Impugnazioni civili

Hai perso la causa? Cosa fare tra appello, Cassazione e revocazione

La sentenza è arrivata e hai perso. Prima contano i termini: da quando corrono, se sono già scaduti, se puoi ancora rimediare. Poi il rimedio giusto: appello, ricorso per cassazione, revocazione o semplice correzione. Qui trovi le risposte alle domande di chi ha perso una causa civile, ognuna fondata sulle decisioni commentate su questo sito.

Sei mesiIl termine lungo per impugnare decorre dalla pubblicazione della sentenza
Poi è definitivaRespinta nel merito, la domanda non si ripropone con prove migliori
Paghi solo se vinciNessun anticipo. Compenso solo con un risultato economico
Indice

Parti dalla tua situazione

Sette blocchi di domande e i passi da fare subito. Ogni risposta cita le decisioni da cui deriva, tutte commentate su studiolegalescarlino.com.

1 · Le strade possibili

Ho perso la causa: quali rimedi esistono

Appello, ricorso per cassazione, revocazione e correzione servono a cose diverse. Scegliere il rimedio sbagliato, o usarlo fuori tempo, può chiudere la partita.

AppelloNuovo esameFatti e diritto davanti al giudice di secondo grado
CassazioneErrori di dirittoNon si rivalutano le prove
RevocazioneErrore di fattoIl giudice ha percepito male gli atti
CorrezioneSvista materialeIl testo non corrisponde alla decisione
Ho perso la causa in primo grado: posso ancora rimediare?

Sì: il rimedio ordinario contro la sentenza di primo grado è l’appello. Non basta però dire che la decisione è ingiusta. L’atto deve individuare con chiarezza le questioni e i punti contestati della sentenza e affiancare a questa parte un’argomentazione che confuti le ragioni del primo giudice, a pena di inammissibilità; non servono formule sacramentali né un progetto alternativo di decisione (Cass. 25691/2026).

Conta la chiarezza, non la brevità: un atto prolisso non è per questo privo di specificità, se si capiscono le ragioni del dissenso e le modifiche richieste (Cass. 26268/2026). Prima di scriverlo, verifica i termini: li trovi nel blocco successivo.

Il giudice ha letto male un documento o la perizia: che rimedio ho?

Dipende dal tipo di errore. Se il giudice ha percepito male ciò che risulta dagli atti, ad esempio ha travisato le risultanze della consulenza tecnica omettendo una posta che dagli atti risultava inclusa, o ha supposto un fatto escluso dagli atti, come il decesso di una parte in realtà vivente, non c’è un errore di giudizio ma un errore di fatto. L’unico rimedio è la revocazione ai sensi dell’art. 395, n. 4, c.p.c.; il motivo di ricorso per cassazione che lo denuncia è inammissibile (Cass. 20967/2025).

Se invece contesti come il giudice ha valutato quel documento, la revocazione non serve: l’errore revocatorio non può riguardare l’attività interpretativa o valutativa del giudice (Cass. 26358/2026).

Nella sentenza c’è un errore evidente, o manca qualcosa che il giudice aveva deciso: devo fare appello?

Non sempre. Quando il testo della sentenza non corrisponde a ciò che il giudice ha deciso, il rimedio è la correzione dell’errore materiale (artt. 287 e 288 c.p.c.). La richiesta di integrare il dispositivo con l’ordine inibitorio enunciato nella motivazione, ad esempio, è un’istanza di correzione e non un appello incidentale: il giudice d’appello che la qualifica diversamente viola la corrispondenza tra chiesto e pronunciato (Cass. 26143/2025).

Lo stesso vale se il giudice non si è pronunciato sull’istanza di distrazione delle spese proposta dal tuo avvocato antistatario: si usa la correzione, non le impugnazioni ordinarie (Cass. 20881/2025). Nel procedimento di correzione non si liquidano spese, perché non c’è un soccombente (Cass. 5757/2026).

Non so se contro la decisione si fa appello o ricorso in Cassazione: come lo capisco?

Guarda come ha deciso il giudice, non come avrebbe dovuto decidere. Il mezzo di impugnazione si individua in base a quanto la legge prevede per le decisioni prese con il rito in concreto adottato, secondo la qualificazione dell’azione data dal giudice, giusta o sbagliata che sia: è il principio dell’apparenza, che tutela l’affidamento della parte (Cass. 1604/2025; Cass. 25546/2025).

