazione. Il diritto al compenso, invece, non richiede la prova documentale di ogni operazione: basta il rendiconto approvato. L’amministratore scaduto o dimissionario non ha diritto a compenso per l’attività ulteriore e deve limitarsi agli atti urgenti; la procura alle liti che rilascia dopo la cessazione è invalida. Sulla “prorogatio” le due Sezioni della Cassazione hanno dato letture diverse nel 2026: i due commenti sono linkati qui sotto.
- Nulla la delibera che approva un compenso non specificato (Cass. 14424/2025)
- Analiticità del compenso e rendiconto (Cass. 14428/2025)
- Il silenzio sulla previsione di spesa non è accettazione (Cass. 8426/2026)
- Basta il rendiconto approvato per il diritto al compenso (Cass. 12579/2026)
- Dopo la scadenza niente poteri pieni né compenso (Cass. 2026)
- Prorogatio dell’amministratore dimissionario (Cass. 424/2026)
- Procura alle liti dell’amministratore dimissionario: invalida (Cass. 21883/2026)
- Art. 1129 c.c. – Nomina, revoca e obblighi dell’amministratore (commento)
Il rendiconto è incomprensibile e l’amministratore non mostra i documenti. Cosa posso fare?
Il rendiconto non richiede forme contabili rigide, ma deve contenere entrate, uscite, situazione patrimoniale, fondi e riserve, con chiarezza tale da consentire la verifica immediata (art. 1130-bis c.c.); la delibera che approva un rendiconto redatto in violazione di questi criteri è annullabile, quindi va impugnata nei trenta giorni. Il diritto di accesso ai documenti giustificativi è del singolo condomino. L’amministratore uscente che chiede il rimborso di anticipazioni deve provarle: il rendiconto approvato non basta. Per la revoca giudiziale serve una grave irregolarità, ma la domanda è inammissibile se l’amministratore è già cessato per decorso del biennio; la revoca non è soggetta a mediazione obbligatoria. Il condomino che agisce contro l’amministratore per violazione dei suoi obblighi deve dimostrare un pregiudizio concreto.
- Il rendiconto non richiede forme rigide, ma i criteri dell’art. 1130-bis (Cass. 471/2026)
- Chiarezza e specificità delle voci (Cass. 10869/2025)
- Riparto spese e accesso ai documenti (Cass. 16892/2025)
- L’ex amministratore deve provare le anticipazioni (Cass. 11249/2026)
- Il rendiconto approvato non prova le anticipazioni
- Revoca inammissibile se l’amministratore è già cessato (Cass. 14039/2025)
- Revoca esclusa dalla mediazione obbligatoria (Cass. 10275/2026)
- Azione del condomino: serve un pregiudizio concreto (Cass. 14468/2026)
- L’obbligo di comunicare i morosi grava sull’amministratore in proprio (Cass. 1002/2025)
- Art. 1130-bis c.c. – Rendiconto condominiale (commento)
Parti comuni, lavori, regolamento, sopraelevazione
Cosa è comune, cosa puoi fare da solo sulle parti comuni, cosa può vietarti il regolamento e quando serve l’unanimità.
Sottotetto, lastrico, cortile, garage: come si capisce se un bene è comune o del singolo?
Si parte dal primo atto con cui il costruttore ha venduto la prima unità: è lì che nasce il condominio e che una riserva di proprietà può escludere la comunione. In mancanza, l’art. 1117 c.c. attribuisce al condominio i beni necessari all’uso comune o destinati al servizio di tutti. Il sottotetto è comune se per caratteristiche può diventare un vano autonomo; la terrazza a livello che copre i vani sottostanti si presume comune; chi rivendica la proprietà esclusiva del lastrico deve provarla con il titolo, e l’uso esclusivo non è incompatibile con la natura comune. Le autorimesse interrate, nel regime anteriore alla riforma del 2012, non rientrano nella presunzione. Il condono edilizio e le planimetrie catastali non spostano nulla. Il “diritto reale di uso esclusivo” su una parte comune non esiste: la pattuizione che lo crea è nulla; e l’uso più intenso di un’area verde non si usucapisce.
- Art. 1117 c.c. – Presunzione di condominialità (commento)
- Presunzione ex art. 1117 e onere della prova (Cass. 2026)
- La condominialità si accerta dal primo atto di frazionamento (Cass. 22027/2026)
- Sottotetto comune se può diventare vano autonomo (Cass. 4410/2026)
- Lastrico solare: presunzione e deroga per titolo (Cass. 5253/2026)
- Chi rivendica il lastrico deve provarlo con il titolo (Cass. 5141/2026)
- Autorimesse interrate escluse dalla presunzione (Cass. 4686/2026)
- Le planimetrie catastali non bastano (Cass. 20167/2025)
- Il condono non incide sulla presunzione (Cass. 7782/2026)
- Il “diritto reale di uso esclusivo” sulle parti comuni è nullo (Cass. 10690/2026)
- Niente usucapione dell’uso esclusivo sull’area verde (Cass. 15532/2025)
- Parcheggi condominiali usucapibili solo con possesso esclusivo (Cass. 1768/2025)
Posso mettere condizionatore, canna fumaria, telecamera o inferriata senza chiedere all’assemblea?
Di regola sì, nei limiti dell’art. 1102 c.c.: puoi usare il muro perimetrale comune per appoggiare impianti a servizio della tua unità (condizionatore, canna fumaria) senza autorizzazione, purché non impedisca il pari uso agli altri, non alteri la destinazione del bene e non leda decoro e stabilità. Il parere negativo dell’assemblea non ha valore se l’opera non modifica le parti comuni. La telecamera installata nella tua proprietà che inquadra parti comuni non richiede la delibera dell’art. 1122-ter. L’inferriata sul pianerottolo è legittima se non riduce le utilità degli altri. Il limite vero è il regolamento contrattuale: quello predisposto dal costruttore e accettato negli atti di acquisto può vietare canne fumarie, occupazioni del cortile o certe destinazioni (uno “studio odontoiatrico” rientra nel divieto di “gabinetto di cura”), e queste clausole si modificano solo all’unanimità e sono opponibili agli acquirenti se trascritte o richiamate. Il decoro architettonico è valutato dal giudice di merito sulle caratteristiche visibili e sull’eventuale danno economico.
- Condizionatore su muro comune (Cass. 9573/2026)
- Canna fumaria sul muro comune senza autorizzazione (Cass. 22813/2026)
- Il regolamento contrattuale può vietare la canna fumaria (Cass. 31593/2025)
- Telecamera nella proprietà esclusiva: niente delibera (Cass. 9570/2026)
- Inferriata sul pianerottolo comune (Cass. 16944/2026)
- Il regolamento può rendere più rigoroso l’uso della cosa comune (Cass. 20297/2025)
- Divieti regolamentari: modifica solo all’unanimità (Cass. 7771/2026)
- Divieto di “gabinetto di cura” e studio odontoiatrico (Cass. 14759/2026)
- Servitù reciproche da regolamento e trascrizione (Cass. 15341/2025)
- Decoro architettonico: come si valuta (Cass. 12100/2026)
- Art. 1102 c.c. – Uso della cosa comune (commento)
- Art. 1138 c.c. – Regolamento di condominio (commento)
L’assemblea ha bocciato l’ascensore per mia madre disabile. Possono?
Dopo la riforma del 2020 (d.l. 76/2020) le opere per eliminare le barriere architettoniche non sono mai innovazioni voluttuarie e i limiti del regolamento condominiale non le possono bloccare: l’unico limite è la sicurezza del fabbricato, con una comparazione in concreto tra i diritti coinvolti. Più in generale, non è innovazione vietata il rifacimento delle scale o la recinzione del portico per sicurezza, se la destinazione del bene non cambia. La locazione di una parte comune (uso indiretto) si può deliberare a maggioranza solo se l’uso diretto da parte di tutti è impossibile. Il ripristino del riscaldamento centralizzato dismesso con una delibera annullata è dovuto, anche a chi nel frattempo ha un impianto autonomo.
- Ascensore anti-barriere: unico limite la sicurezza (Cass. 23484/2026)
- La riforma del 2020 supera i limiti del regolamento (Cass. 23484/2026, scheda)
- Barriere architettoniche: comparazione con i diritti del condomino (Cass. 16428/2026)
- Rifacimento delle scale: non è innovazione (Cass. 10473/2025)
- Recinzione del portico: non è innovazione vietata (Cass. 22857/2026)
- Uso indiretto del bene comune a maggioranza (Cass. 13618/2026)
- Ripristino del riscaldamento centralizzato dismesso (Cass. 31678/2025)
- Art. 1120 c.c. – Innovazioni (commento)
Il proprietario dell’ultimo piano vuole sopraelevare. Può farlo? Mi deve qualcosa?
Può, nei limiti dell’art. 1127 c.c.: condizioni statiche, aspetto architettonico, aria e luce. Il limite statico è un divieto assoluto, superabile solo con il consenso unanime; in zona sismica la pericolosità si presume e va provata la compatibilità, anche per la trasformazione di locali esistenti senza aumento di altezza. Agli altri condomini spetta l’indennità di sopraelevazione per il fatto stesso dell’intervento. Verso i vicini, la sopraelevazione è “nuova costruzione”: rispetta le distanze vigenti al momento in cui si realizza, senza il criterio della prevenzione, e il d.m. 1444/1968 integra l’art. 873 c.c. Il regolamento contrattuale può vietarla. Scavare nel sottosuolo comune, invece, è appropriazione dell’area comune.
- Limite statico: divieto assoluto (Cass. 16887/2026)
- Sopraelevazione su lastrico e compatibilità sismica (Cass. 23487/2026)
- L’indennità sorge per il fatto stesso dell’intervento (Cass. 17642/2026)
- La sopraelevazione è nuova costruzione (Cass. 13789/2026)
- Sopraelevazione in aderenza e distanze (Cass. 22511/2026)
- Aspetto architettonico e decoro: nozioni distinte (Cass. 4472/2026)
- Scavi nel sottosuolo: appropriazione dell’area comune (Cass. 20152/2025)
- Art. 1127 c.c. – Sopraelevazione (commento)
Lavori contestati, regolamento, delibera da impugnare?
I trenta giorni corrono. Inviami verbale, regolamento e atto di acquisto: ti dico se il vizio è di nullità o di annullabilità, se vale la pena impugnare e con quali probabilità. La valutazione è gratuita e paghi solo se vinci.
Infiltrazioni e danni in condominio
Chi risponde, a chi chiedere l’intero, cosa devi provare.
Ho infiltrazioni dal terrazzo di sopra, che è in uso esclusivo. A chi chiedo i danni?
A ciascuno dei responsabili per l’intero. Quando il danno da infiltrazioni dal lastrico o dalla terrazza a livello deriva sia da difetti di manutenzione a carico del condominio sia da omissioni di chi ne ha l’uso esclusivo, tra loro c’è solidarietà (art. 2055 c.c.): le quote dell’art. 1126 c.c. (un terzo all’utente, due terzi agli altri) valgono solo nei rapporti interni e gli altri corresponsabili non sono litisconsorti necessari. Il condominio risponde ex art. 2051 c.c. anche per difetti costruttivi originari delle parti comuni se non fa la manutenzione straordinaria, e l’illecito è permanente. Il proprietario dell’unità sovrastante risponde delle infiltrazioni dai suoi impianti; l’intermittenza del fenomeno non lo libera. Chi compra dopo il fatto dannoso non ne risponde: l’obbligo risarcitorio non è “propter rem”.
- Infiltrazioni dalla terrazza in uso esclusivo: si chiede l’intero a ciascuno (Cass. 11585/2026)
- Solidarietà tra condominio e proprietario della terrazza (Cass. 23963/2026)
- Condominio responsabile ex art. 2051 anche per difetti originari (Cass. 26117/2026)
- Infiltrazioni dall’unità soprastante (Cass. 18194/2026)
- Custodia della cosa comune e infiltrazioni da unità esclusiva (Cass. 9571/2026)
- Non risponde l’acquirente subentrato dopo il fatto (Cass. 16435/2025)
- Il danneggiato ha diritto al risarcimento ma contribuisce pro quota (Cass. 20546/2025)
- Danni da lastrico: accertamento di fatto (Cass. 9033/2025)
- Allagamento della cantina e polizza del condominio (Arbitro Assicurativo 427/2026)
- Il singolo condomino può agire per i danni alle parti comuni (Cass. 2984/2026)
Il condominio ha fatto lavori e la ditta ora chiede i soldi a me. Devo pagare tutto io?
Solo la tua quota. L’obbligazione dei condomini verso l’appaltatore è parziaria, non solidale: la ditta può agire direttamente contro il singolo condomino, ma solo per la parte di corrispettivo di sua spettanza, senza bisogno di una cessione del credito. Se l’impresa esegue lavori extra non autorizzati, non ha diritto al compenso. Per i vizi dell’opera il committente può rifiutare il pagamento anche con una semplice eccezione; il direttore dei lavori che non vigila risponde in solido con l’appaltatore. Per i danni a terzi durante i lavori risponde di regola l’appaltatore, ma il proprietario resta custode del bene.
- L’appaltatore agisce pro quota contro il singolo condomino (Cass. 22672/2026)
- L’appaltatore può agire direttamente contro il singolo condomino (scheda)
- Vizi deducibili dal committente con semplice eccezione (Cass. 23803/2025)
- Direttore dei lavori: omessa vigilanza (Cass. 16396/2026)
- Solidarietà tra direttore dei lavori e appaltatore (Cass. 7057/2024)
- Danni da appalto a terzi: committente custode (Cass. 11857/2025)
- Recesso del committente e indennizzo all’appaltatore (Cass. 16346/2024)
- Artt. 1655-1677-bis c.c. – Dell’appalto (commento)
Vicini: distanze, vedute, alberi, rumori, servitù
Le liti di confine si vincono sui dettagli: che cosa è “costruzione”, che cosa è “veduta”, chi ha costruito per primo, chi deve provare il danno.
Il vicino ha costruito troppo vicino al confine o alla mia finestra. Posso far demolire?
Sì, se la distanza violata è quella del codice o di norme locali integrative: in quel caso spetta la riduzione in pristino, e la conformità al permesso di costruire non salva il vicino, perché i rapporti tra privati sono autonomi. La distanza di dieci metri tra pareti finestrate (d.m. 1444/1968) si applica anche tra privati e vale solo per le vedute, non per le luci. La sopraelevazione e la demolizione-ricostruzione con aumento di volume sono nuove costruzioni; la ristrutturazione nello stesso volume e la chiusura di un androne dentro la sagoma no. Il muro di contenimento di un terrapieno artificiale è costruzione, quello sotto il piano di campagna no. Chi chiede l’arretramento deve provare di aver costruito per primo. La violazione delle distanze è illecito permanente, ma il danno non è mai “in re ipsa”: va provato. Il vicino può usucapire il diritto a mantenere la costruzione a distanza illegale, con possesso ventennale.