Vale anche nelle opposizioni esecutive: il mezzo di impugnazione segue la qualificazione della domanda data dal giudice che ha pronunciato il provvedimento, anche se errata (Cass. 19128/2024).

Hai appena perso una causa?

Inviami la sentenza e, se c’è, la relata di notifica: in 48 ore sai quale rimedio hai, entro quando e con quali probabilità. La valutazione è gratuita.

Ottieni la valutazione gratuitaNessun anticipo, compenso solo con un risultato economico
2 · Termini

Quanto tempo hai per impugnare la sentenza

Il termine lungo decorre dalla pubblicazione; quello breve dalla notifica della sentenza al tuo avvocato. Il ricorso notificato fuori termine è inammissibile, e il giudice lo rileva anche d’ufficio.

Sei mesiTermine lungoDalla pubblicazione, se nessuno notifica
NotificaTermine breveDecorre dalla notifica al difensore
Sessanta giorniCassazioneDalla notifica della sentenza impugnata
1-31 agostoSospensione ferialeNon vale per le opposizioni esecutive
Quanto tempo ho per fare appello o ricorso in Cassazione?

Dipende anzitutto da una circostanza: se la sentenza è stata notificata o no.

Se nessuno la notifica, vale il termine lungo dell’art. 327 c.p.c., di sei mesi, che decorre dalla pubblicazione della sentenza e non dal suo inserimento nel registro cronologico (Cass. 23235/2025). Nei giudizi iniziati prima della riforma del 2009, che si applica ai procedimenti promossi dopo il 4 luglio 2009, il termine lungo è di un anno (Cass. 25484/2025).

Se la sentenza viene notificata, scatta il termine breve dell’art. 325 c.p.c. Per il ricorso per cassazione è di sessanta giorni dalla notificazione: oltre, il ricorso è inammissibile e il giudice lo rileva anche d’ufficio (Cass. 23762/2025). Per l’appello, in un caso esaminato dalla Cassazione, il gravame proposto oltre trenta giorni dalla notifica telematica della sentenza è stato dichiarato tardivo; basta la notifica a uno solo dei difensori costituiti (Cass. 25449/2025).

La sentenza è stata notificata a me personalmente, non al mio avvocato: il termine breve è partito?

No. Il termine breve non dipende da quando hai saputo della sentenza, ma dalla notificazione al procuratore costituito, cioè al tuo avvocato. La notifica eseguita alla parte personalmente non fa decorrere il termine breve (Cass. 20783/2025): resta il termine lungo.

Attenzione al rovescio della regola. Se nel ricorso per cassazione dichiari che la sentenza è stata notificata, quella dichiarazione fa decorrere il termine breve e ti obbliga a depositare copia autentica della sentenza con la relata di notifica; se manca, il ricorso è improcedibile, salvo che il documento sia comunque a disposizione del giudice (Cass. 26298/2026; Cass. 26096/2026).

Ad agosto i termini per impugnare si fermano? E i mesi del Covid contano?

Di regola sì: la sospensione feriale dei termini processuali va dal 1° al 31 agosto e si applica anche al termine lungo di impugnazione (Cass. 25484/2025). Se il termine lungo è caduto nel periodo dell’emergenza sanitaria del 2020, la sospensione straordinaria dei termini si cumula con quella feriale: il giudice d’appello che dichiara tardiva l’impugnazione senza contare entrambi i periodi sbaglia, e la sua sentenza viene cassata (Cass. 32768/2025).

C’è un’eccezione importante: la sospensione feriale non si applica alle opposizioni all’esecuzione, agli atti esecutivi e di terzo, né all’accertamento dell’obbligo del terzo pignorato (Cass. 28534/2025), e la deroga vale anche in Cassazione (Cass. 31620/2025). Se la tua causa riguarda un pignoramento, leggi la guida su pignoramenti ed esecuzione.

Il deposito telematico è stato rifiutato, o la PEC non funzionava: si può essere rimessi in termini?

La rimessione in termini (art. 153, comma 2, c.p.c.) richiede un fatto impeditivo estraneo alla volontà della parte, di carattere assoluto e in rapporto causale determinante con la decadenza. Il malfunzionamento della casella PEC rientra nella sfera di dominio dell’interessato o della sua organizzazione professionale e non basta; non basta neppure una generica documentazione tecnica (Cass. 9065/2024).