- Irrilevante la conformità alla concessione edilizia (Cass. 20559/2026)
- Il d.m. 1444/1968 prevale anche tra privati (Cass. 12677/2026)
- Pareti finestrate: solo vedute, non luci (Cass. 20314/2026)
- Demolizione e ricostruzione con aumento di volume (Cass. 5376/2026)
- Chiusura dell’androne nella sagoma: non è nuova costruzione (Cass. 24945/2026)
- Rifacimento del tetto e aumento di volumetria (Cass. 2981/2026)
- Recupero del sottotetto: vale la norma più favorevole sopravvenuta (Cass. 15256/2026)
- Muro di contenimento di terrapieno artificiale: è costruzione (Cass. 5244/2026)
- Muro sotto il piano di campagna: non è costruzione (Cass. 12538/2026)
- Chi chiede l’arretramento prova di aver costruito per primo (Cass. 16938/2026)
- Illecito permanente fino alla riduzione (Cass. 16935/2026)
- Il danno non è mai in re ipsa (Cass. 11581/2026)
- Usucapione del diritto a mantenere la costruzione a distanza illegale (Cass. 19522/2026)
- In condominio sono legittimati tutti i condomini (Cass. 16394/2025)
Finestra, balcone, grata: quando è una “veduta” sul mio terreno e cosa posso pretendere?
È veduta l’apertura che consente di affacciarsi e guardare nel fondo del vicino, frontalmente e di lato, senza mezzi artificiali; una grata sul parapetto non lo esclude di per sé, mentre un’apertura troppo alta per affacciarsi è una luce irregolare, e le aperture con inferriate sono luci. Le vedute dirette vanno tenute a un metro e mezzo dal confine (art. 905 c.c.) e qui il principio di prevenzione non opera. Le luci irregolari del vicino puoi sempre farle regolarizzare, e il tuo “diritto di panorama” non lo impedisce, perché è una situazione di fatto senza tutela autonoma. Le luci non trasformate in vedute non impediscono al vicino di costruire in aderenza. La servitù di veduta si acquista anche per usucapione e una diffida non interrompe il termine.
- Veduta: la grata sul parapetto non esclude la prospectio (Cass. 20541/2026)
- Veduta o luce irregolare: rileva l’altezza (Cass. 26411/2026)
- Aperture con inferriate: luci, non vedute (App. Reggio Calabria 401/2026)
- Vedute: niente prevenzione, un metro e mezzo sempre (Cass. 13126/2026)
- Il diritto di panorama non blocca la regolarizzazione delle luci (Cass. 16011/2026)
- Il vicino può sempre chiedere la regolarizzazione delle luci (App. Potenza 575/2026)
- Le luci non impediscono di costruire in aderenza (Cass. 11987/2026)
- La diffida non interrompe l’usucapione della veduta (App. Bari 970/2026)
- Parete finestrata: verifica in concreto (Cass. 20314/2026)
Alberi, siepi, muro di confine, canna fumaria del vicino: quali distanze valgono?
Per gli alberi vale l’art. 892 c.c.: se l’albero è a distanza legale non puoi chiederne la recisione in altezza, perché la norma non fissa limiti di altezza. Alberi e siepi sono esentati dalle distanze se c’è una struttura divisoria che impedisce la vista. Nel muro divisorio comune nicchie e incavi non possono superare metà dello spessore (art. 884 c.c., che prevale sull’art. 1102). La comunione forzosa del muro sul confine richiede un atto scritto, non basta appoggiarsi. Con un muro comune la linea di confine non è la mezzeria; nelle liti di confine il catasto è prova sussidiaria. Le canne fumarie non seguono l’art. 889 c.c. ma i regolamenti locali e l’art. 890. Tutti questi diritti si fanno valere anche in via possessoria, ma solo per la molestia effettiva.
- Alberi a distanza legale: niente recisione in altezza (Cass. 1827/2025)
- Siepi e distanze dal confine (Cass. 26123/2026)
- Muro divisorio comune: nicchie e incavi (Cass. 5355/2026)
- Comunione forzosa del muro: serve la forma scritta (Cass. 21254/2026)
- Muro comune: il confine non è la mezzeria (Cass. 2217/2025)
- Confini: il catasto è prova sussidiaria (Cass. 2210/2025)
- Canne fumarie: non l’art. 889 ma i regolamenti locali (Cass. 15508/2026)
- Azione possessoria: rileva solo la molestia effettiva (Cass. 3700/2025)
- Il muro scuro non è atto emulativo (App. Napoli 543/2026)
Rumori e odori dal vicino o dal locale sotto casa: cosa devo provare?
Che le immissioni superano la normale tollerabilità (art. 844 c.c.): l’azione ha carattere reale, come la negatoria, e il giudice deve accertare in concreto la tollerabilità. Se il responsabile esegue le opere suggerite dal consulente, il giudice non può dare per cessato il fenomeno senza verificare che le opere funzionino davvero. Una volta esclusa la prova delle immissioni nel merito, in Cassazione non si riapre la valutazione. Le immissioni industriali che impediscono di affittare l’immobile danno diritto al risarcimento anche senza superamento di soglie.
Il mio terreno non ha accesso alla strada, o il vicino mi chiude il passaggio che usavo da sempre
Se il fondo è intercluso hai diritto alla servitù coattiva di passaggio (art. 1051 c.c.): devi provare solo l’interclusione, il percorso lo determina il giudice contemperando brevità e minor danno. Se il passaggio esisteva già, la servitù può nascere per destinazione del padre di famiglia (opere visibili e permanenti al momento della divisione dei fondi: non basta che ci sia una strada) o per usucapione, ma solo se è apparente. La servitù volontaria richiede un titolo che identifichi con certezza i fondi, e per essere opponibile a chi compra il fondo servente dev’essere trascritta. Estensione e modalità si leggono nel titolo; chi ha una servitù di accesso ha diritto alle chiavi del cancello. Il proprietario del fondo servente può chiedere il trasferimento del passaggio in altro luogo se non peggiora l’esercizio.
- Fondo intercluso: onere della prova e percorso (Cass. 7886/2026)
- Destinazione del padre di famiglia: non basta una strada (Cass. 564/2026)
- Apparenza e opere visibili (Cass. 26137/2026)
- Apparenza: opere univocamente destinate alla servitù (Cass. 602/2026)
- Il titolo deve identificare con certezza i fondi (Cass. 1460/2026)
- Opponibilità all’acquirente: serve la trascrizione (Cass. 21324/2026)
- Modalità di esercizio: prima il titolo (Cass. 992/2025)
- Le chiavi del cancello spettano al titolare della servitù (Cass. 4886/2025)
- Trasferimento della servitù in altro luogo (Cass. 9247/2026)
- Servitù su più fondi: chi va citato (Cass. 6582/2026)
- Azione di danno temuto: anche il possessore (Cass. 15129/2026)
Lite con il vicino?
Prima di scrivere una diffida che non interrompe nulla, serve capire se hai un diritto da far valere e quale azione conviene: distanze, negatoria, possessoria, immissioni. Inviami foto, planimetrie e atti: in 48 ore sai se il caso regge. Valutazione gratuita, paghi solo se vinci.
Affitto, sfratto, acquisto, usucapione
Le domande che arrivano da inquilini, proprietari e acquirenti.
L’inquilino non paga, o paga in ritardo. Lo sfratto si blocca se salda prima dell’udienza?
Non automaticamente. La sentenza di risoluzione retroagisce al momento dell’inadempimento: il pagamento in corso di causa è irrilevante per la risoluzione e il giudice valuta comunque la gravità dell’inadempimento, specie se i ritardi sono ripetuti; la tolleranza passata del locatore non la esclude. Il locatore che ottiene lo sfratto può chiedere in separato giudizio i canoni, e dopo la risoluzione ha diritto al mancato guadagno fino alla scadenza naturale, anche se l’immobile è stato restituito prima (Sezioni Unite 2025). L’inquilino può sospendere il canone solo in proporzione all’inadempimento del locatore e in buona fede. La locazione non registrata è nulla, ma la registrazione tardiva la sana retroattivamente senza cancellare la morosità. La clausola che addossa all’inquilino il 100% dell’ISTAT con effetto cumulativo è nulla. Per l’opposizione tardiva allo sfratto i dieci giorni decorrono dal preavviso di rilascio.
- Il pagamento in corso di causa non sana la morosità (Cass. 23217/2026)
- La tolleranza del locatore non esclude la gravità (Cass. 4268/2025)
- Sfratto e separata azione per i canoni (Cass. 9150/2026)
- Danno da canoni non percepiti dopo la risoluzione (Cass. Sez. Un. 4892/2025)
- Sospensione del canone solo proporzionata e in buona fede (Cass. 5492/2026)
- Eccezione di inadempimento tardiva e buona fede (Cass. 20898/2026)
- Registrazione tardiva: la morosità non è sanata (Cass. 5670/2025)
- Locazione non registrata e riconduzione a congruità (Cass. 15891/2025)
- Clausola ISTAT al 100% cumulativa: nulla (Cass. 15812/2025)
- Opposizione tardiva allo sfratto: da quando decorre (Cass. 27852/2025)
- Artt. 1571-1606 c.c. – Della locazione (commento)
- Artt. 1607-1614 c.c. – Locazione di fondi urbani (commento)
Danni alla casa a fine locazione, riconsegna in ritardo, riparazioni: chi paga?
Per i danni a fine locazione il locatore deve provare lo stato iniziale e il deterioramento oltre l’uso conforme; per la riconsegna in ritardo basta che provi il contratto, è l’inquilino a dover provare di aver riconsegnato. Le riparazioni straordinarie, come la sostituzione di uno scarico incassato nel muro, spettano al locatore: l’inquilino non risponde delle infiltrazioni che ne derivano. Il locatore resta custode delle strutture murarie e degli impianti incorporati, e risponde dei danni ai terzi. In caso di incendio appiccato da terzi l’inquilino si libera solo provando di non averli ammessi nell’immobile o di aver adottato ogni cautela. Chi resta nell’immobile dopo la condanna al rilascio, se avvertito, risponde in solido del danno da occupazione. La TARI: la denuncia è un obbligo personale dell’inquilino, ma se il proprietario ha già pagato l’inquilino paga solo la sanzione.
- Deterioramento: onere della prova del locatore (Cass. 11801/2025)
- Ritardata riconsegna: l’inquilino prova di aver riconsegnato (Cass. 16977/2026)
- Riparazioni straordinarie e infiltrazioni: non risponde l’inquilino (Cass. 5564/2026)
- Il locatore risponde delle strutture e degli impianti incorporati (Cass. 5485/2026)
- Il locatore è custode delle strutture non consegnate (Cass. 5406/2026)
- Incendio doloso di terzi: prova liberatoria dell’inquilino (Cass. 2620/2026)
- Chi resta dopo la condanna al rilascio risponde in solido (Cass. 6100/2026)
- Se il locatore rifiuta la restituzione (Cass. 23474/2026)
- TARI già pagata dal proprietario: l’inquilino paga solo la sanzione (Cass. 9133/2026)
- La denuncia TARI è obbligo personale dell’inquilino (Cass. 9135/2026)
Voglio andarmene prima della scadenza. Posso recedere? E il locatore può mandarmi via alla prima scadenza?
L’inquilino può recedere per gravi motivi: il recesso si perfeziona con la sola comunicazione, i motivi vanno specificati ma non provati subito, e devono essere fatti sopravvenuti, imprevedibili ed estranei alla sua volontà (per un negozio, la crisi economica del punto vendita va accertata in concreto). Nelle locazioni non abitative è nulla la clausola che consente al locatore di recedere alla prima scadenza fuori dai casi di legge, e il rifiuto di rinnovare non toglie all’inquilino l’indennità di avviamento. La pandemia non ha dato diritto a una riduzione del canone “ad equità”. Nel comodato di casa alla famiglia del figlio, la durata si ricava dall’uso convenuto, ma l’urgente e imprevisto bisogno del comodante consente di chiedere la restituzione immediata.
- Recesso per gravi motivi: natura e oneri (Cass. 12907/2026)
- Recesso per crisi economica (Cass. 25718/2026)
- Nulla la clausola di recesso del locatore alla prima scadenza (Cass. 25727/2026)
- Indennità di avviamento e rifiuto di rinnovo (Cass. 14517/2026)
- Pandemia: nessuna riduzione potestativa del canone (Cass. 18666/2025)
- Comodato abitativo familiare (Cass. 573/2025)
- Urgente bisogno del comodante (Cass. 5814/2026)
- Comodato e locazione conclusa dal comodatario (Cass. 1124/2026)
Ho firmato il preliminare e versato la caparra. Se salta l’affare, quanto riavrò? E se la casa ha abusi o manca l’agibilità?
Se il venditore è inadempiente puoi recedere e chiedere il doppio della caparra, oppure chiedere la risoluzione e il risarcimento del danno provato: le due strade non si cumulano, e chi chiede la risoluzione con i danni non ottiene anche il doppio. La caparra pari all’intero prezzo è nulla. Il termine “entro e non oltre” non è di per sé essenziale, ma anche il termine non essenziale violato consente il recesso. Il promissario acquirente può rifiutare il rogito se mancano agibilità e conformità edilizia o se ci sono ipoteche non cancellate. L’abuso edilizio non rende nullo il preliminare, ma il venditore che non si attiva per la sanatoria è gravemente inadempiente e la caparra si incamera. Nel definitivo, la mancanza del certificato di agibilità è “aliud pro alio” se insanabile, e il mancato ottenimento del certificato è un danno risarcibile; la dichiarazione mendace del venditore sui titoli edilizi rende nulla la compravendita, e il notaio risponde se non verifica.
- Caparra e risarcimento non si cumulano (Cass. 4301/2026)
- Niente doppio se si chiede la risoluzione con danni (Cass. 5854/2024)
- Restituzione dovuta anche se chiesta come doppio (Cass. 23838/2025)
- Caparra pari al prezzo: nulla (Cass. 8217/2026)
- Recesso implicito e doppio della caparra (Cass. 23375/2026)
- “Entro e non oltre” non basta per il termine essenziale (Cass. 9661/2026)
- Recesso anche per violazione di termine non essenziale (Cass. 5784/2026)
- Termine essenziale bilaterale: risoluzione di diritto (Cass. 20868/2026)
- Rifiuto del rogito per difetto di agibilità (Cass. 13648/2025)
- Preliminare e ipoteche: rifiuto del rogito (Cass. 11560/2024)
- Irregolarità urbanistica, preliminare e caparra (Cass. 9439/2025)
- Il venditore che non sana è gravemente inadempiente (Cass. 5880/2024)
- La nullità per abusivismo non si estende al preliminare (Cass. 22656/2024)
- Agibilità insanabile: aliud pro alio (Cass. 19117/2025)
- Mancato certificato di agibilità: danno risarcibile (Cass. 16630/2026)
- Dichiarazione mendace sui titoli: compravendita nulla (Cass. 7972/2026)
- Responsabilità del notaio per difetto di abitabilità (Cass. 1603/2026)
- Preliminare: forma scritta anche con scritture separate (Cass. 27746/2025)
Dopo l’acquisto sono emersi vizi gravi. Contro chi agisco? E l’agenzia deve restituire la provvigione?