Se il deposito telematico riceve il messaggio di errore E0606, il deposito si considera mai avvenuto: va rifatto subito, finché il termine non è scaduto. Se il secondo deposito arriva dopo la scadenza, la rimessione in termini non si ottiene per il solo tipo di errore (Cass. 20516/2024). Se il termine è stato perso per un errore del difensore, leggi la guida sugli errori dell’avvocato.

Temi di aver perso il termine?

Inviami la sentenza con la data di pubblicazione e, se c’è, la relata di notifica: in 48 ore sai se il termine è ancora aperto e quanto tempo resta. La valutazione è gratuita.

Ottieni la valutazione gratuitaNessun anticipo, compenso solo con un risultato economico
3 · Causa sconosciuta

Hai scoperto una sentenza in una causa di cui non sapevi nulla

Se la notifica dell’atto introduttivo era nulla e per questo non hai saputo del processo, puoi impugnare anche dopo il termine lungo. Il punto decisivo è chi deve provare cosa.

Ho scoperto una sentenza contro di me in una causa di cui non sapevo nulla: posso ancora impugnarla?

Sì, a certe condizioni. Il contumace può impugnare dopo la scadenza del termine lungo dell’art. 327, primo comma, c.p.c. solo se prova sia la nullità della citazione o della sua notificazione, sia la mancata conoscenza del processo a causa di quella nullità (Cass. 31907/2025).

Chi deve provare cosa dipende dal vizio. Se la notificazione è inesistente, la mancata conoscenza si presume e tocca alla controparte dimostrare che sapevi del processo. Se è soltanto nulla, secondo Cass. 31907/2025 e Cass. 6797/2024 si presume la conoscenza, e spetta a te provare, anche per presunzioni, che la nullità ti ha impedito di conoscere l’atto.

Sulla notifica nulla le decisioni commentate sul sito non sono allineate. Cass. 33696/2025, accertata la nullità della notificazione dell’atto introduttivo e dell’ordinanza conclusiva del primo grado, ha affermato che il contumace che deduce il vizio fa presumere la mancata conoscenza del processo, e che spetta alla controparte provare la conoscenza e il momento in cui è avvenuta, dal quale decorre il termine dell’art. 327, primo comma, c.p.c.

Mi hanno notificato come irreperibile, ma il mio indirizzo si poteva trovare: la notifica è valida?

Non necessariamente. La notificazione agli irreperibili prevista dall’art. 143 c.p.c. è valida solo se il notificante non era in grado di conoscere, con la comune e ordinaria diligenza, la tua residenza, dimora o domicilio. Il giudice lo valuta nel caso concreto, secondo parametri di normalità e buona fede. Le ricerche nel luogo di ultima residenza nota devono essere effettive, e l’ufficiale giudiziario deve darne conto con esiti precisi e con l’indicazione della fonte: la notificazione è nulla se le ricerche si risolvono nella formula «risulta sconosciuto alle persone interpellate» (Cass. 33696/2025).

È nulla anche la notifica dell’atto di appello eseguita a un indirizzo diverso da quello di residenza e perfezionata con le forme dell’art. 140 c.p.c.: la nullità travolge la dichiarazione di contumacia, e il giudice doveva disporre la rinnovazione della notificazione (Cass. 9001/2024).

La causa riguardava anche me, ma nessuno mi ha chiamato in giudizio: posso oppormi alla sentenza?

Se eri un litisconsorte necessario, cioè una parte senza la quale il giudizio non poteva svolgersi, sì: puoi proporre opposizione di terzo ordinaria contro la sentenza emessa in tua assenza, anche deducendo soltanto la violazione dell’integrità del contraddittorio (Cass. 20880/2025).

Non devi provare un danno ulteriore: il pregiudizio coincide con la mancata partecipazione a un giudizio che non poteva svolgersi senza di te. Nella revocatoria dell’atto di costituzione del fondo patrimoniale stipulato da entrambi i coniugi, ad esempio, il coniuge non debitore è litisconsorte necessario anche se non è proprietario dei beni (Cass. 20880/2025).

Hai scoperto una sentenza a tua insaputa?

Inviami la sentenza, gli atti di notifica che risultano e la prova di dove abitavi in quel periodo: in 48 ore sai se la notifica è contestabile e se puoi ancora impugnare. La valutazione è gratuita.