Per rovina e gravi difetti (art. 1669 c.c.) puoi agire anche contro il venditore-costruttore che ha diretto o sorvegliato i lavori, e la presunzione di addebitabilità grava su di lui. La garanzia per i vizi copre anche i difetti che hanno origine nelle parti condominiali. Il mediatore deve informarti delle circostanze che incidono sulla sicurezza dell’affare, ipoteche e difformità urbanistiche comprese: se tace, risponde e può dover restituire la provvigione; non ha però un dovere di indagine sulla solvibilità delle parti. La provvigione spetta con il preliminare, anche senza rogito, ma solo se l’affare è effetto adeguato della sua opera, solo al verificarsi della condizione del mutuo, e mai se l’agente non è abilitato. Le planimetrie allegate al rogito fanno parte del contratto se richiamate e sottoscritte.
- Gravi difetti: risponde il venditore-costruttore (Cass. 16894/2026)
- Presunzione di addebitabilità sul venditore-costruttore (Cass. 16894/2026, scheda)
- La garanzia per i vizi copre anche quelli da parti condominiali (Cass. 15633/2026)
- Mediatore: ipoteca taciuta e restituzione della provvigione (Cass. 9395/2025)
- Mediatore e difformità urbanistiche (Cass. 32264/2025)
- Obblighi informativi: nessun dovere di indagine sulla solvibilità (Cass. 6438/2025)
- La provvigione spetta con il preliminare (Cass. 2359/2024)
- Provvigione solo se l’affare è effetto adeguato dell’opera (Cass. 9414/2025)
- Provvigione e condizione del mutuo (Cass. 18953/2024)
- Agente non abilitato: niente provvigione (Cass. 6283/2025)
- Niente provvigione senza fideiussione sull’immobile da costruire (Cass. 9431/2025)
- Planimetria allegata al rogito (Cass. 5532/2025)
Uso un terreno o una stanza da più di vent’anni. Posso usucapire? E tra fratelli comproprietari?
Serve un possesso ventennale, continuo, pacifico e “da proprietario”, già compiuto quando proponi la domanda. Non è possesso utile quello che nasce da un comodato, da un preliminare con consegna anticipata o da una concessione del proprietario: lì sei detentore e devi provare l’interversione. Firmare un comodato dopo vent’anni è rinuncia tacita all’usucapione; chiedere in giudizio l’esecuzione di un contratto riconosce la proprietà altrui. Tra parenti, la tolleranza esclude il possesso ma chi la invoca deve provarla; una relazione lunga di per sé non prova la tolleranza. Tra comproprietari, non c’è interversione: si usucapisce la quota degli altri solo con un comportamento che renda loro impossibile il godimento, e in condominio la prova del possesso esclusivo è rigorosa. La semplice coltivazione del fondo non prova l’animus possidendi.
- Il ventennio deve essere compiuto alla domanda (Cass. 517/2026)
- Comodato: detenzione, serve l’interversione (Cass. 11452/2026)
- Preliminare con consegna: detenzione qualificata (Cass. 389/2025)
- Consegna dal proprietario: detenzione (Cass. 6385/2026)
- Firmare un comodato è rinuncia tacita all’usucapione (Cass. 16959/2026)
- Riconoscere la proprietà altrui esclude il possesso (Cass. 3238/2026)
- Tolleranza tra parenti: la prova a chi la invoca (Cass. 3119/2026)
- La durata non prova la tolleranza (Cass. 3751/2025)
- Tra comproprietari serve il possesso esclusivo inequivoco (Cass. 15734/2026)
- Usucapione dei beni comuni (Cass. 12576/2026)
- Usucapione della comproprietà pro indiviso (Cass. 18745/2026)
- Prova del possesso esclusivo tra condomini (Cass. 32186/2025)
- Sottoscala condominiale e compossessori (Cass. 15131/2026)
- La coltivazione non prova l’animus (Cass. 12587/2026)
- Art. 1100 c.c. – Comunione in generale (commento)
- Art. 1111 c.c. – Scioglimento della comunione (commento)
Cosa fare adesso, in quest’ordine
Segna il termine
Trenta giorni per la delibera, quaranta per l’opposizione al decreto ingiuntivo, dieci per l’opposizione tardiva allo sfratto. La maggior parte delle cause condominiali si perde sul calendario.
Raccogli titolo e regolamento
Atto di acquisto, primo atto del costruttore, regolamento contrattuale, tabelle, verbali, preliminare, planimetrie. È lì che si decide cosa è comune e cosa ti possono vietare.
Documenta il danno, non solo il torto
Foto datate, perizie, preventivi, canoni persi. La Cassazione non liquida mai il danno “in re ipsa”: distanze, infiltrazioni e rumori si vincono con le prove.
Valutazione gratuita del caso
Raccontami la situazione e allega quello che hai. Entro 48 ore sai se il tuo diritto regge, quanto tempo hai e cosa conviene fare. Se procediamo, paghi solo se vinci: nessun anticipo, compenso solo con un risultato economico.
Tutte le guide e le sentenze commentate sul tema
Ogni commento riporta massima, fatto, motivazione e il link al provvedimento ufficiale. Selezione aggiornata al 17 ottobre 2026; l’archivio completo è nelle categorie Condominio e locazioni e Diritti reali.
Spese condominiali, morosità, tabelle millesimali (73)
- Art. 1123 c.c. – Criteri di ripartizione delle spese, condominio parziale, uso differenziato, limiti del potere assembleare e giurisprudenza ragionata
- Art. 1130-bis c.c. Rendiconto condominiale
- Art. 1134 c.c. Spese fatte dal condomino
- Art. 1110 c.c. – Rimborso delle spese per la cosa comune, presupposti, prova, distinzione dal condominio e orientamenti giurisprudenziali
- Rendiconto condominiale, chiarezza e specificità delle voci di spesa (Cass. civ. Sez. II n. 10869 del 24.04.2025)
- Clausola di sgravio delle spese condominiali posta dal costruttore è valida (Cass. civ. Sez. II n. 10362 del 19.04.2025)
- Compenso amministratore di condominio, analiticità e rendiconto (Cass. civ. Sez. II n. 14428 del 29.05.2025)
- Compenso amministratore di condominio: nullità della delibera di approvazione del rendiconto (Cass. civ. Sez. II n. 14424 del 29.05.2025)
- Delibera condominiale di riparto spese annullabile e non nulla (Cass. civ. Sez. II n. 20534 del 21.07.2025)
- Delibera condominiale, opposizione a decreto ingiuntivo e sindacato del giudice (Cass. civ. Sez. II n. 20539 del 21.07.2025)
- Delibera condominiale, riparto spese e accesso ai documenti (Cass. civ. Sez. II n. 16892 del 24.06.2025)
- Delibere condominiali nulle se modificano criteri di riparto spese (Cass. civ. Sez. II n. 4334 del 19.02.2025)
- Delibere condominiali tra nullità e annullabilità nell’opposizione a decreto ingiuntivo (Cass. civ. Sez. II n. 20424 del 21.07.2025)
- Distacco dal riscaldamento centralizzato e spese di sostituzione della caldaia (Cass. civ. Sez. II n. 19838 del 17.07.2025)
- Opposizione a decreto ingiuntivo condominiale, sindacato sulla delibera solo con domanda riconvenzionale (Cass. civ. Sez. II n. 15318 del 09.06.2025)
- Opposizione a decreto ingiuntivo e sindacato sulla nullità della delibera condominiale (Cass. civ. Sez. II n. 9035 del 05.04.2025)
- Revisione tabelle millesimali: efficacia dal passaggio in giudicato (Cass. civ. Sez. II n. 10464 del 22.04.2025)
- Rimborso spese condominiali urgenti solo se manca provvedimento cautelare (Cass. civ. Sez. II n. 16351 del 17.06.2025)
- Rimborso spese urgenti del condomino e nozione di parti comuni (Cass. civ. Sez. II n. 8252 del 28.03.2025)
- Ripartizione spese servizio spiaggia per valore e non uso effettivo (Cass. civ. Sez. II n. 8253 del 28.03.2025)
- Spese legali contro condomino nulle se ripartite pro quota (Cass. civ. Sez. II n. 20477 del 21.07.2025)
- Spese straordinarie condominiali: rileva la delibera di approvazione, non l’ordinanza sindacale (Cass. civ. Sez. II n. 8255 del 28.03.2025)
- Contributi condominiali: contestazioni sulle spese solo con impugnazione della delibera (Cass. civ. Sez. II n. 2460 del 02.02.2025)
- Opposizione a decreto ingiuntivo condominiale e pregiudizialità della impugnazione della delibera (Cass. civ. Sez. II n. 2211 del 30.01.2025)
- Polizza spese legali condominiali valida anche senza consenso dei dissenzienti (Cass. civ. Sez. II n. 2814 del 05.02.2025)
- Condominio parziale e ripartizione spese: nullità e annullabilità delle delibere (Cass. civ. Sez. 2 n. 21753 del 25.06.2026)
- Il pagamento in corso di causa non sana la morosità risolutiva (Cass. civ. Sez. 3 n. 23217 del 14.07.2026)
- Modifica delle tabelle millesimali a maggioranza e onere motivazionale del giudice di merito (Cass. civ. Sez. 2 n. 22979 del 09.07.2026)
- Modifica delle tabelle millesimali per facta concludentia: necessaria forma scritta e unanimità (Cass. civ. Sez. 2 n. 22816 del 06.07.2026)
- Rimborso spese al condomino solo per urgenza qualificata ex art. 1134 c.c. (Cass. civ. Sez. 2 n. 22812 del 06.07.2026)
- Riparto delle spese di manutenzione della terrazza a livello tra parte aggettante e parte di copertura (Cass. civ. Sez. 2 n. 21572 del 24.06.2026)
- Riparto delle spese individuali e nullità delle delibere assembleari (Cass. civ. Sez. 2 n. 21316 del 23.06.2026)
- Spese per il frontalino del balcone aggettante: natura comune e ripartizione ex art. 1123 c.c. (Cass. civ. Sez. 2 n. 21865 del 26.06.2026)
- Spese condominiali e regresso dell’acquirente verso il dante causa (Cass. civ. Sez. 2 n. 22817 del 06.07.2026)
- Ripartizione oneri condominiali tra nudo proprietario e usufruttuario (Cass. civ. Sez. 2 n. 19011 del 10.06.2026)
- Ripartizione spese sostituzione caldaia: illegittima la deroga ai millesimi e annullabile la delibera (Cass. civ. Sez. 2 n. 18204 del 05.06.2026)
- Compenso dell’amministratore di condominio e sufficienza del rendiconto approvato (Cass. civ. Sez. 2 n. 12579 del 04.05.2026)
- Il bilancio consuntivo non prova il fatto estintivo del credito condominiale (Cass. civ. Sez. 2 n. 4919 del 05.03.2026)
- Il condomino che intende modificare le tabelle millesimali deve agire ex art. 69 disp. att. c.c. (Cass. civ. Sez. 2 n. 14284 del 14.05.2026)
- Il condomino danneggiato non è esonerato dal concorrere alle spese di riparazione del lastrico solare (Cass. civ. Sez. 2 n. 10321 del 20.04.2026)
- Il giudicato sulle tabelle millesimali non impedisce la loro modifica a maggioranza per mutate condizioni dell’edificio (Cass. civ. Sez. 2 n. 3720 del 18.02.2026)
- Il rendiconto condominiale ante riforma non esige il deposito dei giustificativi ma solo l’accesso su richiesta (Cass. civ. Sez. 2 n. 7669 del 30.03.2026)
- Il rendiconto condominiale non richiede forme contabili rigide (Cass. civ. Sez. 2 n. 471 del 08.01.2026)
- Il riparto delle spese e l’opposizione a decreto ingiuntivo per contributi condominiali (Cass. civ. Sez. 2 n. 9474 del 14.04.2026)
- La delibera a maggioranza che esonera un condomino dalle spese è nulla, e trascina la transazione (Cass. civ. Sez. 2 n. 2709 del 07.02.2026)
- La delibera condominiale meramente programmatica non approva nuove tabelle millesimali (Cass. civ. Sez. 2 n. 4806 del 03.03.2026)
- La mancata inclusione nelle tabelle non costituisce esonero convenzionale dalle spese (Cass. civ. Sez. 2 n. 16045 del 25.05.2026)
- Nullità dell’appello per omessa integrazione del contraddittorio nell’impugnazione della delibera condominiale (Cass. civ. Sez. 2 n. 8010 del 31.03.2026)
- Nullità della transazione condominiale per esonero dalle spese a maggioranza (Cass. civ. Sez. 2 n. 3445 del 16.02.2026)
- Opposizione a decreto ingiuntivo per contributi condominiali e impugnazione della delibera: il giudice può sindacare la nullità ma non l’annullabilità senza domanda riconvenzionale (Cass. civ. Sez. 2 n. 15496 del 21.05.2026)
- Opposizione all’esecuzione per decreto ingiuntivo e impugnazione delle delibere condominiali (Cass. civ. Sez. 3 n. 13095 del 07.05.2026)
- Presunzione di condominialità e spese per i locali seminterrati (Cass. civ. Sez. 2 n. 10331 del 20.04.2026)
- Revisione delle tabelle millesimali, la delibera esplorativa è valida a maggioranza (Cass. civ. Sez. 2 n. 10334 del 20.04.2026)
- Spese per i muri maestri che delimitano le chiostrine: concorrono tutti i condomini (Cass. civ. Sez. 2 n. 13620 del 11.05.2026)
- Tabelle millesimali e beni di proprietà esclusiva: prevale il titolo, non l’uso di fatto (Cass. civ. Sez. 2 n. 13235 del 07.05.2026)
- Contributi condominiali e opposizione a decreto ingiuntivo: i limiti del sindacato sulle delibere (Cass. civ. Sez. 2 n. 6626 del 19.03.2026)
- Delibera nulla per spese di animazione extracondominiali (Cass. civ. Sez. 2 n. 9563 del 14.04.2026)
- Modifica delle tabelle millesimali solo in presenza di una valida tabella preesistente (Cass. civ. Sez. 2 n. 13855 del 12.05.2026)
- Riparto spese condominiali tra vecchio e nuovo impianto e natura delle tabelle millesimali (Cass. civ. Sez. 2 n. 11400 del 27.04.2026)
- Spese condominiali straordinarie: prescrizione decennale, rendiconto e impugnazione non sono atti interruttivi (Cass. civ. Sez. 2 n. 22819 del 06.07.2026)
- Uso dei beni comuni proporzionale ai millesimi (Cass. civ. Sez. 2 n. 4966 del 05.03.2026)
- Il legatario di immobile risponde dei debiti condominiali del testatore in via solidale (Cass. civ. Sez. 2 n. 17647 del 03.06.2026)
- Spese condominiali: risponde il proprietario, non l’assegnatario della casa familiare (Cass. civ. n. 13963/2026)
- Supercondominio: riparto provvisorio a maggioranza in attesa delle tabelle (Cass. civ. n. 14452/2026)
- Revisione tabelle millesimali e natura contrattuale del regolamento (Cass. civ. Sez. II n. 4827/2026)
- Rimborso spese anticipate: onere probatorio dell’amministratore di condominio (Cass. civ. Sez. II n. 4904/2026)
- Spese sostituzione ascensore: deroga al criterio legale richiede espressa previsione (Cass. civ. n. 31675/2025)
- Oneri condominiali: il condomino moroso non può opporre l’inadempimento dell’appaltatore, e l’acconto in corso di causa non lo salva dalle spese (Cass. 10329/2026)
- Oneri condominiali e usufrutto: il nudo proprietario risponde solo delle spese straordinarie (Cass. 19011/2026)
- Supercondominio: il quorum assembleare si calcola sul valore delle unità, non sulle tabelle millesimali (Cass. 20676/2026)
- Spese condominiali ripartite in deroga ai criteri legali: la delibera è annullabile, non nulla (Cass. 18204/2026)
- Il legatario dell’immobile risponde in solido dei debiti condominiali del testatore per l’anno in corso e il precedente (Cass. 17647/2026)
- Ripartizione spese di sostituzione degli ascensori: anche i locali commerciali devono contribuire, salvo deroga espressa nel regolamento (sent. 31675/2025)
Assemblea e delibere (44)
- Art. 1135 c.c. Attribuzioni dell’assemblea
- Art. 1136 c.c. Costituzione dell’assemblea, quorum deliberativi, verbalizzazione e controllo giudiziale
- Art. 1137 c.c. Impugnazione delle deliberazioni assembleari
- Art. 1132 c.c. Dissenso del condomino rispetto alle liti deliberate dal condominio
- Convocazione assemblea condominiale e avviso di giacenza: termine dilatorio rispettato (Cass. civ. Sez. II n. 20535 del 21.07.2025)
- Convocazione assemblea condominiale: la PEC è l’unico mezzo idoneo (Cass. civ. Sez. II n. 16399 del 18.06.2025)
- Delibera che esclude un condomino dall’impianto idrico comune è nulla senza unanimità (Cass. civ. Sez. II n. 20544 del 21.07.2025)
- Delibera condominiale annullabile e legittimazione all’impugnazione (Cass. civ. Sez. II n. 4301 del 19.02.2025)
- Delibera condominiale nulla se incide su beni di proprietà esclusiva (Cass. civ. Sez. II n. 16893 del 24.06.2025)
- Lavori straordinari condominiali e maggioranze rafforzate ex art. 1136 c.c. (Cass. civ. Sez. II n. 15346 del 09.06.2025)
- Nullità delibere condominiali su balconi esclusivi senza termine impugnazione (Cass. civ. Sez. II n. 5528 del 02.03.2025)
- Vizi dei quorum assembleari condominiali: annullabilità e non nullità della delibera (Cass. civ. Sez. II n. 10361 del 19.04.2025)
- Supercondominio, mancata nomina del rappresentante e vizio della delibera (Cass. civ. Sez. II n. 20052 del 18.07.2025)
- I quorum supercondominiali si accertano sui valori reali, non sulla tabella (Cass. civ. Sez. 2 n. 20683 del 18.06.2026)
- La mancata convocazione del condomino è motivo di annullabilità, non di nullità, della delibera (Cass. civ. Sez. 2 n. 21842 del 26.06.2026)
- L’atto di convocazione dell’assemblea condominiale non può essere sanato da una successiva ratifica (Cass. civ. Sez. 2 n. 22005 del 27.06.2026)
- Mancata verifica prima convocazione non invalida delibera senza prova (Cass. civ. Sez. 2 n. 23547 del 20.07.2026)
- L’appello del condomino adesivo contro la delibera è inammissibile (Cass. civ. Sez. 2 n. 20398 del 17.06.2026)
- La delibera assembleare assunta senza consegna preventiva della relazione tecnica è valida se il documento è illustrato in assemblea (Cass. civ. Sez. 2 n. 16909 del 29.05.2026)
- Comunicazione del verbale al condomino assente e decorrenza del termine decadenziale (Cass. civ. Sez. 2 n. 15567 del 21.05.2026)
- Comunicazione del verbale assembleare al condomino assente: applicabile l’art. 1335 c.c. e non la disciplina delle notifiche degli atti giudiziari (Cass. civ. Sez. 2 n. 14451 del 15.05.2026)
- Delibere assembleari prive di portata organizzativa e annullabilità dei vizi procedimentali (Cass. civ. Sez. 2 n. 11405 del 27.04.2026)
- Delibere condominiali annullabili e decadenza dall’impugnazione ex art. 1137 c.c. (Cass. civ. Sez. 2 n. 11600 del 28.04.2026)
- Il condomino regolarmente convocato non può impugnare la delibera per vizi di convocazione altrui (Cass. civ. Sez. 2 n. 9458 del 14.04.2026)
- Il voto astenuto non incide sui quorum se il verbale consente di identificare i favorevoli per differenza (Cass. civ. Sez. 2 n. 1108 del 19.01.2026)
- Impugnazione della delibera condominiale e difetto di legittimazione dei singoli condòmini (Cass. civ. Sez. 2 n. 13784 del 12.05.2026)
- La delibera assembleare presa in luogo diverso dalla convocazione è annullabile (Cass. civ. Sez. 2 n. 14132 del 14.05.2026)
- La delibera che non autorizza interventi sui beni comuni non richiede i quorum delle innovazioni (Cass. civ. Sez. 2 n. 12101 del 30.04.2026)
- La violazione dell’art. 1123 c.c. rende la delibera annullabile, non nulla (Cass. civ. Sez. 2 n. 12594 del 04.05.2026)
- L’omessa convocazione del condomino legittima solo l’assente alla domanda di annullamento (Cass. civ. Sez. 2 n. 16458 del 27.05.2026)
- L’ordine del giorno dell’assemblea condominiale non richiede la prefigurazione dell’esito della discussione (Cass. civ. Sez. 2 n. 1107 del 19.01.2026)
- Nullità della delibera condominiale che approva lavori su beni di proprietà esclusiva (Cass. civ. Sez. 2 n. 10979 del 24.04.2026)
- Nullità della delibera condominiale come ipotesi residuale rispetto all’annullabilità ex art. 1137 c.c. (Cass. civ. Sez. 2 n. 12590 del 04.05.2026)
- Sostituzione della delibera condominiale impugnata e cessazione della materia del contendere (Cass. civ. Sez. 2 n. 13066 del 06.05.2026)
- L’amministratore può resistere all’impugnazione della delibera senza autorizzazione assembleare (Cass. civ. Sez. 2 n. 4549 del 28.02.2026)
- Onere della prova del vizio sui quorum in capo al condomino impugnante (Cass. civ. Sez. 2 n. 11588 del 28.04.2026)
- L’assemblea del supercondominio non può determinare a maggioranza l’ambito dei beni comuni (Cass. civ. Sez. 2 n. 11592 del 28.04.2026)
- Convocazione condominiale per compiuta giacenza e sindacato di legittimità (Cass. civ., Sez. II, n. 12843 del 2023)
- Nullità della delibera condominiale: legittimazione del terzo proprietario (Cass. civ. n. 6489/2026)
- Delibera condominiale che vieta scavi nel sottosuolo per tutela della statica e del pari uso (Cass. civ. Sez. II n. 23936/2026)
- Impugnazione di delibera per vizio formale: la causa e di valore indeterminabile, non si guarda al compenso dell’amministratore (Cass. 23374/2026)
- Impugnazione di delibera condominiale: se il Condominio non appella, il singolo condomino intervenuto per difenderla non può farlo da solo (Cassazione 20398/2026)
- Delibera su oggetto non in ordine del giorno: è annullabile, non nulla; se non impugnata in 30 giorni resta valida (Cass. 1098/2026)
- Delibera condominiale, il verbale che non identifica presenti e quote non è un vizio formale: incide sulla validità (Cass. 558/2026)
Amministratore di condominio (23)
- Art. 1129 c.c. Nomina, revoca e obblighi dell’amministratore
- Art. 1130 c.c. Attribuzioni dell’amministratore
- Art. 1131 c.c. Rappresentanza dell’amministratore di condominio
- Art. 1133 c.c. Provvedimenti dell’amministratore
- Inammissibile la revoca dell’amministratore di condominio cessato per decorso del biennio (Cass. civ. Sez. II n. 14039 del 26.05.2025)
- Azione del condomino contro l’amministratore bloccata dalle delibere approvate (Cass. civ. Sez. II n. 19899 del 17.07.2025)
- Obbligo di comunicare i condomini morosi: legittimato passivo è l’amministratore in proprio (Cass. civ. Sez. II n. 1002 del 15.01.2025)
- Mandato al difensore del condominio e poteri dell’amministratore (Cass. civ. Sez. II n. 2119 del 29.01.2025)
- Il rendiconto approvato non prova le anticipazioni dell’amministratore uscente, niente debito del condominio (Cass. civ. Sez. 2 n. 22815 del 06.07.2026)
- La procura alle liti rilasciata dall’amministratore di condominio dimissionario è invalida (Cass. civ. Sez. 2 n. 21883 del 26.06.2026)
- I poteri dell’amministratore di condominio e del direttore dei lavori di impegnare il committente (Cass. civ. Sez. 2 n. 22026 del 27.06.2026)
- Ricognizione di debito dell’amministratore di condominio e poteri di rappresentanza (Cass. civ. Sez. 2 n. 16998 del 30.05.2026)
- Revoca amministratore di condominio e spese ex art. 91 c.p.c. (Cass. civ. Sez. 2 n. 16941 del 30.05.2026)
- La prorogatio dell’amministratore di condominio dimissionario e il compenso deliberato dall’assemblea (Cass. civ. Sez. 2 n. 424 del 08.01.2026)
- Revoca dell’amministratore di condominio esclusa dalla mediazione obbligatoria (Cass. civ. Sez. 2 n. 10275 del 20.04.2026)
- Opposizione a decreto ingiuntivo dell’amministratore e rimborso anticipazioni: poteri e onere della prova (Cass. civ. Sez. 2 n. 16014 del 25.05.2026)
- Obbligo di prova dell’ex amministratore sulle anticipazioni (Cass. civ. Sez. 2 n. 11249 del 27.04.2026)
- Obblighi dell’amministratore di condominio e interesse ad agire del condomino: necessità di un pregiudizio attuale e concreto (Cass. civ. Sez. 2 n. 14468 del 15.05.2026)
- Risarcimento del condominio per fatture insolute non integralmente imputabile all’amministratore (Cass. civ. Sez. 2 n. 10416 del 20.04.2026)
- Messaggi e-mail ingiuriosi del condomino verso l’amministratore: escluso lo stato d’ira e confermato il danno non patrimoniale (Cass. civ. Sez. 3 n. 5378 del 10.03.2026)
- Compenso dell’amministratore di condominio: il silenzio sulla previsione di spesa non è accettazione (Cass. civ. Sez. 2 n. 8426 del 03.04.2026)
- Il potere dell’amministratore di condominio e la volontà contraria dell’assemblea (Cass. civ. Sez. 2 n. 12742 del 05.05.2026)
- Prorogatio dell’amministratore di condominio dopo la scadenza: inapplicabilità e non spettanza del compenso (Cass. civ. n. 7247/2026)
Parti comuni, lavori, innovazioni, regolamento (116)
- Installazione di canna fumaria su muro perimetrale condominiale e diniego assembleare: tra uso della cosa comune (art. 1102 c.c.), decoro architettonico e valutazione in concreto
- Delibera condominiale di recinzione del portico: innovazione vietata o atto di ordinaria gestione?