Ottieni la valutazione gratuitaNessun anticipo, compenso solo con un risultato economico
4 · Appello

Fare appello senza farselo dichiarare inammissibile

L’appello va scritto contestando la sentenza punto per punto; può essere fermato subito con il filtro dell’art. 348-bis; in appello non si porta ciò che andava portato prima.

Art. 342Motivi specificiPunti contestati e ragioni del dissenso
Art. 348-bisFiltroInammissibilità decisa alla prima udienza
Art. 345Niente di nuovoDomande nuove inammissibili
Appello incidentaleAnche se hai vintoPer le eccezioni respinte
La Corte d’appello ha chiuso il mio appello con un’ordinanza di inammissibilità: cosa posso fare?

L’ordinanza di inammissibilità per mancanza di ragionevole probabilità di accoglimento (art. 348-bis c.p.c.) va pronunciata all’udienza dell’art. 350 c.p.c., sentite le parti e prima della trattazione; il potere è precluso se il giudice ha già svolto gli adempimenti del secondo comma dell’art. 350 (Cass. 4996/2024). Il semplice rinvio dell’udienza per adempimenti preliminari, come l’acquisizione del fascicolo di primo grado, non consuma invece il potere, se la trattazione del merito non è iniziata (Cass. 26266/2026).

Contro la decisione si propone ricorso per cassazione avverso la sentenza di primo grado, perché è sulle sue ragioni che si fonda il giudizio di inammissibilità (Cass. 21815/2025); l’ordinanza che conferma le statuizioni di primo grado non è autonomamente impugnabile (Cass. 6785/2024). L’ordinanza è ricorribile in Cassazione solo per i suoi vizi propri, cioè violazioni della legge processuale, o per motivazione mancante, apparente o incomprensibile (Cass. 8545/2026).

Posso portare in appello documenti o domande nuove?

Di regola no. La domanda nuova proposta per la prima volta in appello è inammissibile ai sensi dell’art. 345 c.p.c. Non è nuova, però, la domanda che cambia solo la qualificazione giuridica dell’unico diritto fatto valere, fermi i fatti costitutivi (Cass. 12821/2024). E la nullità del contratto ha un regime particolare: la domanda di nullità proposta in appello va esaminata come eccezione, perché il giudice deve rilevare d’ufficio ogni causa di nullità (Cass. 25514/2026).

Per i documenti nuovi l’art. 345, terzo comma, c.p.c. richiede una causa non imputabile. Le Sezioni Unite l’hanno esclusa per i documenti sulla proprietà del bene danneggiato prodotti in appello: la prova della titolarità era un presupposto della domanda e l’interesse a produrla esisteva fin dall’inizio del giudizio (Cass. S.U. 26353/2026).

Ho vinto in primo grado, ma il giudice ha respinto una mia eccezione: se l’altro appella, devo appellare anch’io?

Sì, se il giudice di primo grado ha respinto espressamente un’eccezione di merito, ad esempio la prescrizione, anche se alla fine hai vinto. Per riportarla davanti al giudice d’appello devi proporre appello incidentale: la semplice riproposizione ai sensi dell’art. 346 c.p.c. basta solo per le domande e le eccezioni rimaste assorbite o non esaminate. Senza appello incidentale, sul rigetto dell’eccezione si forma il giudicato interno (Cass. 26144/2026).

Il principio vale anche quando il rigetto risulta da un’enunciazione indiretta che ne sottende chiaramente l’infondatezza (Cass. 25696/2026).

Ho perso davanti al giudice di pace: posso fare appello?

Sì, con un limite. Nelle cause di valore fino a 1.100 euro decise dal giudice di pace secondo equità, l’appello è ammesso nei casi previsti dall’art. 339, terzo comma, c.p.c., tra cui la violazione di norme processuali. La quantificazione delle spese partecipa del giudizio equitativo: l’appello proposto per contestare il solo importo delle spese è inammissibile (Cass. 25698/2026).

Se il giudice di pace si è dichiarato incompetente e tu appelli, il tribunale deve decidere la causa nel merito, qualunque sia l’esito della censura sulla competenza, e non può rimandarti davanti al giudice di pace fuori dai casi degli artt. 353 e 354 c.p.c. (Cass. 25769/2026).

Devi impostare un appello?

Inviami la sentenza, l’atto introduttivo e le memorie del primo grado: in 48 ore sai quali motivi reggono, quali rischiano l’inammissibilità e se devi appellare anche in via incidentale. La valutazione è gratuita.