- L’appaltatore può agire direttamente contro il singolo condomino
- Art. 1117 c.c. – Presunzione di condominialità, titolo contrario, criterio funzionale, supercondominio e principali orientamenti giurisprudenziali
- Art. 1102 c.c. Uso della cosa comune
- Art. 1120 c.c. – Innovazioni condominiali, limiti di validità, decoro, inservibilità, sicurezza, barriere architettoniche e giurisprudenza
- Art. 1121 c.c. – Innovazioni gravose o voluttuarie, utilizzazione separata, esonero dei dissenzienti, adesione successiva e orientamenti giurisprudenziali
- Art. 1124 c.c. Scale e ascensori
- Art. 1126 c.c. Lastrici solari e terrazze a livello in uso esclusivo
- Art. 1127 c.c. Sopraelevazione nel condominio
- Art. 1122-ter c.c. Impianti di videosorveglianza sulle parti comuni
- Art. 1117-quater c.c. – Tutela delle destinazioni d’uso delle parti comuni: inquadramento, presupposti applicativi, legittimazione, onere probatorio e giurisprudenza ragionata disponibile
- Art. 1118 c.c. – Diritto del condomino sulle parti comuni, inseparabilità della quota, titolo contrario, tabelle millesimali, distacco dall’impianto centralizzato e giurisprudenza
- Art. 1117-bis c.c. – Supercondominio, condominio orizzontale, criterio funzionale, titolo contrario, riparto, legittimazione e giurisprudenza
- Art. 1117-ter c.c. – Modificazioni delle destinazioni d’uso delle parti comuni, distinzione dalla mera disciplina dell’uso, quorum, formalità, limiti sostanziali e giurisprudenza
- Art. 1119 c.c. – Indivisibilità delle parti comuni, criterio dell’«uso più incomodo», divisione giudiziale, titolo contrario e giurisprudenza
- Art. 1122 c.c. – Opere su parti di proprietà o uso individuale: inquadramento, limiti sostanziali, obbligo di preventiva notizia, prova del pregiudizio e giurisprudenza ragionata
- Art. 1122-bis c.c. – Impianti non centralizzati di ricezione radiotelevisiva e di produzione di energia da fonti rinnovabili: ambito applicativo, limiti, poteri dell’assemblea, prova del pregiudizio e giurisprudenza
- Art. 1138 c.c. Regolamento di condominio
- Condominio, legittimazione dell’amministratore per i danni alle parti esclusive (Cass. civ. Sez. II n. 25657 del 21.09.2026)
- Dissuasore condominiale e abuso dell’uso della cosa comune (Cass. civ. Sez. II n. 25749 del 23.09.2026)
- Condominio: presunzione ex art. 1117 c.c. e inidoneità delle planimetrie catastali (Cass. civ. Sez. II n. 20167 del 18.07.2025)
- Presunzione di condominialità e prova del titolo contrario (Cass. civ. Sez. II n. 20142 del 18.07.2025)
- L’uso esclusivo del lastrico non consente la cessione a terzi senza unanimità (Cass. civ. Sez. II n. 20548 del 21.07.2025)
- Niente usucapione del diritto d’uso esclusivo sull’area verde condominiale (Cass. civ. Sez. II n. 15532 del 10.06.2025)
- Sopraelevazione in zona sismica: presunzione di pericolosità e verifica sulle fondazioni (Cass. civ. Sez. II n. 17279 del 26.06.2025)
- Regolamento condominiale può rendere più rigoroso l’uso della cosa comune (Cass. civ. Sez. II n. 20297 del 20.07.2025)
- Rifacimento delle scale condominiali e condominio parziale: no all’innovazione (Cass. civ. Sez. II n. 10473 del 22.04.2025)
- Scavi nel sottosuolo condominiale e appropriazione dell’area comune (Cass. civ. Sez. II n. 20152 del 18.07.2025)
- Indennizzo ex art 1102 cod civ solo se comproprietario chiede uso diretto (Cass. civ. Sez. III n. 10805 del 24.04.2025)
- Legittimazione passiva del condominio per vizi costruttivi sulle parti comuni (Cass. civ. Sez. II n. 5530 del 02.03.2025)
- Opponibilità delle servitù reciproche da regolamento condominiale e onere di trascrizione (Cass. civ. Sez. II n. 15341 del 09.06.2025)
- Divieti condominiali e servitù reciproche: no all’interpretazione estensiva (Cass. civ. Sez. II n. 16894 del 24.06.2025)
- Opponibilità ai terzi del capitolato e regolamento condominiale (Cass. civ. Sez. II n. 20157 del 18.07.2025)
- Nullità del regolamento condominiale e litisconsorzio necessario di tutti i condomini (Cass. civ. Sez. II n. 16347 del 17.06.2025)
- L’uso della cosa comune non si nega per timore di abuso futuro (Cass. civ. Sez. II n. 16398 del 18.06.2025)
- Parcheggi condominiali usucapibili solo con possesso esclusivo provato (Cass. civ. Sez. II n. 1768 del 24.01.2025)
- Dismissione di parti comuni e consenso unanime dei comunisti (Cass. civ. Sez. II n. 2375 del 31.01.2025)
- Volumi tecnici condominiali e prova della proprietà esclusiva (Cass. civ. Sez. II n. 2787 del 04.02.2025)
- Quantificazione dell’indennizzo per l’uso dell’alloggio del portiere da parte del condominio (Cass. civ. Sez. 2 n. 23005 del 10.07.2026)
- Barriere architettoniche: la riforma del 2020 supera i limiti del regolamento condominiale (Cass. civ. Sez. 2 n. 23484 del 18.07.2026)
- Il condomino può installare la canna fumaria sul muro comune senza autorizzazione assembleare, salvo alterazione del decoro architettonico (Cass. civ. Sez. 2 n. 22813 del 06.07.2026)
- La sopraelevazione su lastrico solare richiede la prova della compatibilità sismica (Cass. civ. Sez. 2 n. 23487 del 18.07.2026)
- Sopraelevazione in aderenza e normativa sopravvenuta: la nuova costruzione resta soggetta alle distanze (Cass. civ. Sez. 2 n. 22511 del 30.06.2026)
- Il regolamento condominiale approvato all’unanimità può avere natura contrattuale e incidere sui diritti reali (Cass. civ. Sez. 2 n. 22115 del 27.06.2026)
- La recinzione del portico comune non è innovazione vietata (Cass. civ. Sez. 2 n. 22857 del 07.07.2026)
- Scioglimento del condominio e oneri probatori: la presunzione ex art. 1117 c.c. non opera sulla divisibilità (Cass. civ. Sez. 2 n. 22124 del 27.06.2026)
- La condominialità si accerta dal primo atto di frazionamento (Cass. civ. Sez. 2 n. 22027 del 27.06.2026)
- L’interpretazione contrattuale del costruttore che riserva i lastrici solari supera la presunzione di condominialità (Cass. civ. Sez. 2 n. 18743 del 09.06.2026)
- Trasformazione del lastrico comune in terrazza e corpo abitativo esclusivi: no alla sopraelevazione ex art. 1127 c.c. (Cass. civ. Sez. 2 n. 19618 del 13.06.2026)
- L’indennità di sopraelevazione sorge per il fatto stesso dell’intervento (Cass. civ. Sez. 2 n. 17642 del 03.06.2026)
- Installazione di inferriata sul pianerottolo comune e legittimo uso ex art. 1102 c.c. (Cass. civ. Sez. 2 n. 16944 del 30.05.2026)
- Interesse ad agire nell’accertamento della natura condominiale di un bene (Cass. civ. Sez. 2 n. 18845 del 10.06.2026)
- Escavazione del sottosuolo condominiale da parte del singolo condomino: configura appropriazione della cosa comune (Cass. civ. Sez. 2 n. 18131 del 05.06.2026)
- Uso esclusivo del bene comune e pari uso potenziale: indennizzo doveroso (Cass. civ. Sez. 2 n. 19703 del 13.06.2026)
- Lo scioglimento del condominio non estingue i crediti deliberati e lascia un condominio residuo (Cass. civ. Sez. 2 n. 18202 del 05.06.2026)
- Eliminazione barriere architettoniche: necessaria comparazione con i diritti del condomino (Cass. civ. Sez. 2 n. 16428 del 27.05.2026)
- Costituzione del condominio e presunzione di condominialità dei sottotetti (Cass. civ. Sez. 2 n. 12588 del 04.05.2026)
- Presunzione di condominialità non vinta dall’abusività del vano seminterrato (Cass. civ. Sez. 2 n. 16556 del 27.05.2026)
- Il condono edilizio non incide sulla presunzione di condominialità dell’art. 1117 c.c. (Cass. civ. Sez. 2 n. 7782 del 31.03.2026)
- Onere della prova della proprietà esclusiva del lastrico solare e uso esclusivo non incompatibile con la comunione (Cass. civ. Sez. 2 n. 5141 del 06.03.2026)
- Cessazione della destinazione condominiale dell’alloggio del portiere e passaggio alla comunione ordinaria (Cass. civ. Sez. 2 n. 6620 del 19.03.2026)
- Spoglio del compossesso per trasformazione del tetto comune in terrazza esclusiva (Cass. civ. Sez. 2 n. 15515 del 21.05.2026)
- Il lastrico solare di proprietà esclusiva resta di uso esclusivo anche se gravato da servitù di sciorinamento (Cass. civ. Sez. 2 n. 16008 del 25.05.2026)
- Sopraelevazione e aspetto architettonico: nozione distinta dal decoro architettonico (Cass. civ. Sez. 2 n. 4472 del 27.02.2026)
- Indennità di sopraelevazione: legittimato solo il condomino al tempo della realizzazione della struttura (Cass. civ. Sez. 2 n. 14754 del 18.05.2026)
- La sopraelevazione è nuova costruzione e il d.m. 1444/1968 integra l’art. 873 c.c. (Cass. civ. Sez. 2 n. 13789 del 12.05.2026)
- La sopraelevazione in zona A è nuova costruzione vietata e la demolizione prescinde dall’art. 873 c.c. (Cass. civ. Sez. 2 n. 5362 del 10.03.2026)
- Decoro architettonico e regolamento condominiale: interpretazione delle clausole limitative (Cass. civ. Sez. 2 n. 16060 del 25.05.2026)
- Insindacabile in Cassazione l’interpretazione del regolamento condominiale che vieta l’occupazione delle parti comuni (Cass. civ. Sez. 2 n. 10522 del 21.04.2026)
- Il divieto regolamentare di destinare gli alloggi a gabinetto di cura include lo studio odontoiatrico (Cass. civ. Sez. 2 n. 14759 del 18.05.2026)
- Divieto regolamentare di occupazione della piazzetta: modifica solo con consenso unanime (Cass. civ. Sez. 2 n. 7771 del 31.03.2026)
- Lesione del decoro condominiale: sindacato limitato e omesso esame di elementi istruttori (Cass. civ. Sez. 2 n. 12100 del 30.04.2026)
- Il singolo condomino può apportare modifiche alle parti comuni senza consenso unanime se non lede il pari uso (Cass. civ. Sez. II n. 8012 del 31.03.2026)
- Lavori di sostituzione della moquette: mere modifiche e non innovazioni vietate (Cass. civ. Sez. 2 n. 7854 del 31.03.2026)
- Modifiche alle parti comuni e innovazioni nel condominio minimo: regole e oneri probatori (Cass. civ. Sez. 2 n. 561 del 09.01.2026)
- Il servizio di portierato per un solo condominio non richiede la delibera del supercondominio (Cass. civ. Sez. 2 n. 13591 del 10.05.2026)
- Locazione di parte comune e uso indiretto: maggioranza solo se impossibile l’uso diretto (Cass. civ. Sez. 2 n. 14299 del 14.05.2026)
- Uso indiretto del bene comune mediante locazione autorizzabile a maggioranza assembleare (Cass. civ. Sez. 2 n. 13615 del 11.05.2026)
- Demolizione di parti comuni illegittima e parcheggi ex art. 41-sexies (Cass. civ. Sez. 2 n. 9565 del 14.04.2026)
- Terrapieno sottostante l’edificio: presunzione di comunione e divieto di appropriazione esclusiva (Cass. civ. Sez. 2 n. 12826 del 05.05.2026)
- Indennità al comproprietario non richiedente l’uso diretto del bene (Cass. civ. Sez. 2 n. 16160 del 25.05.2026)
- La divisione giudiziale delle parti comuni non richiede il consenso unanime dei condomini (Cass. civ. Sez. 2 n. 7083 del 24.03.2026)
- Nullità del regolamento condominiale e litisconsorzio necessario dei condòmini (Cass. civ. Sez. 2 n. 14728 del 18.05.2026)
- Chiusura di finestra condominiale e limiti dell’uso della cosa comune (Cass. civ. Sez. 2 n. 7671 del 30.03.2026)
- Presunzione di condominialità del tetto e verifica dell’accessorietà strumentale (Cass. civ. Sez. 2 n. 8427 del 03.04.2026)
- Presunzione di condominialità dei volumi tecnici e onere probatorio nella rivendicazione ex art. 1117 cod. civ. (Cass. civ. Sez. 2 n. 4727 del 03.03.2026)
- La natura comune del sottotetto prevista dall’atto di divisione prevale sul regolamento condominiale (Cass. civ. Sez. 2 n. 13680 del 11.05.2026)
- La riserva del seminterrato nel primo atto costitutivo del condominio esclude la presunzione di condominialità (Cass. civ. Sez. 2 n. 14084 del 13.05.2026)
- Autorimesse al piano interrato escluse dalla presunzione di condominialità dell’art. 1117 cod. civ. (Cass. civ. Sez. 2 n. 4686 del 02.03.2026)
- La comproprietà del lastrico solare nel condominio orizzontale richiede un titolo costitutivo specifico (Cass. civ. Sez. 2 n. 9465 del 14.04.2026)
- Condominio orizzontale: applicabile l’art. 1117 c.c. anche per edifici adiacenti autonomi (Cass. civ. Sez. 2 n. 15811 del 22.05.2026)
- Condizionatore su proprietà esclusiva e delibere condominiali (Cass. civ. Sez. 2 n. 9573 del 14.04.2026)
- La videosorveglianza del condomino sulla proprietà esclusiva non richiede la delibera ex art. 1122-ter c.c. (Cass. civ. Sez. 2 n. 9570 del 14.04.2026)
- Sopraelevazione condominiale: il limite statico è divieto assoluto superabile solo con consenso unanime (Cass. civ. Sez. 2 n. 16887 del 29.05.2026)
- Divieto di sopraelevazione nel regolamento di condominio contrattuale e nuova decorrenza dell’usucapione (Cass. civ. Sez. 2 n. 11403 del 27.04.2026)
- Illegittima l’attribuzione convenzionale del diritto reale di uso esclusivo sulle parti comuni (Cass. civ. Sez. 2 n. 10690 del 22.04.2026)
- Il singolo condomino può agire per danni alle parti comuni (Cass. civ. Sez. 3 n. 2984 del 10.02.2026)
- Il condominio sorge ex se con il primo trasferimento e il regolamento assembleare non condiziona l’obbligo di contribuzione (Cass. civ. Sez. 2 n. 14892 del 18.05.2026)
- Il sottotetto senza titolo è condominiale se può diventare un vano autonomo, anche senza pavimento (Cass. civ. Sez. II n. 4410 del 26.02.2026)
- Presunzione di condominialità derogabile dal titolo (Cass. civ. n. 14891/2026)
- Legittimità dell’uso indiretto temporaneo del bene condominiale (Cass. civ. n. 13618/2026)
- Lastrico solare: presunzione di condominialità e deroga per titolo (Cass. civ. Sez. II n. 5253/2026)
- Presunzione di condominialità del vano sottoscala e onere della prova contraria (Cass. civ. n. 7222/2026)
- Condominio: presunzione di comunione ex art. 1117 c.c. e onere della prova per l’esclusiva (Cass. civ. n. 31852/2025)
- Regolamento contrattuale condominiale: può vietare installazione canna fumaria (Cass. civ. n. 31593/2025)