Ottieni la valutazione gratuitaNessun anticipo, compenso solo con un risultato economico
5 · Cassazione

Ricorso in Cassazione: cosa puoi chiedere e cosa no

La Cassazione giudica violazioni di legge, vizi del procedimento e motivazioni solo apparenti. Non rifà la valutazione delle prove, e con due sentenze conformi nel merito i margini si restringono.

N. 3Violazione di leggeNorme indicate e confrontate con la sentenza
N. 4Vizi del procedimentoCome l’omessa pronuncia su un motivo
N. 5Omesso esameDi un fatto storico decisivo
Doppia conformeSolo nn. 1-4L’omesso esame è precluso
Posso andare in Cassazione per far rivalutare le prove?

No. In Cassazione non si discute di nuovo chi aveva ragione sui fatti. La violazione della regola sull’onere della prova (art. 2697 c.c.) si configura solo quando il giudice attribuisce l’onere a una parte diversa da quella che ne era gravata, non quando contesti la valutazione delle risultanze istruttorie (Cass. 26301/2026).

Il vizio di omesso esame (art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.) riguarda un vero e proprio fatto storico, non una questione, una deduzione difensiva o il complesso dei materiali di causa (Cass. 25700/2026). Se le sentenze di primo e secondo grado sono conformi nel merito, la cosiddetta doppia conforme, il ricorso è ammesso solo per i motivi dei numeri da 1 a 4 dell’art. 360: l’omesso esame resta precluso (Cass. 26412/2026; Cass. 21873/2025).

La sentenza d’appello non spiega davvero perché ho perso, o ignora un mio motivo: è un vizio?

Può esserlo. La motivazione apparente c’è quando la motivazione, pur scritta, non rende comprensibile il fondamento della decisione, perché le argomentazioni sono obiettivamente inidonee a far conoscere il ragionamento del giudice: la sentenza è nulla (Cass. 26143/2026). È stata cassata con rinvio, ad esempio, la sentenza d’appello che confermava il primo grado con enunciati apodittici e un richiamo generico alla decisione impugnata; la motivazione per relationem è legittima solo se le ragioni della decisione sono attribuibili al giudice d’appello in modo chiaro (Cass. 26089/2026).

Se il giudice d’appello non ha deciso un tuo motivo, c’è omessa pronuncia: violazione dell’art. 112 c.p.c. e nullità della sentenza, denunciabile ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c. Non basta che la questione sia evocata genericamente in motivazione: deve emergere una statuizione che la risolva, almeno implicitamente (Cass. 26188/2026).

La Corte d’appello ha dichiarato inammissibile il mio appello e ha aggiunto che era comunque infondato: cosa devo contestare?

Devi contestare anzitutto la ragione di inammissibilità. Quando il giudice d’appello dichiara inammissibile il gravame per ragioni di rito, si spoglia della potestas iudicandi: le considerazioni che aggiunge sul merito sono puramente ipotetiche e virtuali (Cass. 26268/2026; Cass. 3465/2025).

Di conseguenza, il ricorso per cassazione che non aggredisce la prima, autonoma e dirimente ragione della decisione, come l’inammissibilità per aspecificità dei motivi, non la supera ed è inammissibile (Cass. 26427/2026; Cass. 3465/2025).

Il mio ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile per ragioni di forma?

Sì. Il principio di autosufficienza non impone di trascrivere integralmente gli atti, ma esige che il ricorso ne riporti puntualmente il contenuto e indichi dove si trovano negli atti del giudizio di merito (Cass. 24753/2026); chi lamenta l’interpretazione sbagliata di un contratto deve indicarne con esattezza i termini e localizzarne il contenuto (Cass. 26163/2026).

È inammissibile il motivo che mescola censure eterogenee, motivazionali e di violazione di legge, lasciando alla Corte il compito di isolarle (Cass. 25732/2026). Chi denuncia la violazione di legge deve indicare le norme violate, esaminarne il contenuto e raffrontarlo con le affermazioni in diritto della sentenza impugnata (Cass. 21431/2025).

Se la Cassazione mi dà ragione e rinvia la causa, il nuovo giudice può darmi meno di prima?

No, se la decisione precedente è stata impugnata soltanto da te. Nel giudizio di rinvio dopo la cassazione opera il divieto di reformatio in peius: in un caso di equa riparazione, il giudice del rinvio non ha potuto ridurre l’importo già riconosciuto, perché l’amministrazione non aveva impugnato (Cass. 8932/2024).

Il giudice del rinvio deve inoltre pronunciarsi sulle spese di tutte le fasi del procedimento (Cass. 8932/2024).

Stai valutando il ricorso in Cassazione?

Inviami la sentenza d’appello, quella di primo grado e gli atti dei due gradi: in 48 ore sai se ci sono motivi ammissibili, se c’è una doppia conforme e quanto tempo resta. La valutazione è gratuita.

Ottieni la valutazione gratuitaNessun anticipo, compenso solo con un risultato economico
6 · Revocazione e giudicato

Revocazione e sentenza definitiva: quando la causa si può riaprire

La revocazione corregge una svista nella lettura degli atti o una frode processuale, non un giudizio sbagliato. Una domanda respinta nel merito non si ripropone con prove migliori.

La Cassazione ha respinto il mio ricorso per una svista evidente: posso chiedere la revocazione?

Sì, ma solo per un errore di fatto (artt. 391-bis e 395, n. 4, c.p.c.): la decisione si fonda sull’esistenza o inesistenza di un fatto che la realtà processuale esclude o afferma. L’errore non può riguardare l’attività interpretativa o valutativa della Corte (Cass. 26358/2026), e il fatto non deve essere stato terreno di discussione tra le parti (Cass. 21570/2025). Se lamenti che la Corte non ha esaminato un tuo motivo, devi dimostrare una svista nella lettura degli atti interni al giudizio di legittimità (Cass. 26173/2026).

La domanda deve contenere, a pena di inammissibilità, il motivo di revocazione, l’esposizione sommaria dei fatti di causa e l’indicazione specifica degli atti e dei documenti su cui si fonda (Cass. 21447/2025).

La controparte ha mentito in causa: posso far revocare la sentenza?

Non per la sola menzogna. Il dolo processuale che consente la revocazione (art. 395, n. 1, c.p.c.) non è integrato dalla violazione del dovere di lealtà e probità, né dalle allegazioni false, dalle reticenze o dal mendacio della controparte (Cass. 21735/2025, su una sentenza della stessa Cassazione).

Occorre un’attività intenzionalmente fraudolenta: artifizi o raggiri diretti e oggettivamente idonei a paralizzare la tua difesa e a impedire al giudice l’accertamento della verità, così da pregiudicare l’esito del processo (Cass. 21735/2025).

Ho perso perché mancavano prove: posso rifare la causa con prove nuove?

No, se la domanda è stata respinta nel merito. Il rigetto di una domanda, nel caso deciso di rivendicazione, per difetto di prova forma giudicato sostanziale sul rapporto e impedisce alla parte soccombente, ai suoi eredi e aventi causa di riproporre la stessa questione in un nuovo giudizio sulla base di prove ulteriori o migliori (Cass. 26135/2026).

Effetti analoghi ha il decreto ingiuntivo non opposto, il cui giudicato copre il credito, il rapporto e il titolo su cui si fondano (Cass. 22466/2025): ne parla la guida sul decreto ingiuntivo.

Pensi che la sentenza si fondi su un errore di fatto?

Inviami la sentenza e gli atti che il giudice avrebbe letto male: in 48 ore sai se si tratta di un errore revocatorio o di un errore di giudizio, e quale rimedio ti resta. La valutazione è gratuita.

Ottieni la valutazione gratuitaNessun anticipo, compenso solo con un risultato economico
7 · Accordo e spese

Accordo con la controparte, rinuncia e spese dell’impugnazione

Se la lite si chiude con un accordo mentre pende il ricorso, la rinuncia estingue il giudizio senza raddoppio del contributo unificato. In appello le spese del primo grado cambiano solo a certe condizioni.

Mentre pende il ricorso in Cassazione abbiamo trovato un accordo: cosa succede?

Il ricorrente rinuncia al ricorso e il giudizio si estingue. Se la rinuncia è accettata dalle controparti, o interviene per effetto di una transazione, non c’è pronuncia sulle spese (Cass. 22168/2025; Cass. 26730/2025). La rinuncia è valida anche se l’altra parte non vi aderisce: in quel caso le spese restano a carico di chi rinuncia, e l’eventuale impugnazione incidentale tardiva va comunque esaminata (Cass. 7418/2024).