- Riscaldamento centralizzato: ripristino dovuto anche se altri condòmini hanno impianto autonomo (Cass. civ. n. 31678/2025)
- Ascensore anti-barriere: dopo la riforma del 2020 non è mai opera voluttuaria, unico limite la sicurezza del fabbricato (Cass. 23484/2026)
- Alloggio del portiere in comproprieta: come si calcola l’indennizzo dovuto al condomino (Cass. 23005/2026)
- Lavori sulle parti comuni: l’appaltatore agisce pro quota contro il singolo condomino, l’obbligazione condominiale è parziaria e non solidale (Cass. 22672/2026)
- Condominio orizzontale: il lastrico che copre una sola unità è comune solo con un vero titolo costitutivo, non basta il regolamento (Cass. 9465/2026)
- Il singolo condomino può agire in proprio per i danni alle parti comuni, anche da inadempimento contrattuale (Cass. 2984/2026)
- Condominio: la presunzione ex art. 1117 c.c. copre anche i beni costruiti dopo, se sorti su area comune del medesimo proprietario (Cass. 19707/2026)
- Scioglimento del condominio: i crediti per le parti rimaste comuni non si estinguono, si trasferiscono (Cass. 18203/2026)
- Canna fumaria e regolamento condominiale contrattuale: l’assemblea può vietare l’installazione anche senza motivare (ord. 31593/2025)
- Ripristino dell’impianto di riscaldamento centralizzato dismesso illegittimamente: il condomino conserva il diritto anche se ha nel frattempo un impianto autonomo (sent. 31678/2025)
Infiltrazioni e danni da cose in custodia (18)
- Responsabilità condominio ex art 2051 c.c. per omessa manutenzione (Cass. civ. Sez. II n. 26117 del 02.10.2026)
- Vizio costruttivo di parte comune non è caso fortuito ex art. 2051 (Cass. civ. Sez. III n. 21317 del 25.07.2025)
- Danni da infiltrazioni del lastrico solare: accertamento di fatto insindacabile in cassazione (Cass. civ. Sez. II n. 9033 del 05.04.2025)
- Condòmino danneggiato da parti comuni: risarcimento e contributo pro quota (Cass. civ. Sez. II n. 20546 del 21.07.2025)
- Credito risarcitorio per danni alle parti comuni spetta al condomino all’evento (Cass. civ. Sez. II n. 16396 del 18.06.2025)
- Danni da cose comuni: non risponde l’acquirente subentrato dopo il fatto (Cass. civ. Sez. II n. 16435 del 18.06.2025)
- Inagibilità da difetto fognario condominiale: onere di allegazione e prova del danno (Cass. civ. Sez. II n. 10370 del 19.04.2025)
- Intermittenza delle infiltrazioni e colore delle macchie non escludono la responsabilità del proprietario (Cass. civ. Sez. 2 n. 18194 del 05.06.2026)
- Il mancato godimento assoluto dell’immobile è requisito per il risarcimento dei danni da infiltrazioni (Cass. civ. Sez. 3 n. 20161 del 16.06.2026)
- Danni da lastrico solare e concorso del condomino danneggiato nelle spese di riparazione (Cass. civ. Sez. 3 n. 15477 del 21.05.2026)
- Riparazioni straordinarie e custodia: il conduttore non risponde per le infiltrazioni da impianti del bagno (Cass. civ. Sez. 3 n. 5564 del 12.03.2026)
- Il locatore è custode delle strutture non consegnate al conduttore (Cass. civ. Sez. 3 n. 5406 del 10.03.2026)
- L’usucapione speciale richiede la prova rigorosa del possesso uti dominus anche in costanza di recinzione del fondo (Cass. civ. Sez. 2 n. 13702 del 11.05.2026)
- Custodia della cosa comune e responsabilità per infiltrazioni da unità di proprietà esclusiva (Cass. civ. Sez. 2 n. 9571 del 14.04.2026)
- Infiltrazioni dalla terrazza in uso esclusivo: il danneggiato può chiedere l’intero a ciascun responsabile, le quote dell’art. 1126 c.c. valgono solo tra i condebitori (Cass. 11585/2026)
- Danni da infiltrazioni: opera la solidarietà ex art. 2055 c.c. tra condominio e proprietario della terrazza, e gli altri corresponsabili non sono litisconsorti necessari (Cass. civ. 23963/2026)
- Allagamento della cantina: il singolo condomino può agire, e il rigurgito dal pozzetto interno è coperto (Arbitro Assicurativo 427/2026)
- Danni alla proprietà da lavori condominiali: è responsabilità extracontrattuale, coperta dalla tutela legale “Vita Privata” (Arbitro Assicurativo 450/2026)
Vicini: distanze, vedute, confini, alberi (66)
- Servitù di veduta e luce irregolare: rileva l’altezza dell’apertura (Cass. civ. Sez. II n. 26411 del 07.10.2026)
- Distanze legali e muro di contenimento calcolate sul piano di campagna originario (Cass. civ. Sez. II n. 26012 del 30.09.2026)
- Siepi e distanze dal confine (Cass. civ. Sez. II n. 26123 del 02.10.2026)
- Distanze legali e sopraelevazione: intercapedine esclude l’aderenza (Cass. civ. Sez. II n. 25693 del 22.09.2026)
- Distanze legali e servitù per destinazione del padre di famiglia nel condominio (Cass. civ. Sez. II n. 16349 del 17.06.2025)
- Distanze legali in condominio: legittimati tutti i condomini (Cass. civ. Sez. II n. 16394 del 18.06.2025)
- Confini e muro comune: la linea non coincide con la mezzeria (Cass. civ. Sez. II n. 2217 del 30.01.2025)
- Confini e catasto decisivi se manca prova certa del confine (Cass. civ. Sez. II n. 2210 del 30.01.2025)
- Distanze tra alberi e atto emulativo: no alla recisione in altezza (Cass. civ. Sez. II n. 1827 del 25.01.2025)
- Distanze legali e azione possessoria: rileva solo la molestia effettiva (Cass. civ. Sez. II n. 3700 del 13.02.2025)
- Distanze legali e legittimazione passiva del proprietario attuale (Cass. civ. Sez. II n. 1777 del 24.01.2025)
- Distanze legali, sopraelevazione e riduzione in pristino: escluso il risarcimento per equivalente (Cass. civ. Sez. II n. 1341 del 20.01.2025)
- Veduta, la grata sul parapetto non esclude di per sé la prospectio (Cass. civ. Sez. 2 n. 20541 del 18.06.2026)
- Servitù di veduta per destinazione del padre di famiglia e onere probatorio nel condominio (Cass. civ. Sez. 2 n. 22035 del 27.06.2026)
- Distanze legali e nuova costruzione: l’inderogabilità dell’art. 9 d.m. n. 1444/1968 (Cass. civ. Sez. 2 n. 24770 del 26.08.2026)
- Distanze legali e d.m. n. 1444/1968: la normativa applicabile è quella vigente al momento della realizzazione dell’opera, non al rilascio del titolo (Cass. civ. Sez. 2 n. 20546 del 18.06.2026)
- Distanze legali e ius superveniens nel giudizio di rinvio (Cass. civ. Sez. 2 n. 20717 del 18.06.2026)
- Violazione delle distanze tra privati: irrilevanza della conformità alla concessione edilizia e nullità della procura per il nuovo difensore in cassazione (Cass. civ. Sez. 2 n. 20559 del 18.06.2026)
- Comunione forzosa del muro sul confine e necessità della forma scritta (Cass. civ. Sez. 2 n. 21254 del 22.06.2026)
- Chiusura di androne e distanze legali: quando non integra nuova costruzione (Cass. civ. Sez. 2 n. 24945 del 02.09.2026)
- Abuso edilizio e azioni a tutela delle distanze: resta azionabile l’arretramento (Cass. civ. Sez. 2 n. 16938 del 30.05.2026)
- Il frazionamento di fondi finitimi non determina i confini di proprietà (Cass. civ. Sez. 2 n. 17261 del 01.06.2026)
- Recupero sottotetti e distanze: rilieva la normativa sopravvenuta (Cass. civ. Sez. 2 n. 19431 del 12.06.2026)
- Usucapione delle distanze legali tra edifici e limiti del sindacato di legittimità (Cass. civ. Sez. 2 n. 19522 del 12.06.2026)
- La sopraelevazione in deroga alla distanza dal confine e la successione delle norme edilizie (Cass. civ. Sez. 2 n. 20140 del 16.06.2026)
- La qualificazione di una apertura come luce o veduta è fatto secondario non soggetto a preclusioni (Cass. civ. Sez. 2 n. 9037 del 10.04.2026)
- Inapplicabilità del principio di prevenzione alle distanze delle vedute ex art. 905 c.c. (Cass. civ. Sez. 2 n. 13126 del 07.05.2026)
- Distanze legali e interpretazione autentica dell’art. 9 D.M. n. 1444/1968 (Cass. civ. Sez. 2 n. 11660 del 29.04.2026)
- Distanze legali e balconi-passerella: il d.m. n. 1444/1968 prevale sull’art. 873 c.c. anche tra privati (Cass. civ. Sez. 2 n. 12677 del 05.05.2026)
- Distanze legali e ius superveniens regolamentare: il riesame spetta al giudice del merito (Cass. civ. Sez. 2 n. 1761 del 26.01.2026)
- Efficacia delle norme di PRG non approvato e distanze legali tra privati (Cass. civ. Sez. 2 n. 11621 del 28.04.2026)
- Unitaria nozione di costruzione e distanze dal confine: nullità della deroga regolamentare (Cass. civ. Sez. 2 n. 12119 del 30.04.2026)
- Il danno da violazione delle distanze legali non è mai in re ipsa (Cass. civ. Sez. 2 n. 11581 del 28.04.2026)
- Il danno da violazione delle distanze non è mai in re ipsa (Cass. civ. Sez. 2 n. 612 del 11.01.2026)
- Il muro che contiene un terrapieno artificiale è costruzione soggetta alle distanze (Cass. civ. Sez. 2 n. 5244 del 09.03.2026)
- Distanze legali, il muro di sostegno sotto il piano di campagna non è costruzione (Cass. civ. Sez. 2 n. 12538 del 04.05.2026)
- Il terrapieno che accentua il dislivello è costruzione ai fini delle distanze, il demanio idrico non si usucapisce (Cass. civ. Sez. 2 n. 12548 del 04.05.2026)
- La mancata contestazione non può fondare la qualificazione giuridica della proprietà del muro (Cass. civ. Sez. 2 n. 16448 del 27.05.2026)
- Muro divisorio e prova legale: la Cassazione delimita l’efficacia dell’atto pubblico e il vizio di omesso esame (Cass. civ. Sez. 2 n. 6580 del 19.03.2026)
- Le canne fumarie non sono soggette alla distanza legale dell’art. 889 c.c. ma a quella dei regolamenti locali ex art. 890 c.c. (Cass. civ. Sez. 2 n. 15508 del 21.05.2026)
- Rifacimento del tetto e distanze: necessaria la verifica dell’aumento di volumetria (Cass. civ. Sez. 2 n. 2981 del 10.02.2026)
- Recupero sottotetto e distanze: vale la normativa più favorevole sopravvenuta (Cass. civ. Sez. 2 n. 15256 del 20.05.2026)
- Recupero sottotetti ius superveniens e distanze legali: rinvio alla luce della legge n. 105/2024 (Cass. civ. Sez. 2 n. 16555 del 27.05.2026)
- La pavimentazione antistante il fabbricato non è costruzione ai fini delle distanze ma può fondare l’azione di rilascio (Cass. civ. Sez. 2 n. 12516 del 04.05.2026)
- Il diritto di panorama non può ostacolare la regolarizzazione delle luci del vicino (Cass. civ. Sez. 2 n. 16011 del 25.05.2026)
- La domanda di regolarizzazione delle luci irregolari non è ricompresa nell’actio negatoria servitutis di chiusura delle vedute (Cass. civ. Sez. 2 n. 14308 del 14.05.2026)
- Deroga alle distanze legali solo per i piccoli lotti residui: cassata la sentenza che non verifica la natura del lotto (Cass. civ. Sez. 2 n. 17257 del 01.06.2026)
- Demolizione e ricostruzione con incremento volumetrico: la distanza legittimamente preesistente prevale sull’art. 9 D.M. 1444/1968 (Cass. civ. Sez. 2 n. 5376 del 10.03.2026)
- Demolizione e ricostruzione: la nozione di parete finestrata richiede la verifica in concreto dell’idoneità alla veduta (Cass. civ. Sez. 2 n. 20314 del 17.06.2026)
- Violazione della distanza dal confine e inoperatività del principio di prevenzione (Cass. civ. Sez. 2 n. 17259 del 01.06.2026)
- La violazione delle distanze legali configura illecito permanente nella liquidazione del danno (Cass. civ. Sez. 2 n. 16935 del 30.05.2026)
- Il danno da violazione delle distanze legali non è risarcibile in re ipsa (Cass. civ. Sez. 2 n. 20490 del 17.06.2026)
- L’esonero dalle distanze legali ex art. 879 c.c. prevale sulle norme del D.M. n. 1444/1968 e l’interpretazione autentica limita l’art. 9 alle sole zone C (Cass. civ. Sez. 2 n. 10876 del 23.04.2026)
- Muro sul confine tra fondi a dislivello: se ha le caratteristiche del muro di cinta non conta nelle distanze (Cass. civ. Sez. II n. 4539 del 28.02.2026)
- Le luci non trasformate in vedute non impediscono al vicino di costruire in aderenza (Cass. civ. n. 11987/2026)
- Le aperture munite di inferriate sono luci, non vedute: nessuna servitù per usucapione (App. Reggio Calabria n. 401/2026)
- Il vicino può sempre chiedere la regolarizzazione delle luci irregolari (App. Potenza 575/2026)
- La diffida non interrompe l’usucapione della servitù di veduta (App. Bari 970/2026)
- La violazione delle distanze legali è un illecito permanente fino alla riduzione dell’edificio (Cass. 16935/2026)
- Il muro che contiene un terrapieno artificiale è una costruzione, ma la norma locale va individuata con precisione (Cass. 5244/2026)
- Il confine incerto si determina anche con le mappe catastali georeferenziate (App. Firenze 908/2026)
- La rete spostata non prova il confine: prevalgono le risultanze catastali (App. Firenze 1930/2026)
- Nel muro divisorio comune nicchie e incavi non possono superare metà dello spessore (Cass. 5355/2026)
- Il muro scuro non è un atto emulativo se la tinteggiatura ha funzione impermeabilizzante (App. Napoli 5430/2026)
- L’amministratore autorizzato dall’assemblea può agire contro le costruzioni che violano le distanze (Cass. civ. n. 10868/2026)
- Distanze e “pareti finestrate”: l’obbligo di distacco vale solo per le vedute, non per le luci (Cass. 20314/2026)
Immissioni e rumori (4)
- Immissioni sonore: giudice deve verificare efficacia concreta delle opere (Cass. civ. Sez. II n. 7855 del 25.03.2025)
- Immissioni rumorose non provate: inammissibile il sindacato di legittimità sulla valutazione delle prove (Cass. civ. Sez. 2 n. 21612 del 24.06.2026)
- L’azione per immissioni intollerabili è reale e impone l’accertamento della normale tollerabilità (Cass. civ. Sez. 2 n. 22820 del 06.07.2026)
- Immissioni industriali e mancata locazione: responsabilità ex art. 2043 c.c. anche senza superamento di soglie tossicologiche (Cass. civ. Sez. 3 n. 2683 del 07.02.2026)
Servitù di passaggio e altre servitù (28)
- Servitù di passaggio, riduzione del petitum e offerta di tracciato alternativo (Cass. civ. Sez. II n. 26045 del 01.10.2026)
- Servitù per destinazione del padre di famiglia: apparenza e opere visibili (Cass. civ. Sez. II n. 26137 del 02.10.2026)