Non è dovuto il raddoppio del contributo unificato: la misura si applica solo nei casi tipici di rigetto dell’impugnazione o di declaratoria di inammissibilità o improcedibilità (Cass. 26730/2025; Cass. 22168/2025; Cass. 7418/2024).

Ho vinto l’appello solo in parte: cambiano le spese del primo grado?

Non automaticamente. Se l’appello è respinto, il giudice non è tenuto a modificare il capo sulle spese di primo grado, salvo un autonomo motivo di impugnazione dedicato alle spese (Cass. 15427/2024). Se la sentenza è riformata in parte, il capo sulle spese di primo grado può essere rivisto solo dopo un rigoroso riscontro di dipendenza tra le spese e i capi riformati (Cass. 7622/2025).

Se invece hai vinto in primo grado e l’appello dell’avversario è accolto solo in parte, senza che la tua domanda sia respinta neppure in parte, la condanna alle spese a tuo favore non cade, in difetto di impugnazione incidentale sul punto: lo impedisce il giudicato interno (Cass. 21991/2026). Per lite temeraria, compensazione e importi delle spese c’è la guida sulle spese di lite.

Ho perso in appello e ricorro in Cassazione: posso chiedere di sospendere l’esecuzione della sentenza?

Sì. La sospensione dell’esecuzione della sentenza si chiede con la procedura dell’art. 373 c.p.c., che si svolge davanti al giudice di appello (Cass. 16289/2026).

Anche quella fase ha un costo. Le spese sostenute davanti al giudice d’appello per la procedura di sospensione possono essere liquidate dalla Corte di cassazione, previa istanza specifica e documentata depositata nei termini dell’art. 372 c.p.c. (Cass. 16289/2026); la regolazione delle spese disposta dalla Cassazione riguarda l’intero giudizio, compresa la fase incidentale dell’art. 373 (Cass. 5757/2026).

State trattando un accordo o temi l’esecuzione della sentenza?

Inviami la sentenza, il ricorso e la proposta dell’altra parte: in 48 ore sai cosa conviene fare del giudizio pendente e quali costi eviti. La valutazione è gratuita.

Ottieni la valutazione gratuitaNessun anticipo, compenso solo con un risultato economico
8 · Adesso

Cosa fare adesso, in quest’ordine

1

Raccogli i documenti

La sentenza con la data di pubblicazione, la relata di notifica se c’è, gli atti del giudizio (citazione, comparse, verbali, memorie) e i documenti prodotti: il ricorso in Cassazione deve indicarli con precisione.

2

Guarda i termini

Sei mesi dalla pubblicazione se la sentenza non è notificata; il termine breve dalla notifica al tuo avvocato, sessanta giorni per la Cassazione. Ad agosto i termini sono sospesi, ma non nelle opposizioni esecutive. Se non sapevi della causa, l’impugnazione tardiva richiede la prova della nullità della notifica.

3

Scegli il rimedio giusto

Appello per un nuovo esame, Cassazione per violazioni di legge e vizi della motivazione, revocazione per l’errore di percezione degli atti, correzione per la svista materiale. Se il termine è stato perso per un errore del difensore, c’è la guida sugli errori dell’avvocato.

Valutazione gratuita del caso

Raccontami com’è andata e allega la sentenza con la relata di notifica, se c’è. Entro 48 ore sai se puoi ancora impugnare, con quale rimedio e con quali probabilità. Se procediamo, paghi solo se vinci: nessun anticipo, compenso solo con un risultato economico.

Archivio

Le decisioni commentate sul tema

Ogni commento riporta massima, fatto, motivazione e il link al provvedimento ufficiale. L’elenco comprende le decisioni pertinenti, aggiornato al 18 ottobre 2026 (nei gruppi più numerosi le 100 più recenti); il commento articolo per articolo delle norme sulle impugnazioni è nella categoria Codice di procedura civile.

Appello: termini, forma e inammissibilità (100)

Ricorso per cassazione (100)

Revocazione, opposizione di terzo e correzione della sentenza (100)

Termini per impugnare, notifica e giudicato (100)

Sospensione dell’esecuzione, del processo e dei termini (63)

Lite temeraria e contributo unificato raddoppiato (100)

Altre decisioni sulle impugnazioni civili (21)

Guida pratica a cura dell’Avv. Danilo Scarlino. Aggiornata il 18 ottobre 2026.