- Chiavi del cancello dovute al titolare della servitù di accesso (Cass. civ. Sez. II n. 4886 del 25.02.2025)
- Servitù di passaggio: modalità desumibili dal titolo e criteri sussidiari (Cass. civ. Sez. II n. 992 del 15.01.2025)
- La servitù volontaria richiede un titolo trascritto per essere opponibile all’acquirente del fondo servente (Cass. civ. Sez. 2 n. 21324 del 23.06.2026)
- Trasferimento del luogo di esercizio della servitù e interpretazione del titolo costitutivo (Cass. civ. Sez. 2 n. 21667 del 25.06.2026)
- La dichiarazione abdicativa di servitù va riferita al fondo oggetto del negozio (Cass. civ. Sez. 2 n. 17563 del 03.06.2026)
- La servitù di passaggio carrabile si desume dal titolo se i locali erano adibiti a stalla e rimessa (Cass. civ. Sez. 2 n. 19047 del 11.06.2026)
- Servitù di passaggio su fondo intercluso: l’onere probatorio e la determinazione del percorso (Cass. civ. Sez. 2 n. 7886 del 31.03.2026)
- Servitù di passaggio su più fondi: litisconsorzio solo verso il proprietario che contesta (Cass. civ. Sez. 2 n. 6582 del 19.03.2026)
- Servitù per destinazione del padre di famiglia: prove ammissibili nel giudizio di rinvio (Cass. civ. Sez. 2 n. 564 del 09.01.2026)
- Servitù per destinazione del padre di famiglia: i grafici progettuali non integrano opere visibili e permanenti (Cass. civ. Sez. 2 n. 5227 del 09.03.2026)
- Divisione e servitù per destinazione del padre di famiglia: la funzione di accesso prevale sulla modalità (Cass. civ. Sez. 2 n. 16109 del 25.05.2026)
- Servitù per destinazione del padre di famiglia nella divisione giudiziale e indennità non dovuta (Cass. civ. Sez. 2 n. 16070 del 25.05.2026)
- Trasferimento della servitù ex art. 1068 cod. civ. e comparazione tra disagi (Cass. civ. Sez. 2 n. 9247 del 12.04.2026)
- Apparenza della servitù: occorre il collegamento funzionale univoco delle opere al fondo preteso dominante (Cass. civ. Sez. 2 n. 602 del 11.01.2026)
- Servitù di passaggio e parcheggio: i limiti del titolare e la liquidazione del compenso unico nella difesa comune (Cass. civ. Sez. 2 n. 1462 del 22.01.2026)
- Servitù prediale e servitù irregolare: la natura del vincolo si desume dalla volontà delle parti (Cass. civ. Sez. 2 n. 10667 del 22.04.2026)
- Il giudicato sull’actio negatoria non preclude la successiva domanda di servitù coattiva di passaggio (Cass. civ. Sez. 2 n. 7662 del 30.03.2026)
- L’azione di danno temuto spetta a proprietario e possessore, senza bisogno di identità con altra causa di merito (Cass. civ. Sez. 2 n. 15129 del 19.05.2026)
- Servitù di parcheggio e tutela possessoria: la localizzazione può risultare anche dalla motivazione (Cass. civ. Sez. 2 n. 12029 del 30.04.2026)
- Servitù convenzionale estinta per condizione risolutiva avverata: inefficacia delle clausole di stile (Cass. civ. Sez. 2 n. 13852 del 12.05.2026)
- La servitù non nasce se il titolo non identifica con certezza il fondo dominante (Cass. 1460/2026)
- Servitù per destinazione del padre di famiglia: non basta la sola esistenza di una strada (Cass. 564/2026)
- La servitù carrabile non si aggrava per l’accesso regolato degli utenti (App. Catanzaro 533/2026)
- L’estinzione della servitù volontaria non impedisce di costituirne una coattiva (App. Napoli 1878/2026)
- La servitù di scarico richiede opere anteriori alla separazione dei fondi (App. Firenze 138/2026)
- Il consenso allo spostamento della fossa biologica non costituisce servitù (App. Firenze 1885/2026)
Usucapione, comunione, comproprietà (42)
- Art. 1100 c.c. Comunione in generale
- Art. 1101 c.c. Quote dei partecipanti
- Art. 1103 c.c. Disposizione della quota
- Art. 1104 c.c. Obblighi dei partecipanti
- Art. 1105 c.c. Amministrazione
- Art. 1111 c.c. – Diritto potestativo allo scioglimento della comunione, limiti, dilazione, divisibilità, vendita e giurisprudenza
- Art. 1112 c.c. – Indivisibilità della cosa comune, funzione oggettiva del bene, comoda divisibilità, limiti allo scioglimento e giurisprudenza
- Art. 1113 c.c. – Chiamata dei creditori iscritti e degli aventi causa, opponibilità della divisione, intervento, litisconsorzio, appello e divisione endoesecutiva
- Art. 1114 c.c. – Divisione in natura, comoda divisibilità, ruolo della CTU, conguagli e vendita come rimedio residuale
- Art. 1115 c.c. – Debiti della comunione, rapporti con i creditori, imputazione alla massa, vendita del bene comune e giurisprudenza
- Art. 1116 c.c. – Rinvio alle norme sulla divisione ereditaria, criterio di compatibilità, CTU, comoda divisibilità, conguagli e orientamenti giurisprudenziali
- Art. 1139 c.c. Rinvio alle norme sulla comunione
- Detenzione da preliminare e interversione del possesso (Cass. civ. Sez. II n. 27326 del 13.10.2025)
- Usucapione e detenzione qualificata da preliminare di compravendita (Cass. civ. Sez. II n. 10986 del 26.04.2025)
- Preliminare ad effetti anticipati, detenzione e usucapione (Cass. civ. Sez. II n. 20614 del 22.07.2025)
- Usucapione e tolleranza: solo la relazione parentale esclude il possesso (Cass. civ. Sez. II n. 3751 del 13.02.2025)
- Preliminare di vendita e consegna non trasferiscono possesso utile a usucapire (Cass. civ. Sez. II n. 389 del 08.01.2025)
- Usucapione: la successione nel possesso deve essere provata titolo per titolo (Cass. civ. Sez. 2 n. 22238 del 29.06.2026)
- La divisione giudiziale senza contestazioni è rescindibile se l’accordo delle parti è il fondamento (Cass. civ. Sez. 2 n. 22491 del 30.06.2026)
- L’usucapione della comproprietà non richiede il possesso esclusivo (Cass. civ. Sez. 2 n. 18745 del 09.06.2026)
- Usucapione del comproprietario: l’inconscia acquisizione per atto a effetti reali non presume l’animus possidendi (Cass. civ. Sez. 2 n. 18810 del 09.06.2026)
- La stipula del comodato configura rinuncia tacita all’usucapione (Cass. civ. Sez. 2 n. 16959 del 30.05.2026)
- Il possesso ventennale deve sussistere alla proposizione della domanda di usucapione (Cass. civ. Sez. 2 n. 517 del 09.01.2026)
- Il riconoscimento dell’altrui proprietà esclude il possesso ad usucapionem (Cass. civ. Sez. 2 n. 3238 del 13.02.2026)
- Tolleranza e usucapione tra parenti: l’onere probatorio resta a carico di chi la invoca (Cass. civ. Sez. 2 n. 3119 del 12.02.2026)
- L’usucapione tra comproprietari esige la manifestazione inequivoca del possesso esclusivo (Cass. civ. Sez. 2 n. 15734 del 22.05.2026)
- Usucapione del comproprietario: serve il possesso esclusivo (Cass. civ. Sez. 2 n. 7082 del 24.03.2026)
- Usucapione e consegna del bene da parte del proprietario: necessaria l’interversione del possesso (Cass. civ. Sez. 2 n. 6385 del 18.03.2026)
- Usucapione e detenzione qualificata da comodato: onere di provare l’interversione del possesso (Cass. civ. Sez. 2 n. 11452 del 28.04.2026)
- Usucapione dei beni comuni: necessaria la prova di un’attività incompatibile con il possesso altrui (Cass. civ. Sez. 2 n. 12576 del 04.05.2026)
- La mera coltivazione del fondo non integra il possesso ad usucapionem (Cass. civ. Sez. 2 n. 1555 del 23.01.2026)
- Usucapione: la coltivazione del fondo non prova l’animus possidendi (Cass. civ. Sez. 2 n. 12587 del 04.05.2026)
- Usucapione e detenzione qualificata: la coltivazione del fondo non basta senza atti di signoria esclusiva (Cass. civ. Sez. 2 n. 1762 del 26.01.2026)
- Usucapione del sottoscala condominiale tra compossessori senza interversione del possesso (Cass. civ. Sez. 2 n. 15131 del 19.05.2026)
- La divisione in natura postula conguagli perequativi e non eccedenti la quota (Cass. civ. Sez. 2 n. 3703 del 18.02.2026)
- Litisconsorzio necessario escluso per la tutela della comunione contro condotte turbative (Cass. civ. Sez. 2 n. 3232 del 13.02.2026)
- La probatio diabolica grava sull’attore in rivendicazione, non sul convenuto (Cass. civ. Sez. 2 n. 3690 del 18.02.2026)
- Rivendica del singolo comproprietario e litisconsorzio necessario (Cass. civ. Sez. 2 n. 7675 del 30.03.2026)
- Usucapione del bene comune e atti interruttivi del possesso (Cass. civ. Sez. II n. 23931/2026)
- Usucapione e prova del possesso esclusivo tra condomini (Cass. civ. Sez. II n. 32186/2025)
- Chi rivendica un immobile senza possederlo deve fornire la prova rigorosa della proprietà (Cass. civ. n. 16739/2026)
- Proprietà esclusiva di area cortiliva e usucapione: quando lo spazio dietro il condominio non è bene comune (sent. 31852/2025)
Affitto, sfratto, comodato (55)
- Artt. 1571-1606 c.c. — Della locazione (disposizioni generali)
- Artt. 1607-1614 c.c. — Della locazione di fondi urbani
- Artt. 1615-1654 c.c. — Dell’affitto
- Recesso del conduttore per crisi economica e onere probatorio del locatore (Cass. civ. Sez. III n. 25718 del 23.09.2026)
- Locazione non abitativa: nulla la clausola di recesso alla prima scadenza (Cass. civ. Sez. III n. 25727 del 23.09.2026)
- Cessione locazione e litisconsorzio necessaria convalida sfratto non estesa al cedente (Cass. civ. Sez. III n. 25819 del 25.09.2026)
- Locazione: vizi della cosa e azione contro il terzo molestante (Cass. civ. Sez. III n. 25768 del 24.09.2026)
- Locazione tardivamente registrata: la morosità del conduttore non è sanata (Cass. civ. Sez. III n. 5670 del 04.03.2025)
- Locazione non registrata a canone libero e riconduzione a congruità (Cass. civ. Sez. III n. 15891 del 13.06.2025)
- Locazione, adeguamento ISTAT annuale e nullità della clausola una tantum (Cass. civ. Sez. III n. 15812 del 13.06.2025)
- La tolleranza del locatore non esclude la gravità dell’inadempimento (Cass. civ. Sez. III n. 4268 del 18.02.2025)
- Locazione commerciale e misure anti-Covid: nessuna riduzione potestativa del canone (Cass. civ. Sez. III n. 18535 del 07.07.2025)
- Pandemia e riduzione del canone: nessun diritto potestativo di riduzione ad equità (Cass. civ. Sez. III n. 18666 del 08.07.2025)
- Nessuna riduzione giudiziale del canone per l’emergenza Covid (Cass. civ. Sez. III n. 16113 del 16.06.2025)
- Recesso per gravi motivi: onere probatorio e ragioni autonome non impugnate (Cass. civ. Sez. III n. 16172 del 16.06.2025)
- Locazione, onere probatorio del deterioramento e uso conforme al contratto (Cass. civ. Sez. III n. 11801 del 05.05.2025)
- Locazione, occupazione senza titolo e concorso del creditore nella causazione del danno (Cass. civ. Sez. III n. 16195 del 16.06.2025)
- Locazione, risoluzione per inadempimento e danno da canoni non percepiti (Cass. Sez. Un. n. 4892 del 25.02.2025)
- Sfratto per morosità, modifica della domanda nella memoria integrativa (Cass. civ. Sez. III n. 16114 del 16.06.2025)
- Risoluzione della locazione e inadempimenti successivi alla domanda giudiziale (Cass. civ. Sez. III n. 18537 del 07.07.2025)
- Inadempimento del locatore e prova del pregiudizio da abusività dell’immobile (Cass. civ. Sez. III n. 10807 del 24.04.2025)
- Locazione: motivazione contraddittoria sul risarcimento danni da riconsegna (Cass. civ. Sez. III n. 638 del 10.01.2025)
- Comodato abitativo familiare, durata desumibile dall’uso convenuto (Cass. civ. Sez. III n. 573 del 09.01.2025)
- Locatore di fatto, validità del contratto e diritto del dominus ai canoni (Cass. civ. Sez. III n. 2786 del 04.02.2025)
- Locazione, titoli abilitativi e obblighi del locatore ex fide bona (Cass. civ. Sez. III n. 2791 del 04.02.2025)
- Restituzione dell’immobile e rifiuto del locatore: onere di agire per la liberazione (Cass. civ. Sez. 3 n. 23474 del 18.07.2026)
- Cessione locazione commerciale comunicata al locatore responsabilità sussidiaria del cedente (Cass. civ. Sez. 3 n. 23764 del 22.07.2026)
- Eccezione di inadempimento tardiva e contrarietà a buona fede del conduttore moroso (Cass. civ. Sez. 3 n. 20898 del 20.06.2026)
- Il pagamento banco iudicis non sana la morosità nella locazione commerciale (Cass. civ. Sez. 3 n. 19550 del 13.06.2026)
- La fusione societaria può integrare i gravi motivi di recesso del conduttore (Cass. civ. Sez. 3 n. 17803 del 04.06.2026)
- Indennità ex art. 1591 cod. civ. per ritardata riconsegna: onere probatorio del conduttore (Cass. civ. Sez. 1 n. 16977 del 30.05.2026)
- L’eccezione di morosità nel giudizio di sfratto non preclude l’autonoma azione di pagamento dei canoni (Cass. civ. Sez. 3 n. 9150 del 11.04.2026)
- Recesso del conduttore per gravi motivi e contestazione del locatore: natura e oneri (Cass. civ. Sez. 2 n. 12907 del 06.05.2026)
- Responsabilità del locatore ex art. 2043 c.c. non esclusa dalla mancata custodia (Cass. civ. Sez. 3 n. 5485 del 11.03.2026)
- Prova liberatoria del conduttore per incendio doloso di terzi (Cass. civ. Sez. 3 n. 2620 del 06.02.2026)
- Obbligazione solidale risarcitoria ex art. 2055 c.c. per il conduttore che permane nell’immobile dopo la diffida dei proprietari (Cass. civ. Sez. 3 n. 6100 del 17.03.2026)
- Costituzione degli eredi e convalida di sfratto: interruzione del processo e impugnazione dell’ordinanza (Cass. civ. Sez. 3 n. 5328 del 09.03.2026)
- Comodato, recesso del comodante e sorte della locazione conclusa dal comodatario (Cass. civ. Sez. 3 n. 1124 del 19.01.2026)
- Il comodato familiare si perfeziona anche con la sola consegna animo (Cass. civ. Sez. 3 n. 2175 del 02.02.2026)
- Comodato precario e disponibilità materiale del bene: legittimazione del comodante (Cass. civ. Sez. 3 n. 2172 del 02.02.2026)
- Indennità di avviamento: il rifiuto di rinnovare la locazione non esclude il diritto del conduttore (Cass. civ. Sez. 3 n. 14517 del 16.05.2026)
- Subentro del terzo acquirente e onere probatorio del conduttore nel pagamento dei canoni al precedente locatore (Cass. civ. Sez. 3 n. 5710 del 13.03.2026)
- Il conduttore è sempre obbligato alla denuncia TARI anche se il locatore ha comunicato il suo subentro (Cass. civ. Sez. 5 n. 9135 del 11.04.2026)
- TARI: soggetto passivo è il detentore dei locali, non rilevano le clausole interne dell’affitto d’azienda (Cass. civ. Sez. 5 n. 513 del 09.01.2026)
- L’exceptio inadimplenti non giustifica la sospensione integrale del canone se il conduttore mantiene la disponibilità dell’immobile (Cass. civ. Sez. 3 n. 5492 del 11.03.2026)
- Risoluzione convenzionale del contratto e detenzione precaria del conduttore (Cass. civ. Sez. 3 n. 7881 del 31.03.2026)
- Comodato a tempo determinato e urgente bisogno del comodante (Cass. civ. Sez. 3 n. 5814 del 15.03.2026)
- Locazione verbale e presunzione di buono stato locativo del bene (Cass. civ. Sez. 3 n. 9586 del 15.04.2026)
- Clausola solve et repete e morosità nella locazione (Trib. Ferrara n. 1135/2026)
- Risoluzione locazione e clausola risolutiva espressa per morosità non persistente (Trib. Velletri n. 788/2026)
- Risoluzione locazione per morosità e prescrizione quinquennale (Trib. Torre Annunziata n. 2119/2026)
- Risoluzione per morosità e contumacia del conduttore (Trib. Nocera Inferiore n. 712/2026)
- Risoluzione per morosità grave e condanna al pagamento dei canoni maturandi (Trib. Reggio Emilia n. 307/2026)
- Sfratto: il termine per l’opposizione tardiva ex art. 668 c.p.c. decorre dal preavviso di rilascio, anche se si contesta la convalida (Cass. civ. n. 27852/2025)
- TARI: se il proprietario ha già pagato, il conduttore che ha omesso la denuncia paga la sanzione ma non il tributo (Cass. trib. 9133/2026)
Comprare e vendere casa, preliminare, caparra, vizi, mediatore (96)
- Artt. 1655-1677-bis c.c. — Dell’appalto
- Vendita di immobile e aliud pro alio tra vizi strutturali e inagibilità (Cass. civ. Sez. II n. 5537 del 01.03.2024)
- Abusi edilizi e preliminare di vendita: difformità non è nullità del contratto (Cass. civ. Sez. II n. 17148 del 21.06.2024)
- Nullità per abusivismo edilizio non si estende al preliminare di vendita (Cass. civ. Sez. II n. 22656 del 09.08.2024)
- Nullità formale dell’atto traslativo e difformità edilizia parziale (Cass. civ. Sez. II n. 19552 del 16.07.2024)
- Regolarità urbanistica dell’immobile e inadempimento del promittente venditore (Cass. civ. Sez. II n. 5880 del 05.03.2024)
- Vera abitabilità apparente del sottotetto e grave inadempimento del promittente venditore (Cass. civ. Sez. II n. 6657 del 13.03.2024)
- Vendita di immobile vetusto e vizi occulti del sottotetto (Cass. civ. Sez. II n. 13425 del 15.05.2024)
- Preliminare di vendita, forma scritta anche con scritture non contestuali (Cass. civ. Sez. II n. 27746 del 17.10.2025)
- Puntuazione senza obbligo di concludere il definitivo non è preliminare (Cass. civ. Sez. II n. 6822 del 14.03.2024)
- Termine essenziale, tacita rinuncia e inadempimento nel preliminare (Cass. civ. Sez. II n. 19095 del 11.07.2024)
- Recesso dalla caparra: obbligo di comparazione dei reciproci inadempimenti (Cass. civ. Sez. II n. 19246 del 12.07.2024)
- Caparra confirmatoria: no al doppio se si chiede la risoluzione con danni (Cass. civ. Sez. II n. 5854 del 05.03.2024)
- Caparra confirmatoria e risoluzione di diritto: reclamabile il doppio senza risarcimento integrale (Cass. civ. Sez. II n. 13640 del 16.05.2024)
- Caparra confirmatoria: restituzione dovuta anche se chiesta come doppio (Cass. civ. Sez. II n. 23838 del 25.08.2025)
- Versamento dell’intero prezzo nel preliminare esclude la caparra confirmatoria (Cass. civ. Sez. II n. 28700 del 30.10.2025)
- Caparra confirmatoria reale: traditio necessaria prima della scadenza (Cass. civ. Sez. II n. 21385 del 25.07.2025)
- Recesso ex art. 1385 cod. civ. e diritto di ritenzione della caparra (Cass. civ. Sez. II n. 10751 del 22.04.2024)
- Risoluzione di diritto e recesso con ritenzione della caparra nel preliminare (Cass. civ. Sez. II n. 19897 del 18.07.2024)
- Risoluzione del preliminare e frutti per detenzione anticipata dell’immobile (Cass. civ. Sez. II n. 28229 del 24.10.2025)
- Mediazione immobiliare, dovere di informazione e difformità urbanistiche (Cass. civ. Sez. II n. 32264 del 11.12.2025)
- Mediazione immobiliare, irregolarità urbanistiche e prova del danno risarcibile (Cass. civ. Sez. II n. 676 del 09.01.2024)
- Responsabilità del mediatore per deficit informativo autonoma da quella del venditore (Cass. civ. Sez. II n. 672 del 09.01.2024)
- Mediazione, la provvigione spetta anche senza il rogito definitivo (Cass. civ. Sez. II n. 2359 del 24.01.2024)
- Provvigione al mediatore e causalità adeguata anche nella vendita differita (Cass. civ. Sez. II n. 2389 del 24.01.2024)
- Provvigione al mediatore e conclusione dell’affare con preliminare condizionato (Cass. civ. Sez. II n. 680 del 09.01.2024)
- Mediazione: provvigione e condizione mista di ottenimento del mutuo (Cass. civ. Sez. II n. 18953 del 10.07.2024)
- Erogazione del mutuo e termine di adempimento nel preliminare (Cass. civ. Sez. II n. 2514 del 26.01.2024)
- Condizione mista di mutuo e restituzione della caparra nel preliminare (Cass. civ. Sez. II n. 18919 del 10.07.2024)
- Preliminare gravato da ipoteche e rifiuto di stipulare il rogito (Cass. civ. Sez. II n. 11560 del 30.04.2024)
- Preliminare ed ipoteche: esecuzione specifica e riequilibrio delle prestazioni (Cass. civ. Sez. II n. 8442 del 28.03.2024)
- Vendita in esecuzione del preliminare trascritto: escluso l’effetto purgativo (Cass. civ. Sez. Un. n. 7337 del 19.03.2024)
- Esecuzione specifica del preliminare e identificazione dell’immobile (Cass. civ. Sez. II n. 10205 del 16.04.2024)
- Responsabilità solidale tra direttore dei lavori e appaltatore per vizi costruttivi (Cass. civ. Sez. II n. 7057 del 15.03.2024)
- Clausola di esonero da responsabilità dell’appaltatore per vizi dell’opera (Cass. civ. Sez. II n. 3659 del 09.02.2024)
- Appalto: vizi deducibili dal committente con semplice eccezione (Cass. civ. Sez. II n. 23803 del 24.08.2025)
- Recesso del committente e indennizzo dovuto all’appaltatore in caso di interruzione dell’opera (Cass. civ. Sez. II n. 16346 del 12.06.2024)
- Impegno preventivo del subappaltatore non esonera dalla denuncia dei vizi (Cass. civ. Sez. II n. 8647 del 02.04.2024)
- Planimetria allegata al rogito e interpretazione del contratto di compravendita (Cass. civ. Sez. II n. 27789 del 17.10.2025)
- Interessi sul saldo prezzo nel preliminare solo dal passaggio in giudicato (Cass. civ. Sez. II n. 12680 del 09.05.2024)
- Danno da indisponibilità dell’immobile e prova del tempo dei lavori (Cass. civ. Sez. III n. 34819 del 30.12.2025)
- Danno da indisponibilità dell’immobile: serve la prova del pregiudizio concreto (Cass. civ. Sez. III n. 10583 del 18.04.2024)
- Lucro cessante da immobile inutilizzabile e travisamento della prova (Cass. civ. Sez. III n. 2015 del 18.01.2024)
- Perdita di chance e lucro cessante: distinzione nel danno da preliminare ineseguito (Cass. civ. Sez. I n. 21794 del 29.07.2025)
- Risarcimento da inadempimento del preliminare e quantificazione del danno (Cass. civ. Sez. II n. 22907 del 08.08.2025)
- Certificato di agibilità e commerciabilità dell’immobile venduto (Cass. civ. Sez. II n. 10449 del 22.04.2025)
- Mancanza certificato agibilità insanabile e risoluzione per aliud pro alio (Cass. civ. Sez. II n. 19117 del 11.07.2025)
- Rifiuto di stipulare il rogito per difetto di agibilità e conformità edilizia (Cass. civ. Sez. II n. 13648 del 21.05.2025)
- Irregolarità urbanistica, preliminare e recesso con incameramento caparra (Cass. civ. Sez. II n. 9439 del 10.04.2025)
- Caparra confirmatoria e inadempimento del venditore per veranda non condonabile (Cass. civ. Sez. II n. 10119 del 17.04.2025)
- Infiltrazioni d’acqua e vizi ex art 1669 cod civ nel venditore costruttore (Cass. civ. Sez. II n. 5037 del 26.02.2025)
- Difformità catastale nel preliminare: obbligo di regolarizzazione e buona fede (Cass. civ. Sez. II n. 13959 del 26.05.2025)
- Contratto preliminare immobiliare: oggetto determinabile aliunde e per facta concludentia (Cass. civ. Sez. II n. 5031 del 26.02.2025)
- Preliminare, termine essenziale condizionato e recesso per inadempimento (Cass. civ. Sez. II n. 19116 del 11.07.2025)
- Caparra confirmatoria: non servono forma scritta né contestualità della dazione (Cass. civ. Sez. II n. 19425 del 14.07.2025)
- Risoluzione del preliminare e obblighi restitutori per l’anticipato godimento (Cass. civ. Sez. II n. 10145 del 17.04.2025)
- Mediatore, obbligo di informazione su ipoteca e restituzione della provvigione (Cass. civ. Sez. II n. 9395 del 10.04.2025)
- Obblighi informativi del mediatore e sicurezza dell’affare (Cass. civ. Sez. III n. 6438 del 11.03.2025)
- Responsabilità solidale del mediatore per omessa informazione sull’immobile (Cass. civ. Sez. III n. 9969 del 16.04.2025)
- Mediazione immobiliare: la mancata iscrizione al ruolo esclude la provvigione (Cass. civ. Sez. III n. 6283 del 09.03.2025)
- Provvigione al mediatore solo se l’affare è effetto adeguato della sua opera (Cass. civ. Sez. II n. 9414 del 10.04.2025)
- Provvigione del mediatore: basta l’antecedente causale, non la prova di ogni fase (Cass. civ. Sez. II n. 9396 del 10.04.2025)
- Provvigione del mediatore esclusa se manca la fideiussione sull’immobile da costruire (Cass. civ. Sez. II n. 9431 del 10.04.2025)
- Trascrizione del preliminare: termine annuale non prorogabile senza effetti verso i terzi (Cass. civ. Sez. II n. 7634 del 22.03.2025)
- La sentenza ex art. 2932 c.c. crea un rapporto distinto dal preliminare (Cass. civ. Sez. II n. 5638 del 03.03.2025)
- Nullità dell appalto edilizio difforme e responsabilità del direttore dei lavori (Cass. civ. Sez. II n. 19258 del 13.07.2025)
- Responsabilità committente per danni da appalto esclusa se fatto esclusivo appaltatore (Cass. civ. Sez. III n. 11857 del 06.05.2025)
- Responsabilità per rovina da lavori eseguiti dal terzo (Cass. civ. Sez. III n. 6119 del 07.03.2025)
- Planimetria allegata al rogito e individuazione del bene compravenduto (Cass. civ. Sez. II n. 5532 del 02.03.2025)
- Caparra confirmatoria e recesso: la gravità dell’inadempimento va accertata (Cass. civ. Sez. II n. 1247 del 18.01.2025)
- Qualificazione d’ufficio della domanda tra responsabilità per vizi e rovina (Cass. civ. Sez. II n. 3151 del 07.02.2025)
- Risoluzione di diritto del preliminare per mancato rispetto del termine essenziale bilaterale (Cass. civ. Sez. 2 n. 20868 del 19.06.2026)
- Domanda di recesso implicita e condanna al doppio della caparra (Cass. civ. Sez. 2 n. 23375 del 16.07.2026)
- La nullità dell’atto di divisione ereditaria con fabbricati abusivi (Cass. civ. Sez. 2 n. 21743 del 25.06.2026)
- Clausola sul termine del preliminare: differenza tra termine di adempimento e termine di risoluzione (Cass. civ. Sez. 2 n. 19274 del 11.06.2026)
- Vendita di immobile: il mancato ottenimento del certificato di agibilità integra inadempimento risarcibile anche se l’obbligazione è di mezzi (Cass. civ. Sez. 2 n. 16630 del 27.05.2026)
- Riduzione del prezzo e silenzio-assenso in materia di agibilità (Cass. civ. Sez. 2 n. 2760 del 07.02.2026)
- Vendita di immobile e responsabilità ex art. 1669 c.c.: la presunzione di addebitabilità grava sul venditore-costruttore (Cass. civ. Sez. 2 n. 16894 del 29.05.2026)
- La garanzia per i vizi copre anche quelli derivanti da parti condominiali (Cass. civ. Sez. 2 n. 15633 del 21.05.2026)
- Recesso da preliminare per inadempimento: la non essenzialità del termine non esclude la valutazione di gravità (Cass. civ. Sez. 2 n. 5784 del 13.03.2026)
- Recesso dal preliminare e inadempimento reciproco: centralità della condotta sinallagmatica (Cass. civ. Sez. 2 n. 9661 del 15.04.2026)
- La ritenzione della caparra prevale sulla restituzione e l’accessorietà prescinde dal nomen iuris (Cass. civ. Sez. 2 n. 12162 del 01.05.2026)
- La domanda di risoluzione non è incompatibile con il recesso dal preliminare (Cass. civ. Sez. 2 n. 7288 del 26.03.2026)
- Responsabilità del direttore dei lavori per omessa vigilanza e concorso con l’appaltatore (Cass. civ. Sez. 2 n. 16396 del 26.05.2026)
- Obblighi di buona fede del notaio e responsabilità per difetto di abitabilità (Cass. civ. Sez. 3 n. 1603 del 24.01.2026)
- Dichiarazione mendace del venditore sui titoli abilitativi e nullità della compravendita (Cass. civ. Sez. 2 n. 7972 del 31.03.2026)
- La caparra confirmatoria pari al prezzo di un contratto preliminare è nulla, ma quella inferiore è valida (Cass. civ. Sez. 2 n. 8217 del 02.04.2026)
- Caparra confirmatoria sproporzionata: obbligo di indagine sulla volontà delle parti (Cass. civ. Sez. 2 n. 19987 del 15.06.2026)
- Risoluzione del preliminare e restituzione della caparra: la domanda di ripetizione sopravvive alla pronuncia di inadempimento dell’acquirente (Cass. civ. Sez. 2 n. 8573 del 06.04.2026)
- Lavori extra non autorizzati: divieto di compenso per l’appaltatore (Cass. civ. Sez. 1 n. 9763 del 16.04.2026)
- Termine essenziale e risoluzione automatica nel preliminare di vendita (App. Milano n. 515/2026)
- Risoluzione automatica per termine essenziale nel preliminare di vendita (App. Napoli n. 4075/2026)
- Recesso del committente e indennizzo ex art. 1671 c.c. nell’appalto (Trib. Bologna n. 1673/2026)
- Dolo ed errore per ipoteche non dichiarate in preliminare di vendita (App. Messina n. 447/2026)
- Gravi difetti dell’immobile: il venditore-costruttore risponde ex art. 1669 c.c. se ha diretto o sorvegliato i lavori (Cass. 16894/2026)
- Caparra confirmatoria e risarcimento del danno non si cumulano: chi pretende i danni ulteriori rinuncia al forfait (Cass. 4301/2026)
Guida pratica a cura dell’Avv. Danilo Scarlino. Aggiornata il 17 ottobre 2026.